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Certificazione di agibilità




06.04.07

Pubblichiamo un interessante intervento ricevuto dall'avv. Alberto Rinaldi sulla certificazione di agibilità.

Le novità in materia di Certificazione di Agibilità.

  1. premessa
  2. ambito d'applicazione della normativa
  3. disciplina attuale e il procedimento di rilascio del certificato
  4. il rapporto tra agibilità e violazioni edilizie
  5. incidenza dell'agibilità sull'alienazione e la locazione degli immobili

  1. Premessa Il Consiglio dei Ministri, in data 22 settembre 2006, ha approvato il disegno di legge sulla semplificazione delle amministrazioni pubbliche e sulla riduzione degli oneri burocratici per i cittadini e le imprese, proposto dal Ministro per l'innovazione Luigi Nicolais.

    Tra le misure finalizzate a ridurre gli oneri anzidetti, a favore di cittadini ed imprese, il DDL Nicolais, all'art 10, introduce la sostituzione del certificato d'agibilità degli edifici con la dichiarazione di conformità rilasciata dal direttore dei lavori sulla base della documentazione prevista dall'art. 25 del T.U. 380/2001.

    Il conferimento ai professionisti tecnici della certificazione sopraccennata, se da un lato corrisponde all'esigenza di evitare passaggi burocratici, dall'altro investe il direttore dei lavori, allo scopo incaricato, di nuove e gravose responsabilità, sottese, peraltro, alla qualificazione e competenza necessaria per svolgere in modo adeguato qualsivoglia professione.

    La dichiarazione del professionista incaricato, com'è facile evincere, viene a sostituire un certificato pubblico, ed è sanzionata, in caso di falsità, ai sensi degli arrt. 35 (sospensione dall'esercizio d'una professione o di un'arte) e 480 (falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative) del Codice penale: quest'ultimo reato è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni.

    Per il cittadino o le imprese, che abbiano necessità d'ottenere il certificato anzidetto, la soluzione 'privatistica' del DDL Nicolais si traduce in un congruo risparmio di tempo, rispetto al procedimento attuale, anche se, verosimilmente, è da attendersi un aggravio di costi, dovendosi contemplare la prestazione del professionista.

    La novità in fase d'introduzione supera lo strumento, peraltro abbastanza recente, costituito dallo sportello unico dell'edilizia (modellato su quello per le attività produttive di cui al D.P.R. 20 ottobre 1998 n. 447), istituito con l'art. 5 del T.U. 380/2001.

    Scopo di tale ufficio, come noto, è quello di costituire un accesso unitario per il cittadino, ai fini della raccolta di informazioni e di 'radicamento' delle iniziative in materia edilizia, operando come struttura di raccordo operativo tra le Amministrazioni e gli organi chiamati a pronunciarsi nel corso dei procedimenti attinenti il rilascio del permesso di costruire e del certificato d'agibilità.

  2. Ambito d'applicazione della normativa: la misura in commento si applica, per volontà del legislatore (comma 1 dell'art. 10 DDL Nicolais), alla sola edilizia privata, escludendo conseguentemente l'edilizia pubblica (opere realizzate da soggetti pubblici, quali le case popolari ad esempio) e le opere pubbliche in generale che, ratione materiae, restano disciplinate dalla normativa specialistica, soprattutto per quanto attiene il collaudo.

    E' fatto espresso richiamo alla certificazione di conformità degli impianti prevista dagli artt. 111 e 126 del T.U. 380/2001 (adempimenti e verifiche relativi alla sicurezza degli impianti ed all'isolamento termico), rilasciata dal direttore dei lavori sulla scorta della documentazione elencata dall'art. 25 dello stesso T.U.

  3. La disciplina attuale e il procedimento di rilascio del certificato: la normativa edilizia vigente, ricordiamo, prescrive che sia l'Amministrazione comunale a dover autorizzare l'agibilità e l'uso degli edifici destinati ad abitazione, nonché, comunque, ad una possibile frequenza dell'uomo (ad. es. per negozi o uffici): in ultimo è stato il T.U. 380/2001 (artt. 24-26) a disciplinare il rilascio del certificato d'agibilità.

    In attuazione della L. n. 59/1997 (Bassanini), l'art. 24 del citato Testo Unico riconduce ad unità i termini 'agibilità' e 'abitabilità' demandando al dirigente o responsabile del competente ufficio comunale la certificazione degli interventi finalizzati a nuove costruzioni, ricostruzioni o sopraelevazioni (totali o parziali), interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni d'igiene, salubrità, sicurezza e risparmio energetico.

    L'accertamento cui sarebbe finalizzata la certificazione, dunque, prescinde dalla qualificazione giuridica dell'intervento (che sia restauro, manutenzione straordinaria, risanamento conservativo ecc.), attenendo piuttosto la qualità/entità dell'intervento stesso, e le connessioni di questo rispetto alle condizioni di salubrità della costruzione, o di parti d'essa.

    L'art. 25 del T.U. 380/2001, come noto, prevede che il soggetto titolare del permesso di costruire, o il soggetto che ha presentato la D.I.A. (e/o loro successori o aventi causa), entro 15 giorni dalla data d'ultimazione dei lavori di finitura dell'immobile, debba presentare allo sportello unico comunale:
    1. la richiesta di rilascio del certificato d'agibilità;
    2. la richiesta di accatastamento dell'edificio;
    3. una propria dichiarazione di conformità dell'opera rispetto al progetto approvato, nonché in ordine all'avvenuta prosciugatura dei muri ed alla salubrità degli ambienti;
    4. una dichiarazione dell'impresa installatrice che attesta la conformità degli impianti installati negli edifici ad uso civile alla prescrizioni di cui agli artt. 113 e 117 dello stesso T.U., nonché all'art. 1 della L. 10/91, ovvero certificato di collaudo degli stessi, ove previsto, ovvero ancora certificazione di conformità degli impianti inerenti alla sicurezza degli impianti prevista dagli artt. 111 e 126 del T.U.
    5. il certificato di collaudo statico (per le costruzioni in conglomerato cementizio armato o a struttura metallica) disciplinato dall'art. 67 del T.U.
    6. il certificato del competente ufficio tecnico regionale attestante la conformità alla normativa antisismica
    7. una dichiarazione di conformità delle opere realizzate alla normativa vigente in tema di barriere architettoniche.

    Per quanto attiene il procedimento, attualmente lo sportello unico comunale deve comunicare al richiedente, entro 10 giorni dalla ricezione dell'istanza il nominativo del responsabile del procedimento (ai sensi degli artt. 4 e 5 della legge 241/1990); il dirigente o responsabile dell'u.t.c. può disporre un'eventuale ispezione per verificare l'esistenza dei requisiti, ma, in ogni caso, deve rilasciare il certificato d'agibilità, o denegarlo, entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda.

    Il termine anzidetto è suscettibile d'interruzione una sola volta, entro 15 giorni dalla domanda, e per i soli casi di richiesta all'interessato di documenti finalizzati ad integrare o completare la documentazione presentata (purché trattasi di documenti che non siano già in possesso dell'autorità comunale ed essa non possa acquisirli autonomamente).

    L'agibilità è da intendersi come attestata anche nel silenzio dell'amministrazione comunale, una volta che siano trascorsi inutilmente dalla presentazione della domanda:
    1. 30 giorni, qualora nel procedimento per il rilascio del permesso di costruire sia stato acquisito il parere espresso dall'ASL;
    2. 60 giorni, nel caso di autodichiarazione afferente i contenuti del parere stesso.

    E' opportuno ricordare, peraltro, come il rilascio del certificato non impedisca l'esercizio del potere declaratorio dell'inagibilità dell'edificio, o di parte di esso, ai sensi dell'art. 222 del R.D. 27 luglio 1934 n. 1265 (T.U. delle leggi sanitarie).

  4. Il rapporto tra agibilità e violazioni edilizie: il superamento della fase c.d. 'pubblica' del rilascio del certificato d'agibilità, è d'uopo rilevare, non permette d'obliterare alcune necessarie considerazioni sul contenuto stesso della valutazione demandata al libero professionista, ossia se essa debba riguardare solo gli aspetti igienico-sanitari della costruzione, o anche quelli urbanistici.

    Un'interpretazione maggioritaria, infatti, valuta che la valutazione in oggetto debba essere finalizzata essenzialmente alla tutela dell'igiene dei fabbricati, e dei relativi servizi, riconoscendo la necessità del previo accertamento della conformità delle opere al progetto approvato, ma ritenendo che tale prescrizione debba interpretarsi, ai fini dell'uso dell'edificio, in un senso di non mera ottemperanza urbanistica.

    Il parametro per la valutazione d'agibilità, per quanto attinente l'idoneità della costruzione ad essere occupata o frequentata da persone, sarebbe quello della salubrità della stessa.

    Una tendenza della giurisprudenza amministrativa, peraltro, sembra andare verso un'interpretazione più rigorosa, nel senso di vincolare l'agibilità del manufatto alla sua conformità rispetto alla disciplina urbanistica (Consiglio di Stato, sez. V, 3 febbraio 2000, in Comuni d'Italia 2000, 1084; TAR Abruzzo sez. Pescara, 11 gennaio 2001, n. 1, in Giust. Amm.va 2001, 638).

    Non appare dubbio, a Nostra opinione, che il professionista incaricato della certificazione d'agibilità sia tenuto anche a valutare la conformità urbanistica dell'edificio, a pena di rendersi complice (quantomeno morale) d'una violazione edilizia, il che non può essere conseguenza condivisibile da quanti ritengono che il rilascio del certificato anzidetto debba assolvere anche funzioni strumentali rispetto alla difesa del territorio.

  5. L'incidenza dell'agibilità sull'alienazione e la locazione degli immobili: l'idoneità negoziale del bene immobile compravenduto o alienato, in difetto di agibilità, ha ovviamente, creato un ampio dibattito giurisprudenziale. Per quanto concerna l'alienabilità, deve ritenersi implicitamente richiesto, come elemento integrativo e caratterizzante della citata idoneità, il requisito dell'immobile ad essere abitato, e ciò sotto il profilo legale, e non di mero fatto (Cass., sez. II, 10 giugno 1991, n. 6576); in tale prospettiva, il certificato di abitabilità è stato ritenuto indispensabile ai fini della piena realizzazione della funzione del contratto (Cass. Sez. II 26 giugno 1995 n. 953 e 14 dicembre 1994 n. 10703).

    Un'altra pronuncia di rilievo ha affermato che la mancata consegna del certificato in oggetto implica un inadempimento che, sebbene non sia tale da dar luogo necessariamente risoluzione del contratto, può, comunque, essere fonte di un danno risarcibile, ovvero costituire il fondamento dell'eccezione prevista dall'art. 1460 c.c., per il solo fatto che si è consegnato un immobile che presenta problemi di commerciabilità, non rilevando la circostanza che l'immobile sia stato costruito in conformità delle norme igienico-sanitarie, della disciplina urbanistica e delle prescrizioni della concessione ad edificare, ovvero che sia stato concretamente abitato (Cass. Sez. II 3 luglio 2000 n. 8880).

    Un'altra pronuncia della Corte di legittimità (Cass. Sez. II 22 febbraio 2000 n. 1954), rilevante sul punto dell'odierna disamina, ha chiarito che l'azione di risarcimento proposta dall'acquirente nei confronti del venditore d'un immobile sprovvisto del certificato d'agibilità si prescrive in 10 anni.

    Interessante poi una recente sentenza del Tribunale di Genova (sezione I, 1 febbraio 2006, in Banca Dati De Agostini) che ha affermato come l'obbligo avente ad oggetto il rilascio d'un provvedimento amministrativo vada definito come obbligazione di mezzi e non di risultato; una volta dimostrata l'avvenuta effettuazione di tutti gli incombenti necessari al rilascio dell'attestazione d'agibilità ad un box, non si può affermare che la parte alienante, convenuta, si sia resa inadempiente all'obbligazione su d'essa gravante.

    Per quanto attiene la locazione dell'immobile privo d'agibilità (o abitabilità), la giurisprudenza ha riscontrato la presenza d'un vizio che, diminuendo in modo apprezzabile l'idoneità della cosa locata all'uso, giustifica la risoluzione del contratto o la riduzione del canone ai sensi dell' art. 1578 c.c.

    La Suprema Corte, con sentenza n. 6892 del 23 luglio 1994, ha precisato che il mancato rilascio delle certificazioni inerenti l'abitabilità degli immobili non osta alla valida costituzione del rapporto locatizio, ma (Cass. 12 settembre 2000 n. 12030), ove il provvedimento amministrativo, il conduttore ha facoltà di chiedere la risoluzione del contratto.

    Qualora poi sia riscontrata l'inidoneità dell'immobile all'esercizio d'una determinata attività per la quale lo stesso sia stato locato, il locatore non è obbligato ad apportare modifiche non previste a suo carico dal contratto, in virtù dell'art. 1575 c.c., che impone al locatore solo l'obbligo di conservare lo stato esistente al momento della stipulazione contrattuale, stato accettato e riconosciuto dal conduttore (Cass. 7 marzo 2001 n. 3341).

    L'affidamento al professionista della certificazione anzidetta, è lecito attendersi, potrà vedere, quale primo effetto virtuoso, una riduzione del contenzioso attinente la mancanza dell'agibilità, abbreviando notevolmente gli attuali tempi d'ottenimento e, con ciò, escludendo almeno in parte i margini d'incertezza in ambito negoziale.

    Non è però da relegare in secondo piano il ruolo affidato ai professionisti sotto altri aspetti, ossia quello di verifica della conformità urbanistica dell'edificio: il legislatore, infatti, non può essersi espresso nel senso di favorire l'abusivismo edilizio, sottraendo agli sportelli unici un prezioso ruolo di coordinamento, ma, piuttosto, ha inteso evidenziare la rilevanza della delega ai privati operatori del settore, per quanto attiene profili di rigore deontologico e di tutela d'interessi più ampi rispetto a quello del mero espletamento dell'incarico loro conferito.

Avv. Alberto Rinaldi
Per chiarimenti e maggiori informazioni:
Mail: Avv.Alberto.Rinaldi@rinaldilex.it


Di Staff del 06.04.07 09:39



Commenti e osservazioni

Egr. Avvocato, nel ringraziarla per il suo contributo e la chiarezza espositiva che ci permette di prendere coscienza delle nostre responsabilità e incombenze, mi preme fare alcune osservazioni in merito alle normative e relative incombenze previste dalla legge.

