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Caldaia a gas a condensazione




12.10.06

Cerchiamo di capire il principio di funzionamento di una caldaia a condensazione per riscaldamento. Questo tipo di caldaie ha una resa elevata e la temperatura dei fumi in uscita è molto più bassa rispetto alla caldaie tradizionali.

Le caldaie a condensazione sono quelle a più alta resa, in quanto riescono ad arrivare ad un rendimento energetico del 105% - 110% utilizzando il calore dei fumi di scarico. Il principio di funzionamento consiste nel raffreddare i gas di scarico fino al punto di condensazione, chiamato anche punto di rugiada, del vapore acque contenuto nei gas di scarico. Questa fenomeno di condensa porta a generare acqua che risulta acida e che va adeguatamente smaltita prima di essere scaricata nella rete fognaria.

Per impianti termici a condensazione con potenze minori di 35 kW è stata pubblicata la norma UNI 11071: Impianti a gas per uso domestico asserviti ad apparecchi a condensazione e affini. Criteri progettazione, l'installazione, la messa in servizio e la manutenzione.

Nel nostro caso condensazione significa sfruttare il calore contenuto nel vapore acqueo dell'aria calda dei fumi per trasformarlo in energia calorica, ricavandone acqua e energia. Un tipico fenomeno di condensazione è quello che si verifica in estate quando si tira fuori una bottiglia di acqua fredda dal frigo. L'aria calda e umida dell'ambiente circostante si condensa tutto intorno alla bottiglia fredda rendendola bagnata.

Un altro fenomeno simile è quello che si verifica in inverno in casa, di solito in cucina, quando l'aria calda e umida prodotta da un minestrone che cuoce sul fuoco, viene a contatto con i vetri freddi delle finestre dove si condensa formando tante gocce di acqua sui vetri fino a renderli bagnati.

Alla base del principio di condensazione c'è il calore latente del vapore.

Il calore latente è la quantità di calore (o di energia) che occorre fornire o sottrarre all'unità di massa di una certa sostanza (acqua per esempio) per farla cambiare di stato fisico. In questo passaggio di stato, la sottrazione o la fornitura di calore avviene a temperatura costante, cioè senza cambiamento della temperatura della sostanza.

Ad esempio l'acqua a 100 °C, alla pressione del livello del mare, inizia a bollire e a quella temperatura avviene il passaggio di stato da liquido a vapore che si mantiene fino a quando tutta l'acqua è evaporata. La quantità minima di calore o energia necessaria per fare evaporare una unità di massa di acqua prende il nome di calore di evaporazione, una forma particolare di calore latente. La temperatura di ebollizione dell'acqua dipende dalla pressione atmosferica.

Nel caso di evaporazione occorre fornire calore e quindi fornire energia. Nel caso inverso di condensazione, dove avviene il passaggio da vapore ad acqua, l'energia non la si fornisce, ma la si riceve.

Infatti, nel passaggio inverso da vapore ad acqua si parla di calore di liquefazione che è la quantità di calore o energia che viene sottratto all'unita di massa di un vapore saturo ad una data temperatura, per trasformarlo in liquido alla stessa temperatura. Il calore di liquefazione in valore assoluto uguaglia il calore di evaporazione. Quindi con la liquefazione il calore del vapore viene ceduto e restituito al sistema.

Perché avvenga la condensazione del vapore occorre che esso si trovi ad una determinata temperatura con una certa pressione costante. Più la pressione è alta, più alta sarà la temperatura necessaria per condensare il gas (ciò significa che posso condensare il vapore acqueo per esempio a 40°C anziché a 5°C, mantenendo alta la pressione. Le combinazioni di temperatura e di pressione necessarie per condensare il vapore contenuto nell'aria prendono il nome di punto di rugiada.

Il punto di rugiada è quindi la temperatura alla quale il vapore acqueo raggiunge il punto di saturazione, per cui si condensa intorno a delle particelle presenti nell'aria ad una certa pressione costante, cedendo il suo calore.

