Oggetto: garanzie dei lavori edili di Antonio del 03/07/2009, 03:08 Messaggio: Salve,
Ho appena ristrutturato casa usufruendo degli incentivi della legge sull'abbattimento energetico. Mi hanno approvato e certificato tutti gli interventi fatti. Ora fortunatamente mi ritrovo con la casa ben coimbentata e certificata. L'intervento più grosso, oltre alla sostituzione degli infissi ed all'installazione dei pannelli solari, è stato il cosidetto "rivestimento a capotto". Ho infatti rivestito le 4 mura dello stabile con pannelli isolanti (legno mineralizzato + poliestere) dello spessore di 750 mm. Il tutto ovviamente funziona egregiamente. Il problema riguarda la rifinitura dell'intonaco che presenta varie lesioni nei punti in cui combaciano i diversi pannelli isolanti. I lavori sono terminati neanche da 1 anno.
Quali garanzie devo pretendere dalle ditte produttrici e/o venditrici dei vari materiali usati e dalla ditta che ha messo in opera il lavoro?
Malgrado sia un lavoro di ristrutturazione, la semplice garanzia biennale non mi fa sentire tutelato......... Se poi fra 3-4 anni vi sono grossi problemi derivanti dalla messa in posa e/o dal difetto dei materiali usati, come mi posso tutelare? Le spese che ho sostenuto si aggirano intorno agli 80.000 euro, ed ovviamente è un'investimento che deve durare nel tempo......almeno la durata del mutuo!!!!! Scusate se mi sono dilungato, vi ringrazio anticipatamente, complimenti, buon lavoro! Antonio
Oggetto: deleghe all'amministratore. di andrea del 02/07/2009, 22:59 Messaggio: L'amministratore di condominio ha ricevuto dal costruttore, al quale tra l'altro gli sono stati sequestrati diversi appartamenti che fanno parte del condominio stesso, le deleghe per l'assemblea. Ho letto che con sentenza N. 10683 del 22/7/02 la Suprema Corte ha in sintesi precisato che vanno sottratti i millesimi di chi ha un conflitto di interessi. Siccome l'amministratore con quelle deleghe ha ottenuto i millesimi necessari per riconfermare la sua carica avrei intenzione di agire e avrei bisogno di sapere come devo fare materialmente. Rivolgermi ad un avvocato, giudice di pace? In buona sostanza sapere quale procedura devo eseguire entro i classici 30 giorni previsti dal codice. Ringrazio anticipatamente.
Oggetto: Acquisto seconda casa di FM del 02/07/2009, 17:32 Messaggio: Salve,
sto pensando all'acquisto di una seconda casa. Per ridurre la quantità di tasse da pagare vorrei prendervi la residenza (sono in separazione legale dei beni con mia moglie e la casa risulterebbe intestata solo a me), ma non per tutta la vita, bensì per un periodo di tempo limitato per poi tornare a metterla nuovamente nella prima casa. Quali sono i tempi per cui devo mantenere la residenza nella seconda casa per usufruire delle agevolazioni di legge? Una volta riportata la residenza nella prima casa, devo procedere al pagamento di quanto non ho pagato al momento dell'acquisto? Grazie
FM
Re: Acquisto seconda casa di CONSULENTE GRATUITO geom.TERRACCIANO del 02/07/2009, 19:29
Domanda articolata per cui c'è bisogno di alcuni chiarimenti che a distanza potrebbero dare adito a malintesi, quindi è meglio rivolgersi ad un notaio del posto o all'Agenzia delle Entrate.
Saluti
Oggetto: spese luce scale nel condominio di arianna del 02/07/2009, 17:55 Messaggio: buonasera, vorrei sapere come si divide la bolletta delle luce scale per i piani del condominio che risulta così suddiviso:
1 appartamento al piano terra
2 al 1° piano
2 al 2° piano
1 al 3° piano
Premetto che esistono anche le tabelle millesimali ma non conosco la formula di calcolo per la suddetta ripartizione.
ringrazio anticipatamente per la disponibilità.
Re: spese luce scale nel condominio di CONSULENTE GRATUITO geom.TERRACCIANO del 02/07/2009, 19:24
Per il calcolo di ripartizione delle spese realtive alla scala (pulizia e illuminazione), la prima metà della spesa si deve fare per tabella millesimale di proprietà TAB. 1 o A o generale.
Mentre la seconda metà della spesa si dividerà per il numero totale dei gradini e il quoziente si moltiplicherà per il numero dei gradini fino al 1° piano diviso il numero degli appartamenti lì situati e così via per i piani superiori.
ESEMPIO:
Due appartamenti al piano rialzato con 6 gradini
Due appartamenti al primo piano con 26 gradini
Due appartamenti al secondo piano con 48 gradini
Due appartamenti al terzo piano con 70 gradini
Due appartamenti al quarto piano con 92 gradini
TOTALE n. 242 gradini
Ammesso che il 50% della spesa sia pari a 2.420 euro , diviso il numero dei gradini 242, darà una spesa di 10 euro a gradino.