Lei scrive:

"L'art. 25 del T.U. 380/2001, come noto, prevede che il soggetto titolare del permesso di costruire, o il soggetto che ha presentato la D.I.A. (e/o loro successori o aventi causa), entro 15 giorni dalla data d'ultimazione dei lavori di finitura dell'immobile, debba presentare allo sportello unico comunale:

... "
Seguono ben sette punti di incombenze tra certificati e dichiarazioni.

Ma chi è il soggetto titolare del permesso a costruire? E' il proprietario, la proprietà. Mi corregga se sbaglio.

La legge pone la responsabilità della sicurezza in capo al committente dei lavori che viene identificato in genere con il proprietario o l'amministratore o altro responsabile nominato dal proprietario.

Ora il proprietario è quello che paga i professionisti, l'impresa e le tasse e vorrebbe potersi vedere sollevato da tutte quelle incombenze elencate in quei sette punti.

Il proprietario ha il suo lavoro da portare avanti, che si tratti del barbiere o dello spazzino comunale, il proprietario ha una famiglia a cui pensare e tutte quelle incombenze lo distraggono dal suo lavoro e dalla sua vita famigliare.

Inoltre, il proprietario in genere, non è un ingegnere e quindi non ha gli elementi per valutare se una opera edile è stata eseguita a norma di legge secondo le normative tecniche emanate dagli enti di normazione come l'UNI.

Il proprietario si affida ai professionisti e alle imprese e le paga e poiché il proprietario paga anche le tasse allo Stato, ai Comuni e alle Regioni, a mio avviso, dovrebbero essere queste istituzioni a preoccuparsi dei sette punti da lei elencati e non il titolare del permesso a costruire, altrimenti che ci stanno a fare?

Secondo me la legge dovrebbe andare in quel senso.

Il proprietario deve poter andare a lavorare e non preoccuparsi di tute quelle incombenze burocratiche.

Il proprietario si rivolge ad un professionista, ad un ingegnere abilitato e iscritto all'albo che gli fa il progetto a norma di legge e lo consegna al proprietario. Il proprietario paga l'ingegnere.

A sua volta il proprietario sceglie l'impresa tra quelle abilitate e gli affida la realizzazione del progetto dell'ingegnere. Il proprietario paga l'impresa.

A tutto il resto elencato nei sette punti ci dovrebbe pensare lo Stato o il Comune, tramite i suoi professionisti e consulenti tecnici a valutare la conformità dell'opera e a rilasciare in modo automatico tutte le relative scartoffie al proprietario, senza che sia lui a farne richiesta. Il proprietario già paga le tasse allo Stato e ai Comuni.

Se viene riscontrato qualcosa di non a norma dai tecnici del Comune, ne dovrebbero rispondere l'azienda e il professionista ai quali il proprietario si è rivolto e se la vedano tra di loro.

Il proprietario deve restarne fuori e, torno a ripeterlo, perché deve poter pensare a portare avanti il suo lavoro e provvedere alla salute e all'educazione della propria famiglia.

Inviato da: Staff il 10.04.07 11:32

lo scavo effettuato.
Ho acquistato una proprietà,il di cui spazio
anteriore attraverso una variante in corso d'opera presentata dal costruttore,si è trasformato da interrato a seminterrato.
Orbene,preso possesso della proprietà,allo scopo di rendere più vivibile lo spazio citato ho effettuato uno scavo di circa 80 cm di profondità
livellando il terreno che si presentava all'origine scosceso.
Non essendo stato ancora rilasciato al costruttore il certificato di agibilità mi domando se in sede di verifica da parte del comune per nil rilascio del suddetto certificato possa io avere dei problemi per


Inviato da: ciro il 16.04.07 18:50

Gent.mo Avvocato,
volevo chiederle qual è a suo parere la posizione di un agente immobiliare che mediato una compravendita di un appartamento sprovvisto del certificato di abitabilità, elemento che non è coperto nella sua analisi.
Purtroppo sono stata truffata da un'agenzia immobiliare che mi ha fatto firmare una proposta di acquisto per un appartamento sprovvisto del certificato di abitabilità.
Ho denunciato sia loro che il proprietario per truffa e quest'ultimo, spaventato, ha accettato di risolvere bonariamente il contratto restituendo l'assegno che avevo versato in sede di proposta.
Premetto che non ho mai dato ulteriori soldi, ma l'agenzia si appella al fatto che nella proposta è scritto che la stessa si trasformava in preliminare all'accettazione di entrambe le parti e dice di avermi informato prima sebbene non sia vero e in nessun modo ho mai firmato di rinunciare espressamente all'abitabilità.

Grazie, cordiali saluti

Inviato da: silvana il 26.04.07 18:18

Gentilissimo Avvocato,
ho acquistato da un'impresa, un appartamento nel dicembre 2003. A oggi sono sprovvisto di certificazione di agibilità. il 6 novembre 2006 ho inviato una richiesta scritta al responsabile dell'ufficio tecnico ed al sindaco del comune ove l'alloggio è ubicato, chiedendo di conoscere i motivi ostativi alla concessione del certificato di agibilità, preannunciando che, in assenza di risposta entro trenta giorni dal ricevimento, avrei considerato, in base alla vigente normativa, accordata tale certificazione. Ho agito correttamente? Posso presentarmi all'ufficio tecnico e pretendere il rilasci9o del certificato di agibilità?
Grazie per l'attenzione.
Giulio

Inviato da: cius22 il 29.04.07 10:01

Egr. avvocato,

Ho acquistato un immobile due anni fa. Il Certificato di agibilità (che io ho dato forse colpevolmente per scontato) non è stato oggetto della documentazione richiesta dal notaio o prodotta dal venditore nell'atto di compravendita.
Alla prima riunione condominiale sono venuto a conoscenza della mancanza di tale certificato per la palazzina dove risiedo (costruita alla fine degli anni '70) e a mia specifica richiesta di attivarmi/attivarci per conseguire il certificato, il condominio non ha ritenuto opportuno procedere.

Vengo alle domande:
1)La certificazione di agibilità è un documento che costituisce parte INTEGRANTE E NECESSARIA dell'atto di compravendita? Il notaio deve vigilare anche su questo aspetto e quindi, nel mio caso, potrei avviare azioni legali/risarcitorie nei suoi confronti?
2)Posso io richiedere (al limite anche a mie spese) il Certificato di Agibilità, avviando l'iter necessario per ottenerlo? In altre parole ha senso ed è possibile che una unità immobiliare chieda e ottenga il Certificato mentre il Palazzo in cui è dislocata non lo possiede?

Grazie per l'attenzione.
Domenico

Inviato da: Dom il 02.10.07 11:31

Buongiorno Egr. Avvocato,
Stanno emergendo delle difficoltà nell'accatastare come abitazione
l'appartamento che sto cercando di acquistare. Mi si prospetta solo
(per ora) l'accatastamento uso studio.
Cosa comporta questa differenza?

Posso 'vivere' in uno studio? qualcosa me lo impedisce? Installare
cucina, camera da letto e tutto quanto si possa pensare di avere in
una casa posso averlo indistintamente in uno studio?
Il valore della proprietà diminuisce ad acquistarlo come studio
piuttosto che abitazione?
Cambiano diritti e doveri nel condominio? Ci sono spese comunali
extra?
Molte grazie.
Buona giornata
Davide.


Inviato da: Davide il 09.10.07 12:29

Gentile avvocato,
ho sottoscritto un preliminare e fra meno di un mese farò il rogito per l'acquisto di una porzione di immobile. Per la parte di questo immobile che è stata sopraelevata con variante al permesso di costruire, non è stata richiesta la conformità antismica col deposito dei progetti e l'approvazione degli stessi dall'uff. tec. regionale territoriale antisim.
A questo punto se dimostriamo con ns perizia tecnica tale non conformità e la violazione edilizia il tutto possiamo chiedere la risoluzione del preliminare rifiutandoci di fare il rogito e chiedendo la restituzione degli acconti versati e risarcimento danni senza andare in giudizio, visto che l'immobile non è conforme alla normativa antismica ?

Inviato da: grazia il 06.12.07 19:51

Egreg.avv,
ho comprato un immobile che non aveva ancora l'agibilità ma la sola richiesta presentata dal costruttore al comune.Nell'atto è stato evidenziato questo problema.Da allora sono trascorsi quasi due anni e non ho avuto nessuno avviso dell'avvenuta agibilità.alcuni giorni fa mi sono recato al comune per avere delle informazioni,il responsabile mi ha risposto che c'è stato il silenzio assenso e che l'agibilità è stata concessa.Nel certificato che mi è stato rilasciato è specificato che l'agibilità è stata concessa ma che è in corso una verifica da parte loro su alcuni problemi riguardanti tutto lo stabile.Come posso fare per risolvere tale problema?

Inviato da: aniello@libero.it il 20.02.08 21:27

Egr.avvocato.inanzitutto la ringrazio che mi concede la possibilità di esporle una questione che mi interessa capire:Nell'03,ho aquistato un appartamento che,dpo circa 4 anni ho saputo che è sprovvisto dell'agibilità abitativa.Il palazzo ha circa 20 anni,e tutti sono consci che non vi è agibilità(di sicuro lo sanno quelli che hanno comprato in cooperativa,quelli succeduti come me per puro caso se lo sanno!)non mi voglio dilungare,e comunque non vorrei mettermi in battaglie legali con chissà quanti,o per quanti anni,nell'immediato,per avere questa benedetta agibiità abitativa,qual'è la casa più saggia ed utile da fare?Grazie per la risposta,arrivederci,Massimo.

Inviato da: Massimo il 03.03.08 00:22

Sono il geometra Terracciano, si rivolga ad un mio collega geometra libero professionista del luogo, e gli affidi l'incarico di richiedere e farsi rilasciare il certificato di abitabilità dall'Ufficio Edilità del Comune.
Ci vorrà del tempo.
Saluti

Inviato da: geom. Oreste TERRACCIANO il 03.03.08 14:35

Egr. avvocato, Le chiedo una sua opinione. un'attività commerciale svolta all'interno di un nuovo fondo sprovvisto del certificato (autocertificazione)di agibilità a quale sanzioni va incontro in caso di ispezioni e rischio la sospensione?
grazie

Inviato da: ugo il 17.03.08 22:13

Salve, vorrei avere notizie in merito al certificato di agibilita'.
Sto vendendo un immobile (villa)sprovvisto di tale certificato, premetto che tutti gli altri documenti sono ok a partire dalla dia al collaudo e' stato solo un problema di dimenticanza.
Ora la mia domanda e' la seguente in fase vendita il notaio puo' chiedere tale certificato e come posso risolvere il problema?
Grazie
Luca Cremonesini

Inviato da: luca@sorec.it il 13.04.08 14:39

Egregio Luca, nessun problema il notaio sa come regolare la cosa tra acquirente e venditore e cosa scrivere nel titolo.
Saluti cordiali

Inviato da: il 14.04.08 14:19

Egregio Luca, nessun problema il notaio sa come regolare la cosa tra acquirente e venditore e cosa scrivere nel titolo.
Saluti cordiali

Inviato da: geom. Terracciano il 14.04.08 14:21

ottenuta la concessione in sanatoria (ai sensi della L. 47/85) per ottenere l'agibilità cosa occorre fare ed inoltre in quanti giorni devono rilasciare il suddetto documento? (comune di Palermo)

Inviato da: caterina il 07.06.08 08:22

Personalmente aspetto il certificato, richiesto dal costruttore, già da 3 anni ma ci sono stabili che aspettano le comodità dei Comuni di appartenenza da decenni.
Saluti cordiali

Inviato da: geometraTERRACCIANO il 07.06.08 19:33

Gentilissimo staf, vorrei porre un quesito che nella normativa prevista non è abbastanza chiaro.
Sono proprietario di una civile abitazione ad uso privato ( prima, ed unica casa),realizzata abusivamente nel 1984, regolarmente condonata, presentata contestualmente alla richiesta di sanatoria ( 1985) tutta la documentazione riguardante progettazione, collaudo, accatastamento, certificazione per gli impianti a norma sia idrici, fognanti, che elettrici,in sostanza ai fini igienico sanitario è perfetta.
Nel chiedere il certificato di agibilità, l'U.T.C., subordina il rilascio di quest'ultimo al rilascio del permesso a costruire e relativo versamento degli oneri di urbanizzazione.Preciso che la pratica in sanatoria fu' presentata nel 1985 e da tale data il Comune non ha mai comunicato o chiesto a totolo di integrazione tali oneri o adempimenti. Oggi vorrei chiedere il rilascio del certif. di agibilità, visto che ci abito dal 1989,invocando il silenzio assenso, o la prescrizione degli atti previsti ove possibile, per gli adempimenti ad oggi rimasti in sospeso. Il responsabile ha riferito che fino a quando non regolarizzo la pratica, ovvero se non pago gli oneri e ritiro il permesso a costruire in sanatoria, non potrò ottenere il rilascio del certificato di agibilità.
Chiedo, è legittimo tale comportamento?
E' vincolante la definizione della pratica in sanatoria anche dopo 23 anni, per ottenere tale certificato?
Preciso che l'abitazione ha tutti i requisiti igienico-sanitari; è collegata regolarmente alla rete idrica e fognante, ha tutti i certificati di conformità, inoltre è dotata di un impianto fotovoltaico da 3 Kw realizzato con un progetto definito " 100 tetti fotovoltaici " cofinanziato dalla Regione Puglia.
Sarebbe gradita una gentile risposta, ed eventuale bozza di richiesta nelle more delle norme vigenti, al fine di avere chiarezza ed ottemperare in merito.
Ringrazio anticipatamente.
Coppola Salvatore Via Don Luigi Sturzo n. 6, 74020 Roccaforzata Prov. di Taranto, tel. 339-8169063.

