Cedolare secca ed enciclica

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  • Quando il proprietario di casa affitta o loca un immobile abitativo ad un inquilino può optare per l'applicazione dell'imposta sostitutiva sui canoni di locazione chiamata anche cedolare secca.

Quando il proprietario di casa, detto volgarmente locatore, affitta un immobile abitativo ad un inquilino, detto volgarmente locatario o conduttore, può optare per l'applicazione dell'imposta sostitutiva sui canoni di locazione chiamata anche "cedolare secca".

ATTENZIONE: l'opzione per la cedolare secca non ha effetto se il locatore non ha dato preventiva
comunicazione al conduttore con lettera raccomandata, con la quale rinuncia ad esercitare la facoltà
di chiedere l'aggiornamento del canone a qualsiasi titolo.
La comunicazione deve essere inviata al conduttore prima di esercitare l'opzione per la cedolare
secca, pertanto prima del termine di versamento dell'imposta di registro per le annualità successive.
Tratto dalle istruzioni compilazione modello RLI scaricato dal sito dell'Agenzia delle Entrate.

In tal caso, come visto, la normativa messa in piazza dal legislatore prevede appunto che il proprietario di casa mandi all'inquilino una raccomandata in cui gli comunica di aver optato per l'imposta sostitutiva chiamata "cedolare secca" e di conseguenza di rinunciare all'applicazione degli aggiornamenti Istat  del canone o a qualsiasi titolo.

Il dispendio di energia per fare fronte a questa cazz.. ehm,  incombenza burocratica è notevole perché il proprietario di casa deve consumare almeno un foglio di preziosa carta per scrivere la sacra raccomandata, con grosse ripercussioni negative sull'ambiente e sul clima, perché la carta proviene comunque dal taglio delle piante e quindi incrementa il danno ambientale con buona pace di Papa Bergoglio e della sua enciclica sull'ambiente: Laudato si'.

Poi, il proprietario di casa deve recarsi fisicamente all'Ufficio postale a piedi, in bici o in auto, per scrivere e spedire la raccomandata e pagarla 4 - 5 euro (poco meno di una ora di lavoro di un comune bracciante schiavo della nuova economia capitalista) perdendo mezza giornata, magari lasciando a casa il nipotino solo, con il rischio che si vada a cacciare nei guai.  Immaginati un proprietario di 80 e fischia anni, nonno o nonna con la sciatica, la cataratta da un occhio e la maculopatia dall'altro occhio, per fare tutto questo assurdo adempimento burocratico: adempiere al sacro rito dell'invio della raccomandata all'inquilino per informarlo che lui ha optato per la "cedolare secca", in coda all'ufficio postale.

L'inquilino, dal canto suo, non può che essere un operaio precario separato, con contratto a termine e figli alla scuola materna o dai nonni, un pendolare che lavora lontano da casa, al quale il postino ha messo in buca l'avviso per andare a ritirare la raccomandata all'Ufficio postale. L'inquilino, dopo otto ore di massacrante lavoro in un call center o presso una catena di supermarket, dopo essere passato a ritirarsi i figli all'asilo o dai nonni, arriva a casa, guarda nella buca delle lettere, vede l'avviso del postino (che lo invita ad andare all'Ufficio postale a ritirare la raccomandata che il suo proprietario di casa gli ha spedito per informarlo che ha optato per la "cedolare secca")  e a questo punto incomincia a cristonare di brutto. Sì, perché l'inquilino non conosce il contenuto di quella raccomandata e pensa che sia qualcosa di importante e non quella cazz.., ehm, comunicazione formale del proprietario di casa. Così l'inquilino ora deve pensare a chiedere un permesso non retribuito al suo datore di lavoro per adempiere al rito del ritiro della raccomandata presso l'Ufficio postale perdendo mezza giornata in coda per fare felici i legislatori di Roma che hanno pensato tutto questo per il suo bene, per agevolare lui e agevolare il suo padrone di casa ottantenne con la sciatica e la cataratta.

Tutto questo spreco di preziosa residua energia umana in barba alla enciclica di Papa Bergoglio: Laudato si' , si potrebbe evitare innanzitutto evitando l'assurdo rito della raccomandata. Ma si potrebbe evitare anche se proprietario ed inquilino fossero dotati di una casella email certificata per inviarsi una semplice email da casa al posto della sacra raccomandata dall'Ufficio postale. Stesso risparmio se fosse l'ente che registra il contratto di locazione ad informare l'inquilino dell'opzione "cedolare secca". Troppo difficile. Già, troppo difficile, troppo impegnativo per lo Stato italiano dotare tutti i cittadini di una email certificata collegata al propro codice fiscale o partita iva e gratuita.

Cosa ci vuole a dotare tutti i cittadini di una email certificata gratuita del tipo codicefiscale@pec.statoitaliano.it oppure codicefiscale@pec.governo.it, dove "codicefiscale" è il tuo codice fiscale? Non ci vuole propio niente. Ci vuole solo la volontà di farlo che purtroppo manca ai politici italiani ai legislatori e allo Stato stesso.