Lettere pervenute

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  • Il Sunia chiede la restituzione dei soldi. Lavori extra capitolato. Il condominio e le canne condominiali esterne.

Riceviamo molte lettere alle quali non riusciamo a starci dietro, vista la complessità dei temi trattati. Qui ne riportiamo alcune delle più recenti e significative.

L'eterno riposo dell'inquilino.

Il caso di cui brevemente vi voglio parlare non riguarda me personalmente ma la mia fidanzata.

Nel 1991, a morte della madre, eredita la casa in cui viveva (perchè è figlia unica) e anche il 50%di una villetta che condivide con una zia materna. Nel luglio del 2000 anche questa zia muore per un male incurabile ed eredita, per volontà della zia e non per altro, anche l'altro 50% della villetta e l'appartamento dove abitava con la zia e dove tutt'ora abita.

La casa dei genitori in tutto questo tempo è stata messa in fitto ad una coppia di giovani sposi sin dal maggio del'94. Legge in vigore Patti in deroga. Invece l'inquilino come contratto ha fatto firmare quello con l'equocanone. Bella mazzata. Ce ne siamo accorti solo nel 2000 quando per cause di forza maggiore (£ 600.000 al mese non bastano per vivere 10 gg) gli abbiamo mandato una raccomandata dicendo amichevolmente che nel settembre del 2002 la locazione sarebbe finita in quanto la casa sarebbe stata messa in vendita.

Preavviso dato con largo anticipo.

L'inquilino era daccordo.

Arrivato il fatidico giorno, l'inquilino mi ha fatto un bel regalo facendo recapitare a casa una bellissima e simpaticissima lettera del SUNIA. nella quale l'avvocatessa C. G. chiedeva per il suo assistito la restituzione immediata della parte di fitto versata in eccedenza.

Scendevamo dalle nuvole.

Il legale al quale ci siamo rivolti purtroppo ha detto che ci ha imbrogliato con stile, e che adesso sarà difficile mandarlo via visto che lei è proprietaria anche di un'altra casa.

Allora mi domando e dico:

al giorno d'oggi un disoccupato come fe a mangiare?

Se ha la possibilità di vendere la casa per far si che possa avere un pezzo di pane?

La mia fidanzata purtroppo nella sua sfortuna di perdere i genitori sin da piccola e ultimamente anche la zia con cui viveva è stata anche fortunata ad avere un tetto sotto il quale ripararsi ma difficile da mantenere visto che sono due case e una villetta. Alle spese sto partecipando anche io ma non so fino a quando. Siamo in attesa a giorni della risposta del giudice e siamo sicuri che continuerà tranquillamente a dare la proroga. E'mai possibile che il proprietario non riesca ad rientrare più in possesso del proprio appartamento?

E' giusto secondo voi pagare le tasse?

L'inquilino dorme sogni tranquilli tanto non lo caccia nessuno. L'anno prossimo c'è anche la ristrutturazione esterna del palazzo come dobbiamo fare?

A Bari si dice : U patrun d'u ciu ccie a va scie allappeta; traduco : il padrone dell'asino deve andare a piedi ....... a voi il diritto di replica.

F. P.


ingiustizia?

Per dar corso a lavori da eseguirsi nel condominio dove abito (rifacimento del tetto, ridipintura esterna delle facciate, dipintura interna delle scale, rifacimento poggioli e grondaie), abbiamo incaricato un tecnico per predisporre un capitolato. Tale capitolato lo abbiamo poi consegnato a n. 3 imprese alle quali abbiamo chiesto un preventivo. La ditta che abbiamo scelto e che ha eseguito i lavori, alla fine presenta un surplus di circa 3000,00 Euro per imprevisti sui lavori del tetto (misure mal calcolate).

Ora mi chiedo:

  • avendo avuto un capitolato, l'impresa avrebbe dovuto comunque fare un sopralluogo per verificare?
  • Se non esiste nessun obbligo, possiamo rivalerci sul tecnico che ha eseguito il capitolato?
  • L'amministratore ha organizzato un incontro informale invitando la ditta per un confronto con i condomini (tra l'altro assente la maggioranza) e sono arrivati ad un accordo verbale che riconosce una parte del 3000,00 all'impresa.
    E' giusto il comportamento dell'Amministratore?

Io personalmente, ho ripreso l'amministratore dicendogli che per decidere qualcosa serve una delibera (e quindi una assemblea) e che comunque non dovrebbe essere il condominio a pagare gli imprevisti dovuti a negligenza (o dell'impresa o del tecnico).