Le caldaie a condensazione sfruttano questi principi fisici. Sfruttano il calore latente del vapore contenuto nei fumi, recuperando quindi una percentuale di energia che viene riutilizzata, impedendo la sua dispersione nei fumi e quindi nell'ambiente.

Per condensare il vapore dei fumi, le caldaie a condensazione sfruttano la temperatura dell'acqua di ritorno dall'impianto termico, più fredda rispetto alla temperatura dell'acqua di mandata. I fumi vengono fatti passare in uno speciale scambiatore - condensatore che permette di sottrarre, tramite condensazione, il calore latente del vapore acqueo. In questo modo la temperatura dei fumi in uscita si mantiene allo stesso valore della temperatura di mandata, ben inferiore ai 140/160 °C dei generatori tradizionali ad alto rendimento.

Qui sotto presentiamo il principio di funzionamento di una caldaia a condensazione THRi tratto dal depliant della Geminox, gentilmente lasciatoci da Casa Felice s.r.l.:

Principio di funzionamento caldaia a condensazione THRi Geminox

Come puoi vedere l'acqua fredda di ritorno dall'impianto termico viene spinta all'interno dello scambiatore di calore nel punto più "freddo" e distante dalla fonte di calore, al fine di sottrarre calore dai fumi e farli condensare in acqua.

Poiché i fumi escono quasi freddi dalla caldaia a condensazione, non hanno la "forza" di risalire su una canna fumaria, perché sono pesanti e devono essere smaltiti tramite un sistema di tiraggio forzato azionato da un ventilatore.

Per quanto riguarda gli scarichi della condensa ti rimando ai link correlati in calce relativi alla norma uni 11071.
Per lo smaltimento della condensa la norma UNI 11071 prevede la presenza di due impianti di smaltimento: uno per eliminare la condensa proveniente dalla caldaia stessa e uno per eliminare la condensa proveniente dal sistema di scarico dei fumi.

Il costruttore della caldaia a condensazione deve dichiarare nella documentazione tecnica allegata alla caldaia il tipo di smaltimento progettato.

Scarico condensa caldaia a condensazione

In pratica si tratta di costruire due sifoni uno per la caldaia e uno per lo scarico dei fumi. Le condense provenienti dai due sifoni devono poi confluire in un pozzetto che le raccoglie prima di essere scaricate nella fognatura.

La norma UNI 11071 specifica quali devono essere le caratteristiche dell'impianto di scarico a cui l'installatore deve attenersi.

Link correlati:

Di Staff del 12.10.06 15:00



Commenti e osservazioni

non vedo tra le marche di caldaie a condensazione
i prodotti della ECOFLAM ossia ..... se ne parla
non molto , eppure a mio avviso e' un prodotto molto valido gia' installato da molti anni sensa problemi BLUETTE 104, ORA DOVRO' INSTALLARE IN ALTRA ABITAZIONE UNA ALTRA CALDAIA E PENSO PROPRIO ALLA BLUETTE 107

Inviato da: lucio il 16.01.07 16:23

Ma come si può ancora oggi pensare di poter realizzare rendimenti superiori al 100%.
Se così fosse, avremmo sicuramente risolto a livello planetario tutti i nostri problemi di approvigionamento energetico!
Cerchiamo di parlare con cognizione di causa e soprattutto con una buona preparazione e cultura tecnica, utilizzando correttamente i termini con proprietà e padronanza. Non cerchiamo di vendere fumo e di ingannarci reciprocamente.
Non discuto il fatto che le caldaie a condensazione, recuperando energia dai gas combusti, siano quelle che oggi presentano i migliori rendimenti; non mi azzarderei però a dire che questi sono maggiori del 100%.
Poichè sono curioso, se qualcuno sarà in grado di dimostrarmi, bilancio energetico alla mano, che si possono ottenere rendimenti superiori all'unità, sono pronto non solo a recitare il mea culpa, ma anche a mettermi in società per un businness che sarà sicuramente propizio. Grazie per l'attenzione.

Inviato da: Cesare il 19.12.07 12:28

Cesare, il rendimento di combustione è dato dal rapporto tra la potenza convenzionale e la potenza al focolare.

