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Un impegno preciso: più proroghe per tutti





08.06.03

Apprendiamo dai giornali che il governo Berlusconi ha prorogato fino al 30 giugno 2004 gli sfratti. Si tratta della sedicesima proroga che i proprietari di casa devono subire da quando è nata la legge sull'equo canone nel lontano 1978.

"Un atto dovuto" strillano i sindacati inquilini. Se vai a sfogliare i giornali usciti ai tempi delle precedenti proroghe, leggi le stesse cose: "un atto dovuto". Comuni e inquilini si crogiolano nella loro soddisfazione, i proprietari protestano e masticano rabbia.

Le proroghe sono "atti dovuti", ma dovuti a chi? Tanto più che i sindacati inquilini propongono l'eliminazione dei contratti a libero mercato e un piano decennale per realizzare due milioni di case popolari. Due milioni, mica pochi. Ci vuole poco a immaginare che fino a quando non si saranno realizzati i due milioni di case, le proroghe non finiranno, cioè mai.

La Confedilizia protesta naturalmente, ricordando che la Corte Costituzionale si deve ancora pronunciare sulla legittimità o meno della proroga dell'anno scorso e invita i proprietari a servirsi del meccanismo di garanzia da loro messo a punto lo scorso anno per smascherare gli inquilini falsi indigenti.

Noi osserviamo che fare i generosi e i magnanimi con la roba degli altri sono capaci tutti e non occorrono particolari doti di intelligenza per questo compito. I comuni e i sindacati, invece di piangere miseria presso il governo, avrebbero potuto dimostrare molto più impegno e lungimiranza se avessero aperto il proprio di portafogli e acquistato alloggi da cedere in locazione a prezzi vantaggiosi agli inquilini sotto sfratto, permettendo al legittimo proprietario di rientrare in possesso del proprio bene.

Di Staff del 08.06.03 00:00



Commenti

Ma a prescindere da questo, si poteva fare una
cosa molto più semplice. Visto che il problema
è che, parliamoci chiaro, l'inquilino da
200.000 lire al mese equo canone la casa non
la può mollare (nè ora, nè dopo, nè mai),
allora si stabilisca che ogni mese lo stato
paghi al proprietario un'indennità per la sua
funzione sociale pari a 500 Euro al mese.

Scusa, lo stato vuole fare l'assistenza sociale
ai bisognosi con la mia proprietà? Bene, allora
che mi paghi per il compito sociale che lui
mi costringe a svolgere....

Ma no, il proprietario deve fare l'assistenza
sociale forzata GRATIS!

Poi magari non riesce più a pagare il suo
amministratore di condominio (anche la casa del
proprietario è un bene sociale, o no?) e lì
gli si pignora la casa velocemente e senza tanti
problemi (art. 63 Disp. Att. C.C.).

Ma quello che mi fa ridere di più, e che non si
è capito che la corte costituzionale non ha mai
avuto intenzione di risolvere il problema.

Quello che davvero si dovrebbe fare, è fondare
un partito politico in grado di fare riforme
serie in materia di locazione, di condominio,
in materia costituzionale (Art. 42 - bis. Cost.
E' incostituzionale qualsiasi tentativo di
prorogare i contratti di locazione o i provvedimenti di rilascio per un periodo
superiore a 24 mesi).

E nel frattempo, bombardare lo stato italiano
di ricorsi alla corte di giustizia europea,
allo scopo di vedersi risarcire la differenza
rispetto al canone di mercato (visto che il
proprietario deve fare l'assistenza sociale
gratis allo stato....)

Invece la Confedilizia che fa? A parte dirci che
ricorre sempre alla corte costituzionale (che
gliela gira e rigira, ed alla fine conclude sempre
per l'insussistenza della questione?)

Inviato da: Vegeta il 11.06.03 11:32