Quindi il piano rialzato si ripartirà la spesa di 60 euro (30+30)
Il secondo piano si ripartirà la spesa di 260 euro (130+130) e così via.
Saluti cordiali
Oggetto: Obbligo a fare l'amministratore di LUK del 02/07/2009, 17:56 Messaggio: Salve,
abito in un condominio con amministratore interno a turnazione (ogni anno un condomino fa l'amministratore del condominio a turno).
Volevo sapere possono gli altri condomini obbligarmi a fare l'amministratore?
Mi è stato proposto/obbligato in alternativa, per l'anno spettante a me, di chiamare un amministratore esterno a mie spese, possono farlo?
Posso rifiutarmi?
Cosa posso fare per far nominare un amministratore esterno che sistemi un pò tutta la situazione, anche in vista di lavori da fare al fabbricato e che ovviamente sia pagato da tutti i componenti del condominio?
Re: Obbligo a fare l'amministratore di CONSULENTE GRATUITO geom.TERRACCIANO del 02/07/2009, 19:19
NO, nella maniera più assoluta.
Addirittura le dico che il condomino, che pure abbia votato a favore di detta turnarietà, può legittimamente RIFIUTARSI di svolgere l'incarico.
In tal caso è necessario ricorrere alla nomina dell'amministratore nelle forme previste dalla legge; in caso contrario, l'unica soluzione pratica è quella dell'amministratore di fatto.
Si rifiuti categoricamente perchè l'assemblea non può statuire oltre le proprie competenze in quanto andrebbe ad incidere sugli interessi del singolo.
Oggi, poi, o si è preparati in tutti i sensi professionalmente o meglio farsi da parte perchè si provocherebbero soltanto danni per tutta la comunità condominiale.
Cordiali saluti
Oggetto: Garanzia costruttore e caduta intonaci di passodellupo del 02/07/2009, 16:28 Messaggio: Gentili signori, desidero porre una domanda sulla garanzia del fabbricato a carico del costruttore.
Cosa copre e per quanto?
Nol nostro condominio, consegnato da 8 anni), si sta verificando delle pesanti lesioni all'intonaco esterno a non più di 50 cm da terra, dovute probabilmente ad umidità da risalita. Ci sono crepe, distacco dell'intonaco in alcuni punti fino alla profondità di 3-4 cm. In alcuni punti i ferri nella struttura in cemento a faccia vista sporgono di alcuni millimetri: col tempo si sono arrugginiti e il cemento si sta spaccando intorno. La ditta costruttrice (peraltro sempre disponibile e presente) è tenuta al ripristino dei danni oppure deve farsene carico il condominio?
Grazie per l'aiuto
Re: Garanzia costruttore e caduta intonaci di CONSULENTE GRATUITO geom.TERRACCIANO del 02/07/2009, 16:44
Ci si può rivolgere al costruttore, perchè l'umidità di risalita è un grosso problema, ma bisogna fare perizie e prove del sottosuolo per capire se si tratta di una falda freatica o acque di ruscellamento, dovute a debole permeabilità del suolo.
E' impossibile rispondere senaza accertare prima le cause.
Saluti cordiali
Oggetto: locazione di ufficio ad uso diverso (abitativo) di vitto del 02/07/2009, 15:28 Messaggio: salve, mia zia ha ereditato da poco un piccolo ufficio (immobile accatastato A/10)..vorrei sapere se senza fare alcun cambio di destinazione d'uso, e' possibile affittarlo ad uso abitazione, senza ovviamente incorrere ne in sanzioni o irregolarita' di nessun tipo.
Ho letto che si puo' fare il contrario
mille grazie per il Vostro interessamento e per le risposte che vorrete darmi
cordiali saluti
vitto
Re: locazione di ufficio ad uso diverso (abitativo) di CONSULENTE GRATUITO geom.TERRACCIANO del 02/07/2009, 16:34
La risposta alla sua domanda è negativa.
Infatti se l'unità immobiliare in questione è adibita ad uso ufficio ovviamente sarà anche un ufficio dal punto di vista urbanistico-edilizio (cioè sarà stata edificata con una concessione edilizia rilasciata dal Comune che prevedeva la realizzazione appunto di un ufficio e non di un'abitazione).
