Nuovo regolamento installazione impianti negli edifici

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  • E' entrato in vigore il decreto ministeriale n. 37/2008 sul riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici. Commenti e giudizi.

Segnaliamo che con l'entrata in vigore del decreto ministeriale n 37 del 22 Gennaio 2008, (G.U. n. 61 del 12 marzo 2008), cambia la normativa relativa all'installazione degli impianti negli edifici.

Il decreto è consultabile online all'indirizzo: www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/2008_0037.htm

ed è possibile scaricarlo in formato pdf dal seguente indirizzo:
www.pi.camcom.it/uploads/2008_07_14_13_55_34.pdf

così come su tanti altri siti web del settore.

Decreto del ministero dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37
Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici

ai sensi dell'articolo 3, comma 1, della legge n. 17 del 2007, con l'entrata in vigore del presente regolamento sono abrogati:

- il regolamento di cui al d.P.R. 6 dicembre 1991, n. 447,
- gli articoli da 107 a 121 del testo unico di cui al d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380,
- la legge 5 marzo 1990, n. 46, ad eccezione degli articoli 8, 14 e 16, le cui sanzioni trovano applicazione in misura raddoppiata per le violazioni degli obblighi previsti dallo stesso regolamento.

Il decreto interessa sopratutto le imprese installatrici degli impianti tecnologici negli edifici, ma non esonera i proprietari di immobili e gli amministratori dal prenderne coscienza e capirlo fino in fondo per valutare la correttezza della sua applicazione da parte di chi lavora nel settore.

Importante è comprendere quale sia l'ambito di applicazione del nuovo regolamento attuativo: Il decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d'uso, collocati all'interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l'impianto è connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.

Non mi è facile capire in che direzione va questo nuovo decreto. Assomiglia molto alla vecchia legge 46/90, tuttavia ci sono questioni di interpretazione ancora aperte e non chiare.

Una di queste è proprio l'ambito di applicazione del regolamento. Non ho capito se il decreto si applica solo agli edifici civili e loro pertinenze, cioè gli edifici classificati nelle categorie catastali A1, A2, A3, ecc, o se prende in considerazione anche gli edifici industriali, classificati nella categoria C1, C2, C3, ecc.

Mentre la 46/90 si applicava solo agli edifici ad uso civile, questa normativa si applica agli impianti posti al servizio degli edifici indipendentemente dalla loro destinazione d'uso. Ora io vorrei sapere quali sono gli impianti al servizio di un edificio. Se faccio un impianto termico o elettrico, lo faccio al servizio delle persone che vi abitano o vi lavorano e non al servizio dell'edificio. Posso fare anche un impianto elettrico al servizio di una macchina per farmi il caffè e non al servizio dell'edificio.

La mia interpretazione è che il decreto si applichi a tutti gli edifici sia civili che industriali. Tuttavia ho letto su riviste specializzate che sono esclusi dall'ambito di applicazione tutti gli impianti industriali e produttivi, in quanto essi non sono posti al servizio degli edifici.

Io voglio capire. Se devo fare un impianto elettrico in un locale industriale di cui sono proprietario, un capannone per esempio, devo o non devo applicare il nuovo decreto o devo continuare a fare riferimento alla legge 46/90 che questo decreto abroga?

Se l'impianto elettrico è al servizio dell'edificio perché mi serve per illuminarlo, allora dovrei applicare il nuovo decreto? Ma io non andrò mai a fare un impianto elettrico al servizio di un edificio. Se lo faccio, lo faccio al mio servizio o al servizio di chi ci lavora o ci abita, altrimenti non lo faccio. Se faccio l'impianto elettrico non per illuminare il locale, ma al servizio delle persone o per dare corrente alle macchine che ci metto dentro per farmi il caffè, allora in questo caso non devo più applicare il decreto, secondo l'interpretazione che ho letto su riviste specializzate, perché l'impianto elettrico è al servizio delle macchine e non dell'edificio.

C'è da diventare cretini a questo punto. Non ho seguito l'evoluzione di questo nuovo regolamento ed eventuali chiarimenti da parte del Ministero, per cui, se qualche esperto del settore ha chiarimenti da fare in merito, ben venga.

Non sono un legale, ma vorrei essere messo nelle condizioni di capire con certezza quando va applicato il decreto, perché così come è formulato l'art.1 in merito all'ambito di applicazione della normativa, c'è da mettersi le mani nei capelli, secondo me. Soprattutto quando si tratta di gestire una locazione industriale dove gli impianti vengono installati e gestiti dal locatario in base alle sue esigenze, al suo servizio e non al servizio del mio edificio.

Comunque c'è poco da scherzare, perché il decreto riguarda anche la progettazione degli impianti, la loro sicurezza e la loro conformità, dalla cui attuazione o meno dipendono responsabilità in campo civile e penale per proprietari e committenti, i quali sono poi loro chiamati ad aprire il portafoglio e tirare fuori i soldi per le spese e le incombenze burocratiche in termini di denaro e tempo che le imprese devono sostenere per attuare le disposizione previste.

Le sanzioni previste per il mancato rispetto delle norme sono raddoppiate, inoltre prevedono la nullità dei patti stipulati.

Ti invito quindi a leggere il nuovo regolamento e a farti una tua idea della giungla normativa e documentale chiamata in causa. E' una vergogna secondo me, perché il legislatore dovrebbe esonerare i proprietari e più in generale i cittadini da tali incombenze burocratiche, indirizzandole invece sugli enti pubblici di controllo che noi cittadini e proprietari immobiliari paghiamo con le nostre tasse. Sono gli enti pubblici che dovrebbero essere investiti di responsabilità al fine di garantire un controllo e una assistenza alle imprese nell'attuare le normative che il legislatore partorisce. Altrimenti cosa ci stanno a fare?