Inviato da: Coppola Salvatore il 23.06.08 10:02

Gentilissimo, vorrei risponderle adeguatamente, ma la risposta l'ha già ricevuta dall'Ufficio Tecnico del Comune di Roccaforzata.
La conferma la può soltanto avere interpellando un geometra di Roccaforzata che svolge la libera professione e navigato in essa.
Saluti cordiali

Inviato da: geomTERRACCIANO il 23.06.08 20:46

Gentilissimo staf, sono prorpietario di un app.to in condominio con box annesso, costruito nel 1989 a lecce. Avendolo messo in vendita, scopro che l'intero stabile è sprovvisto sia del certificato di abitabilità sia del certificato prevenzione e incendi dei vv.ff.
A questo problema se ne agginuge un altro. Una parte dei condomini ha realizzato nel tempo delle verande (8 su 16)senza avere l'autorizzazione da parte del comune.
L'appartamento di mia proprietà è provvisto di tutta la certificazione richiesta;
lo stabile ha tutta la documentazione salvo il cert.di cui sopra.
All'uffucio Urbanistica del comune mi hanno risposto che bisogna pagare una multa di e 464, perchè non è stata presentata la chisura lavori,più per chi ha la veranda una multa di 516 euro più nuova iscrizione dell'immobile al catasto più altri balzelli.
Ho richiesto la convocazione di un'assemblea straordinaria per cercare di illustrare i problemi agli altri condomini, poichè avendo posto in vendita l'app.to, l'acquirente ha espressamente richiesto l'abitabilità e nel caso in cui questa non ci fosse il risarcimento del doppio della caparra versata (17000) più la caparra stessa.
Se l'assemblea non volesse ottemperare a quanto prescritto dalla legge, con la copia del verbale potrei ottenere l'abitabilità parziale per il mio sub? Aiutatemi vi prego!

Inviato da: il 28.06.08 18:13

Clicchi su questo link di un notaio e legge le conclusioni:
http://www.notaiobonifrancesco.it/pagina.asp?Id_pagina=209

Inviato da: il 29.06.08 12:10

Circa il DDl Nicolais, qualcuno sa se poi e' stato convertito in legge?? Ho fatto una ricerca su internet, ma a parte l'approvazione del DDL alla Camera ed il successivo passaggio al Senato non se ne sa nulla!!!
Volevo chiedere all'avvocato pertanto (o cmq a chiunque ne sappia qlc) se il DDl Nicolais e' attualmente legge o meno. Grazie.

Inviato da: gino il 11.08.08 20:27

Gino, se ti riferisci alla proposta di legge n. 949 "Disposizioni volte alla modernizzazione e all'incremento dell'efficienza delle amministrazioni pubbliche nonché alla riduzione degli oneri burocratici per i cittadini e per le imprese" dell' On. Luigi Nicolais, risulta assegnata lunedì 28 luglio all'esame in sede referente della commissione Affari costituzionali.

www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=0949
www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/31025.htm

Di più non so dirti.

Inviato da: Staff il 11.08.08 22:24

Gentile Avv. Rinaldi,
sono per caso entrata sul suo sito, ed ho letto qualcosa in merito alle certificazioni di agibilità.

Le spiego a Maggio ho affittato un locale per adibirlo a parafarmacia.
Dopo un mese ho scoperto che questo, (locale di recente costruzione) era privo di agibilità;
ovviamente ho dovuto apportare alcune modifiche, mi riferisco alla creazione di un ufficio.
Mi è stato detto che anche se ci fosse stata l'agibilità questa non sarebbe servita, viste le modifiche,
e che inoltre 'agibilità deve essere specifica per il tipo di attività che poi si intende svolgere.
Il mio problema è che l'agibilità sarebbe servita all'iscrizione della camera di commercio, iscrizione che io attualmente non possiedo.
L'scrizione alla camera mi ha bloccato in cose fondamentali:

1) richiesta fido
2) contratto luce e telefono
3) ordini ect..

Cose che risulano essere per me di fondamentale importanza, anche perche il denaro messo da parte,
è già stato impiegato per pagare il cospicuo affitto mensile comprensivo di caparra, ed i fornitori.

Mi chiedo se posso rivalermi con chi mi ha affittato i locali.

Certa di una sua gradita risposta ,
Le auguro una buona serata

Paola Lazzaro

Inviato da: Paola Lazzaro il 03.09.08 18:37

Probabilmente, gentile signora Lazzaro cercava di mettersi in contatto con l'Avv. Manuela Rinaldi del sito overlex, perchè non è collaboratrice di questo sito, clicchi su:

http://www.overlex.com/collaboratore.asp?idcollaboratore=116

Saluti cordiali

Inviato da: GEOM. ORESTE TERRACCIANO il 03.09.08 19:41

durante un sopralluogo da parte del AUSL per il rilascio del certificato di agibilità mi hanno chiesto che il locale sia provvisto di luce elettrica fuzionante.
avendo già trasmesso tutte le certificazione deggli impianti 46/90, a non avendo ancora dato in affitto i locali sono tenuto ad allacciare l'utenza enel e quale legge devo ristettare

Inviato da: sandro il 17.10.08 11:57

E' tenuto a mettere l'immobile in condizioni tali che chi dovesse subentrare come inquilino, ha solo il compito naturale di chiedere la fornitura di energia elettrica a mezzo contratto all'ENEL, perchè è già tutto predisposto, compresa la nicchia in cui sarà posizionato il contatore.
Saluti

Inviato da: CONSULENTEgeomTERRACCIANO il 17.10.08 18:10

SONO A CHIEDERE SE UN APPARTAMENTO PUO' ESSERE VENDUTO IN ASSENZA DEL CERTIFICATO DI ABITABILITA'
PERCHE' PURTROPPO IO CHE HO AFFIDATO AL NOTAIO LA VERIFICA PER DUE BILOCALI 1 PER ME E 1 PER MIA FIGLIA AFFINCHE' TUTTO FOSSE IN ORDINE ED HO PER QUESTO ROGITATO IN QUANTO EGLI HA SOTTOSCRITTO CHE LA PARTE VENDITRICE S'IMPEGNAVA A FARMI PERVENIRE IL CERTIFICATO DI ABITABILITA' CHE A TUTTO OGGI DOPO 4 ANNI NON HO ANCORA OTTENUTO ED ORA IO NON POSSO A MIA VOLTA RIVENDERE.GROSSI PROBLEMI ESISTONO SULL'IMMOBILE TUTTO ( CONDOMINIO) IN QUANTO VERIFICHE PRESSO IL COMUNE HANNO MESSSO IN EVIDENZA CHE MANCA LA SCHEDA TECNICA DEL DIRETTORE DEI LAVORI IN PIU' VI SONO 7 GARAGE E 6 CANTINE SENZA L'IMPIANTO ELETTRICO A NORMA. l'ATTO PUO' ESSERE NULLO ? DEVO INTRAPRENDERE UNA CAUSA? E SE UNA PERSONA NON HA I SOLDI PER AVVIARLA ESISTE UN PATRONATO O AVVOCATI CHE POSSONO TUTELARE CHI HA SUBITO INGIUSTIZIA E FRODE OPPURE ANCORA UNAA VOLTA CI TOCCA SOCCOMBERE AI PREPOTENTI E AI TRUFFALDINI .
PER FAVORE QUALCUNO MI RISPONDA SIAMO DISPERATE

Inviato da: il 22.10.08 11:10

Per quanto attiene alla posizione del notaio, va detto che, in senso opposto a quanto ritenne una vecchia sentenza di Cassazione (23 marzo 1978, n. 1426, in Vita not., 1978, p. 1038 e ss.), tale professionista non possa rifiutarsi di ricevere l'atto di vendita in mancanza del certificato di abitabilità, visto che non si tratta, come detto, di un atto nullo (il nostro ordinamento riconosce al notaio la possibilità di rifiutare legittimamente il suo ministero, infatti, solo in presenza di atti espressamente proibiti dalla legge e cioè qualora la nullità assoluta sia comminata o sia desumibile in modo inequivoco dalla legge).

Né d'altro canto si può ritenere che sussista un obbligo per il notaio di accertare se sia stato o meno rilasciato il certificato di abitabilità relativo all'immobile oggetto di vendita. Non va tuttavia dimenticato, comunque, che il notaio è chiamato anche a svolgere, oltre al suo normale ruolo certificativo, anche una consulenza qualificata a favore dei contraenti, il che gli impone sicuramente un dovere di informazione relativo a tutto ciò che può impedire la piena e corretta produttività di effetti dell'atto. Ciò, lo si ribadisce, non porta comunque ad escludere che il notaio possa assecondare i contraenti quando gli stessi, consapevolmente, siano comunque interessati a negoziare un immobile privo dell'abitabilità. Fermo restando, in tal caso, che in capo al venditore permane l'obbligo di adoperarsi per far ottenere la licenza, qualora non vi sia rinunzia dell’acquirente secondo le modalità sopra dette.

Saluti

Inviato da: CONSULENTEgeomTERRACCIANO il 23.10.08 11:50

SALVE.VIVO DA UN ANNO CIRCA IN UN IMMOBILE IN AFFITTO.DOPO UNA SERIE DI PROBLEMI LEGATI AD INFILTRAZIONI DI ACQUA ED UMIDITà IN CASA HO RICHIESTO LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO SENZA L'OBBLIGO DEL PREAVVISO DI 6MESI.NON è STATO ACCETTATO.COSI SONO STATA COSTRETTA A RICHIEDERE UN SOPRALUOGO DEL MEDICO SANITARIO CHE HA DICHIARATO CHE L'IMMOBILE RISULTA ESSERE UN LAVATOIO ED è PRIVO DI AGIBILITà E ABITABILITà.OTTERREI PARTE DI TUTTI GLI AFFITTI FINORA VERSATI ?

Inviato da: LORI il 11.11.08 14:35

Lori, ciò che mi sembra strano è che soltanto dopo un anno lei riscontra questi problemi.
Per un anno come ha fatto?
Secondo il mio giudizio, pur essendo validissimi i gravi motivi denunziati, il preavviso andava comunque dato.
Si rivolga la SUNIA/CGIL.
Saluti

Inviato da: CONSULENTEgeomTERRACCIANO il 11.11.08 14:42


Egregio Avvocato
Non so più a che Santo rivolgermi per risolvere il seguente problema:
Nella fase avanzata della costruzione di rustico per abitazione, si procedeva al recesso dell’impresa e del D.L. per difformità ed altro. Il tecnico non ha mai proceduto al deposito all'Uffcio tecnico degli atti strutturali dei c.a.(art 65 DPR nr. 380/2001 e s.s.), come pure asseverato nella D.I.A, tantomeno è disposto a produrli. Perdurando l’omissione, il nuovo D.L. in previsione della richiesta di agibilità, ha prospettato forti difficoltà circa la procedura per il collaudo dell’opera per l'assenza di tale documentazione. Per ovviare,all’omessa denuncia e poter effettuare il collaudo,quale procedura a norma da seguire.
Si ringrazia per l’attenzione e si porgono distinti saluti.

Inviato da: just2000@virgilio.it il 20.12.08 16:41

Caro utente, non sono un avvocato, comunque provi a contattare l'avvocato il cui nominativo lo troverà in alto tra i consulenti del forum, scritta blu.
Saluti

Inviato da: IL TUO CONSULENTE il 20.12.08 19:54

L'Ente pubblico ha concesso in locazione una struttura polifunzionale (bar-ristorante-pattinodromo) privo di accatastamento e agibilità,l'Ente ha messo in mora i conduttori e questi ultimi si sono rivolti al Tribunale opponendosi e nel frattempo ha chiuso l'attività.
I conduttori a cosa vanno incontro?
Grazie

Inviato da: antonietta racchi il 23.02.09 17:56

Penso solo a sanzioni amministrative.

Inviato da: CONSULENTE GRATUITO il 24.02.09 08:23

Salve, ho stipulato un contratto d'affitto con una persona straniera, lei praticamente la casa la abitata per poco e partita dicendomi che tornava fra un mese, sono passati quattro lei non si e fatta sentire, e sparita senza pagarmi neanche un mese d'affitto, e sono senza nessuna cauzione. Io vorrei finire il raporto con quella persona perchè mi rendo conto se vado avanti rischio di pagare tasse sopra quello che non ho percepito. In questo caso come mi devo commportare???

Inviato da: pucina il 03.03.09 02:14

Non capisco quale tipo di contratto lei abbia stipulato e perchè non ha chiesto i 3 mesi di cauzione più il primo mese di affitto e, dato che non l'ha abitata, entri con le altre chiavi e almeno si renda conto di come stanno le cose, perchè può anche darsi che la casa sia libera da cose, per cui ne rientra nel pieno possesso, cambiando la serratura.
Saluti

Inviato da: IL TUO CONSULENTE il 03.03.09 11:54

prova

Inviato da: gigi il 26.03.09 16:19

Gent.mo Staf,
volevo avere un consiglio. Sto acquistando una villetta con primo piano "agibile non abitabile" e l'agenzia mi dice che l'abitabilità potrò chiederla dopo l'acquisto. I dubbi mi assalgono. Mi hanno detto che la richiesta di abitabilità al comune ha un costo di circa 10.000 euro. Ho proposto di richiederla Loro e pago all'impresa il costo sostenuto...purtroppo la proposta è stata evitata. Come mi devo comportare?? Nei locali "agibili non abitabili" posso vivere tranquillamente senza incombere in sanzioni e senza andare contro legge. Grazie mille

Inviato da: Cristiano il 15.04.09 17:21

Non ne perda tempo e si rechi all'Ufficio Edilità del Comune e chieda chiarimenti su ciò che l'Agenzia le ha riferito, è la maniera più corretta per rasserenarsi.
Saluti cordiali

Inviato da: RISPONDE IL CONSULENTE geom.TERRACCIANO il 17.04.09 12:27

Gentile avvocato,
le scrivo perchè mi trovo in difficoltà con la certificazione di abitabilità della mia casa.
Tale cerificato infatti al momento dell'atto di acquisto dell'immobile, avvenuto nel 2005, non mi è stato consegnato dall'impresa venditrice.
Oggi date nuove esigenze familiari ho intenzione di cambiare casa, ovviamente successivamente la vendita dell'immobile attualmente di proprietà. Per tale operazione però, al fine di cedere ad un eventuale compratore la casa occorre che questa sia provvista di tale certificato, e la difficoltà sussiste prorpio in questo:
avendo richiesto la ceritificazione dall'impresa e ottenendo come risposta una non disponibiltà ad assolvere a tale compito ho deciso di muovermi autonomamente. Per poter ottenere il documento occorre la certificazione a norma degli impianti che non è stata a tuttoggi rilasciata dalle ditte installatrici che hanno operato nella costruzione. Queste infatti sono attualmente in causa con l'impresa perchè ancora creditrici di ingenti somme e non intendono rilasciarmi le certificazioni in oggetto. Come posso quindi muovermi? Posso richiedere ad altre ditte installatrici di collaudare gli impianti e rilasciare loro le certificazioni? Mi può essere impedito dalle imprese che invece hanno realizzato gli impianti?
In attesa di una Sua risposta la ringrazio anticipatamente.

