Chiedilo all'architetto

Architetto Eugenio Luxardo
via G.Frua, 16
20146 Milano
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Elenco dei messaggi
  • Titolo: infiltrazioni da una scala di Vittorio Romano del 06/05/2003, 14:53
    Quesito: Sono proprietario di un appartamento al piano terra in una villetta a schiera, il proprietario dell'appartamento sovrastante vi accede attraverso una scala esterna che si trova nel suo giardino (recintato e con cancello).Questa scala costituisce il tetto del mio angolo cottura e un'infiltrazione d'acqua ha rovinato le mie pareti; i lavori per ripristinare l'impermeabilità della scala nonché quelli nel mio appartamento a carico di chi sono?
    Grazie
    • Re: infiltrazioni da una scala di Arch. Eugenio Luxardo del 15/05/2003, 19:10.
      Esami l’articolo 1126 del codice civile che prevede, (per i lastrici solari), il contributo di un terzo delle spese di riparazione o ricostruzione a carico di chi ha l’uso esclusivo della scala e gli altri due terzi a carico del condomino a cui serve il sottoscala.
      Un controllo può essere fatto sull’analisi della spesa (a Suo carico) relativa l’impermeabilizzazione (che deve essere protetta e realizzata a regola d’arte in modo da far defluire agevolmente le acque, soprattutto se la scala non è coperta) e sul confronto con la spesa del ripristino delle rifiniture varie della scala, che sono soggette al continuo uso e logorio.

  • Titolo: interventi su impianto idraulico e gas. di gianni del 06/05/2003, 12:57
    Quesito: Gentile Arch. Luxardo,
    scusi in anticipo per la lunghezza ma cerco di essere il più preciso possibile.
    Dovrei far spostare gli attacchi dell'impianto idraulico in una cucina, da una parete a quella di fronte (circa 3,5 metri), facendoli passare sotto il pavimento. Ed il tubo del gas per la cottura dal contatore lontano ca 1 metro da dove sarà la cucina nuova.
    Vorrei sapere sia tecnicamente, sia burocraticamente, cosa occorre.
    Basta che i lavori siano eseguiti da un idraulico professionista, oppure occorrono particolari autorizzazioni, progetti, comunicazioni, ecc.?
    Eventualmente, potrebbe indicarmi gentilmente anche qualche dettaglio tecnico in quanto tre idraulici che ho contattato per un primo preventivo verbale, mi hanno indicato la pendenza delle tubature sotto il pavimento in modo discordante.
    Chi ha detto che dovrà vedere se è possibile l'intervento perchè la pendenza deve essere su 3,5 metri, di più cm (3-5), chi ha detto che al 100% è fattibile perchè 1 cm è più che sufficiente e che è meglio che l'acqua non scorra via molto velocemente (!?!)...
    Ci sono rischi (eventuali) di arrecare danni durante la rottura delle tracce al soffitto dell'appartamento sottostante, di cui risponderei io e non l'idraulico o il muratore?
    Anche i preventivi verbali sono stati davvero molto differenti e ciò ci ha bloccati, e tra poco la cucina ci verrà recapitata: da ca 4-600 euro ad "almeno" 1500-1600! la città è Milano...
    Quale sarebbe un prezzo congruo per un intervento che sembra non presentare particolari difficoltà (sostituiamo anche il pavimento quindi non ci sono problemi di rotture, ecc.).
    Grazie infinite per l'eventuale e graditissima risposta, Gianni.
    Scusi ancora per la lunghezza del quesito.
    • Re: interventi su impianto idraulico e gas. di Arch. Eugenio Luxardo del 15/05/2003, 19:05.
      La realizzazione della sistemazione del “nuovo gruppo cucina”deve essere effettuata da IDRAULICO PROFESSIONISTA con progetto D.I.A. dichiarazione da presentare in Comune all’inizio dei lavori.
      I tubi del gas devono essere esterni: “a vista”. Ad esecuzione terminata il professionista dovrà consegnarLe il certificato di “regolare esecuzione”. L’immissione negli scarichi deve avvenire senza rigurgiti o ristagni, in caso contrario i rischi aumentano. Lei è sempre responsabile dei danni provocati da “idraulici maldestri”durante e dopo i lavori .
      Tre metri e mezzo sono tanti e rendono il percorso dello scarico disagevole soprattutto se il lato opposto fosse privo di colonne di scarico o con calorifero a davanzale.
      Un tecnico esperto può rassegnare un preventivo scritto e firmato su una DESCRIZIONE DETTAGLIATA in base al particolare “rilievo dei locali”.
      Solo in questo modo Lei può scegliere dopo confronto tra i preventivi.
      Prima di impegnarsi e dare inizio ai lavori riesamini la DESCRIZIONE DETTAGLIATA “a corpo”nonché gli impegni contrattuali tecnico economici temporali e relative garanzie.

