Chiedilo all'architetto

Architetto Eugenio Luxardo
via G.Frua, 16
20146 Milano
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  • Titolo: Responsabilità della Direzione Lavori dopo la chiusura del cantiere di gino torre del 31/10/2002, 19:31
    Quesito: A quale titolo e in quale misura la DL può essere chiamata a rispondere di problemi sulle opere realizzate dall'impresa appaltata, sorti posteriormente alla chiusura del cantiere?
    • Re: Responsabilità della Direzione Lavori dopo la chiusura del cantiere di Arch. Eugenio Luxardo del 03/11/2002, 09:15.
      Il Direttore dei Lavori prende parte attiva all’intero processo produttivo e ne diviene un protagonista nei LIMITI di potere-dovere dell’incarico preventivamente affidatogli dal COMMITTENTE, che gli può dare piena “autorità” e “titolo”. Il Direttore dei Lavori è chiamato, quindi, a rispondere di “tutti i problemi”, che possono sorgere prima, durante, dopo i lavori stessi, con riferimento all’incarico medesimo, in particolar modo:
      1) nella verifica del lavoro preparatorio e suo completamento necessario per l’esecuzione;
      2) nella nomina di specialisti strutturali ed impiantisti;
      3) nella programmazione tecnica e finanziaria;
      4) nelle normative con l’approntamento dei capitolati;
      5) nella determinazione d’esecutori e fornitori;
      6) nella direzione e conduzione dei lavori e lo svolgimento delle relative attività con funzioni di controllo generale e coordinamento degli specialisti;
      7) nella misurazione e contabilizzazione dei lavori;
      8) nei collaudi in corso d’opera, verifica tecnico-economica e liquidazione finale;
      9) nell’assistenza al Committente per le controversie in dipendenza del lavoro e per i collaudi definitivi che non possono essere a Lui affidati.
      Il Direttore dei Lavori è, quindi, responsabile di tutti i “problemi……....sorti posteriormente”, anche, dopo l’esito positivo dei collaudi definitivi, ove siano accertati (e valutati caso per caso) vizi e difetti occulti e/o errori di competenze anche indirette, purché rientrino nei limiti dell’ incarico.

  • Titolo: deontologia professionale di nunzio fascino del 26/10/2002, 07:54
    Quesito: Gentilmente avendo appaltato lavori di manutenzione straordinaria ad una impresa cooperativa a responsabilita' limitata,in un momento successivo a quello in cui ho dato mandato ad un architetto di svolgere la funzione di direttore dei lavori sono venuto a conoscenza che lo stesso direttore dei lavori (architetto) copre la funzione di sindaco supplente nel consiglio di amministrazione della societa'cooperativa a responsabilita' limitata che e' stata inca ricata di eseguire i lavori suddetti.Vorrei sapere se cio' puo' essere una causa di incompatibilita' per l'architetto (direttore dei lavori)il quale non mi ha riferito,al momento della firma da parte mia della convenzione d'incarico,che egli ricopriva la carica suddetta,e,in caso positivo,se cio'possa essere anche una causa di annullabilita'della convenzione d'incarico che io,ignaro,ho firmato con l'architetto stesso.La ringrazio anticipatamente.
    • Re: deontologia professionale di Arch. Eugenio Luxardo del 27/10/2002, 09:52.
      Lei ha "appaltato i lavori ad un impresa", senza consultare il suo Architetto ?
      "L'Architetto svolge le sue prestazioni professionali solo quando non sussistano condizioni di incompatibilità e quando il proprio interesse o quello del committente non siano in contrasto con i suoi doveri professionali".
      E' necessario accertarsi se nella "convenzione d'incarico" vi siano condizioni particolari, o penali relative l'"annullabilità" e rescissione della convenzione stessa.
      L'Architetto é veramente iscritto all'Albo degli Architetti? In quale regione?
      L'Architetto ha nel frattempo rinunciato al suo incarico "di sindaco supplente nel consiglio di amministrazione della società cooperativa" da Lei incaricata successivamente? Sono necessari opportuni accertamenti.
      Consulti l'Ordine degli Architetti!

  • Titolo: inquilino di ignazio del 25/10/2002, 16:11
    Quesito: A causa di diverse perdite di acqua nellimpianto del bagno l,idraulico mi a detto che bisogna rifarlo tutto in quanto i tubi sono di rame e si sono bucatiin più punti a causa della corrente elettrostatica.Esendo io l'inquilino la spesa chi la deve sostenereper tale lavoro.

    grazie




    Indirizzo e mail: igniao@infinito.it
    • Re: inquilino di Arch. Eugenio Luxardo del 25/10/2002, 19:38.
      Gli interventi di manutenzione straordinaria nel bagno dovranno essere sostenuti dal proprietario che dovrà consultare il proprio idraulico, che farà i suoi sopralluoghi.