Inviato da: Antonio il 18.04.09 12:27

NON SONO AVVOCATO, MA GEOMETRA.

LEGGA:
FEDERCONSUMATORI:

Qualsiasi allarmismo su eventuali blocchi nella compravendita degli immobili a causa del decreto ministeriale 37/2008 è ingiustificato. A dichiararlo è l'Unione nazionale consumatori la quale precisa che questa normativa, che riguarda l'installazione degli impianti elettrici all'interno degli edifici, "non fa altro che ribadire quanto era già previsto dalla legge 46/90 e dal seguente decreto attuativo 447 del 1991 (ora abrogati perché sostituiti dal decreto di cui sopra)".
Già dal 1991, spiega l'associazione, infatti il proprietario dell'immobile doveva conservare tutta la documentazione amministrativa e tecnica e consegnarla all'avente causa in caso di trasferimento dell'immobile a qualsiasi titolo, nonché darne copia alla persona che utilizza i locali (Dpr 447/91, art. 9). Esattamente quanto previsto dall'articolo 13 del decreto ministeriale 37/2008".
Ed esattamente come accadeva nel 1991 - prosegue la nota dell'Unione nazionale consumatori - se l'acquirente rinuncia alla garanzia di conformità dell'immobile, si può lo stesso procedere alla vendita, come del resto è previsto dal Codice civile oltre che dall'articolo 13 del decreto 37/2008.
Le vere novità del decreto - conclude l'Unc - sono semmai altre due. "La prima è che entro 30 giorni dall'attivazione di un'utenza elettrica o idrica, come era già previsto per le utenze del gas, occorre inviare la dichiarazione di conformità all'azienda erogatrice altrimenti si rischia la sospensione della fornitura. La seconda è che finalmente la sicurezza degli ambienti in cui viviamo quotidianamente diventa un requisito irrinunciabile ed inderogabile".
Parli anche con un notaio

Saluti cordiali

Inviato da: RISPONDE IL CONSULENTE geom.TERRACCIANO il 18.04.09 15:24

Gent.mo avvocato,
ho trovato molto interessante questa discussione perchè sono stato coinvolto in un mancato rilascio delcertificto di agibilità.
Mi spiego meglio, circa 2 anni fa ho acquistato un appartamento di nuova costruzione da una signora, che in sede di atto si impegnava a fornirmi il certificato in oggetto entro tre mesi dal rogito.
Dopo due anni, non ho ancora ricevuto niente, in quanto l'immobile è sprovvisto di detto certificato.
Preciso che ho acquistato per conto di una società immobiliare che basa la sua attività sulla compravendita immoiliare.
Ad oggi sono impossiilitato a lucrare sul bene sia in termini di compravendita sia di locazione.
Ho intentato una causa per danni ma vedo che la giurisprudenza in merito non è molto chiara e mi piacerebbe ricevere un suo parere.
Grazie.

Inviato da: paolo il 16.06.09 11:49

...si è molto controversa la questione, con accavallamenti di circolari e sentenze, ma nessuna esprime chiarezza, ma sa perchè?
Perchè dopo il collaudo del fabbricato da parte dei Tecnici del Comune, è proprio il Comune che deve rilasciare il certificato e il problema è tutto burocratico, come tutte le cose nel nostro paese....
Pratiche che ammuffiscono, scarsità di personale che deve operare, difficoltà a reperire tecnici ecc., per cui si può aspettare, aspettare, aspettare.....tanto...NON SUCCEDE NULLA, l'immobile si vende lo stesso...
Saluti cordiali

Inviato da: IL TUO CONSULENTE geom TERRACCIANO il 18.06.09 08:13

Gentilissimo staff,
vorrei acquistare una mansarda a "uso lavanderia"....il costruttore mi ha assicurato che facendo la sanatoria diventa a "uso abitativo" e quindi con conseguente certificato di agibilità. Mi ha anche detto che provvederà a regolarizzare il tutto lui nel momento in cui facciamo il compromesso. E' vero tutto ciò? Con la sanatoria può diventare a uso abitativo? Si può fare per legge? Inoltre, la casa è affittata senza contratto, la famiglia andrà via fra 5 mesi. Come mi devo comportare? Può capitare che dopo 5 mesi queste persone ci ripensavo e non vanno più via anche se precedentemente ho fatto il compromesso?
Aspetto risposta
Distinti saluti

Inviato da: Claudia il 10.07.09 11:08

Claudia, sono il geometra Terracciano che le risponde.
Il costruttore può dire ciò che vuole, quindi lei si deve TUTELARE sottoscrivendo il preliminare di vendita alla presenza del suo avvocato e poi registrarlo, quindi ci devono essere clausole che nel caso di fallimento delle promesse lei rientra in possesso della caparra sborsata.
NON AGISCA DA SOLA.
Chiaro?
Saluti Claudia

Inviato da: GEOM.TERRACCIANO-CONSULENTE GRATUITO il 10.07.09 14:46

Buongiorno,
fra qualche giorno stipulerò l'atto di vendita dell'immobile di mia proprietà e l'acquirente nonstante sul preliminare abbia firmato che"acquista l'immobile nello stato di fatto e di diritto in cui si trova" mi chiede la sostituzione del pannello solare in quanto anche se venisse riparato non avrebbe garanzia di durata. E' corretta la Sua richiesta?
Vi ringrazio
Cristina

Inviato da: Cristina il 13.07.09 12:55

Secondo il mio parere NO, nella maniera più assoluta, poi se gli vuole fare un regalo......
Saluti cordiali

Inviato da: geom.TERRACCIANO-CONSULENTE GRATUITO il 13.07.09 18:48

Buongiorno,
durante la costruzione del mio appartamento abbiamo apportato delle modifiche al progetto, realizzando al piano superiore una matrimoniale ed una camerina ed un bagno, al piano inferiore abbiamo realizzato una cucina ed una sala un bagno ed un piccolo ripostiglio, spostando al piano superiore la camera matrimoniale che era prevista giu'. Il problema nasce perche' il mio comune non vuole soluzioni a ventaglio per la scala che unisce i due piani per arrivare alla camera principale, dicendomi di farla obbligatoriamente al piano inferiore e mi hanno sospeso l'abitabilita' e dovro' sanare il tutto..ma non posso certo disfare i tramezzi e creare una camera...che devo fare.......aiutoooo

Inviato da: Markino il 10.10.09 18:23

Che deve fare:
Se avesse chiesto la DIA prima ancora di eseguire le modifiche sarebbe stato diverso, ora non le rimane che ottemperare.
Saluti

Inviato da: CONSULENTE GRATUITO- geom. TERRACCIANO il 11.10.09 09:07

Gent.mo Avvocato,,

volevo chiedeLe se possibile un chiarimento in merito al mancato rilascio del certificato di agibilità di un immobile commerciale preso in locazione.In questo momento io sono la parte conduttrice e ho chiesto al proprietario del negozio tale certificato, quest'ultimo ne è sprovvisto. Volevo sapere se è possibile la risoluzione del contratto e il rimborso della caparra e dei 2 mesi d'affitto già pagati.

Grazie

Inviato da: marikamorelli il 23.10.09 19:20

Ritengo proprio di si, ma si rivolga ad un avvocato, l'intervento sarà più efficace e di natura legale.
Cordiali saluti

Inviato da: CONSULENTE GRATUITO- geom. TERRACCIANO il 24.10.09 15:33

Volevo chiederle in modo sintetico se un professionista abilitato (Geometra, Architetto o Ingegnere) può rilasciare il certificato di agibilità di un locale dopo averlo ispezionato e valutato e quindi in caso affermativo se lo stesso certificato ha valore legale equiparato a quello rilasciato dal Comune per aprire un'attività commerciale.

GRAZIE IN ANTICIPO

Inviato da: mainbrain il 19.11.09 20:08

Se non erro bisogna far parte di un ENTE CERTIFICATORE, per questo è bene fare una ricerca in tal senso su internet.
Saluti

Inviato da: TERRACCIANO IL TUO CONSULENTE il 20.11.09 06:25

ho risalita solo nei muri di tufo interni della tavernetta cer corca 50 cm, dopo un grande acquazzone nella mia zona mi sta cambiando il colore delle fughe dei mattoni che in alcune parti diventano piu scure. sentiamo nell'aria la presenza di umidità e anche il divano sembra bagnato. come posso risolvere il problema??? saluti

Inviato da: giuseppe il 20.11.09 12:21

UMIDITA’ DI RISALITA RIMEDI
Esiste un sistema lungamente collaudato e garantito illimitatamente nel tempo in grado di eliminare definitivamente l'umidità dalle murature con l'impiego della barriera chimica costituita da iniezioni di particolari resine siliconiche all'interno della muratura attraverso fori praticati alla base di esse e inserimento con appositi dffusori del formulato. Il sistema impedisce la risalita di umidità grazie alla polimerizzazione del liquido che agisce come 'idrorepellente' in grado di fermare il processo di risalita capillare, garantendo quindi un progressivo e costante asciugamento delle murature e quindi il definitivo risanamento. Architetto andrea.trasa@yahoo.it

Inviato da: TERRACCIANO IL TUO CONSULENTE il 20.11.09 13:45

E' possibile vendere un appartamento costruito prima del 1967 senza il certificato di Agibilità/Abitabilità, cioè un notaio può fare un rogito vista e considerata e accettata la situazione anche da parte dell'acquirente senza questo certificato?

Inviato da: arco il 01.12.09 00:50

Ritengo proprio di si, ne parli col suo notaio.
Saluti

Inviato da: GEOM. TERRACCIANO Oreste il 01.12.09 10:54

ho sottoscritto una proposta di acquisto per un immobile... richiedo il certificato di concessione in sanatoria e mi si risponde che è stato appena chiesto e che ci vorranno almeno 2 mesi per il rilascio....faccio presente che in questo modo io non potrò chiedere il mutuo ed ottenerlo in tempo per il rogito...l'agenzia mi dice che potrà posticiparsi ....avevo però fatto presente che per me la data del rogito e quindi entrare nella nuova casa erano scadenze improrogabili per diversi motivi di famiglia....come posso muovermi? vedendo slittare la cosa per oltre due mesi non sono più interessata all'acquisto...del resto i patti erano diversi e il mediatore mi ha detto che i documenti erano tutti in possesso ma così non era........aiuto!

Inviato da: il 18.12.09 14:02

Tutto dipende da.....CARTA CANTA!!, quindi da cosa si è scritto e sottoscritto, quindi in taluni casi è meglio chiedere ad un avvocato se e come muoversi.
Saluti

Inviato da: GEOM. TERRACCIANO Oreste il 18.12.09 16:00

Egregio Geometra Terracciano,
sono in procinto di acquistare una casa di nuova costruzione in Liguria. Poco prima di effettuare il compromesso, il venditore (che è il costruttore) mi dice che le due stanze da letto non hanno ottenuto l'agibilità dal comune - anche se sono correttamente accatastate -. In sostanza risulterebbero locali di sgombero e non stanze. In effetti sono molto piccole, e due letti ci entrano a fatica. Le chiedo questo: tutto ciò può avere conseguenze oltre a quelle commerciali connesse alla eventuale difficoltà nel vendere un immobile che sulla carta non ha camere da letto ma solo il living -cucina e il bagno o possono essere anche conseguenze più gravi (che non so di quale genere dal momento che non sono un esperto della materia?
Grazie mille e complimenti per la professionalità

Inviato da: Andrea 74 il 29.12.09 20:50

Il costruttore FARNETICA.
Non so proprio, caro Andrea, cosa le vuole RIFILARE!!!
Vuole giocare d'anticipo?
Si tolga lo sfizio di andare all'Ufficio Edilità del Comune e parli di questa cosa con un geometra dello stesso Ufficio, così conoscerà la risposta ADEGUATA per mandare all'aria tutto.
Saluti cordiali

Inviato da: GEOM. TERRACCIANO Oreste il 30.12.09 06:59

ho conprato una casa in un condominio da due anni adesso scopro che la palazzina piano piano ha delle problematiche cosa faccio '?8

Inviato da: il 21.01.10 17:23

Deve rivolgersi ad un avvocato per capire fino a dove è applicabile la garanzia sull'acquisto.
Cordiali saluti

Inviato da: CONSULENTE geom. Terracciano il 22.01.10 12:20

Gentile Avvocato,
sto comprado un appartamento costruito nel 1953, privo di certificato di abitabilità, nel 2005 è stato rilasciato permesso in sanatorio in base all'art. 36 T.U., per piccole modifiche alle aperture e tavolati interni.
L'agenzia immobiliare dice che non è necessario il rilascio del certificato di abitabilità per l'atto di acquisto.
come mi devo comportare?

Inviato da: al il 26.01.10 13:52

L'Agenzia ha ragione e lo confermerà anche il notaio, infatti faccia una telefonata al suo notaio e glielo chieda.
Non sono un avvocato, ma semplicemente un geometra consulente gratuito.
Cordiali saluti e auguri per la casa.

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 26.01.10 15:08

Sto per acquistare una casa del 2006 a Roma nel cui atto di provenienza, all'articolo 13 il costruttore vende la casa all'attuale proprietario senza certificato di abitabilità.
Inffatti nel suo rogito, il costruttore dice che soltanto dopo il collaudo definitivo di tutte le opere di urbanizzazione del comparto potrà essere richiesto il certificato di abilità dovendo la richiesta essere corredata sia del nulla osta degli Uffici urbanistici che da perizia giurata circa la rispondenza di ciascun immobile al progetto edilizio ed alla normativa in materia di abitabilità.Pertanto la società venditrice produce la perizia attestante la attuale rispondenza dell'immobile oggetto del rogito.e si obbliga a completare al più presto tutte le restanti opere di urbanizzazione del comparto e ad ottenere il nulla osta di cui sopra, ed a presentare a propria cura e spese (salvo quanto appresso) la domanda di abitabilità, senza impegni di tempo ciò dipendendo dagli Uffici Comunali ed Enti interessati, garantendo peraltro fin d'ora la attuale idoneità ad esso relativo nelle condizioni attuali risultanti dalla perizia allegata.La parte acquirente - dando atto della effettiva utilizzabilità dell'immobile fin d'ora - prende atto della attuale indisponibilità per quanto sopra del certificato di abitabilità, con espresso esonero della Società Venditrice da ogni responsabilità al riguardo, e si obbliga a non apportare alle porzioni immobiliari con il presente atto acquistate, alcuna alterazione delle attuali condizioni di esse, risultanti dalla perizia come sopra allegata, tali da pregiudicare l'idoneità all'ottenimento al momento della richiesta dell'abitabilità dopo il nulla osta di cui sopra, nonchè a provvedere, a propria cura e spese - su richiesta della parte venditrice - e relativamente all'immobile con il presente atto acquistato, ad analoga perizia aggiornata a quella data ed a consegnarla alla Società venditrice stessa, assumendo ogni responsabilità in caso di alterazione che comportino anche l'impedimento alla ottenibilità del certificato di abitabilità per tutti gli altri immobili del comparto oggetto del permesso di costruire.

