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Consulenza locatizia e condominiale




16.02.07

L'avv. Valentino Giola, con studio in Milano offre, nel nostro forum, brevi consulenze legali di primo orientamento in materia condominiale e locatizia, nel limite delle sue disponibilità di tempo e di impegni professionali.

Qualora la consulenza dovesse continuare in privato ed essere più approfondita, sarà inviato all'utente, senza spesa alcuna, un preventivo che potrà essere accettato o meno.

Per richieste di consulenza private contattare l'avvocato via email all'indirizzo: info.law@iol.it

Di Staff del 16.02.07 18:30



Commenti e osservazioni

buongiorno, mi servirebbe x favore sapere una cosa, io risiedevo con mia moglie in una casa al 50% di proprietà di mia moglie e 50% di mia mamma.

Ora dopo la separazione il giudice vorrebbe dare il "tetto coniugale" a mia moglie ......... ma ora chi paga l'affitto dell'altra metà a mia madre ????

L'affitto è dovuto perchè sulla casa esiste un mutuo ed una parte è coperta da questo affitto.

che tutela esiste????

grazie in anticipo e buon lavoro

Inviato da: turinelli massimo il 21.05.07 12:40

salve,l'anno scorso a giugno compro un appartamento e ad ottobre trovo la sorpresa...un po' di umidita' in 2 stanze..chiamo subito quello che me l'ha venduta e anche lui ammette che il problema esiste anche serio..viene un esperto e iniziano a fare i lavori,una tecnica particolare..bucano il muro in tanti posti e poi dentro a questi buchi viene messo un liquido con delle bottiglie..il tutto a spese sue..i lavori terminano 3 mesi fa ed ora in cucina inizia di nuovo ad uscire...che devo fare???LUI ORA DEVE VENIRE A VEDERE DI NUOVO...MA IO MI SONO ROTTA LE SCATOLE..COSA POSSO FARE???

Inviato da: betta il 26.07.07 00:09

Salve vorrei chiedere un consulto se puo aiutarmi cortesemente:
Abito ina una maisonettte strutturata in questo modo. piano terra abitano i miei vicini e al secondo e terzo piano abito io. Tutti e due con ingresso indipendente. Ora dovevamo fare i balconi abbiamo fatto il preventivo e adesso non ne vuole piu sapere niente la vicina ne per i suoi balconi ne per i nostri che affacciano sul suo cortile e quindi cio comporterebbe un ponteggio nel suo suolo. Problema che non ci sono alternative. Ora mi chiedo come devo fare. Lei dice che ci vuole un autorizzazione. Possibile???? Sono i miei balconi. La ringrazio del tempo dedicatomi

Inviato da: antonio il 03.09.07 18:36

Per favore aiutatemi. Abito in un Condominio di 8 palazzine,di 15 unità immobiliari con 8 amministrazioni verticali separate e un amministrazione orizzontale per le parti comuni.
Ogni unità di palazzina ha una tab A, la cui somma è pari a 1000 millesimi legati per coprire le spese delle parti comuni e una tab C esclusiva della palazzina. Dovendo la ns. palazzina ripartire le spese della propria facciata, quale tabella dovrà utilizzare la tab A fondamentale oppure la tab. C esclusiva, considerando che la riparametrazione della suddetta tabella A non è legittimo farla e per la sua approvazione occorre 100 su 100 millesimi. Allore che cosa bisogna fare?

Inviato da: joseph12 il 07.09.07 22:39

Gent. avvocato,
in data 9/09/2007 ho rogitato una mansarda nel comune di Garbagnate MIlanese. Ho acquistato tramite agenzia immobiliare. All'atto della compavendita chiedi esplicitamente all agenzia se nel condominio erano previsti lavori staordinari. L agenzia mi fece pervenire una copia dell assemblea datata novembre 2006 straordinaria, dove si parlava solo di rifacimento box, di cui io non rientro. Settimana scorsa mi e' pervenuta una lettera di invito per un assemblea per il rifacimento tetto. Questa informazione non mi e' mai pervenuta, anche perche ho scoperto alla riunione del 29/09/2007 che era stata indetta una riunione in data giugno 2007 dove nelle varie ed eventuali di parlava di una convocazione assemblea straordinaria per il RIFACIMENTO TETTO IN ETERNIT ESISTENTE. LAVORI CHE DOVRANNO ESSERE ESEGUITI PER LEGGE. COPIA VERBALE MAI PERVENUTA IN MIE MANI. CHIEDO SE PER OMISSIONE DI INFORMAZIONE E MANCATA CONSEGNA ULTIMO VERBALE DI ASSEMBLEA POSSO CHIEDERE RISARCIMENTO ALLA PROPRIETARIA E ANCHE ALL AGENZIA IMMOBILIARE. LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE LUISA

