Poste italiane, niente linea da Roma

Oggi lunedì 20 agosto 2001 riceviamo un vaglia
postale dal postino. Un evento raro, un inquilino ha pagato la pigione.
Ci fiondiamo all'Ufficio Postale per la riscossione. Durante il tragitto
pensiamo: quanta coda? quanta gente ci sarà? Quanto aspettare? Quanto caldo
sopportare?
Arrivati sul posto notiamo con nostro grosso sollievo che l'Ufficio Postale è
quasi vuoto (molti sono ancora in ferie). Soltanto una persona davanti
a noi. Alleluia, questa volta ci è andata bene.
Consegnamo il nostro vaglia allo sportello, l'impiegato lo prende, lo gira, e
lo rigira, incomincia a smanettare per pochi minuti sulla tastiera del terminale,
alla fine ci dice placido, placido: "non abbiamo la linea da Roma, tornate
domani!" e ci restituisce il vaglia.
C..zo, c...zo, c..zo! Ma che sfiga!
Pensiamo: oggi è lunedì mattina, si vede che a Roma non si sono
ancora svegliati. Ma che fanno? Dormono? Assurdo. Tornare domani! Ma
per lo Stato il nostro tempo non conta niente? Cosa vuol dire non abbiamo
la linea da Roma? Perché non ci hanno dato i soldi e non si sono tenuti
il vaglia quietanzato? Ci menano per il naso?
Ora noi lavoriamo per conto nostro e dobbiamo rendere conto a noi stessi, ma un
lavoratore dipendente di una azienda privata cosa deve fare? Chiede un
permesso per uscire ed eseguire la sua commissione. Quanti permessi gli tocca
chiedere per ritirarsi un vaglia?
E se si tratta di una persona anziana? Avanti e indietro! Se poi l'Ufficio
postale è lontano... ti voglio vedere ....
Queste sono le Poste Italiane! O meglio, questa è l'Italia. Alcuni
mesi fa, stesso discorso, stesso vaglia, ma quella volta non c'erano i soldi
all'Ufficio postale. Finiti! Ritornare il giorno dopo. Avanti e indietro. Noi
non andiamo tutti i giorni a ritirare vaglia. Ci andiamo una volta ogni due o
tre mesi quando va bene. Però quasi tutte le volte che ci andiamo c'è
sempre un intoppo.
Viva l'Italia, l'Italia che lavora.
