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Impianti antifurto 2




02.02.09

In questo articolo vediamo di esaminare i rivelatori più usati negli impianti di antifurto a cui ho accennato nel precedente articolo. I rivelatori possono essere elettrici, elettromeccanici, magnetici, a infrarossi, a microonde, a ultrasuoni, a onde sonore, a vibrazioni. Per ogni tipologia di rivelatore occorrerebbe sviluppare un capitolo a parte.

Qui prendiamo in considerazione i rivelatori elettromagnetici e quelli a infrarossi che sono i più diffusi. Poi vedremo se considerare anche le altre tipologie.

I rivelatori elettromeccanici non son altro che degli interruttori che chiudono o aprono un circuito sotto l'azione di una azione meccanica come l'apertura di una porta o una finestra.

un rivelatore per antifurto, elettromagnetico
Rivelatore elettromagnetico


I rivelatori magnetici non sono altro che degli interruttori che aprono o chiudono un circuito sotto l'azione di un campo magnetico attivato da un magnete collocato su una porta o una finestra. Questi rivelatori sono impiegati in quelle zone dove esiste il rischio di esplosione, perché l'interruttore può essere protetto, isolato e sigillato in appositi gusci riempiti con gas inerte e quindi separato dall'azione meccanica, per evitare che la scintilla dell'interruttore venga a contatto con l'ambiente che lo contiene. Un esempio di questi rivelatori sono quelli chiamati a contatto magnetico di tipo reed con contatti dorati.

I rivelatori magnetici possono essere a semplice polarizzazione oppure più complessi e sofisticati come quelli a doppia o tripla polarizzazione studiati al fine di creare un flusso di polarizzazione che sia combinazione di più magneti con lo scopo di impedire che possano essere alterati o indotti in falsi allarmi tramite l'applicazione di campi magnetici esterni.

I rivelatori volumetrici a infrarossi possono essere di tipo attivo o passivo, come abbiamo già visto.

un rivelatore per antifurto, a infrarossi
Rivelatore a infrarossi


  • Nei rivelatori a infrarossi attivi esiste un fotodiodo trasmettitore che emette un fascio di luce nella banda dell'infrarosso e quindi non visibile dall'occhio umano che viene captato da un fotodiodo che fa da ricevitore. se il fascio di luce viene interrotto, l'elettronica del rivelatore aziona un interruttore che apre o chiude un circuito elettrico determinando così l'allarme.
  • I rivelatori volumetrici a infrarossi passivi sono quelli più usati nelle comuni abitazioni perché più semplici da installare e sono basati su un sensore elettronico di tipo termico come un termistore sensibile al calore umano che, tramite un sistema ottico, controlla un determinato volume dell'ambiente in cui è installato. Quando si verifica una variazione dell'energia infrarossa, un amplificatore all'interno del sensore comanda un interruttore che segnala l'allarme.

In definitiva il rivelatore non è altro che un interruttore basato su diversi principi di funzionamento di tipo fisico a seconda del tipo di evento che intendiamo rivelare. I rivelatori possono essere wired, cioè cablati, collegati alla centralina attraverso un collegamento elettrico a fili o wireless, cioè senza fili. In quest'ultimo caso il rivelatore è più complesso perché deve contenere l'elettronica per la trasmissione del segnale d'allarme alla centralina via radio.

una centralina per antifurto
Una centralina da antifurto di tipo wireless


Vediamo ora il circuito elettrico dei rivelatori in combinazione con quello della centralina in un impianto antifurto cablato che può essere di due tipi:

  • Circuito a corrente a riposo. In questo caso il circuito elettrico centralina e sensori è sempre percorso da corrente elettrica. I circuiti dei sensori sono collegati in serie e l'interruttore all'interno di ogni rivelatore si trova nello stato di normalmente chiuso. Lo scopo della corrente è quello di tenere eccitato un relè in posizione di riposo all'interno della centralina. Quando il sensore rivela una anomalia, apre l'interruttore al suo interno, la corrente non circola più all'interno del circuito e il relè all'interno della centralina viene diseccitato provocando la chiusura del circuito di allarme
  • Circuito a corrente di lavoro. In questo caso i rivelatori sono collegati in parallelo tra di loro e i loro interruttori sono nello stato normalmente aperti e quindi non circola corrente all'interno del circuito. Il relè all'interno della centralina è normalmente diseccitato. Quando un sensore rileva una anomalia, chiude il circuito facendo così passare una corrente elettrica che va ad eccitare il relè posto all'interno della centralina, il quale chiude il circuito di allarme.

Vediamo i vantaggi e gli svantaggi dei due sistemi. Nel circuito a corrente a riposo, il vantaggio principale è che se un sabotatore riesce a tagliare i fili, l'impianto va in allarme. Lo svantaggio principale invece è che c'è un continuo consumo di corrente e l'impianto necessita di maggiore manutenzione.

Nel circuito a corrente di lavoro, il vantaggio principale è che c'è meno consumo di corrente nella condizione di servizio e quindi necessita di minore manutenzione. Lo svantaggio principale è che, in caso di sabotaggio e taglio dei fili di cablaggio, non viene segnalato l'allarme, per cui è necessario proteggere adeguatamente il circuito elettrico da eventuali atti di sabotaggio.

In entrambi i casi, il tallone d'Achille dell'impianto antifurto sono i contatti degli interruttori nei rivelatori e del relè che vanno controllati periodicamente per via di possibili ossidazioni e depositi di polvere che ne possono inficiare il funzionamento a causa dell'umidità e dell'invecchiamento.

un esempio schematico di impianto antifurto in un appartamento


Esempio di impianto antifurto in un appartamento con posizionamento dei rivelatori negli angoli strategici delle stanze. La scelta della posizione dei rivelatori all'interno di un appartamento va fatta con attenzione, cercando di evitare spese inutili, perché ogni rivelatore ha un costo non indifferente. Se poi si tratta di un impianto wireless o senza fili, il costo lievita notevolmente. Noi consigliamo, se è possibile, di evitare il "fai da te" in questo caso, ma di affidarsi a personale con esperienza nel settore che venga a vedere sul posto le problematiche inerenti a protezione di un appartamento, in modo da suggerire la soluzione più idonea del caso. L'occhio di una persona esperta con esperienza alle spalle riesce a vedere problematiche e soluzioni che un occhio profano non sempre riesce a vedere.

La prossima volta, se trovo il tempo, vedrò di parlare più in dettaglio della centralina, del combinatore telefonico e del sistema di allarme.

Impianti antifurto 1

Link: Guida ai sistemi antifurto

Fotografie tratte dal catalogo:
Silentron S.p.A.
Via Sagra di San Michele 25-27
10139 Torino

Di Staff del 02.02.09 00:30



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