Breve analisi del nuovo conto energia

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  • In collaborazione con STA (Sistemi Tecnologici Avanzati) pubblichiamo un loro contributo informativo sull'analisi del nuovo conto energia nel fotovoltaico.

STA (Sistemi Tecnologici Avanzati) ci invia un contributo informativo sull'analisi del nuovo Conto Energia nell'ambito dell'incentivazione per il fotovoltaico.

STA è formata da un gruppo di professionisti composto da persone con esperienza nel campo della progettazione e gestione di sistemi, con idee innovative, conoscenza e passione per le nuove tecnologie.

Il 19 febbraio scorso è stato emanato il nuovo decreto che legifera l'incentivazione per il fotovoltaico.

Il nuovo conto energia prevede variazioni sia in ambito procedurale che relativamente alle tariffe incentivanti. Dal punto di vista procedurale è stato eliminato il tetto annuo di potenza incentivante ed è stato semplificato e velocizzato il percorso per l'accesso agli incentivi.

La procedura prevede che fin dal principio si richieda la connessione alla rete inviata insieme al progetto preliminare e ad impianto ultimato si effettui richiesta di concessione della pertinente tariffa incentivante, questo consente di elargire la concessione solo agli impianti realmente realizzati e funzionanti.

Per quanto concerne le tariffe il decreto prevede tre fasce di impianto, come evidenziato nella seguente tabella, a seconda della potenza dell'impianto, di queste la fascia classica di riferimento è la prima, ovvero impianti fino a 3 Kwp, che copre esigenze fino a circa 4.000 Kwh all'anno.

Tabella potenza impianto - tariffa

Tabella potenza impianto - tariffa

Per ogni fascia sono identificati 3 differenti tariffe che dipendono dalla tipologia di impianto, le tipologie di riferimento (ovvero le più diffuse) sono la posa su tetto piano o su tetto a falde che si riferisce alla tariffa per "impianto parzialmente integrato".

Considerando quindi un impianto parzialmente integrato di 3 Kwp l'investimento effettuato potrà essere recuperato in circa 8 anni, come è mostrato nel grafico sotto riportato, con un guadagno netto di circa 35.000 euro al 20° anno .

Grafico flusso di cassa

Grafico flusso di cassa

Un'ulteriore possibile aumento della tariffa incentivante può derivare dal conseguimento della certificazione energetica.

La certificazione energetica è il risultato di un'analisi edificio-impianto in cui si evidenziano le perdite energetiche dell'abitazione, le necessità energetiche per raggiungere un clima ergonomicamente ottimale e i possibili interventi per diminuire le perdite energetiche.

Molti interventi di riqualificazione energetica e lo stesso certificato sono finanziabili al 55% tramite la finanziaria 2007 (ovvero scaricabili dalle tasse in tre anni).

Coloro che accedono allo scambio sul posto ed effettuano la certificazione energetica ed i relativi interventi di risparmio consigliati nella stessa, possono richiedere che la tariffa incentivante aumenti del 50% della percentuale di risparmio ottenuta.

Ad esempio se si ha un impianto parzialmente integrato sotto i 3 Kwp che effettua lo scambio sul posto (tariffa 0.44) e si effettua un intervento di risparmio energetico che abbatta i consumi del 25%, si farà richiesta affinché la tariffa incentivante aumenti del 12.5% (la tariffa passa a 0.495).

Ora considerando che interventi di risparmio energetico sono solitamente relativi alle perdite di calore e che lo stesso investimento (45 % del costo dell'investimento) andrà ad essere recuperato tramite un minor consumo, ad esempio di gas per riscaldamento invernale, l'aumento della tariffa sarà tutto a vantaggio del nostro investimento in produzione di energia elettrica tramite fotovoltaico.

Riferendosi allo stesso esempio riportato prima il vantaggio che ne deriva è evidenziato dal grafico sotto riportato, dal quale si nota l'anticipo di un anno sul recupero dell'investimento e il raggiungimento di circa 40.000 euro di guadagno netto al 20° anno.

Grafico flusso di cassa

Grafico flusso di cassa.

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