Il rendimento termico utile è dato dal rapporto tra la potenza utile e la potenza al focolare.

La potenza al focolare è data dalla somma della potenza utile + la potenza persa nei fumi + la potenza persa per irradiazione dal corpo caldaia.

La potenza convenzionale è data dalla differenza della potenza al focolare - meno la potenza dei fumi, trascurando la potenza irradiata dall'involucro della caldaia.

Nella definizione di rendimento di combustione di una caldaia convenzionale si fa riferimento al potere calorico inferiore che è la quantità di calore generata dalla combustione senza considerare il calore latente necessario all'evaporazione del vapore acqueo contenuto nel combustibile. E lì sta il trucco.

Nella caldaia a condensazione si sfrutta il calore latente del vapore presente nei fumi ricuperando parte del rendimento che in una caldaia tradizionale andrebbe perso. Quindi si viene ad avere un rendimento superiore (fittizio) perché il potere calorico superiore (calore necessario generato dalla combustione completa del combustibile) è superiore al potere calorico inferiore.

Esempio: caldaia tradizionale con un rendimento sul PCI di 85%, PCS 95%, 10% del rendimento perso in fumi.

Caldaia condensazione: rendimento sul PCI di 95%, recupero calore latente dai fumi 10%, rendimento totale PCS = 105% (fittizio).

In realtà la caldaia non produce più energia di quanta ne brucia, altrimenti le leggi della fisica vanno a farsi benedire. Si ha rendimento maggiore perché si sfrutta il calore latente del vapore acqueo contenuto nei fumi rispetto al potere calorico inferiore a cui si fa riferimento in una caldaia tradizionale.

Inviato da: Piero il 20.12.07 21:44

è vero che una caldaia a condensazione a solo un buon rendimento con impianti a pavimento.

Inviato da: tito_gomes il 24.04.08 15:38

no,io ho un cappotto di 10 cm alle pareti di casa ed ho installato una caldaia a condensazione da 24 k cal .L'abbinamento con i termosifoni esistenti è sovradimensionato nonostante la metratura di 240 mq di casa mia. Si è molto stupito anche il termotecnico quando ha saputo che la temperatura di lavoro in pieno inverno era di 34 gradi!
Sandro Carpi Modena

Inviato da: sandro il 19.05.08 05:07

Ho una casa su tre piani (170mq totali) con impianto di riscaldamento tradizionale a termosifone. Vorrei cambiare l'attuale caldaia a gasolio con una a gas e integrarla con un impianto solare termico. Vorrei sapere se una caldaia a condensazione può fare al caso mio oppure se non è consigliabile date le elevate temperature di funzionamento dei termosifoni. Grazie

Inviato da: Franco il 10.06.08 00:37

Abito in una quadrifamiliare (circa 140 mt per alloggio)ed abbiamo una caldaia tradizionale a gasolio. Si può convertire l'impianto con una caldaia a metano a condensazione? è utile economicamente integrare con pannelli solari (buona esposizione ma paese del nord Italia).
Grazie per l'eventuale risposta.

Inviato da: Pietro il 11.06.08 18:39

Cortesemente, ho un sistema di pannelli solari termici, e cosi produrre acqua sanitaria, vorrei sapere se posso integrare nel sistema una caldaia a con una caldaia a condensazione, la casa è di 170 mq.
grazie