  • Titolo: Pittura delle terrazze di Romolo Biroli del 05/05/2003, 11:59
    Quesito: Possiedo un appartamento in un condominio in montagna.Gradirei sapere se la spesa per la pittura delle terrazze costruite in legno (per terrazza intendo la cosidetta ringhiera)deve essere divisa in parti uguali per tutti i condomini anche se tre di questi ne sono sprovvisti. Il condominio è composto da tredici unità abitative. Grazie. Eventualmente dove posso trovare questo articolo di regolamento o legge?
    • Re: Pittura delle terrazze di Arch. Eugenio Luxardo del 15/05/2003, 19:00.
      I “PARAPETTI IN LEGNO DECORATO” facenti parte del disegno architettonico della facciata devono considerarsi ELEMENTI ESSENZIALI del “DECORO ARCHITETTONICO”, pertanto le spese relative il loro mantenimento e manutenzione sono a carico di TUTTI i condomini, anche quelli che sono sprovvisti di terrazze.

  • Titolo: sistemazione giardino di davide del 28/04/2003, 13:48
    Quesito: Buongiorno, ringrazio fin da ora per il tempo dedicatomi.
    Dal 1996 sono propietario di un appartamento in un condominio di nr. 7 unità abitative.
    Parte dell'area comune è stata frazionata molti anni fa in piccole aiuole destinate ai diversi propietari, un'altra parte è invece adibita ad utilizzo per l'accesso ai box per l'auto. Quest'ultima, in particolare richiede un intervento di manutenzione relativamente urgente. Contestualmente alla sistemazione di questa porzione, l'assemblea vorebbe sistemare anche la parte adibita ad aiuole eliminandole per poter fare un prato unico. Io non sono contrario se non per il fatto che quest'ultima parte richiede un esborso da parte dei condomini in quanto la spesa non è interamente coperta dal fondo cassa comune. Tenuto conto si tratterebbe di un intervento puramente estetico e che la mia situazione economica non mi permette di partecipare interamente alla spesa, se tale decisione fosse deliberata posso essere obbligato a pagare?
    Eventualmente potrei rinunciare alla mia parte rappresentata dalle aiuole assegnate all'appartamento da me acquistato?
    Grazie.
    • Re: sistemazione giardino di Arch. Eugenio Luxardo del 29/04/2003, 19:39.
      Controlli come vengono descritte, (nell’atto di acquisto del Suo appartamento e nel regolamento condominiale), le “piccole aiuole destinate ai diversi proprietari” per quanto riguarda: la DESTINAZIONE, il FRAZIONAMENTO, l’ ASSEGNAZIONE e la PROPRIETA’, da Lei indicate in vari punti apparentemente contradditori.
      Nel caso in cui si tratti di area chiaramente identificata tra le parti comuni condominiali, (e Lei non avesse alcun diritto di proprietà o prelazione) potrebbe trattarsi di innovazione gravosa e voluttuosa, di cui all’articolo 1121 del c.c.
      Pertanto, nel caso in cui non intenda trarne vantaggio, può essere esonerato da qualsiasi contributo nella spesa soprattutto se economicamente CONTESTABILE di cui può richiedere ragione e valutazioni parziali e dettagliate.
      E’ bene si accerti anche nei riguardi dei diritti all’accesso ai box, poiché si verificherebbe una sistemazione, come dice: “CONTESTUALMENTE” e forse valutata in modo “sproporzionato”.

  • Titolo: FIORIERE di Roberto del 28/04/2003, 13:26
    Quesito: Egregio architetto,
    sottopongo alla Sua attenzione un problema di natura generale che non riesco a mettere a fuoco.Mi domando: può essere assunta, e se si quali sono le maggioranze necessarie, una delibera che vincoli ciascun condomino ad apporre le fioriere sulla ringhiera esclusivamente all'interno dei balconi per evitare problemi di stillicidio, perdita di petali ecc..
    La ringrazio per il tempo che vorrà dedicarmi.
    Roberto
    • Re: FIORIERE di Arch. Eugenio Luxardo del 29/04/2003, 19:37.
      Nel momento in cui lo stillicidio da Lei lamentato dovesse produrre immissioni superiori alla NORMALE TOLLERABILITÀ, è possibile pretendere che le immissioni vengano ridotte alla norma.
      Se il divieto a collocare fioriere all’esterno della ringhiera dei balconi non è già inserito nel regolamento condominiale, Lei può proporre che venga inserito.
      Il regolamento condominiale non è modificabile, ma può essere rivisto con l’approvazione della Sua proposta con il consenso della metà più uno degli intervenuti in assemblea in rappresentanza di almeno 500 millesimi.
      L’unanimità é necessaria per modificare le clausole che riguardano i diritti dei singoli sulle cose comuni o che limitano il potere di disporre delle proprietà individuali purché non disturbino nessuno.

