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I condòmini e le liti giudiziarie




22.04.03

Capita spesso che i singoli condomini si trovino costretti dalla maggioranza a "subire" passivamente liti giudiziarie ed esiti delle stesse senza poter intervenire e trovarsi, di conseguenza, a patire danni economici per decisioni spesso inopportune, prese da altri.

In breve si intende esporre i principi contenuti nel Codice Civile, così come interpretati dalla giurisprudenza.

Per quanto concerne la rappresentanza dell'amministratore, la S.C. è ormai decisamente orientata a non ritenere il condominio una persona giuridica, bensì un ente di gestione sfornito di qualsivoglia personalità nel quale l'amministratore, pur agendo quale rappresentante dei condomini in giudizio, non priva questi ultimi di partecipare attivamente ed autonomamente alla lite, impugnando, anche in Cassazione, l'eventuale esito favorevole della causa (Cass. 28/8/2002 n. 12588, Cass. 7/8/2002 n. 11882); ciò naturalmente solo in relazione alla propria quota di proprietà; d'altro canto, la pronunzia sfavorevole emessa nei confronti dell'amministratore, qualora non venga impugnata, costituisce giudicato sostanziale nei confronti dei singoli, i quali subiranno le conseguenze negative del provvedimento per tutti i fatti contestati e decisi in causa (Cass.22/8/2002 n. 12343).

E' disposizione espressa del Codice Civile (art. 1132) che il condomino che intenda estromettersi dalla lite instaurata o subita dal condominio possa, notificando il proprio dissenso all'amministratore, nel termine di decadenza di trenta giorni dalla decisione assembleare di agire o resistere, evitare gli esiti pregiudizievoli, dati dalle spese legali, della controversia.

Tale norma, peraltro, viene interpretata dalla giurisprudenza nel senso che, qualora l'assemblea non abbia assunto una decisione, ma sia stato l'amministratore ad agire senza preventiva decisione collegiale, al singolo non sia data la possibilità di dissentire, ovvero la sua manifestazione di dissenso non abbia efficacia (Cass. 2/3/1998 n. 2259).

Tale ultima pronunzia è da estendersi a tutti i casi contenuti nell'articolo 1130 c.c., il quale elenca le competenze dell'amministratore atteso che, in tali ipotesi, l'amministratore non solo non è tenuto a chiedere l'assenso dell'assemblea per agire o resistere, ma neppure può esimersi dal farlo anche qualora la maggioranza si esprimesse in senso contrario.

Ad esempio, l'amministratore non necessita dell'assenso dell'assemblea al fine di agire in sede possessoria nei confronti di un terzo o condomino che si renda responsabile di turbative su parti condominiali, né necessita di detto assenso nel caso si renda necessario procedere con decreto ingiuntivo nei confronti di condomini morosi.

E' da rilevare, inoltre, che la giurisprudenza interpreta estensivamente le competenze dell'amministratore; ad esempio non ritiene esorbiti dalle sue funzioni resistere in giudizio nell'ipotesi di impugnazione di delibera assembleare, rientrando nei suoi compiti l'esecuzione delle delibere, né il resistere in giudizio nell' ipotesi di opposizione a decreto ingiuntivo da parte del condomino moroso (Cass. 29/12/999 n. 14665).


Dallo stesso autore:

