Lettere pervenute

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  • Ingiustizia ICI e permessi comunali, discussione affitti e tema casa, situazione abitatativa controversa e richiesta consigli.

i.c.i. + permessi comunali del 29/02/2004
Da numerosi anni soffro in silenzio la vessazione ingiusta e medievale dell'I.C.I.. Pensate che ho costruito con grande sacrificio la mia casa scegliendo di vivere in campagna (anche perchè per comperare un appartamento in città non aveva abbastanza soldi).

Mi sono accorta con il tempo che tra la spesa dei riscaldamenti, quella dei R.R.S.U. e il pagamento dell'I.C.I. praticamente finivo con avere più spese di chi è in affitto e per di più avevo fatto sacrifici grossi per diventare proprietaria. Provo una rabbia enorme nei confronti delle Istituzioni italiane che si comportano peggio di uccellacci RAPACI! Inoltre ho scoperto quest'anno che per costruire un piccolo padiglione in legno nel mio giardino (circondato da terreno di mio padre) dovevo chiedere permessi comunali e non avendolo fatto ho dovuto chiedere il Condono e pagare una multa di oltre 2000,00 Euro.

Roba che se questo benedetto Condono non passa perdo anche quei soldi oltre al danaro usato per costruire il gazebo che è interamente in legno. Sono stufa della baronia statale e se l'America deve venire che venga per intero, con tutto il rispetto che essa ha per la proprietà privata. Non sono amante dello Stile americano ma mi piace l'idea che se lì qualcuno cambia casa può mettersi davanti alla sua casa e vendersi tutto quello che crede.

In Italia vive bene chi ruba molto, per chi lavora onestamente c'è solo stress, sacrifici e rabbia per le ingiustizie continue a cui si è sottoposti (ne avrei parecchie da raccontare) Grazie per avermi permesso non solo lo sfogo ma anche la sensazione di non essere sola.


Discussione affitti del 01/03/2004
Ho sentito di recente in televisione il segretario CGIL Epifani discutere insieme ad altri esponenti di forze e movimenti politici del " tema casa ". Il segretario ha posto l' accento sulla " questione " degli affitti: dopo aver dimostrato che, secondo lui, esiste un' emergenza nazionale, ha esposto quali, sempre secondo lui, possono essere le possibili soluzioni per fronteggiare la suddetta " questione " : parlava di due possibili vie da seguire:

1 ) Gli incentivi all' affitto come anche in altri paesi europei.
2 ) L' introduzione, per legge, di canoni legali calmierati obbligatori stabiliti dai comuni in base alla legge 491/98.

La mia perplessità era circa il secondo punto in questione: regolamentare per legge il mercato delle case e stabilire per legge quali debbano essere i canoni è innanzitutto una proposta contraria all' idea stessa di libero mercato. La sinistra che dice di aver accettato le regole del libero mercato sembra in taluni casi fare retromarcia.

Inoltre non mi soffermo a ricordare i disastrosi effetti che ha provocato a tutto il mondo dell' edilizia la 392/78 meglio nota come legge sull' equo canone.
voler applicare canoni fissati dallo stato è in pratica una riedizione della legge sull' equo canone. Le differenze sono solo di dettaglio: se da un lato la nuova legge del 98 prevede incentivi e detrazioni fiscali per i proprietari che accetteranno un canone fissato dai parametri comunali, dall' altro risulta di fatto improponibile, a mio avviso, per l' importo stesso dei suddetti canoni, inferiore anche di due o tre volte ai prezzi di mercato attuali.

Se è vero che esiste un problema e bisogna discuterne, la mia proposta era un tavolo comune di discussione tra le varie associazioni competenti.
devo far notare che, a mio avviso, le associazioni che rappresentano i proprietari sembrano da anni cadute ormai in un silenzio tombale col rischio di non dare abbastanza voce ai propri diritti e di non far valere le ragioni di chi rappresentano.


MIA SITUAZIONE ABITATIVA del 01/03/2004
Vi scrivo per metterVi a conoscenza della mia situazione abitativa e, per quanto sia possibile, darmi eventuali consigli o pareri, anche se da quanto appreso dal sito non ne date.

Mi chiamo M. P. Abito in un attico di mia proprietà acquistato con i sacrifici lavorativi di una vita dei miei genitori (che abitano con me) e miei (ho 36 anni e da quando ne ho 20 lavoro tra varie traversie – sia lavorative che di salute).

Abbiamo vissuto tranquilli fino a quando nel fabbricato attinente al ns. palazzo è diventata la nuova sede locale dell’INPS (prima era vuoto).

Cosa è successo ?
All’accensione del riscaldamento dei locali dell’INPS sono comparse delle macchie di condensa in un angolo del mio studio, per non parlare della puzza insopportabile che ci siano sorbiti.
In breve, il buon costruttore sia del ns. palazzo che dell’attiguo locale ha pensato bene di far passare la canna fumaria dell’attigua costruzione dentro i muri perimetrali senza che noi ne fossimo informati. (nei disegni che l’agenzia immobiliare ci ha passato non sono mai stati segnati)

Noi abbiamo subito avvisato A.S.L. ed ARPA locali che hanno intimato al costruttore di provvedere a mettere a posto la canna fumaria, in quanto dai sopralluoghi dei sopra citati enti si è riscontrato, anche, che nel condotto fumario non c’era, addirittura, il tubo metallico a protezione dell’esalazione dei fumi, come richiesto dalle norme UNI.
Il costruttore ha fatto la riparazione in fretta e furia ed ha alzato l’altezza del camino (anch’esso non a norma) ma però, anche nella successiva annata invernale, la puzza non è scomparsa e purtroppo sussiste.

Siamo allora ricorsi alla giustizia. Abbiamo fatto cause e dopo vari accertamenti di periti è stato ordinato al costruttore di abbattere il cassone interno della mia stanza e di rifarlo sostituendo la lana di roccia e la muratura, considerate le cause dei nefasti odori.

All’abbattimento del cassone è stato riscontrato che la canna fumaria è costituita in elementi di fibrocemento con componenti in amianto dannosissimo, per di più questi elementi non sono intatti ma con larghi squarci e rotture. Alla ns. segnalazione al giudice di quest’ulteriore problema, lo stesso ha confermato la chiusura del cassone senza la rimozione della canna.

Questo è il quinto anno che non posso utilizzare la mia stanza in quanto si sempre del tanfo che ha volta sa di marci, a volte di bruciato e a volte non c’è (perché il freddo se lo mangia!!). Ho libri, CD e tutte le altre cose sparpagliate per casa. Ho il salotto che sembra un accampamento nomade.

Ora ho deciso che allo spegnimento della caldaia mi faccio giustizia da solo! Chiamo un'impresa edile (seria), abbatto esternamente il cassone, tolgo la canna un eternit o fibrocemento ambientale (come dicono i difensori della controparte) e mi risano la mia abitazione mettendo un’altra canna esterna (a norma ambientale) e rifacendomi il cassone esterno.

Cosa pensate di tutto questo casino??

Se per caso non sono stato preciso o dettagliato in alcuni punti Vi chiedo scusa ma non sono un buono scrittore ed ho scritto questo di getto, un po’ preso dalla perenne incazzatura che ho nel vivere prigioniero in casa mia.

Se avete suggerimenti e consigli da darmi sono ben accetti.