La mia domanda è : Visto che compro casa dal privato che la vende, cosa è meglio scrivere nel compromesso per rendere la cosa meno vessatoria nei miei confronti ??
Come mi devo comportare ???
Infatti sembra che al momento opportuno dovrò pagare io la nuova perizia per richiedere il certificato mancante.

Grazie della risposta.

Inviato da: Pietro il 29.01.10 15:44

Pietro un solo consiglio:
si rivolga al suo notaio e gli chieda cosa riportare nel compromesso o preliminare di vendita.
E' una maniera intelligente per non commettere errori.
Saluti

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 30.01.10 13:49

Gentilissimo Avv.Rinaldi,una sola domanda

Il Comune,su mia richiesta scritta, è tenuto a rilasciare certificazione attestante il formarsi del silenzio-assenso ai fini dell'agibilità?

Inviato da: maurizio toscano il 02.02.10 07:59

Sono il geometra Terracciano, ritengo che in quel caso non possa valere il silenzio assenso.
Saluti

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 02.02.10 12:20

E' ammissibile il rigetto da parte del Comune di un'autocertificazione di agibilità depositata a seguito del silenzio-assenso sull'istanza di agibilità precedentemente proposta?

Inviato da: ciro il 01.03.10 18:52

In riferimento alla domanda precedente cosa devo fare in caso di rigetto dell'autocertificazione per potermi tutelare?
Grazie in anticipo per la sua preziosa consulenza.

Inviato da: ciro il 01.03.10 18:59

Secondo me bisogna rivolgersi ad un ENTE certificatore, pagare e farsi rilasciare la certificazione, in quanto l'autocertificazione non credo vada bene.
Saluti

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 02.03.10 06:45

ho un minimarket, i locali sono in locazione, il proprietario dei locali mi ha consegnato l'agibilità dei locali , dove è specificato la composizione del minimarket, composto di un locale con wc.
ho deciso di fare dei lavori, creando altri due bagni con dei tramezzi in gesso, uno spogliatoio ed un laboratori, utilizzando sempre dei tramezzi in gesso.
Le chiedo bisogna richiedere una nuova agibilità o dovevo fare una semplice comunicazione allo all'edilizia per i lavori che dovevo effettuare? saluti

Inviato da: oliveri mario il 05.03.10 19:51

Penso che una DIA e il riaccatastamento si debbano entrambi fare, meglio interpellare un geometra del posto.
Cordialmente

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 06.03.10 14:33

Buonasera, avrei davvero bisogno di un consiglio urgente.Ho visionato nei mesi scorsi un piccolo monolocale(20mq) immobile ante 67 accatastato come abitativo ,privo di servizi. Il venditore (un conoscente) mi ha assicurato che c'era la possibilità di poter avviare la costruzione del bagno interno , a prova di ciò mi ha mostrato l'ubicazione dell'allaccio fognario già predisposto da lui all'interno dell'appartamento.Per impegni del proprietario che è spesso all'estero non ho potuto far visionare ad un geometra l'appartamento. Ho comunque fermato l'immobile versando e registrando un compromesso (4000 euro). Successivamente quando il geometra ha visitato il locale mi ha detto che non sussistevano i requisiti,(H e cubatura) . Sull'atto di preliminare non si accenna alla possibilità di realizzazione del servizio, all'accio fognario, ecc. Queste cose sono state però ribadite in presenza di testimoni.Posso recedere dal contratto ? Grazie

Inviato da: luciall il 12.04.10 18:55

Salve,
è posibile per l'acquirente esigere che il venditore presenti certificato agibilità al momento del rogito anche per un immobile ante 67??? Grazie!

Inviato da: userb il 13.04.10 00:17

Se è in possesso,bene, diversamente no.
Saluti

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 13.04.10 07:10

Gentile Avvocato,
nel 2003 ho acquistato un appartamento. Immediatamente l'amministratore, nonchè architetto, nonchè inquilino del piano superiore si è premurato di comunicarmi che non avevo l'abitabilità (?). Naturalmente (!) ho fatto fare a lui la pratica con una spesa di circa 250,00 euro. Due anni fa, per una malattia, il predetto è venuto a mancare. Ora sto vendendo l'immobile e viene fuori che, a tutto il plico di documenti costituenti l'agibilità in mio possesso, non è allegato per l'appunto il certificato. Ho contattato il geometra collega di colui che aveva fatto la pratica e stamane si è presentato chiedendomi 54 euro + 24 per le marche da bollo perchè ha dovuto ripresentare il tutto. In più mi chiede di firmare una autocertificazione dove, tra l'altro, dovrei dichiarare che il palazzo, edificio anni 80 senza ascensore, non ha barriere architettoniche. A parte che dichiarerei il falso ma, avendo la ricevuta del protocollo del comune di quando è stata presentata la pratica nel 2003 non dovrebbe valere il silenzio assenso. Oppure al comune di Monteforte Irpino (AV) vige una legge diversa da quella italiana? Confido molto in un Suo riscontro e La ringrazio anticipatamente.
Saluti

Inviato da: Giovanni il 14.04.10 10:43

Caro Giovanni, sono un geometra e non un avvocato, per cui se vuole una risposta al suo quesito legale, la prego di rivolgersi al sito forum-immobiliare.com. (consulenza legale)
Grazie

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 14.04.10 15:54

spett:geom terracciano sono un ragazzo di 34 anni sto facendo un passo per aquistare una casa dove la sto comprando tramite tecno casa ma come faccio a sapere se tutti i requisiti di questa casa sono veri se a agibile so soltanto che il perito di tecno casa a periziato questa casa prima come locale commerciale e poi come casa in questa abitazione mancano lereti fongniarie non a un attaco del gas un impianto eletrico vecchio dato che questo edificio e due piani ma del 60 dove il primo piano abita gia una famigli e a affato delle modifiche al tetto dove a creato delle stanze dove ci vivono.come devo fare per vedere che tutti i certificati sono reali

Inviato da: ottone il 26.04.10 22:58

Se c'è il certificato di agibilità, rilasciato a suo tempo dal Comune, il documento va letto, diversamente non c'è agibilità.
Si dve richiedere una visura catastale per accertare lo stato dei luoghi.
Personalmente mi rivolgerei, prima di fare il preliminare di vendita, ad un geometra, pagandogli il compenso, e mi farei notiziare a prescindere dala perizia della Tecnocasa.
Meglio non acquistare al buio, anche se il notaio non dovrebbe assolutamente rogitare di fronte alla documentazione incompleta o addirittura inesistente.
Saluti cordiali

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 27.04.10 09:24

Salve geometra!
Le espongo il mio problema,sto contrattando l'acquisto di una sopraelevazione( un piano attico)realizzato con licenza edilizia del 1972 realizzato su di un terrazzo di copertura di preesistente fabbricato di 4 piani realizzato nel 1965 per il certificato di agibilità al comune mi hanno richiesto il collaudo statico dell'immobile, il problema e sorto al genio civile dove nn si trovano i depositi dei calcoli del cemento armato.A suo parere posso ovviare facendo fare un collaudo statico ex novo da un ingegnere di mia fiducia?
Grazie anticipatamente!

Inviato da: alfonso il 03.05.10 16:45

...secondo il mio parere, si, ma il mio parere può contrastare con quello del Settore Edilità del Comune, quindi chieda direttamente all'ingegnere che dovrebbe effettuare il collaudo statico.
Saluti

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 03.05.10 19:31

salve avvocato le vorrei fare una domanda:noi abbiamo costruito una villa in campagna abbiamo fatto tutte le cose che si fanno a partire dal proggeto al richiedere il parere paesaggistico.pero un giorno la forestale ci a sequestrato la villa per conto di un giudice perche diceva che non potevamo costruire la villa in quel punto anche se avevamo fatto tutte le cose in regola ora dopo qualche mese il nostro avvocato era andato al tribunale del riesame e lo anno tolto il sequestro pero il dirigente del comune non vuole darci l agibilita perche dice che il sequestro e stato tolto solo a livello cautelare e non ancora definitivo secondo lei e regolare tutto questotenga presente che tutta la documentazione e stata accettata da tutto il consiglio comunale pero il dirigente non vuole firmare secondo lei che dovrei fare sono molto disperato aspetto sue notizie la ringrazzio molto

Inviato da: strippoli78 il 06.05.10 19:17

Vada su forum e contatti direttamente l'avvocato GIOLA, troverà il suo indirizzo di posta elettronica scritto in alto su FORUM di questo sito.

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 07.05.10 08:44

Buona Sera.
Ho firmato un preliminare per l'acquisto di un immobile in condominio costruito nel 1973 e dotato della iniziale autorizzazione all'abitabilità. Sull'appartamento oggetto della compravendita nel 1996 sono stati eseguiti dei lavori con regolare concessione edilizia che hanno riguardato la diversa distribuzione degli spazi interni e la formazione di una nuova apertura. Di fatto prima esistevano soggiorno e cucina separati, ora sono uniti ma è stata ricavata una camera singola dove è stata aperta una nuova finestra, senza alcun ampliamento degli spazi o di metratura. Il venditore si è "scordato" di richiedere la nuova abitabilità, il notaio ha fatto più di un appunto.
Volevo un consiglio su come risolvere la situazione completando comunque la compravendita.
Grazie

Inviato da: beppelg il 12.05.10 23:14

Buona Sera.
Ho firmato un preliminare per l'acquisto di un immobile in condominio costruito nel 1973 e dotato della iniziale autorizzazione all'abitabilità. Sull'appartamento oggetto della compravendita nel 1996 sono stati eseguiti dei lavori con regolare concessione edilizia che hanno riguardato la diversa distribuzione degli spazi interni e la formazione di una nuova apertura. Di fatto prima esistevano soggiorno e cucina separati, ora sono uniti ma è stata ricavata una camera singola dove è stata aperta una nuova finestra, senza alcun ampliamento degli spazi o di metratura. Il venditore si è "scordato" di richiedere la nuova abitabilità, il notaio ha fatto più di un appunto.
Volevo un consiglio su come risolvere la situazione completando comunque la compravendita.
Grazie

Inviato da: beppelg il 12.05.10 23:14

Si faccia riconoscere l'onere che occorrerà per riaccatastare l'immobile, penso che un geometra le debba chiedere almeno 1.500 euro.
Interpelli un geometra.
Saluti

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 13.05.10 06:40

Scusandomi per il disturbo, vengo a porle un quesito riguardo l’immobile commerciale.
Ho riottenuto le licenze il 19/08/2008 dopo 5 anni di chiusura. Ho affittato l’azienda in oggetto ad aprile scorso e il comune con un ordinanza del 03/05/2010 ha sospeso le licenze per locale non avente agibilita’ in quanto mai perfezionata pratica condono, oblata il 29/04/86.
Dal 1985 occupavo come inquilino questo stabile commerciale. Il 15/5/99 lo rilevo, piu’ precisamente lo compra una societa’ di leasing e me lo affitta. Scadenza maggio 2015.
Pochi mesi prima della vendita il 25/03/99 faccio a mio nome una sanatoria per porzione costruita da me “in piu’”, con licenza edilizia del ‘91,(facendo il tetto nuovo mi sono alzato un po’ di piu’ e ne ho ricavato una mansarda). Pago oblazione e costo costruzione. Accatasto tutto lo stabile e vado al rogito il 15/05/99.
Ma oggi, 03/05/2010 il comune mi chiude l’attivita’ in quanto il locale non ha l’agibilita’, perche’ il vecchio proprietario aveva pagato oblazione il 29/04/86,aderendo al condono 1985, per parti costruite in piu’ della licenza edilizia del ’78, circa 100 mq. Ma nonostante il comune gli avesse chiesto planimetrie,foto e computo metrico il 31/01/99, il vecchio proprietario risponde il 30/03/99 chiedendo 60 giorni di proroga... Ma il 15/05/99 vende e non fa’ piu’niente!!!!
Oggi il comune pretende da me costo costruzione e oneri. Il vecchio proprietario e’ morto nel 2002.
Devo pagare io oneri e costo costruzione oppure gli eredi??
Una sentenza del TAR di Napoli ,sez. 3, 12 aprile 2007 7 18 luglio 2007, n. 6793, dice che il debito grava sul titolare della concessione o suoi successori e non sull’acquirente.
Da quando sono proprietario(in affitto leasing) non ho mai ricevuto nulla.
Esiste termine ordinario di prescrizione (10 anni), art.35, comma 18 (cfr. Tar Campania Salerno n. 1896 del 8.10.2004).
Domani 27 maggio 2010 presento tutti i disegni, foto e calcoli richiestomi per chiudere pratica condono.
Se non pago possono non rilasciarmi l’agibilita’???
La ringrazio anticipatamente e le porgo i miei saluti.
Mario Del Rizzo

Inviato da: mario 54 il 27.05.10 17:29

Sig. Del Rizzo, è complicata la questione, quindi si attenga alle disposizioni del Comune, perchè diversamente non ne uscirà più, poi, volendo, senta pure il parere di un geometra libero professionista del luogo, in attività.
Saluti

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 27.05.10 18:59

Gentilissimo Avvocato
Le chiede un chiarimento sul terzo condono edilizo del 2003. Il comune ha concesso il cambio di destinazione d'uso da soffitta ad appartamento, l'unità immobiliare è stata accatastata, però non rispetta le altezze medie e neanche il rapporto aereoilluminante. Si può utilizzare i locali come unità abitativa anche se il comune non ha rilasciato il certificato di agibilità?
In merito la Corte Costituzionale con sentenza n. 256 del 1996 ha ribadito:
"la deroga non riguarda, infatti, i requisiti da disposizioni legislative, e deve, pertanto escludersi una automaticità assoluta nel rilascio del certificato di abitabilità ...., dovendo invece il Comune verificare che al momento del rilascio del certificato di abitabilità siano osservate non solo le disposizioni di cui all'art. 221 del testo unico delle leggi sanitarie, ma, altresì, quelle previse da latre disposizioni di legge in materia di abitabilità e servizi essenziali relativi e rispettiva normativa tecnica..."
Se il certificato di agibilità non si può ottenere si può abitare ugualmente?
se ciò non è possibile l'amministrazione comunale non doveva autorizzare il cambio di destinazione dell'immobile da soffitta a civile abitazione?
Mi piacerebbe ricevere un suo parere
Grazie

Inviato da: PAOLO BEZZ 17/06/2010 il 17.06.10 23:03

Provi a contattare l'Avv. Giola direttamente, il suo indirizzo lo trova in alto, sulla pagina FORUM.