M.V.


IL CONDOMINIO E LE CANNE FUMARIE CONDOMINIALI ESTERNE IN ACCIAIO INOX

ALLA GENTILISSIMA ATTENZIONE DI:

Staff_@_Proprietari.Casa.org e
p.c. _Geom. Giuseppe Sforza;
p.c. _Arch. Eugenio Luxardo;
p.c. _Avv. Pier Paolo Flori;
p.c. _Amm.re Ivano Di Meo;
p.c. _ad altri dello Staff e no

Bari 15_10_2003

Premesso che mi scuso anticipatamente per la lungaggine e la forma grammaticale di questa mia, ho un quesito/problema da sottoporVi/Le che ritengo essere alquanto importante sia per sollecitare chi é preposto nel "limare" articoli di Legge (Ministeri, Cassazione, Appello, ecc.), sia perché, a mio avviso, dovrebbe essere fatta chiarezza a carattere nazionale viste alcune nuove normative di Legge in materia oggetto della presente.
(se questo problema é stato già risolto, chiedo ulteriormente scusa per la mia ignoranza ed averVi/Le fatto perdere del rempo; altrimenti, lo sottoporrò anche a qualche mass-media).

Innanzitutto complimenti per il Sito su come é strutturato (non per "smielare") e sopratutto perchè almeno su questa "terra" esiste ancora qualcuno di buona volontà che ti dà una mano, con qualche piccolo consiglio no-profit nei limiti del possibile, su come "muoversi" e districarsi dai meandri della burocrazia e dall'interpretazione delle Leggi che, come ben sappiamo, sembrano fatte apposta per dare adito a libere interpretazioni ad ognuno di noi, con conseguenti "bastoni fra le ruote".

Per meglio comprendere il problema, sono costretto a premettere quanto segue:
Risiedo in Bari e sono proprietario di UNO di 10 appartamenti di un fabbricato che ha una vetustà di circa 40 anni, conformazione a "L", N.4 piani per lato, un attico ed un superattico (di fianco al volume tecnico ascensore).
Nell'anno 2001, in un'assemblea condominiale e in seconda convocazione (oltre i 2/3 dei millesimi e dei proprietari presenti), fu deliberata e approvata, la dismissione della centrale termica condominiale e di conseguenza anche il riscaldamento condominiale del quale ne usufruivano tutti i condomini.
La causa fu una serie di spese sostenute come, ad esempio, l'acquisto di una nuova caldaia a gasolio a sostituzione di quella di primo impianto, che a sua volta anche questa nuova caldaia si ruppe e fu sostituita con un'altra aventi le stesse caratteristiche e che, infine, anche quest'ultima ebbe le stesse sorti delle prime due (in pratica n.3 caldaie sostituite nell'arco di 7÷8 anni circa!!!!).

Per non parlare, poi, dei consumi di gasolio!

Altro motivo importante fu la preoccupazione sulla vetustà delle montanti dell'impianto condominiale (corrosioni e rischio di rotture) che erano "fuori traccia" ("a vista") passanti in qualche vano di ogni appartamento.
Quindi nella stessa assemblea, a causa di quanto su esposto, si decise che ognuno dei condomini avrebbe provveduto a farsi un proprio impianto di riscaldamento autonomo, non immaginando a quanti problemi si sarebbe andati incontro (per primi alcuni condomini, poi il resto.....).

Infatti alcuni condomini sono dovuti correre ai ripari per l'espletamento delle pratiche di un nuovo impianto autonomo, sia per "ignoranza" sia perché alcuni "cattivi" costruttori di impianti (e sono molti), utilizzano il sistema "mordi e fuggi" (costruiscono l'impianto prendono i soldi e scappano senza prendersi il "fastidio" di fare alcun D.I.A. o progetto, non informando e lasciando i poveri ignari committenti alle sanzioni decretate dalla Legge).

Ma questi problemi, hanno un aspetto poco rilevante rispetto a quelli delle canne fumarie e del modo di pensare di alcuni condomi (che qui non sto a raccontare; credo sia facilmente intuibile). Comunque, in un'assemblea successiva, riuscii a far deliberare e far approvare la nomina di un ingegnere per la redazione del progetto sia per l'esatta installazione secondo le norme richieste dal Comune di Bari, sia per salvaguardare il condominio, il sottoscritto e gli altri condomini da eventuali sanzioni per "inottemperanze" o "frodi di lavoro" da parte di alcuni installatori.