  • Titolo: inquilino di ignazio del 25/10/2002, 16:09
    Quesito: A causa di diverse perdite di acqua nellimpianto del bagno l,idraulico mi a detto che bisogna rifarlo tutto in quanto i tubi sono di rame e si sono bucatiin più punti a causa della corrente elettrostatica.Esendo io l'inquilino la spesa chi la deve sostenereper tale lavoro.
    grazie

  • Titolo: RIPARAZIONI LOCALI ARREDATI di SILVIA MAZZOLA del 25/10/2002, 12:19
    Quesito: Egregio Architetto, abito in un appartamento ammobiliato in affitto dal maggio 1999.
    L'altro giorno si è bruciato il motore del frigorifero (di proprietà della proprietaria dell'appartamento) per cui abbiamo chiamato i tecnici per la riparazione.
    Bisogna tenere presente che il frigorifero è del 1992, per cui è stato utilizzato anche dai precedenti affittuari, e che la rottura non è imputabile a me ma al malfunzionamento dell'elettrodomestico.
    Inoltre, io ho già dato regolare disdetta al contratto di locazione per cui a fine novembre lascerò l'appartamento.
    Nel contratto di affitto non si fa menzione a questo tipo di problemi (ho dato cmq una caparra pari a due mesi d'affitto per eventuali danni causati all'appartamento).
    Chi deve sostenere questa spesa?
    La ringrazio per la sua risposta.
    Saluti,
    Silvia Mazzola
    • Re: RIPARAZIONI LOCALI ARREDATI di Arch. Eugenio Luxardo del 26/10/2002, 14:29.
      L'appartamento, il relativo arredamento, le suppellettili ed apparecchiature, (compreso il frigorifero, che ha funzionato sino all'ultimo momento), devono essere riconsegnati nello stato e condizioni in cui si trovavano alla loro presa in consegna. L'affittuario deve sempre "curarne la gestione". Si accordi con la proprietaria circa il preciso "riattamento".

  • Titolo: Perdita efficacia vincolo urbanistico variante azzonamento di Saviero Vito del 21/10/2002, 22:34
    Quesito: Egregio architetto, ho presentato al Comune di........ residenza l'istanza di cui al titolo, con riferimento all'art. 2 della Legge 19/11/1968 nr.1187, riguardante l'area di mia proprietà di circa 1100 mq su cui è situato un rustico di 800 mc. L'area all'atto dell'acquisto aveva già il vincolo di zona "F attrezzature collettive" a causa del Parco del Serio e quindi ricadente in zona di riqualificazione ambientale, secondo l'art. 17 della N.T.A. di P.T.C.. La risposta del Parco Regionale del Serio fa riferimento all'art. 31 lettere a),b),c) della legge 457 del 05/08/78 (Norme per l'edilizia residenziale). Il Comune non ha voglia di rimuovere il vincolo urbanistico ed azzonarlo in "B di complemento" pur specificando le mie intenzioni a ristrutturazione per uso residenziale senza aumento di volumetria dell'attuale rustico(fienile). Le varianti dal 1985 ad oggi adottate da questo comune hanno sempre ignorato, quanto stabilito dall'art. 2 1187/68, e previsto dal P.R.G.. Se faccio presentare dal tecnico la super D.I.A., secondo Lei, quante probabilità avrò di riuscita e come eventualmente risolverle;
    Esiste una legge che possa obbligare questi signori comunali ad ottemperare affinchè possa raggiungere il mio obiettivo (quale?); Se le proprietà ad un certo punto, a causa di normative, leggi comunali e/o regionali, non sono vere proprietà col rischio di espropriazioni, allora cosa paghiamo per fare tasse rifiuti, I.C.I. ecc.....e quindi cosa bisogna fare per tutelarsi? Nel vicinato è sorto da due anni un complesso industriale di 20,000 mq distante dal fiume a circa due metri, mentre la mia proprietà dista a soli mt.150 dal fiume, in questo caso cosa dovrei pensare che si tratti di autorizzazioni o concessioni a D.O.C. in funzione dei soldi.
    Sono disperato mi dica Lei la strada più breve per raggiungere l'obiettivo senza spreco di soldi (perchè servono per ristrutturare) e soprattutto tempo.
    Ill.mo Dott. Architetto La ringrazio anticipatamente distinti saluti Vito
    • Re: Perdita efficacia vincolo urbanistico variante azzonamento di Arch. Eugenio Luxardo del 25/10/2002, 19:28.
      L'area di Sua proprietà di circa 1100 mq, sulla quale sorge il rustico di 800 mc,"all'atto dell'acquisto" era ed é tuttora inserita, per la riqualificazione ambientale, in zona territoriale omogenea F destinata "ad attrezzature ed impianti di interesse generale e collettivo", nel piano del Parco Regionale del Serio. Va verificata l'attualità delle varianti adottate dal 1985 ad oggi, che protrarrebbero i termini stabiliti per l'esecuzione del piano stesso. Prima di "sprecare soldi" e se vuole evitare, per il momento,l'esproprio), può sentire il parere degli urbanisti del Comune e del Parco Regionale, coi quali potrà, anche,chiarire la risposta col"riferimento all'articolo 31 a)b)c) della legge 457/78".
      Pare siano consentiti interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, nonché interventi di restauro e di risanamento conservativo, infatti i suddetti interventi conservativi non contrasterebbero coi vincoli urbanistici del Piano.
      "L'attuale rustico (fienile) di 800 metri cubi"era tutto fienile ? Ha qualche locale chiuso?
      Può pensare ad un progetto intelligente ed economico, che utilizzi al meglio i locali esistenti, con qualche grande camino rustico,con o senza, per il momento,di gas, luce, acqua, fognatura.
      Per la parte di manutenzione ordinaria e straordinaria, potrebbe presentare la super DIA.
      Non é possibile dare giudizi, né fare confronti per il complesso industriale di 20.000 mq, di cui non é precisata l'ubicazione nel Piano del Parco.