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 18.06.10 13:02

Avrei da risolvere questo quesito: ho acquistato 4 anni fa un appartamento(nuovo) con garage, nell'immobile condominiale sono presente altri 15 appartamenti e n.12 garages. Ci e' stato rilasciato certificato di abitabilita', ma il compilatore ha omesso di indicare nel certificato stesso se vi fosse l'obbligo del certificato prevenzione incendi e naturalmente non ha allegato alcunche'. A tuttoggi non abbiamo il cpi (il venditore, una societa' immobiliare, dichiara che la richiesta e' in itinere.Con chi mi devo rivalere, con la societa' venditrice, con chi ha omesso ( il compilatore) oppure segnalare al Comune e ai VVFF l'inadempienza e rivolgermi ad un legale? Con quali risultati? grazie della eventuale risposta.

Inviato da: agnomau il 05.07.10 20:54

Si informi da un avvocato se è il caso di citare in giudizio il costruttore o altro, perchè il CPI è obbligatorio quando nel garage ci sono più di 9 auto parcheggiate.
Saluti

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 06.07.10 06:51

Salve !vorrei se fosse possibile una delucidazione rispetto al problema in cui sono incorsa.
Ho preso in affitto un locale(con scrittura privata e contratto da definirsi a fine luglio)commerciale a cui avrei dovuto cambiare destinazione d'uso in qunto la mia attività e artigianale e soggetta a verifiche dell'usl di conseguenza avrei dovuto fare diversi lavori.vado al comune per chiedere una DIA e risulta che il locale così com'e oggi non è accattastato c'èun vecchio certificatodel91 di usabilità ristorante quii ad oggi è privo di agibilità.Mi si consiglia di interpellare la proprietaria che sistemi le cose allo stato di fatto attuale.per poi richiedere una Dia.il geometra prende in carico il lavoro presenta i documenti di accatastamento all'ufficio dove dal primo luglio ad oggi mancancano per motivi interni le persone preposte a fare tali pratiche.Mi viene quindi consigliato dal direttore del settore per accelerare i tempi di chiedere una dia a nome della proprietaria e un'agibilità unica al termine dei miei lavori.Così facendo la pratica inoltrata dal suo geometra verrebbe archiviata automaticamente Mi chiedo 1 cosa l'ha fatta a fare?2perchè non mi è stato subito consigliato di fare così dicendomi allora che con lo stato di fatto da me presentato sarei incorsa in sanzioni visto che dichiaravo il falso?cosa cambia oggi se quello che il geometra della proprietaria ha fatto è protocollato ma senza valore??chi dovrebbe pagare questa pratica Dia e l'agibilità?la Dia si fa sempre e cmq a nome del proprietario?perchè lei dice di non volere questa responsabilità?Potrei per questo rescindere il contratto?Quanto potrebbe passare per avere la vecchia agibilità?non so più cosa fare e sono disperata....in pìu la signora pretende i soldi dell'affitto perchè convinta d'essere nel giustoper un locale dove non potrei neanche farci un balletto ancora oggi.AIUTATEMI... grazie per l'attenzione ISA

Inviato da: isa il 21.07.10 02:44

vorrei porvi qualche altro quesito tecnico-
serve l'agibilità del locale che si prende in affitto per chiedere una dia per i lavori??se un immobile è accatastato deve avere per forza l'agibilità?oggi per affittare un locale commerciale la legge dice che bisogna ci sia questo requisito? Come ha fatto il negozio di oggettistica che per dieci anni è stato nel locale dopo che questo non era più ristorante e non aveva piu tre bagni,cucina e quant'altro e ci ha fatto dei lavori seppur minimi senza che il comune o chi per esso desse l'agibilità?o si accorgesse di questo cambiamento?si possono fare i lavori nellunico appartamento sopra il locale degli stessi proprietari. cambiando anche il numero delle particelle?quidi numeri civici ma non inserendo il locale?non fa sempre parte dell'immobile?da notare che il comune è di fronte al negozio....sembra una beffa!la fogna è considerata manutenzione quindi non soggetta a dia?anche gli scarichi dell'acqua?ma chi lavora dentro per sistemarli e non c'è l'agibilità vecchia che manutenzione fa?o dovrebbe per forza chiedere una dia?potrebbe avere problemi? se si di che natura? qualsiasi tipo di attività artigianale o commerciale deve essere inserita in un locale con agibilità...grazie di nuovo...

Inviato da: isa il 21.07.10 03:28

Non credo che la mancanza del certificato abbia influenza sul contratto.
Saluti

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 21.07.10 18:38

Gentilissimo avvocato,
ho preso in locazione un immobile uso ufficio. Premetto che lo stabile è di nuova costruzione.Su sei unità ne sono stati finora locati due uno commerciale e il mio uso ufficio.
Il commerciale è già attivo, addirittura con insegna luminosa ecc....io sono da Marzo che pago regolare canone di locazione è adesso che ho ultimato arredamento, utenze, ecc...nel recarmi aal'Ufficio URP del comune per chiedere il trasferimento dell'attività, che sottolineo è soggetta all'autorizzazione T.U.L.P.S., mi viene detto che posso chiedere il trasferimento xchè ho una certificazione di "asseveramento" ma poi rivolto all'UTC l'ingegnere dello stesso mi riferisce che, il certificato di conformità edilizia ed agibilità non è ancora stato rilasciato e che nonostante DIA è stato presentata nel mese di marzo, tutt'ora sono presenti reali e preoccupanti problematiche (la proprietà dovrebbe eseguire dei lavori (che riguardano il piano di evacuazione e accessi invalidi, che lo stesso difficilmente riuscirà a realizzare, per problemi con le parti confinanti)e presentare i progetti e la documentazione dei lavori eseguiti, che l'ufficio preposto del comune ad oggi non ha ricevuto.
A segiuto di quanto sopradetto domando:
1. Se trasferisco la mia attività nel nuovo immobile, può il comune tramite l'ufficio preposto farmi cessare anche provvisoriamente lo svolgimento dell'attività?
2. Visto che non posso svolgere attività nell'immobile locato, pur pagando regolare canone di locazione dal mese di marzo 2010, posso richiedere un risarcimento danni, chiaramente alla proprietà?
3. E' vero che esiste una normativa di legge la quale enuncia che la proprietà non avendo il regolare certificato di conformità edilizia ed agibilità dei locali, non può locare nè vendere l'immobile?
4. perchè il comune decorsi quasi 5 mesi dalla presentazione della DIA non ha rigettato la domanda mentre nonostante i termini sono decorsi, l'ha differita?
MI scuso per i molteplici quesiti, ma ammetto di aver paura per il futuro della mia attività, visto che, ho investito tutti i miei risparmi e le banche oggi non finanziano nulla.
Certo in una Sua celere risposta, cordialmente saluto.

Inviato da: zarrella m. il 24.07.10 17:58

Provi a indirizzare la sua mail direttamente all'avvocato GIOLA, l'indirizzxo lo trova in alto sulla sezione FORUM di questo sito.
Grazie

Inviato da: il 24.07.10 18:31

Salve,
sto acquistando un immobile del 1970 e ho scoperto che non ha il certificato di abitabilità.Il tecnico del Comune mi ha detto che i proprietari devono mettere a norma di legge attuali tutti gli impianti prima di poter avere il suddetto documento.
I proprietari dell'immobile dicono che non sono tenuti a mettere a norma niente perchè è importante che gli impianti siano a norma di legge a cui risale la costruzione della casa e quindi ricorreranno a qualche scorciatoia
Come posso procedere visto che tramite agenzia ho fatto la proposta di acquisto perchè loro mi hanno taciuto il tutto?
Grazie e scusi la confusione nell'esposizione

Inviato da: lina il 28.07.10 20:38

Si rechi a parlare con il Capo Sezione dell'Ufficio Tecnico del Comune, eviti di parlare con il semplice impiegato, perchè la può solo fuorviare.
Si renda conto se la richiesta fu formulata dal costruttore, anche perchè i certificati sono obbligatori da una certa data e non solo, ma i Comuni non sono mai stati in grado di rilasciare nei tempi dovuti il certificato perchè oberati di pratiche.
Saluti

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 28.07.10 21:31

Gentile Geometra Terracciano,
il proprietario dell'immobile ha da sanare (condonare)ambienti che non appartengono all'appartamento che dovrei acquistare,ma che fanno parte dell'immobile tutto.Io ho parlato con il Capo Sezione dell'Ufficio Tecnico e lui mi ha informata che solo dopo il condono e solo quando i proprietari porteranno certificazioni che il tutto è stato sanato e messo a norma gli impianti dell'acqua ,elettrici,etc..il Comune rilascerà il certificato di abitabilità.
Il problema è che i proprietari dicono che loro non vogliono sanare gli impianti elettrici etc,etc perchè non sono tenuti in quanto i suddetti impianti devono rispettare le norme dell'epoca in cui è stato costruito il palazzo.
In poche parole i proprietari si stanno dando da fare per sanare il condono e poi metteranno in sicurezza la messa a terra con un salvavita (sempre perchè loro dicono che per legge non devono fare altro)
Quando porteranno le carte al Comune avranno sicuramente il certificato di abitabilità,ma sono io che non ci sto perchè so che gli impianti dovrebbero essere messi a norme delle leggi attuali.
Ora io ho firmato la proposta di acquisto dove era ben specificato che l'immobile era a posto dal punto di vista delle norme vigenti riguardo l'urbanistica,ma i signori dell'agenzia fanno orecchio da mercante e io non so come uscirne perchè se dico rinuncio all'acquisto loro pretendono che io perda la somma data e ai proprietari e all'acquisto.
Che consiglio mi può dare,quale strada scegliere per cercare di non rimetterci sold?
La ringrazio di cuore e mi scusi per la confusione ma sono alquanto agitata perchè non vorrei che partisse la pratica di mutuo e poi ho anche il problema che devo lasciare la casa dove attualmente sono in affitto.
Ringrazio e saluto

Inviato da: lina il 29.07.10 08:29

Può, volendo, rinunciare all'acquisto perchè le condizioni per recedere ci sono tutte, oppure può dire al venditore di farsi carico di tutti gli oneri derivanti dalla messa a norma degli impianti se vuole venderle l'immobile.
A seconda della risposta chiederà poi ad un avvocato di sua fiducia.
Saluti

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 29.07.10 20:11

buonasera la mia azienda a gennaio ha preso in affitto un edificio con certificato di agibilità del 1963 come civile abitazione. in seguito ad una verifica sulla sicurezza e salute sul lavoro effettuata da un ente di certificazione di parte terza. ci è stato contentasto il fatto che l'immobile ha come destinazione d'uso la civile abitazione e quindi non idoneo a contenere un ufficio e che quindi potremmo essere soggetti a sanzioni da parte della ASL.
da quanto verificato sul TU in materia di Sicurezza e salute sul lavoro 81/08 non ho trovato nulla in merito e vorrei un vostro parere.

Inviato da: gugutheboss il 16.09.10 19:11

buongiorno.
innanzitutto, ringrazio per la pubblicazione dell'interessantissimo intervento.
ho, però, una domanda da sottoporle: rivesto da qualche mese l'incarico di responsabile dell'area tecnica di un comune di 4500 abitanti e sono al primo incarico di questo tipo.
mi trovo in una situazione complicata: in centro storico è stato fatto, nel 2006, un p.i.i. su un ex convento, oggi praticamente terminato e divenuto a destinazione mista.
a causa di una convenzione stipulata che potrebbe risultare nulla e del non rispetto nè degli standard urbanistici imperativi nè delle previsioni di cessione di servizi al comune (un asilo nido e la fruizione del parco interno), è in corso un approfondimento da parte del nostro legale, che sta per sfociare in un ricorso al tribunale amministrativo.
ora: è stata richiesta, al mio ufficio, l'agibilità. in contrasto a quanto sostenuto dal ns legale, secondo cui non vi sarebbero implicazioni, ho rifiutato di eseguire il sopralluogo e di rilasciare il certificato di agibilità, ai sensi del dpr 380/01, preferendo lasciare al silenzio-assenso previsto per legge tale compito.
ricevo però continue telefonate e pressioni al fine di ottenere tale certificato in tempi rapidi, senza attendere i rimanenti 18 giorni.
leggendo il suo intervento mi sembra di aver agito nel miglior modo; quali sarebbero, però, le possibili implicazioni di un'eventuale uscita in sopralluogo/rilascio di certificato da parte mia?
ringrazio in anticipo per la disponibilità e la cortesia

Inviato da: francesca d il 17.09.10 17:03

Ho acquistato un immobile nel 2003, tutto in regola tranne per il certificato di agibilità che manca, ora dovrei vendere, ma non posso poichè manca tale certificato, il geometra della ditta dopo 6 mesi di
"tentativi" non è riuscito ad ottenerlo dal comune, ho avuto anche una proposta di acquisto che poi, una volta che il potenziale acquirente ha saputo della mancanza del certificato,
ha ritirato. Praticamente non posso vendere casa
perche manca tale certificato di agibilità, se cito per danni il costruttore ( per impossibilità di commercializzare l'immobile) posso ottenere qualcosa di concreto?