Inviato da: luis il 21.09.08 14:10

ho istallato una caldaia a condensazione per il riscaldamento e pannelli solari per la produzione di acqua calda , al posto di una vecchia caldaia apavimento e di un bollitore a gas da 80 litri.
il mio problema è questo:
il vecchio impianto aveva 5 settori da riscaldare ognuno provvisto di una pompa comandata da un cronotermostato.
le pompe erano collegate ad un tubo da 1,1/4 di pollice alimentato direttamente dalla caldaia.
Ora la nuova caldaia a condensazione ha una sua pompa interna che parte assieme al bruciatore quando una delle pompe di settore si avvia.
all'uscita della caldaia l'idraulico ha collegato il tubo di mandata con quello di ritorno con un tubo da 3/4 dipollice,
im pratica l'acqua calda che esce dalla caldaia non va solo verso le pompe ma in parte ritorna indietro.
Ora mi chiedo : perchè un tubo di by pass così piccolo?
non sarebbe stato meglio una specie di bollitore che potesse contenere molta acqua in modo da fornire alle pompe la quantità di acqua sufficiente per funzionare correttamente?
con il sistema attuale quando tutte le pompe lavorano da dove prendono tutta l'acqua necessaria se si trovano una strozzatura di un tubo da 3/4 più il 1/2 pollice della caldaia?
ho seri dubbi che possa funzionare anche se l'installatore ha detto che fa sempre così.
c'è qualcuno che potrebbe dirmi qualcosa,
grazie
Umberto

Inviato da: umberto il 30.09.08 21:47

per rispondere a Luis del 21 /09/08
certo che puoi integrare i pannelli solari con una caldaia a condensazione.
dipende però da che tipo di accumulatore per l'acqua calda hai attualmente.
se hai i pannelli solari con l'accumulatore sul tetto non credo si possa fare qualcosa di serio ed efficacie.
se l'accumulatore si trova nel locale caldaia ,
deve avere una serpentina apposita per poter immettere acqua calda dalla caldaia,
nel contempo la caldaia deve essere equipaggiata con una seconda pompa , distinta da quella per l'acqua del riscaldamento , che deve essere comandata da un sensore di temperatura , posto nell'accumulatore in modo che , quando i pannelli solari non ce la fanno a produrre acqua calda a sufficienza , il sensore comanda la caldaia a fornire energia per riportare l' acqua in temperatura.
ricapitolando:
l'accumulatore al suo interno ha 2 serpentine , una per i pannelli solari e una per la caldaia.e la caldaia deve avere 2 uscite indipendenti. una per il riscaldamento e una per l'accumulatore,
Non conosco le marche ed i modelli di tutte le caldaie a condensazione ma penso che siano tutte con queste possibilità e siano equipaggiate con una centralina in grado di fare tutte queste operazioni.
ho appena installato un impianto del genere a casa mia e ti giuro che funziona benissimo.
mi risulta , poi, che ci sono anche altre possibilità ,anche a volte un pò empiriche e fantasiose ma mi sembra che la soluzione che ti ho detto sia la più efficiente.
umberto.

Inviato da: umberto il 01.10.08 23:42

Salve, non sono un'esperta...potreste rispondere ad un quesito...
Stiamo costruendo casa, sul tetto prevediamo pannelli per il riscaldamento dell'acqua, ed è previsto il collegamento con la caldaia per l'integrazione del riscaldamento. Ma, se non sbaglio, l'accumulatore dei pannelli è comunque previsto sul tetto. A leggere ciò che ha scritto Umberto, per poter utilizzare una caldaia a condensazione l'accumulatore dovrebbe stare nel vano caldaia. Anche per una caldaia non a condensazione? Quindi hanno sbagliato l'impianto o hanno dato per scontato che non avremmo messo una caldaia a condensazione?! Se l'impianto di riscaldamento (tubi, predisposizioni per la caldaia etc...) è già stato fatto, prevedendo una caldaia tradizionale, quali accorgimenti si dovrebbero effettuare per poter introdurre uan caldaia a condensazione?
Uhm...troppe domande...scusate, se preferite potreste postare dei link fidati, poi li studio!!! grazie mille!

Inviato da: gbreg il 24.10.08 12:14

Dimenticavo!
ho letto che le caldaie a condensazione danno il miglior risparmio energetico se installate cn pannelli radianti...e con gli elementi radianti tradizionali (meglio ghisa o alluminio?) e qualche ventilconvettore?
Sarebbe fantastico avere queste informazioni!
ancora grazie!!!