  • Titolo: trave di Katia del 21/10/2002, 12:06
    Quesito: I seminterrato del nostro condominio è occupato da una ditta da molti anni, uno dei muri perimetrali dei locali presenta delle infiltrazioni d'acqua che sembrano provenire da una trave del palazzo che interessa alcuni locali abusivi collocati sotto la piazzetta comunale antistante l'entrata dello stabile. Il proprietario della ditta ha già eseguito più volte nel corso degli anni dei lavori per limitare le infiltrazioni, le quali tra l'altro sembrano derivare da un errore al momento della fabbricazione del palazzo. Non avrebbe dovuto interessare colui che ha costruito il palazzo, senza far scadere i termini per un ricorso? Ora vuole far contribuire tutti i condomini ai prossimi lavori. Ma non è la ditta che acquistando anche dei locali abusivi, anche se non vengono adoperati, deve pagare le spese, considerando che se avesse fatto presente negli anni precedenti il problema, l'assemblea avrebbe potuto rifarsi sul costruttore?Grazie.
    • Re: trave di Arch. Eugenio Luxardo del 24/10/2002, 19:49.
      E' necessario accertare la vera causa delle infiltrazioni, nonchè descrivere l'"errore al momento della fabbricazione del palazzo".
      I "locali abusivi collocati sotto la piazzetta comunale" devono essere oggetto dell'attenzione degli uffici tecnici Comunali.

  • Titolo: Ing. di Pino del 21/10/2002, 09:40
    Quesito: Dove posso trovare il testo della legge tupini? Mi sono fatto scostruire casa da una ditta, alla quale però ho affidato solo i lavori della struttura portante in cemento armato, il resto dei lavori ad un'altra ditta. Posso usufruire dell'agevolazione iva al 4% in tutti e due i casi? Inoltre dove trovo un elenco delle materie prime da usare per i lavori di casa che godono dell'aliquaota iva agevolata? Grazie.
    • Re: Ing. di Arch. Eugenio Luxardo del 24/10/2002, 20:25.
      Il testo della legge TUPINI n°408 del 2 luglio 1949 si può trovare in un vecchio numero della Gazzetta Ufficiale del 18 luglio 1949 n°162 presso le librerie dello Stato, o nelle librerie Pirola, nonché nel sito www.virgilio.it ; cerca: legge Tupini .
      L'elenco delle "materie prime e semilavorate" e "beni finiti" si può trovare nella circolare del Ministero delle Finanze del 2 marzo 1994 n.1/E e alla risoluzione del 9 marzo 1996 n.39/E.
      Per quanto riguarda l'agevolazione del 4% sui lavori frazionati é bene sentire un esperto fiscale. :www.commercialistatelematico.com/documenti/edilizia.htm ; cerca: 4% iva agevolata.