Per maggiori chiarimenti, il progetto prevede (vista la conformazione del fabbricato), l'installazioni di n.2 canne che serviranno n.4 appartamenti ciascuna, mentre l'attico e il superattico sono già indipendenti; comunque le due canne saranno ancorate anche lungo i loro muri perimetrali facenti parte delle parti comuni per terminare sopra il solaio di copertura del superattico come prescritto dalle norme.

Per ora, su una delle due canne, solo due condomini su quattro hanno l'impianto autonomo (lato dello scrivente), sull'altra invece solo tre condomini su quattro.
Il progetto é stato regolarmente redatto, approvato dal Comune e consegnato dall'ingegnere all'amm.re del condominio .
A seguito di ciò, "finalmente" (dopo due anni), si é arrivati ad una convocazione condominiale (07-10-U.S.) per la presentazione dei preventivi.

A questo punto, per quanto sopra detto, sembrava fosse tutto pronto, ma ecco "i bastoni fra le ruote".

Veniamo al dunque!

  1. L'assemblea, in seconda convocazione, é andata quasi deserta per non interessamento alla cosa e, comunque, i pochi partecipanti non avevano i preventivi in merito escluso il sottoscritto. Quindi la riunione condominiale é stata rimandata al 28-10-P.V..

    Ora "approfittando" in vista della prossima riunione condominiale e per non andare con ignoranza di informazioni, Vi/Le chiedo con cortese urgenza una risposta in merito alle seguenti domande:

  2. E' normale che i condomini che non hanno il proprio impianto di riscaldamento ad un tratto non sentano più freddo o trovino la scusa che non hanno soldi o altro e quindi non vogliono partecipare alle spese delle due canne fumarie (il sottoscritto, come loro, non naviga certo nell'oro, é un semplice dipendente)?
  3. A causa di ciò é normale che il sottoscritto e alcuni condomini che utilizzano il proprio impianto di riscaldamento, per non rimanere al freddo invernale, siano a rischio di ricevere un controllo da parte dei vigili tecnici con la conseguente sanzione che si aggira (per sentito dire) intorno ai 2500,00 euro procapite perché non si é potuto, ancor oggi, installare e quindi allacciarsi alle canne fumarie, secondo quanto prescrive la Legge per i nuovi impianti di riscaldamento autonomo, a causa di condomini dissenzienti alla partecipazione delle spese (cioè quelli che non hanno l'impianto autonomo e quindi per ora non interessati)?
  4. Perché i condomini dell'attico e superattico, che hanno il proprio impianto autonomo e che sono indipendenti e quindi per ovvi motivi non interessati (beati loro, poiché con un piccolo tratto di tubo di scarico arrivano facilmente sul solaio!), non sono tenuti a partecipare alle spese o almeno in quota parte?
  5. E' normale che fatta una Legge (ovviamente le istituzioni preposte sono tenute ad applicarle e farle rispettare), non si pensa a tutte queste problematiche derivanti?
  6. Esiste qualche sentenza di Cassazione o altro, che recita la compartecipazione (nel senso del vivere civile del tipo: "oggi a me domani a te") alle spese di installazione di alcuni condomini che, per il momento, non hanno ancora l'impianto di riscaldamento autonomo e che comunque si potranno allacciare successivamente?
  7. Perché solo il sottoscritto e l'altro proprietario oltre anche quelli dell'altra canna (come detto sopra) devono accollarsi "anticipatamente" la spesa non indifferente all'installazione delle canne fumarie per rispettare la Legge (da quanto detto dall'Amm.re)?
  8. Visto che queste canne fumarie da installare sono oggetto di assemblea condominiale, non dovrebbero, quindi, far parte delle parti comuni a tutti i condomini e conseguentemente partecipare tutti alle spese di installazione (non sarebbero servite a questo punto le riunioni condominiali, ognuno avrebbe potuto installare un proprio tubo, ma che bruttura di facciata, visti gli artt. del Codice Civile e le sentenze della cassazione nel loro rispetto)?

Da tutto questo traggo anche una conclusione:

Non capisco come stupidamente alcune persone non pensano che un domani, dovendosi allacciare, saranno costretti a far inalzare appositamente, dagli addetti ai lavori, un'impalcatura a loro cura e spese per allacciare la loro caldaia alla canna fumaria oltre che pagare anche la quota delle canne installate (vedi punto 7).

Rinnovando le mie scuse per averVi/Le tediato con questa mia, e fiducioso di una urgente risposta in merito, Vi/Le porgo distinti saluti (ma non finisce qui!!).

B. N.