Di Avv. Paolo Gatto del 22.04.03 00:00



Commenti e osservazioni

Salve
Vorrei esporle un problema che mi sta molto a cuore e che non riusciamo a risolvere da molti anni.
Nel 1990 i miei genitori acquistarono 1000mq di terreno per costruire un palazzo di 3 appartamenti, loro occuparono il secondo piano. Qualche tempo dopo un impresa di costruzione acquistò tutto il terreno intorno e iniziò a costruire delle villette in poche parole ci vedemmo sfumare il sogno di avere una casa indipendente e ci ritrovammo ad abitare in un parco.
Da allora i miei genitori sono sempre stati costretti a pagare il condominio in eguale quote degli altri condomini anche perchè non si è mai parlato di tabelle millesimali e spero che mai se ne parlerà perche i miei non pagherebbero mai dato che la loro casa è molto grande.
In poche parole i miei genitori non sono mai andati da un avvocato e per quieto vivere hanno sempre pagato, ora la quota condominiale è arrivata a 20.00 euro e la pretenderebbero anche da me visto che io che da poco mi sono sposata ho occupato il primo piano del palazzo. Intendo precisare che l’amministratore altro non è che un condomino del parco che non si preoccupa minimamente di far rispettare le regole del condominio ma pensa solo ad accaparrarsi le quote condominiali, anche se sottolinea ogni volta che lui non percepisce alcun guadagno.
Vorrei sapere se c’è un modo per non pagare, o magari, pagare il minimo possibile appellandomi al fatto che i miei genitori non hanno mai comprato nessuna casa nel parco ma si sono trovati in questa situazione contro la loro volontà?
Pertanto noi vorremmo pagare solo la quota diviso tutti i condomini delle bollette dell’ENEL e le fatture per l’espurgo delle fogne visto che abbiamo delle fogne biologiche.
Inoltre dato che sul contratto dell’acquisto del terreno noi abbiamo la servitù di passaggio se un giorno il comune ci fornisse di fogne adeguate potremmo non pagare dato che non usufruiremo poi di nessun altro servizio?
Cordiali saluti

Inviato da: clemy il 15.09.07 18:30

salve:
Nel mio appartamento vorrei sostituire la porta d'ingresso, la vecchia è una porta interna adattata e priva di isolamento acustico, inoltre, dal punto di vista della sicurezza è inaffidabile.
La porta risale agli anni '70 e i pannelli che ne costituiscono le facciate risultano introvabili.
Alcuni condomini, in sede di riunione condominiale, mi hanno vietato la sostituzione anche dopo aver dato garanzia che la nuova sarebbe stata di tonalità vicina a quelle del condominio. Vorrei sapere se il loro divieto è legittimo e se no a quali norme posso appellarmi. GRAZIE

Inviato da: gigi il 15.05.08 16:02

Mi scusi se glielo dico, ma ha dato troppa importanza al giudizio di taluni condomini, i quali farebbero bene a tacere, perchè lei la porta la può sostituire eccome!!!
Basta attenersi a forma e colori di quelle già presenti sul pianerottolo o al limite nella scala.
Un bravo falegname del settore sa benissimo che deve rispettare fedelmente forma e colori, quindi la faccia realizzare senza alcun tentennamento, pregando i pettegoli, ignoranti e invidiosi, di farsi i fatti propri.
aggiungerà che poi, volendo, si potranno rivolgere al giudice, così ci rimetteranno anche le spese legali.
Ma scherziamo? alcuni condomini .......io li avrei denunciati subito dopo......
Non li pensi e vada avanti per la sua strada.....li snobbi e se dovessero darle fastidio si rivolga ai Carabinieri.
Saluti cordiali

Inviato da: geometraTerracciano il 16.05.08 15:56

Le segnalo la mia esperienza. Dal 1970 io e la mia famiglia abitiamo in un popoloso condominio di Roma, dove tutti si danno delle grandi arie, come fossero tutti benestanti e ricchi. La mia famiglia da quando abbiamo traslocato - è casa di prorietà - ha subìto di tutto. La famiglia di sopra che vanta acquisti frequenti di appartamenti e garages ha una figlia che soffre di depressioni e di complesso di inferiorità ha fatto in modo di inviarmela come compagna di scuola nello stesso istituto che ho frequentato. Inutile dire cambio di atteggiamento, calunnie, ripicche, pur se hanno piu' denaro di noi, le hanno studiate tutte per comandare a casa nostra, io poi dovevo essere distrutta. Ci hanno fatto terra bruciata intorno nel quartiere. Come difendersi? Con una denuncia? No, ci hanno pensato loro a farci la denuncia, dopo aver sbatacchiato per terra mio padre malato terminale che protestava il rumore fino alle 24.00 del nipotino che correva avanti e indietro indomito tutto il giorno! Fino a che qualcuno nel condominio ha vociferato con cosa questa gente si arricchisce! Non lo dico...ma è da immaginarselo: però alla formalità loro ci tengono! Fino a che la figlia mai paga della invidia verso di me si nasconde dietro la finestra facendo il solito dispetto da imbecilli: rubare l'ascensore così arrivo a casa dopo mezz'ora di su e giu'... Faccio presente che è ora una donna over40!! Non una ragazzina dunque! Un'altro all'ultimo piano DEVE gettare litri d'acqua... e un altro sotto DEVE dettarci regole di mantenimento garage! Faccio presente che in questi anni i lor signori hanno pure infiammato il clima condominiale contro di noi, soffiando pure sul portiere perché ci venisse contro e penalizzando la consegna della posta. Dal 1981 abbiamo dovuto vivere così. E' giusto?