  • Titolo: manutenzione ordinaria? di Angelica del 21/10/2002, 09:07
    Quesito: Buongiorno.
    In un condominio, i lavori per:
    - impermeabilizzare una terrazza con guaina (il condomino dell'ultimo piano lamenta infiltrazioni di acqua),
    - rifare il pavimento, l'abbaino e i parapetti della terrazza,
    - fare la facciata (intonaco, tonachino, frontalini..),
    sono lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria?
    Cambia qualcosa al fine di stabilire quale maggioranza è necessaria per deliberare questi lavori?
    Grazie.
    • Re: manutenzione ordinaria? di Arch. Eugenio Luxardo del 24/10/2002, 19:47.
      Gli interventi descritti nel quesito sono lavori di manutenzione straordinaria, perché sono opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali dell'esistente. Alcune di queste, (fare la facciata), sembrano essere "innovazioni gravose o voluttuarie". Sono lavori di manutenzione ordinaria gli interventi di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, necessari a mantenere in efficienza l'esistente, (lavori più o meno localizzati, urgenti,con rimozione delle parti pericolanti) .
      L'urgenza degli interventi é consigliata da tecnici competenti.
      Le deliberazioni che concernono le "riparazioni straordinarie di notevole entità " devono essere sempre prese "con un numero di voti che rappresenti "la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio" .
      Le deliberazioni che hanno per oggetto le "innovazioni" dirette "al miglioramento o all'uso più comodo" devono essere sempre approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza dei partecipanti e i due terzi del valore dell'edificio, tutti i condomini devono essere invitati alla riunione.
      L'innovazione gravosa e voluttuaria non é consentita, salvo che la maggioranza dei condomini che l' ha deliberata o accettata intenda sopportarne integralmente la spesa.
    • Re: manutenzione ordinaria? di Arch. Eugenio Luxardo del 24/10/2002, 19:45.
      Gli interventi descritti nel quesito sono lavori di manutenzione straordinaria, perché sono opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali dell'esistente. Alcune di queste, "fare la facciata", sembrano piuttosto innovazioni gravose o voluttuarie. Sono lavori di manutenzione ordinaria gli interventi di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture, necessari a mantenere in efficienza l'esistente, (lavori più o meno localizzati, urgenti,con rimozione delle parti pericolanti) .
      L'urgenza degli interventi é consigliata da tecnici competenti.
      Le deliberazioni che concernono le "riparazioni straordinarie di notevole entità " devono essere sempre prese "con un numero di voti che rappresenti "la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio" .
      Le deliberazioni che hanno per oggetto le "innovazioni" dirette "al miglioramento o all'uso più comodo" devono essere sempre approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza dei partecipanti e i due terzi del valore dell'edificio, tutti i condomini devono essere invitati alla riunione.
      L'innovazione gravosa e voluttuaria non é consentita, salvo che la maggioranza dei condomini che l' ha deliberata o accettata intenda

  • Titolo: finestra veduta o luce? c'era il vetro cemento( preciso) di mompellieri giuseppe del 17/10/2002, 21:18
    Quesito: riprendo il discorso precedente:
    il locale si trova a 1,40 m semi interrato e l'apertura
    si trova a livello della strada privata confinante.
    ma preciso che il mio vicino che possiede sia il fondo che il piano superiore ha tutte vedute, sopra sono sotto i 2m mentre quello del piano terreno simile al mio a ceduto la veduta tramite una scritta dell'avocato perche a avuto una causa per fare passare il gas metano sulla facciata e sono arrivati a questo accordo.
    la mia apertura e una vera e propria finestra perche le misure sono di 140cm x 110 cm e il suo lato inferiore e ad 1,40 m dal pavimento, prima c'era un vetrocemento di 1 cm ed e da 30 anni che era cosi.esternamente e rimasta l'inferiata originale ,il costruttore a chiesto il permesso al vicino che a preteso il ripristino di una finestra che imita il vetrocemento con la stessa apertura che presentava, l'ultima fila di vetro che non e' piu di 30cm.
    non c'e l'usocapione su una finestra che presenta le caratteristiche di una veduta?preciso che davanti alla finestra c'e un piazzale di 30m. perche mi chiede se
    i locali mancano di impermeabilizzazioni e di isolamento termico? non lo so ma e obbligatorio?
    il contratto ripora una dicitura: DIA del 25 maggio 2001 prot. 6575 ma non conosco le concessioni comunali
    • Re: finestra veduta o luce? c'era il vetro cemento( preciso) di Arch. Eugenio Luxardo del 19/10/2002, 13:05.
      La regolarità del serramento e la relativa costituzione del diritto, dovrebbero essere dichiarati nella relazione tecnica allegata alla DIA del 25 maggio 2001 prot. 6575.
      Impermeabilizzazioni ed isolamenti termici correttamente eseguiti tendono a diminuire i fenomeni di umidità e condensa, da Lei lamentati sin dal primo quesito.

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