Inviato da: gbreg il 24.10.08 13:33

Ho da poco fatto installare una nuova caldaia a gas a chiusura a stagno. Ho riscontrato che all'atto del funzionamento e prima che avvenga l'accensione delle fiammelle, esce dal tubo di scarico un odore di gas. I tecnici hanno dichiarato che la natura della puzza è la combustione del gas. Non ho accettato tale definizione in quanto ritengo che allora anche dai fornelli della cucina dovrebbe spigionarsi lo stesso cattivo odore perchè anche in quel caso avviene una combustione. Ritengo, invece, da profanp che sono, che il cattivo odore emanato dal tubo di scarico è del gas non bruciato che esce prima dell'accensione e quindi la caldaia presenta un difetto. Ho chiesto la sostituzione ma la ditta me l'ha negata. Vorrei un Vostro parere. grazie
Gennaro Alborino

Inviato da: Gennaro Alborino il 28.10.08 16:30

per gbreg
le informazioni slegate dal contesto generano spesso solo confusione ...
(spero che il tuo impianto abbia un progetto e non sia stato inventato da un idraulico sui due piedi!)
il "serbatoio sul tetto" è quello - immagino - che stà attaccato ai pannelli, nella parte alta degli stessi: serve per fare - in qualche modo - l'acqua calda sanitaria (ACS), in modo rudimentale, spesso con integrazione mediante resistenza elettrica: spesso si risparmia eliminando quel tipo di pannelli e facendo l'ACS con una caldaia a metano...!!!...
Se invece il tuo impianto integra il riscaldamento vuol dire che la casa è molto bene isolata, che l'impianto solare ha MOLTI pannelli, che ha anche un grande serbatoio, magari nel sottotetto, non sicuramente sul tetto e che dovrebbe avere tutti gli scambiatori che servono per fare questo mestiere (che saranno sicuramente in un progetto).
Se i pannelli NON fanno integrazione al riscaldamento, potrebbero esse un paio (per un appartamento) collegati ad un serbatoio da 300-400 litri, con una serpentina in basso per recuperare il calore solare e qualcosa in alto (di solito un'altra serpentina) per integrare (si spera con una caldaia) il calore necessario quando non c'è il sole.
Se l'impianto è nuovo la caldaia dovrebbe essere a condensazione (difficilmente le altre caldaie raggiungono i rendimenti minimi STAGIONALI di legge --> dovrebbe stare tutto scritto nella RELAZIONE, prevista obbligatoriamente per legge, che dovrebbe aver redatto il progettista.

Per quanto riguarda la caldaia a condensazione: ha un buon rendimento (cioè va in condensazione) se dall'impianto TORNA acqua "fredda" --> di conseguenza può dare ottimi rendimenti anche con radiatori (di qualsiasi tipo, ma forse meglio in ghisa per avere una buona capacità termica) o con ventilconvettori, basta che siano correttamente dimensionati e che la pompa sia PICCOLA (cioè generi un salto termico elevato --> il che richiede radiatori GRANDI).

Non è una risposta propriamente tecnica, ma spero chiarisca il principio che sta alla base di un impianto efficiente.

Inviato da: marve48 il 25.11.08 20:03

hanno installato una caldaia a gas a condensa nel mio condominio. La mia abitazione si trova sopra questo vano caldaia, non ho mai avuto problemi con quella a gasolio ma con questa ho dei tremolii in tutto il corpo, sarà anche a risparmio ma se mi fa stare male!!!!!!
c'è qualcuno che ni può aiutare?

Inviato da: nat il 06.12.08 17:05

Ciao a tutti,
ho uan caldaia a condensazione che va a metano.
Come mi consigliate di "usarla" ???
Nel senso ..... io la faccio andare solo 2 / 3 ore al giorno, 1 ora al mattino, ed un paio di ore allla sera ..... e nonostante questo "poco" utilizzo la bolletta del metano è relativamente alta.
Ora, alcuni , mi consigliano di mettere una temperatura intorno ai40 gradi l'acua che circola nei termosifoni ..... e lasciarla accesa tutto il giorno.

Cosa ne dite ?