  • Titolo: FIORIERE di Roberto del 28/04/2003, 13:18
    Quesito: Egregio architetto,
    • Re: FIORIERE di Arch. Eugenio Luxardo del 29/04/2003, 19:34.
      Nel momento in cui lo stillicidio da Lei lamentato dovesse produrre immissioni superiori alla NORMALE TOLLERABILITÀ, è possibile pretendere che le immissioni vengano ridotte alla norma.
      Se il divieto a collocare fioriere all’esterno della ringhiera dei balconi non è già inserito nel regolamento condominiale, Lei può proporre che venga inserito.
      Il regolamento condominiale non è modificabile, ma può essere rivisto con l’approvazione della Sua proposta con il consenso della metà più uno degli intervenuti in assemblea in rappresentanza di almeno 500 millesimi.
      L’unanimità é necessaria per modificare le clausole che riguardano i diritti dei singoli sulle cose comuni o che limitano il potere di disporre delle proprietà individuali purché non disturbino nessuno.

  • Titolo: Scarichi acque pluviali di Giuseppe Cuccu del 27/04/2003, 21:26
    Quesito: Recentemente abbiamo acquistato un appartamento posto all'ultimo piano di un condominio.
    Sul nostro terrazzo sono presenti 2 scarichi (contrassegnati dai numeri 1 e 3 nella piantina allegata ) provenienti dal terrazzo condominiale sovrastante ed uno scarico di deflusso delle acque piovane (contrassegnato dal numero 2). Lo scarico n° 1 consiste in una grondaia esterna in PVC, mentre il n° 3 è un tubo murato che esce a circa 5 cm dalla pavimentazione del terrazzo; come si può notare dalla piantina l'unico deflusso per le acque è lo scarico contrassegnato col n° 2, distante alcuni metri.

    Vorremo sapere se la presenza di detti scarichi è conforme alle normative edilizie vigenti, in quanto: 1) inficiano il completo utilizzo del terrazzo
    2) creano allagamenti durante le piogge
    3) producono gocciolamenti costanti probabilmente dovuti a formazioni di condensa all'interno del tubo.

    E' possibile richiedere al condominio la rimozione di detti scarichi facendoli confluire direttamente nello scarico presente sul nostro terrazzo?

    RingraziandoLa per la consulenza, Le porgo cordiali saluti.

    Giuseppe Cuccu

    La piantina può trovarla a questo indirizzo
    http://space.virgilio.it/giuseppecuccu@virgilio.it/terrazzo_scarichi.jpg
    • Re: Scarichi acque pluviali di Arch. Eugenio Luxardo del 30/04/2003, 18:44.
      Vari punti della Sua descrizione lasciano IMPRECISIONI per la presunta irregolarità di alcuni “SCARICHI” o PLUVIALI, (soprattutto il n°3).
      Per poter affermare se gli “SCARICHI” da Lei descritti ed illustrati nel Suo disegno siano stati realizzati a “regola d’arte” nel rispetto dei regolamenti comunali, è necessario esaminare attentamente (nelle dimensioni e consistenze) TUTTI GLI ELEMENTI COMPOSITIVI di SCARICO, accertando correttamente lo STATO DI FATTO, (scarichi, pluviali, collegamenti tra scarichi e pluviali, pendenze, dislivelli, pozzanghere, afflussi d’acqua, straventi, intasamenti, immissioni dirette delle acque meteoriche in fognatura, immissioni superiori alla normale tollerabilità, ecc.), rilevabili in un approfondito sopralluogo di un esperto che permetterà di rintracciare le vere cause e proporre le adeguate soluzioni.
      Intanto può avvertire l’Amministratore che è necessario un sopralluogo di un esperto che constati la situazione. Sarà il suddetto tecnico a discernere sulla eventuale rimozione, o possibilità di chiusura o prosecuzione di qualche scarico o pluviale, proponendo le soluzioni che riterrà più opportune per ovviare agli inconvenienti da Lei lamentati. Dette proposte potranno da Lei essere accettate o contestate in base alla perizia di un Suo tecnico.