Inviato da: krokko il 18.09.10 01:37

egr. avvocato,il mio comune,Nichelino ha deciso.di controllare l'agibilità dei fabbricati nel suo territorio.il costo di questo controllo circa500 € per condomino più l'onorario dell'amministratore, epiù eventuali contravvenzioni nel mio alloggio, quando vi sono entrato,23 anni or sono, ho fatto fare una modifica ad una parete interna senza fare denuncia.Mi interessa sapere se,dal punto divista legale,la spesa per il solo controllo,voluto dal comune, deve essere a mio carico.grazie

Inviato da: luciano raffaelli il 06.11.10 21:44

Egr. avvocato,
sono in procinto di acquistare un immobile costruito in assenza di concessione edilizia e sanato con il condono del 1995. L'attuale proprietaria acquistò nel 1996 con mutuo senza certificato di abitabilità sfruttando il silenzio assenso per la mancata risposta del comune sempre nel 1996. L'altezza dell'immobile e di 2,15 quindi al di sotto di quanto prescritto dalla legge per la concessione del certificato. potrei avere problemi in sede di rogito o di concessione del mutuo o posso sfruttare anche io quella documentazione? Potrei avere in seguito problemi nel rivenderlo o subire ordinanze di sgombero in seguito ad accertamenti dell'U.T.C.?
Grazie mille

Inviato da: Marco Cannaos il 30.11.10 00:34

un'azienda che prende in affitto uffici e magazzini per svolgere la propria attività senza alcuna frequentazione degli stessi da parte di terzi o pubblico (quindi, nessuna esposizione o vendita all'ingrosso o al minuto), con personale inferiore alle 10 unità, deve comunicare al Comune l'inizio dell'attività ? deve produrre il certificato di agibilità ? grata di una risposta urgente.

Inviato da: brunella il 19.12.10 09:24

Gentile Avvocato Buongiorno:Sto per acquistare un appartamento a un interrato utilizato dal propietario e, arredato come taverna dalla scheda catastale figura come locale sgombro quale puo essere il problema per il domani se vendo .Ho bisogno d'agbilità o abitabilità, come e dove chiedere a spetta fare la pratica prima di fare il rogito?Grazie mille.

Inviato da: Alessandro D'Aloia il 25.01.11 12:36

gentile geometra vorrei sapere un'informazione sull'agibilità di un negozio che ho preso in affitto, è possibile un locale comprato 10 anni fa diventato negozio di abiti da sposa che fino a 15 giorni fa lo era ancora, non abbia l'agibilità? per favore mi dia una risposta al piu presto, grazie...

Inviato da: katia pupillo il 25.01.11 20:58

Gentilissimo Geometra,
ho un problema da sottoporle. Ho comprato nel 2007 una casa del 1975, prima dell'atto notarile il geometra ha richiesto una sanatoria per quanto riguarda il piano terra (costituito dall'appartamento dei miei attinente al garage, cantina e locale caldaia).
Il problema è uscito quando ho richiesto la certificazione delle caldaie. Non esiste perchè le stanze (garage-cantina-locale caldaia) sono separate da una porta che non è tagliafuoco. Preciso che la villa è composta da due appartamenti di conseguenza le caldaie sono due (una nella cantina e una nel locale caldaia).
In comune ho richiesto la copia dell'accertamento di conformità prodotta dal geometra per richiedere la sanatoria. Oltre a citare la legge n. 31 del 2002 (art. 13) e legge 23 del 2004 (art. 17) avverte conformità sulla norma igienico - sanitarie vigenti.
Interpreto male io o mi ha ammesso che è tutto a norma???

Inviato da: emem il 16.02.11 08:13

A me è stata venduta una casa senza il certificato di agibilità e senza neanche la conformità degli impianti. Tre anni dopo l'acquisto si è allagato l'appartamento inferiore perché tutti i tubi di scarico hanno ceduto. Sembra che non ci siano le pendenze per la realizzazione di un regolare impianto idrico-sanitario. Casa nuova, ricavata dal frazionamento di un appartamento più grande, in una piccola cittadina (Viterbo), zona periferica, 45 metri quadri catastali, pagata 120mila euro. Acquistata regolarmente, pubblicizzata da NOTA AGENZIA IMMOBILIARE come grossa occasione (si.. per chi?), atto notarile regolare, mutuo trentennale ecc. Ad oggi la casa è chiusa, inagibile. Si capisce perché alla prima tremata di terreno, (ma anche senza tremata), gli edifici cadono a pezzi e in polvere. E la gente (anche i bimbi negli asili) ci muoiono dentro, sepolti dalle macerie. Questa è l'Italia, il Paese delle Libertà. Qualcuno mi dica come può difendersi un cittadino da tutto ciò.

Inviato da: roberta il 18.02.11 18:20

Buongiorno. Volevo chiedere...compro un' abitazione (civile) che ha l'abitabilità (ante 1967), poi ne rendo una parte (p.t.) locale commerciale (dia, pago oneri richiesti, ottengo p.d.c., do inizio lavori, finisco, produco certificazioni, do il fine lavori con il nuovo accatastamento ed il frazionamento)....devo richiedere nuovamente l'abitabilità? o visto che il locale era già abitabile, non è necessario?

Inviato da: thomas il 20.03.11 11:23

Ho letto con interesse l'articolo "Le novità in materia di Certificazione di Agibilità" e vorrei chiedere un parere sul problema che sta avendo mia suocera con una villetta bifamiliare in cemento armato in costruzione dal 1997 al 1999.

Nel settembre 1999 il costruttore, pur avendo completato la costruzione, chiese un ulteriore pagamento rispetto a quanto pattuito nel contratto di appalto e, a seguito del diniego di mia suocera, non procedette agli ultimi adempimenti formali previsti prima della consegna (né alla consegna), tra i quali:

1. Presentazione della relazione a fine struttura (il direttore dei lavori non ha avuto più accesso alla documentazione di progetto);
2. Collaudo statico (le prove sui materiali erano state eseguite con regolarità durante la costruzione della villetta, ma non erano mai state fornie al collaudatore, tra l’altro mai nominato)

anche se nel frattempo mia suocera era riuscita almeno a far eseguire l’accatastamento dell’immobile.

Dal 2000 al 2010 c’è stata una causa intentata da mia suocera contro il costruttore e quindi un giudizio in appello, entrambi conclusisi positivamente per mia suocera che, dal 2010, ha cercato di concludere l’iter per avere la certificazione di agibilità/abitabilità.

In questi 10 anni sono cambiate le norme tecniche per l’edilizia con la pubblicazione del decreto ministeriale 14 gennaio 2008 nella G.U. del 4 febbraio 2008, n.29, relativo a “Nuove norme tecniche per le costruzioni”; tra l’altro, la costruzione è in provincia di Campobasso, riclassificata come zona sismica dopo il terremoto di San Giuliano.
A fronte di queste norme, da calcoli eseguiti di recente, risulterebbe che la struttura, seppure a norma quando fu progettata e realizzata, non lo è più (in alcune parti) in base alla normativa attuale. L’Ufficio Regionale, al quale andrebbe ora presentata (con ritardo) la relazione a fine struttura e successivamente il collaudo statico, chiede anche la relazione sulla sicurezza, che evidenzierebbe i problemi succitati.

Quindi, in alternativa all’intervenire sulla struttura, c’è la possibilità di appellarsi alla normativa vigente nel 1999 puntando sul “legittimo impedimento” costituito dal comportamento “ostile” del costruttore e dalla successiva azione giudiziare (in questo periodo mia suocera non ha mai avuto il possesso dell’immobile) e quindi presentare:

1. Relazione a fine struttura
2. Collaudo statico nel presentare

come sarebbero stati nel 1999 (magari anche retrodatati), oppure con data odierna, eventualmente pagando le multe per ritardata o omessa presentazione senza dover presentare la relazione sulla sicurezza ?

Inviato da: Antonio il 02.04.11 12:20

GENTILE AVV. HO LOCATO UN IMMOBILE DAL 2003 PER POTER SVOLGERE L'ATTIVITA DI VENDITA AL DETTAGLIO DI MOBILI, NEL PASSARE DEGLI ANNI TUTTO SEMBRAVA ANDAR BENE E NON CI SON STATI PROBLEMI CON IL PROPRIETARIO FINO A QUANDO NEL GIUGNO DEL 2010 ABBIAMO SCOPERTO CHE I LOCALI ERANO PRIVI DI CERTIFICATO DI AGIBILITà,HO SOSPESO GLI AFFITTI E RICHIESTO CON BEN 7 RACCOMANDATE (CHE IL PROPIETARIO NON HA MAI RITIRATO) IL SUDDETTO CERTIFICATO. STANCHI DI QUESTO ATTEGGIAMENTO DEI PROPIETARI NELL'OTTOBRE DEL 2010 ABBIAMO CHIESTO ALL'UFFICIO TECNICO COMUNALE IL CERTIFICATO DI AGIBILITà E DOPO UN MESE CI RISPONDE CHE NON SOLO MANCAVA IL TITOLO DI AGIBILITà MA MANCAVANO TUTTI I RIQUISITI NECESSARI PERCHè IL PALAZZO POTESSE ESSERE REALIZZATO. DA QUI HO CHIESTO L'ANNULLAMENTO DEL CONTRATTO AL PROPIETARIO, CHE PER SUA RISPOSTA MI HA DETTO CHE LORO ERANO APPOSTO AMMINISTRATTIVAMENTE E CHE DOVEVO DARE GLI AFFITTI ARRETRATTI ALTRIMENTI MI AVREBBE SFRATTATO...NEL FRATTEMPO IL COMUNE HA MANDATO UNA NUOVA COMUNICAZIONE DICENDO CHE FORSE GLI IMMOBILI ERANO APPOSTO E CHE QUINDI TRAMITE ALCUNE VERIFICHE RISULTAVA CHE IL PALAZZO POTEVA ESSERE COSTRUITO MA CHE COMUNQUE NON ESISTEVA L'AGIBILITà. IL 31 DICEMBRE 2010 IL COMUNE FA UN ORDINE DI DEMOLIZIONE DELLE PARTI ABUSIVE DEL PALAZZO MA A NOI NON NOTIFICA NIENTE, NE VENIAMO A CONOSCENZA DI TUTTO CIò IL 17/01/2011 CON UN'ENNESIMO COMUNICATO DELL'UFF. TECNICO CHE PER CONOSCENZA CI FACEVA SAPERE CHE L'ORDINE DI DEMOLIZIONE ERA STATO SOSPESO...A QUEL PUNTO ABBIAMO RICHIESTO NUOVAMENTE IL CERTIFICATO DI AGIBILITà CHE NON ESISTEVA E CHE CI è STATO DATA COPIA CARTACEA SOLO IL 14/03/2011.
IL 5/04/2011 L'UFFICIO DEL COMMERCIO CI NOTIFICA L'ORDINANZA DI CHIUSURA DELL'ESERCIZIO PER LA MANCANZA DI AGIBILITà E DAVA AI PROPIETARI 30 GG PER POTER PRESENTARE LE RELATIVE DOCUMENTAZIONI E E A NOI DAVANO TEMPO 60 GG PER ANDAR VIA SE LA SITUAZIONE RIMANEVA LA STESSA...OGGI IL PROPIETARIO MI FA AVERE UNA NOTIFICA DI SFRATTO... COSA DEVO FARE HO TORTO O RAGIONE IL CONTRATTO è NULLO?
DISTINTI SALUTI GIANNI

Inviato da: GIANNI il 13.05.11 12:33

Buongiorno, sono proprietaria di un locale facente parte di un immobile costruito nel 1976. Ho concesso in locazione il locale ed ora all'interno è svolta un'attività commerciale.
il locale, così come l'intero immobile, ha l'abitabilità dichiarata al momento della costruzione.
oggi necessita di agibilità o altro? il magazzino non so se sin dall'origine (mi riferisco al momento del rilascio dell'abitabilità) era ad uso commerciale, ma forse nel 1976 la differenza d'uso neanche esisteva.
devo fare qualcosa o l'abitabilità è sufficiente?
Grazie.

Inviato da: Maria il 16.05.11 10:04

Gentile Avvocato, sono in fase di ristrutturazione del mio appartamento che ha già l'agibilità. La legge mi impone per questo tipo di opere di richiederne una nuova.
Partecipando al bando di Regione Lombardia per giovani coppie dovrei presentare questo certificato entro la fine di giugno ma purtroppo finendo i lavori solamente a metà dello stesso mese il mio comune non è in grado di rilasciarmi il certificato con una data antecedente alla scadenza del bando.
Ho sentito l'ASL che può certificare in tempi brevissimi la presenza dei requisiti di abitabilità. Non c'è un modo per sopperire a questo certificato o perlomeno a imporre al Comune l'urgenza?
Grazie
marzio.dellanna@gmail.com

Inviato da: Dell'Anna Marzio il 17.05.11 13:56

Gent.mo Avv.,

ho ottenuto una sanatoria per Variazione d destinazione d'uso e così il mio sotto tetto ha ora una classificazione di appartamento...ma mi chiedo perchè mi abbiamo concesso la variazione se probabilmente potrebbero non darmi l'abitabilità (considerando che l'h min è 1,85 m e la max è 3,29 m per un tot di 115 mq...)... insomma sapendolo non dovrebebro evitare di di dare la sanatoria??? o potrei cmq ottenere l'abitabilità?
Grazie mille e Cordiali Saluti

Inviato da: Elisa il 08.06.11 19:33

salve volevo un'informazione per avere l'autorizazione sanitaria per l'apertura di un panificio. possono rifiutarmela perche manca il certificato d'agibilita di uso commercio?
da premettere che sto panificio e stato in funzione dal 1989 fino ad agosto 2010.in attesa di una risposta cordiali saluti.

Inviato da: antonio il 09.06.11 18:53

sono proprietaria di un locale di categoria C1. ho affittato da sei mesi il locale in questione ad un'agenzia immobiliare. ora la asl-interpellata per tutt'altre ragioni- ha dichiarato il bagno non a norma in quanto di altezza inferiore a 2 metri e 40. Occorrerebbe perciò spostarlo in un'altra zona del locale. A chi tocca provvedere alle spese della messa a norma? al locatore o al conduttore? i conduttori nel contratto hanno dichiarato di aver preso visione del locale e di averlo trovato adatto.grazie moltissime

Inviato da: miuccia il 12.06.11 22:52

sono proprietario di una casa di campagna costruita in sanatoria posso vendere senza certificato di agibilità?