Grazie
Ciao

Inviato da: cormorano il 23.01.09 23:13

@ Cormorano: la caldaia a condensazione fa risparmiare solo se lavora appunto a condensazione, ciò significa che la temperatura nel circuito deve essere quanto più bassa possibile, idealmente sui 35-40°C. Quindi punto fondamentale è avere termosifoni grandi, sovradimensionati. Poi sicuramente meglio riscaldare per lunghi periodi con basse potenze (e dunque temperature), in modo da sfruttare appunto la condensazione. Occhio però a non esagerare e scaldare quando la casa è vuota.

Inviato da: Marko Germani il 25.02.09 13:43

In risposta a lucio il 16.01.07 16:23

Nelle brochure tecniche dei differenti produttori di caldaie a condensazione solitamente si legge che esse raggiungono rendimenti superiori al 100%. Tale valori, che in teoria sarebbero fisicamente impossibili, non indicano alcuna violazione dei principi basilari della Termodinamica ma conseguono da un calcolo del rendimento volutamente "errato": esso infatti è basato sul potere calorifico SUPERIORE del combustibile utilizzato anziché sul potere calorifico INFERIORE (come invece si dovrebbe fare, essendoci condensazione del vapore acqueo dei fumi) in modo da ottenere dei valori che siano omogenei e, quindi, confrontabili con i rendimenti delle caldaie tradizionali.
Ignorante !

Inviato da: Franco NAPOLI il 31.03.09 20:49

mi hanno installato una caldaia a condensazione in mansarda e quindi nel sottotetto, volevo sapere se il camino deve avere un' altezza minima o no. Mi spiego: ora il camino è alto 40cm. all'interno della mansarda e 80cm. sul tetto e volevo accorciarlo di 50cm. sul tetto, è possibile?

Inviato da: stenpi il 20.01.10 09:56

ho fatto installare una caldaia a condensazione e essendo il condomio fornito di canna fumaria comune l'installatore chiedendo permesso all'amministratore ha fatto uscire lo scarico dei fumi sulla facciata posteriore della casa ma ora il condomino del piano di sopra sostiene che essendo tossici i fumi non siamo a regola?é COsì? d

Inviato da: sa il 22.01.10 10:49

provi a scrivere a:
staff@proprietaricasa.org

Inviato da: CONSULENTE GEOM. TERRACCIANO il 23.01.10 13:56

Salve!
Ho una caldaia a condensazione a camera stagna. essa è posta all'interno di un piccolo ambiente adibito a lavanderia dotato di infisso che sporge su un pozzo luce. Il tubo di scarico della caldaia è a parete.
Da subito la caldaia ha manifestato un rumore che sembra essere generato da una vibrazione interna alla caldaia (simile al suono di una nave crociera).
Il fenomeno si manifesta soltanto aprendo entrambi i rubinetti dell'acqua calda e fredda di tutti gli ambienti (Cucina, Bagni) e qualche volta dal rubinetto della lavanderia in cui è ubicata la stessa caldaia. Il fenomeno non si manifesta mai né quando si apre l'impianto di riscaldamento(con radiatori) né quando si apre la sola acqua calda in tutti gli ambienti.
I tecnici dell'assistenza purtroppo, credo per ignoranza, non sono stati capaci di risolvermi il problema. Essi mi hanno solamente detto che potrebbe essere l'errata pendenza del tubo di scarico dei fumi, installato con pendenza opposta rispetto a come indicato nel manuale di installazione. Infatti oltre al rumore si manifesta un gocciolamento, dallo stesso tubo di scarico dei fumi, dell'acqua di condenza che dovrebbe invece defluire verso il tubo di scarico delle acque nere.
Preciso che prima che chiamassi l'assistenza per la prima volta, si manifestava più che un gocciolamento un vero e proprio eruttamento di acqua di condensa. Così i tecnici mi hanno sistemato il tubo di scarico con pendenza dell'1% verso la caldaia, ma tuttavia la caldaia continuava a manifestare lo stesso problema di gocciolamento e soprattutto di rumore da vibrazione.

Pertanto chiedo quale può essere il problema e come risolverlo.

Grazie, Massimo.