Inviato da: babelind789 il 25.05.09 12:46

Gentile utente, NON è giusto!!!
Ma crede che queste ingiustizie, queste invidie, queste provocazioni e queste persecuzioni succedano soltanto nel condominio sito in un popoloso quartire di Roma?
Ebbene, le posso assicurare, senza tema di smentita che, rispondendo a tanti quesiti al giorno che mi vengono proposti e non solo sul forum di questo sito, dovunque si assiste a simili scempi dei rapporti interpersonali tra condomini, da NORD a SUD.
Il condominio, per una pratica consolidata e costante, è il luogo ove vincere o perdere le battaglie, dove l'assemblea consente libero sfogo, fino all'esasperazione di qualunque concetto, a tutti, perchè di tutto si parla fuorchè dei problemi reali riguardanti la proprietà comune, anzi è il luogo per accanirsi contro questo o quel condomino fini alla lite che può degenerare come spesso capita.
Il problema, OGGI rispetto a ieri, è la perdita di molti valori: da quelli spirituali a quelli familiari, da quelli di etica morale a quelli culturali, per cui è diventata, la nostra essitenza, una rincorsa nel NULLA, perchè è il NULLA che ha preso il sopravvento.
Arroganza, sopraffazione, invidia, gelosia e illusione danno oramai un senso alla nostra vita, che è diventata una vita di celluloide.
Speriamo in una rinascita della nostra società altrimenti le riflessini diventeranno sempre più insistenti, fino a renderci esseri completamente DEPRESSI.
E' una amara e cruda realtà, sta a noi STAVOLGERLA!!!
Saluti cordiali

Inviato da: IL TUO CONSULENTE geom TERRACCIANO il 25.05.09 14:56

sono proprietario di un appartamento ubicato in un condominio composto da 6 appartamenti. L'inquilino del piano terra, con porta finestra che dà accesso al giardino condominiale, pretende di dettare legge e fa come gli pare:
- lascaia il suo pastore tedesco libero per il giardino condominiale asserendo che gli serve per fare la guardia e poi è "BUONISSIMO".
- nonostante tutti i condomini abbiano un posto auto privato, lui parcheggia le sue due auto nello spazio condominiale, utilizzando il suo posto auto per stendere i panni.
Le abbiamo provate tutte, dall'amministratore ai carabinieri ai vigili urbani. Nessuno può fare nulla.
Come possiamo fare per risolvere la questione prima che succeda qualcosa di irreparabile?
grazie

Inviato da: roberto57 il 22.07.09 11:39

Bella domanda la sua!?!?!?
In effetti bisogna educare il condomino del piano terra, ebbene, lei pensa forse che un ricorso al giudice lo renderebbe persona perbene ed educata, rispettosa dei diritti altrui?
Personalmente ritengo di no.
Il parcheggio si può negare applicando dei persuasori a chiave, per il cane senza guinzaglio e lasciato libero si chiamano i Crabinieri, i quali hanno l'obbligo di intervenire perchè la bestia lasciata libera è un pericolo.
Saluti

Inviato da: Geom. TERRACCIANO-CONSULENTE GRATUITO il 22.07.09 16:31

se in una cascina di soli due affittuari uno dei due, nel mio caso io, se ne vuole andare perchè l'altro trova motivi assurdi per lamentarsi e la cosa è diventata assurda e invivibile chi paga i sei mesi al padrone di casa?

Inviato da: alessandra il 04.01.11 00:02
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