  • Titolo: ristrutturazione interna appartamento di giuseppe toscani del 27/04/2003, 18:45
    Quesito: giuseppe - milano

    Egr. architetto,

    ho acquistato un appartamento sul quale sono necessari alcuni lavori di ristrutturazione come:

    1. piastrellatura (incollando su attuale pavimento)

    2. imbiancatura

    3. spostamento di porta da un lato ad un'altro della stanza.

    4. realizzazione di uno sgabuzzino alzando un muro e creando una porta per accedere alla parte di stanza che rimane stanza.

    che tipo di autorizzazioni devo fare? e dove?

    grazie mille per la disponibilità,

    distinti saluti,

    giuseppe
    • Re: ristrutturazione interna appartamento di Arch. Eugenio Luxardo del 29/04/2003, 19:31.
      Per gli interventi da Lei progettati può far presentare in Comune, da un tecnico professionista, una D.I.A. (dichiarazione di inizio attività) ove viene dichiarato che i lavori da realizzare non vanno contro la legge e le normative vigenti. Chieda informazioni presso il Suo Comune.
      In modo particolare dovrà controllare che: la realizzazione dello “sgabuzzino alzando un muro e creando una porta per accedere alla parte di stanza che rimane stanza”, come dice, rispetti il rapporto di aerazione regolamentare tra superficie stanza e superficie finestra, e che lo “spostamento della porta da un lato ad un'altro della stanza” non elimini l’antibagno, (dando accesso diretto dal bagno in camera, non sempre consentito).

  • Titolo: dr. di giuseppe toscani del 27/04/2003, 18:44
    Quesito: giuseppe - milano

    Egr. architetto,

    ho acquistato un appartamento sul quale sono necessari alcuni lavori di ristrutturazione come:

    1. piastrellatura (incollando su attuale pavimento)

    2. imbiancatura

    3. spostamento di porta da un lato ad un'altro della stanza.

    4. realizzazione di uno sgabuzzino alzando un muro e creando una porta per accedere alla parte di stanza che rimane stanza.

    che tipo di autorizzazioni devo fare? e dove?

    grazie mille per la disponibilità,

    distinti saluti,

    giuseppe
    • Re: dr. di Arch. Eugenio Luxardo del 29/04/2003, 19:29.
      Per gli interventi da Lei progettati può far presentare in Comune, da un tecnico professionista, una D.I.A. (dichiarazione di inizio attività) ove viene dichiarato che i lavori da realizzare non vanno contro la legge e le normative vigenti. Chieda informazioni presso il Suo Comune.
      In modo particolare dovrà controllare che: la realizzazione dello “sgabuzzino alzando un muro e creando una porta per accedere alla parte di stanza che rimane stanza”, come dice, rispetti il rapporto di aerazione regolamentare tra superficie stanza e superficie finestra, e che lo “spostamento della porta da un lato ad un'altro della stanza” non elimini l’antibagno, (dando accesso diretto dal bagno in camera, non sempre consentito).

  • Titolo: sostituzione piastrelle androne di aldo doriano del 27/04/2003, 10:25
    Quesito: Gent/mo Arch,
    Faccio parte di un condominio di dodici condomini gestito da un amministratore, non si riesce a sostituire le piastrelle del cortile ingresso fabbricato, (l'intero cortile presenta buche)perchè dopo regolare convocazione assembleare tutti i condomini dopo essersi messi daccordo non partecipano all'assemblea per cui è impossibile deliberare la sostituzione, vorrei sapere come comportarmi.

    P.S.
    Faccio presente che in una di queste buche mia cognata è caduta procurandosi slocature varie come da referto medico del pronto soccorso.
    • Re: sostituzione piastrelle androne di Arch. Eugenio Luxardo del 29/04/2003, 19:26.
      Inviti l’amministratore a rimuovere il pericolo “di altre cadute”.
      L’amministratore deve disciplinare l’uso delle cose comuni nell’interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a tutti i condomini e deve intervenire d’urgenza in caso di “pericolo imminente”.
      Sigillare qualche piastrella all’ingresso del fabbricato è un intervento relativamente economico che può essere effettuato d’urgenza, “sostituire le piastrelle del cortile ingresso fabbricato”, come dice, è un intervento diverso, che forse può sollevare qualche legittima perplessità.

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