Inviato da: macomo il 22.02.10 19:37

Per molti che hanno domandato: la caldaia a condensazione massimizza il suo rendimento abbassando la temperatura di esercizio. Quindi, ottimi gli impianti a pavimenti che lavorano su temperature di poco superiori ai 30°C; bene anche i termosifoni in ghisa o acciaio, più sono grandi e meglio è, in modo da lavorare su temp che non superino i 50°C.
Coi termo in alluminio o peggio ancora coi termoconvettori le temperature raggiunte dall'acqua sono molto più alte, e la differenza fra una caldaia normale e una a condensazione si azzera.
Per lo stesso motivo, meglio la caldaia accesa tutto il giorno a bassa temp che poche ore al massimo.

Inviato da: lod il 21.04.10 19:37

vorrei sapere in una stufa a condensazione posta all'esterno dell'abitazione, che brucia pellets di pino o altre biomasse, vi sono pericoli di inquinamento nocivo per la mia famiglia ed i miei vicini di casa ed un orticello che si trova a ridosso dello scarico dei fumi della citata caldaia o condensazione ovvero pericolo serio di scoppio ? le acque di condensazione perchè devono andare prima in un pozzetto e poi scaricarle nella fognatura ? grazie. Peppino CS

Inviato da: il 02.05.10 19:54

Le acque di condensazione(molto acide) devono, cosi' dicono le normative, mischiarsi con le altre acque di scarico dell'abitazione (di solito basiche) in modo da ottenere acque più o meno vicine al Ph "normale" prima di confluire nella pubblica fognatura e poi nel Depuratore Comunale(ammesso che esista e se esiste che funzioni)per non far morire i batteri che "mangiano" la materia organica(cacca umana).Ma, qui lo dico e qui lo nego,queste norme lasciano il tempo che trovano perchè nella pubblica fognatura, a furia di deroghe e modifiche, confluiscono anche scarichi industriali che sono ben più dannosi di qualche goccia di acqua di una stufa! I pochi fumi di scarico di una caldaia a condensazione dovrebbero essere talmente "puliti" da non causare nessuna contaminazione dell'insalata dell'orticello! Mangiala tranquillamente che sarà molto migliore di quella del Supermercato...

Inviato da: siticom il 05.05.10 23:16

In ordine alla caldaia a condensazione , ritengo che il maggior costo
necessario all'acquisto, rispetto ad altro tipo, sia giustificato solo in
territori che sfruttano la stessa in modo più intensivo di come si fa per
esempio nel sud Italia

Inviato da: ristrutturare casa il 22.02.11 15:50

per chi fosse scettico sulla possibilità di avere un'efficienza superiore al 100%, basta andare a vedere le pompe di calore robur uniche al mondo (riconosciute dall'ENEA) con efficienza del 150 - 170 e nel caso della GAHP WS anche del 244%... sono alimentate a gas.
www.ROBUR.IT poi fatemi sapere

Inviato da: Ettore il 18.04.11 16:57

Caldaia a condensazione

Ho acquistato una caldaia Vitocrossal 300 Vieesmaan nel 2004 .Nel 2005 mi sono trasferito all'estero e ho riattivato la caldaia nel 2009.
Quindi ad oggi tre anni di esercizio.
Direi anzi di mal esercizio visto gli innumerevoli inconvenienti avuti.
Da ultimo si buca il serpentino...quindi, caldaia da sostituire.
Meno male che a finco come caldaia di rispetto era rimasta una vecchi Riello a gasolio che ha sopperito egregiamente ai continui blocchi di quella a condensazione.
In fin dei conti non mi pare che vi sia stato un grande risparmio in termini economici , salvo non fare propria la tesi alquanto superficiale dell'istallatore che a suo dire tutto ciò è dipeso da " scarsa fortuna"
La morale che anche noi italiani facciamo dei buoni prodotti e che quelli tedeschi non sempre sono all'altezza della loro fama.