Inviato da: beppe il 11.08.11 22:01

Buongiorno,
abito a Genova, a quale ufficio/persona posso rivolgermi per ottenere un sopraluogo nell'appartamento da me locato ed accertarne la reale abitabilita'?

Grazie.

Cordiali saluti.

A.

Inviato da: Agnese il 08.09.11 12:24

salve potete aiutarmi a capire? A luglio 2010 ho venduto un appartamento dopo anni passati a ottenere il condono.Quando ho fatto l'atto avevo gia fatto richiesta dell'agibilita' il notaio ha specificato nell'atto che avrei dovuto fornire io quest'ultimo. Ora dopo 2 anni circa dalla richiesta l'ingegnere mi fa notare che le altezze ci sono 2700 camere 2400 bagno ma la finestra della camera 12mq sono inferiori 1350x90 come mi devo comportare? sono obbligata a sostituire l'infisso a mie spese? premetto che lo stabile e'stato costruito nel 1969 e i miei genitori l'hanno acquistato nl 1978 circa. vi sarei molto grata se mi potete dare una mano, vi auguro una buona domenica

Inviato da: marcella il 25.09.11 15:15

Buonasera avrei bisogno di alcuni chiarimenti.Mio padre ha costruito una palazzina con le sue tre sorelle su un terreno della loro madre, sono comproprietari per il 25% e la concessione edilizia è a loro nome. Una sorella è morta e i suoi eredi non intendono firmare l'istanza di abitab./agibil., può chiederla solo un comproprietario nell'interesse di tutti?Penso che non leda nessun interesse...anzi loro stanno facendo un danno visti che non possiamo nè vendere nè affittare.Che mi suggerisce?

Inviato da: vito il 30.09.11 17:46

Salve,
mi può dire cortesemente se un locale già attività commerciale ora chiusa intende riaprire, ha bisogno di un nuovo certificato di agibilità (il locale è lo stesso in tutte le sue parti autorizzato 10 anni fa), oppure, avendolo smarrito, può fare denuncia di smarrimento e chiederne duplicato al comune?
Grazie,
Antonio

Inviato da: azeta il 18.10.11 10:13

Buonasera, avrei necessità di informazioni in merito all'agibilità per locali commerciali. Nello specifico sono titolare di regolare autorizzazione sanitaria alla vendita e macellazione di carni dal lontano 1978, questa attività era precedentemente di proprietà di mio padre, nel 1991 abbiamo fatto il subingresso, ed io ho l' autorizzazione sia comunale che del medico veterinario all'uso dei locali. Attualmente vorrei ampliare l'attività inserendo altri generi alimentari, il Comune, mi richiede la presentazione della DUAAP, e tra le varie autorizzazioni richieste cita il certificato di agibilità. Sono obbligato ad averlo o sono validi i permessi sanitari? Io non ho mai avuto un foglio dove fosse specificato "certificato di agibilià". Specifico che l'attività principale e autorizzata non chiude, ma integra altri generi.
Può poi il comune, ora che sa che non detengo questo certificato fare richiesta di adeguamento, per quanto io non presenti nessuna DUAAP?
Attendo una Vostra cortese risposta
Grazie
Andrea

Inviato da: ANDREA il 18.10.11 17:47

Ho acquistato un immobile con certificato di agibilità intestato al precedente proprietario.
Il Comune non vuole volturare il certificato di agibilità a mio nome. E' possibile? E' contrario alla legge? Cosa posso fare per ottenere il certificato a mio nome?
La ringrazio anticipatamente dei consigli e della risposta che mi vorrà dare.
Marcello Giuseppe

Inviato da: MARCELLO GIUSEPPE il 19.10.11 19:41

Gentilissimi, questa mattina ho sottoscritto tramite agenzia immobiliare, una proposta di acquisto per un immobile destinato ad uso abitazione. Al momento della firma i consulenti mi hanno fatto presente che l'abitazione manca di "agibilità". Questa mancanza può incidere sul prezzo di acquisto dell'immobile orientato al ribasso? E ancora, nel momento in cui volessi ottenere io tale certificazione, quali sarebbero le spese da sostenere? Può questa mancanza incidere in maniera pregiudiziale nei miei confronti?A cosa andrei incontro?
grazie dell'attenzione,saluti,
Giuseppe.

Inviato da: giuseppe il 10.11.11 17:21

salve volevo un consiglio io ho un negozio di cui sono affittatario da 12 anni ora io vorrei passare da una ditta individuale intestata a me a una società srl con mia moglie o un'impresa familiare.
Per questo ho chiesto al proprietario l'agibilità commerciale.
Ora siccome e da un mese e mezzo che gliela chiedo e non me la vuole dare io comincio a sospettare che non ce l'abbia (o non me la vuol dare).
La mia domanda
1)è se questo certificato ci fosse io ho il diritto di averlo?
2)in mancanza di questo certificato potrei rifiutarmi di pagare affitto?
3)

Inviato da: Luigi il 19.11.11 10:28

Avrei urgente bisogno di alcuni chiarimenti e suggerimenti e ringrazio anticipatamente. Ho comprato nel 2009 dal costruttore in uno stabile quadrifamiliare un appartamento composto da piano terra e seminterrato.Purtroppo l'anno scorso a causa di un allagamento del cavedio e del seminterrato dalla fogna pubblica, ho scoperto che l'impianto idrico fognario è completamente difforme da quello presentato a corredo della documentazione di agibilità presentata e sottoscritta al direttore dei lavori nel 2009.Ho denunciato questo fatto anche e per tutta risposta il Comune ha segnalato l'abuso alla procura e ha revocato l'agibilità a tutto lo stabile. Il CTU nella sua relazione ha specificato le manchevolezze dell'impianto e ritiene che debba essere realizzato il progetto iniziale.Prima di fare una causa per ottenere risultati c'è qualche sistema per obbligare l'impresa e il direttore dei lavori a realizzare il progetto? In questo caso l'agibilità verrebbe ripristinata? Per il direttore dei lavori verrà applicato l'art.35 e art.480 o ci sono solo sanzioni amministrative?.Mavi

Inviato da: Mavi il 03.12.11 16:01

Ottimo sito . Vorrei sapere come si fa a leggere le risposte .
Grazie e saluti MAR

Inviato da: MAR il 25.12.11 09:16

AVREI urgente bisogno di chiarimenti e ringrazio anticipatamente.HO preso un negozio in fitto a PESCARA ,per aprire una attività di rivendita latticini,dove ho fatto lavori eseguiti dalla direzione di ARCHITETTI,presentata la domanda di fine lavori al comune ,quando tempo ci vuole per il rilascio di agibilità,in quando ho bisogno di aprire per sostenere tutte le spese .

Inviato da: LUI il 14.03.12 12:14

avrei urgente bisogno di un chiarimento e ringrazio anticipatamente.
ho acquistato un appartamento nel 1990 che è stato costruito nel 60 ma esso era privo di abitabilità cosa di cui mi sono appena accorto. per richiedere l'abitabilità mi basta un tecnico geometra che mi attesti che rispetta i parametri di superficie e conformità impianti o ho bisogno anche di un ingegnere?

Inviato da: lui il 23.03.12 12:58

salve,gentilmente avrei bisogno di un chiarimento,ho stipulato un compromesso per l acquisto di una casa con pagamento di 40000 euro,adesso ho notato gravi vizi di costruzione,sono ancora obbligato ad acquistare la casa o posso riavere i soldi?

la casa non aveva il certificato di agibilita ,il venditore si è impegnato a farlo avere entro 6 mesi dall acquisto

Inviato da: peppe il 18.04.12 19:43

Vorrei vendere il mio appartamento, ma ho saputo che , sebbene nel rogito ci sia "la Ditta Costruttrice si impegna a richiedere l'agibilità" questa non è mai stata richiesta. Per questioni (non di sicurezza nè igieniche nè altro ) legate solo alla metà dei box ( metà risulterebbero pertinenziali e metà no - il mio no ) pare che il Comune si sia impuntato e non rilascerà MAI l'agibilità per un bilocale come il mio che ha avuto la sfortuna di incappare nei box non pertinenziali. Quindi non potrò mai per tutta la vita vendere il mio appartamento ?( col box annesso ovviamente )

Inviato da: Fish40 il 06.05.12 09:41

gentilissimo avvocato vorrei porle una domanda
mi e' stato assegnato un alloggio di case popolari in condizioni disatrose senza impianto elettrico di acqua e di riscalamento il proprietario (ater) non vuole fare i lavori per mancanza di fondi come mi devo comportare mi possono dare un alloggio in queste condizioni che dice la normativa cosa mi tocca realmente grazie a presto

Inviato da: rostelba il 29.09.12 08:53

Avrei bisogno di un chiarimento.
Mio padre ha dato in permuta un suo terreno ad una società di costruzione a fronte di due villini per me e mia sorella.
I villini sono pronti ma non c'è il certificato di agibilià. Possiamo fare l'atto dal notaio senza questo? Quanto tempo passa per averlo? La società ne ha fatto richiesta a febbraio 2012 che però hanno dovuto ripresentarla ad aprile perchè mancava della documentazione. Come posso sapere se veramente la richiesta è andata a buon fine? Mio padre non vuole firmare l'atto se non c'è questa agibilità. La ringrazio vivamente.

Inviato da: il 16.11.12 13:03

vorrei denunciare un panificio per le norme igenico sanitarie e evasione di tasse eoperai a nero ma conosce tutte le forze della zona come devo fare

Inviato da: sanny il 24.02.13 12:55

Buonasera, ho un vano interno all'abitazione (villa monofamiliare a piano terra), con grosso lucernario sul soffitto. Vorrei adibirlo a studio. E' possibile?
Esternamente abbiamo un enorme cortile pavimentato già attualmente usato per parcheggiare.
La villetta è condonata (era una baracca)con regolare permesso a costruire.
Grazie per l' attenzione

Inviato da: Alessandra il 19.06.13 16:37

Buonasera,
sto acquistando un appartamento in un immobile da poco ultimato.
il costruttore ha fatto richiesta di certificato di agibilità, tuttavia il Comune non ha fatto seguire alcuna risposta. il costruttore afferma che trascorsi i 60 giorni si attiva la procedura del silenzio assenzo.
io, per tutela personale, non potendo essere a conoscenza di eventuali comunicazioni fatte dal comune al costruttore, ho chiesto a quest'ultimo di fare richiesta al Comune di apposita attestazione di formazione del silenzio assenso ma il Comune si rifiuta di rispondere. l'ente preposto al rilascio di tale certificazione sta commettendo un abuso? Se si a che legge devo fare riferimento??
grazie

Inviato da: gemellobuono il 04.09.13 16:24

buon giorno,premesso,lo stabile e stato costruito nel 1963.e finito nel 1964,sono proprietatio di un piccolo appartamento,da diversi anni un condomino,non paga le spese condominiali,quindi noi tutti gli altri condomini,siamo costretti a pagare per il moroso,che oltretutto il suo immobile lo ha dato in affitto,e prende anche i soldi delle spese condominiali dall'inquilino.adesso il nostro amministratore ha avviato un'azione legale contro il predetto moroso,pero'ci comunica che il procedimento e' fermo inquanto risulta che lo stabile e sprovvisto dell'agibilita'/abitativa,quindi questo vale anche per tutti gli altri proprietari.Cosa deve fare l'amministratore? e cosa dobbiamo fare noi proprietari per metterci in regala? grazie anticipatamente

Inviato da: limonge1@virgilio.it il 26.10.13 09:14

Gent.mo Staff, espongo il mio problema. SITUAZIONE ANTE LAVORI: sono proprietario di una casa ex-rurale che nonostante avrebbe ancora i requisiti, per le nuove normative è stata censita al catasto urbano. L'immobile è ante '67 con successiva licenza edilizia del '71, condono dell'86 chiuso con permesso di costruire in sanatoria del gennaio 2013 (mia madre nel frattempo è mancata e io ho ereditato provvedendo a risanare la situazione amministrativa); tale situazione regolarizzata vedeva residenti nell'immobile io (unico proprietario), mia moglie e i due bimbi già dal 04/2012 e mio padre dal 01/2013; per avere la regolarizzazione completa sarebbe stata ancora mancante l'agibilità, allo stato attuale non concedibile in quanto non era presente l'allaccio alla fognatura (la casa era servita da fossa biologica) e l'allaccio all'acquedotto potabile (era solo disponibile l'allaccio all'acquedotto irriguo che serviva anche l'impianto domestico della casa rurale). INIZIO LAVORI: a fine gennaio 2013 abbiamo aperto un cantiere per LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA con la ditta Porro Carlo, che si sono svolti sino alla sospensione del cantiere del 20/10 da parte del direttore lavori per gravi difetti realizzati dall'impresa (fra i quali posa degli impianti idrici, di riscaldamento, del gas senza avere l'abilitazione necessaria e con gravi irregolarità rispetto alle normative); nel contempo nella strada pubblica che dà accesso alla nostra proprietà sono in corso lavori edili di grande entità per cui allo stato attuale non è possibile avere allaccio alla fognatura e all'acquedotto potabile. In ogni caso la casa al piano primo è di fatto finita, compreso l'impianto elettrico certificato, mancano i termosifoni (attualmente ci riscaldiamo con caminetto e caloriferi elettrici) e il gas, in quanto le tubazioni posate dall’impresa edile non sono utililizzabili (abbiamo una bombola del gas sul terrazzo). Nel frattempo i rapporti con l'impresa stanno degenerando e minacciano di denunciare il fatto che abitiamo in un cantiere e che la casa non ha l'abitabilità. Questo cosa ci comporterebbe? Possono farci lasciare la nostra abitazione? Preciso che nel mentre dei (lentissimi) lavori noi solo la notte lasciavamo l’abitazione edormivamo ospitati dai suoceri mentre mio padre ha continuato a dormire al piano terra, nell‘unica camera, dove i lavori sono iniziati solo quando ci siamo trasferiti a novembre nel piano primo (quasi) terminato. Preciso che mio padre è proprietario anche di un altro appartamento nello stesso Comune; possono obbligarci a questa alternativa?

Inviato da: il 17.01.14 18:45

Salve, sto valutando se acquistare un immobile che non ha il certificato di agibiltà, ma non so cosa comporti non averlo.Potrebbe essermi impedito l'accesso e la dimora. E' un immobile costruito abusivamente e poi sanato.Grazie anticipatamente!!!

Inviato da: marco il 17.02.14 15:09
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