Saluti cordiali
Oggetto: Uso parti comuni a posto auto esclusivo di Claudio del 02/07/2009, 13:38 Messaggio: Buongiorno! Sono proprietario di una porzione di bifamigliare facente parte di un gruppo di tre collegate tra loro dai box e poste in linea retta, servite da un vialetto ceco (proprietà comune) che consente il raggiungimento delle singole proprietà. Parallelamente a questo vialetto corre, separata da un basso cordolo, una piccola strada sterrata che a sua volta consente il raggiungimento di altre case e condomini e quindi non di nostra proprietà e pertinenza. Il mio problema riguarda un inquilino della nostra fila di bifamigliari che abitualmente parcheggia la propria auto o addirittura il camioncino che utilizza per il suo lavoro, a cavallo del cordolo e quindi delle due strade. Inizialmente addirittura davanti a casa mia rendendomi difficoltose le manovre per parcheggiare la mia auto nel box, ora (dopo accese discussioni) più avanti. Il mio dubbio è questo: oltre a danneggiare l'estetica del complesso abitativo, fa uso esclusivo di una proprietà in comune e addirittura di una parte di terreno di non sua proprietà! Chiedo gentilmente di sapere se questo suo comportamento può essere considerato lecito o no al fine di procedere con la nomina di un amministratore che possa far cessare questo malcostume. O, eventualmente, a chi possa rivolgermi in alternativa all'amministratore.
Ringrazio per la cortesia.
Cordiali saluti, Claudio.
Re: Uso parti comuni a posto auto esclusivo di CONSULENTE GRATUITO GEOM.TERRACCIANO del 02/07/2009, 13:54
Bisogna fotografare l'abuso e magari rivolgersi, con un ATTO di citazione nei confronti del condomino che commette l'abuso, al giudice di pace, il quale potrebbe anche imporre l'installazione dei dissuasori di parcheggi, oltre ad intimare al condomino di cessare l'abuso.
Si può anche cercare il dialogo, magari convocando l'assemblea per discutere il problema, per questo può assumere lei l'iniziativa per la convocazione.
Saluti cordiali
Oggetto: orto nel giardino di un appartamento in locazione di liliana del 02/07/2009, 11:47 Messaggio: Le scrivo per chiederLe un consiglio su come comportarmi nei confronti del regolamento condominiale che "vieta di fare l'orto all'interno dei giardini di proprietà".
Io, come molti altri inquilini del condominio, abbiamo destinato una parte dei notri giardini ad orto: si intende qualche pianta di pomodoro, non una piantagione!!!! eppure, nonostante ciò non sia visibile dall'esterno, perchè le proprietà coinvolte restano lontane dal passaggio di terzi, e nonostante non abbiamo leso i diritti di altri condomini, ricevo lettere di minaccia da parte dell'amministratore, neanche avessi commesso un reato.
Le chiedo: c'è un modo per mantenere il mio orto senza essere costantemente bombardata da raccomandate intimidatorie? Che differenza c'è se nel mio giardino pianto i pomodori o una selva di fiori? L'acqua che uso per annaffiare sarebbe la stessa...
Grazie
Re: orto nel giardino di un appartamento in locazione di CONSULENTE GRATUITO GEOM.TERRACCIANO del 02/07/2009, 12:18
Lei del suo giardino in uso esclusivo può fare quello che vuole nella maniera che più ritiene opportuno, anche trasformarlo in parcheggio volendo, semprechè non vi siano limitazioni inserite nel regolamento di condominio contrattuale, regolamento richiamato in tutti i rogiti notarili e trascritto alla Conservatoria dei Registri Immobiliari.
Ecco cosa c'è da appurare,poi servirebbe anche un pochino di buon senso.
Saluti cordiali
Oggetto: Sono una cassiera. di lucia del 01/07/2009, 19:13 Messaggio: Ho un contratto indeterminato con la qualifica di cassiera in un supermercato. Qualche tempo fà, una carta di credito non è andata a "buon fine" un mio piccolo errore....Dopo qualche giorno mi sono vista trattenere la cifra del mancato introito.Io non ho l'indennità cassa, è giusto dover pagare l'errore commesso? Al termine della giornata di lavoro, 8 ore, il tempo che intercorre tra la chiusura prevista e il controllo della cassa, mezz'ora mediamente non mi viene pagata. Per il lavoro in più, come posso rivalermi, anche in futuro quando andrò via?
Grazie per la risposta.
Re: Sono una cassiera. di CONSULENTE GRATUITO GEOM.TERRACCIANO del 01/07/2009, 21:39
Prima di tutto bisogna leggere attentamente il contratto di lavoro a tempo indeterminato, perchè in taluni è prevista la trattenuta per eventuali errori.
Se il contratto prevede che il cassiere debba percepire l'indennità di cassa, questa le è dovuta in percentuale sulla paga oraria, ma se così non fosse può sempre rivendicarla con una vertenza pur essendo in servizio, magari facendo intervenire il sindacato al quale lei risulta iscritta.
Normalmente il tempo che occorre per chiudere la cassa non viene contaggiato ai fini dello straordinario, però anche questo è da accertare leggendo il contratto del commercio o chiedendo lumi al sindacato.
Saluti cordiali