Inviato da: Guido il 05.05.11 16:56

sono un privato, ho installato la bluette e dopo 2 anni ha iniziato a darmo molti problemi che l'idraulico installatore non riesce a risolvere.Ha provato a sostituire vari pezzi ma niente... non riesce a mantenermi una temperatura tiepida. devo aprire il getto alla massima potenza sul caldo, poi spostarmi sul tiepido, al massimo getto, altrimenti non si scalda. L'idraulico sostiene che non si possa migliorare ma questo problema non l'ho mai avuto prima con l'altra caldaia e nemmeno i primi 2 anni di questa caldaia a condensaziione. la ditta non mi ha risposto. l'idraulico non sa dirmi altro. in sostanza me la tengo cosi' e non posso fare una doccia tiepida con un getto normale, solo al massimo, e comunque la temperatura subisce sbalzi!!! sono disperata!!! chi mi puo' aiutare? paolamignosi@hotmail.com

Inviato da: paola bluette!!!! il 11.09.11 22:25

Se in una canna fumaria collettiva con caldaie di classe C ne sostituisco una con una caldaia a condensazione che problemi si vengono a creare?

Inviato da: Mario il 06.12.11 18:46

Buongiorno,
ho acquistato una caldaia a condensazione per riscaldare i trulli in campagna mediante diffusori in alluminio. Premetto che la caldaia è accesa solamente per brevissimi periodi (alcune ore se solo la domenica o al massimo due o tre giorni). La caldaia emette un fastidioso suono, sembra una sirena, per pochi secondi ma ripetutamente. Devo sostituire la caldaia oppure devo impostare diversamente i parametri (temperatura acqua)?.
Grazie.
Giuseppe

Inviato da: giuseppe bari il 07.12.11 15:05

POMPE DI CALORE
RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO DEGLI AMBIENTI
www.geotermiaitalia.it/catalogo/prodotti.html

Sono sistemi completi di riscaldamento e raffrescamento energeticamente efficiente che assicurano una climatizzazione interna economica e al tempo stesso eco-sostenibile.
Questa tecnologia è disponibile per installazioni residenziali mono/plurifamiliari ed edifici industriali e commerciali di grandi dimensioni.

Pompe di calore geotermiche;
Pompe di calore aria-acqua;
Pompe di calore ad aria esausta.

La pompa di calore geotermica utilizza come fonte di calore il sottosuolo o l’acqua di falda e consente un risparmio sui costi per il riscaldamento fino al 80%.
Non è necessario risiedere in una zona termale per usufruire dei benefici del calore sotterraneo: a partire da 10 mt di profondità fino ai 100 mt le temperature si attestano intorno ai 10-12°C per tutto l'anno costituendo una fonte di calore ottimale per il funzionamento della pompa di calore.

La pompa di calore aria-acqua utilizza come fonte di calore l’aria esterna e consente un risparmio sui costi per il riscaldamento fino al 50-60%.
Questa pompa di calore ha un'efficienza straordinaria; ad esempio possono produrre acqua calda per riscaldamento o usi sanitari fino a temperature di 65°C con il solo compressore e lavorare fino a temperature esterne di -25°C!!!

La pompa di calore ad aria esausta utilizza come fonte di calore l’aria viziata presente nella casa, consente un risparmio sui costi per il riscaldamento fino al 50%.

Inviato da: Francesco il 21.06.12 12:45

lucio dice il vero.
Il rendimento è una frazione che vede al numeratore un valore più alto di quello al denominatore di uguale unità di misura: Teoricamente, il rendimento massimo senza perdite è pari a 1 o 100% se si preferisce.
E' a causa delle perdite che il numeratore è sempre più alto del denominatore. In ogni campo della fisica (compresa la termodinamica) si deve spendere di più di cio che si guadagna in un sistema che necessiti di energia di scambio, o cambio di stato della materia.
Il riutilizzo del calore dei fumi di scarico, consente di utilizzare meno combustibile per mantenere la temperatura dell'acqua: il consumo, quindi, rientra a far parte del valore del denominatore, ma solo dopo l'entrata a regime.

Inviato da: Lory il 23.07.14 18:00

...ed in ogni caso non supera mai il 100%, ne lo raggiunge.

Inviato da: Lory il 23.07.14 18:02

Il rendimento e una cosa, l'efficienza un'altra

Inviato da: nick il 27.11.14 01:51
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