Inviato da: luisa il 04.10.07 17:05

Gent. avvocato,
in data 9/09/2007 ho rogitato una mansarda nel comune di Garbagnate MIlanese. Ho acquistato tramite agenzia immobiliare. All'atto della compavendita chiedi esplicitamente all agenzia se nel condominio erano previsti lavori staordinari. L agenzia mi fece pervenire una copia dell assemblea datata novembre 2006 straordinaria, dove si parlava solo di rifacimento box, di cui io non rientro. Settimana scorsa mi e' pervenuta una lettera di invito per un assemblea per il rifacimento tetto. Questa informazione non mi e' mai pervenuta, anche perche ho scoperto alla riunione del 29/09/2007 che era stata indetta una riunione in data giugno 2007 dove nelle varie ed eventuali di parlava di una convocazione assemblea straordinaria per il RIFACIMENTO TETTO IN ETERNIT ESISTENTE. LAVORI CHE DOVRANNO ESSERE ESEGUITI PER LEGGE. COPIA VERBALE MAI PERVENUTA IN MIE MANI. CHIEDO SE PER OMISSIONE DI INFORMAZIONE E MANCATA CONSEGNA ULTIMO VERBALE DI ASSEMBLEA POSSO CHIEDERE RISARCIMENTO ALLA PROPRIETARIA E ANCHE ALL AGENZIA IMMOBILIARE. LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE LUISA

Inviato da: luisa il 04.10.07 17:05

Gentile Luisa, non credo proprio che si possa parlare di omissioni di informazioni.
Quando si propone un argomento all'ordine del giorno di quella portata, ci vorranno più assemblee prima che si decida qualcosa, quindi la notizia, anche se l'avesse ricevuta prima, era del tutto ininfluente.
Saluti
oresteterracciano@alice.it
www.consucondominialegratis.it

Inviato da: il 09.10.07 09:21

Gentile Luisa, non credo proprio che si possa parlare di omissioni di informazioni.
Quando si propone un argomento all'ordine del giorno di quella portata, ci vorranno più assemblee prima che si decida qualcosa, quindi la notizia, anche se l'avesse ricevuta prima, era del tutto ininfluente.
Saluti
oresteterracciano@alice.it
www.consucondominialegratis.it

Inviato da: geom. Oreste Terracciano il 09.10.07 09:23

vivo in un palazzo di 4 piani con 4 inquilini,in 2 vogliamo mettere l'ascensore accollandoci tutte le spese inquanto gli altri 2 non non sono interessati all'ascensore.noi non vogliamo obblicare chi non e' interessato.loro possono opporsi all'installazione dell,ascensore?questa domanda perche' un condomino si vuole opporre.la ringrazio anticipatamente .distinti saluti orazio

Inviato da: orazio il 20.10.07 22:55

Buongiorno, io e mia sorella abbiamo locato l'appartamento che abbiamo in comproprietà a due signori indicati distintamente come conduttori con i rispettivi dati anagrafici nel contratto di locazione.
Ora abbiamo mandato la lettera di disdetta sei mesi prima del termine ma "intestata" ad uno solo dei due conduttori.
L'altro conduttore può fare opposizione magari dicendo che non ha ricevuto notizia del termine?
Esiste un qualche obbligo tra i due conduttori: sul contratto non si cita nulla al riguardo.

Inviato da: Franco il 13.11.07 18:59

Salve scorrendo le pagine di internet ho trovato il vostro sito ASPPI ,vorrei chiedere un'informazione cn la speranza che possiate chiarirmi le idee,un contratto di locazione può essere annullato quando in maniera arbitrale sono stati collocati nell'ambito dell'immbobile due cani non contemplati nel contratto? inoltre il canone di locazione mensile viene pagato sempre in ritardo.
Tanto premesso chideo una delucidazione in merito.
E' opportuno rivolgersi a un legale? Il contratto di locazione è tre + due anni.
..distinti saluti !

Inviato da: Alberto il 05.01.08 12:59

Salve Alberto, posso capire il ritardo nel versamento del canone di locazione, ma non capisco il divieto di detenere i cani, a meno che il regolamento di condominio non ne vieti esplicitamente la detenzione.
Saluti

Inviato da: geom. Oreste TERRACCIANO il 08.01.08 15:01

Salve, ho un "contratto di locazione per studenti universitari" con scadenza al 30 Luglio 08 cointestato a nome mio ed un altro ragazzo con clausola rescissoria che prevede il pagamento solidale dei restanti mesi in caso di disdetta anticipata. Ho trovato lavoro in un altra città; come posso rescindere dal contratto?inoltre avrei trovato un sostituto ma il mio conquilino non vuole, posso imporgli il nuovo coinquilino?
Grazie saluti,
Mirko

Inviato da: Mirko il 24.01.08 17:59

sto ereditando la casa di mia madre con inquelino con contratto non registratocosa devo fare?quanto ammonta la sanzione ? come deve essere ripartita tale sanzione?distinti saluti

Inviato da: Anna Rita il 28.01.08 23:24

Gentile Anna Rita, il contratto di locazione non registrato è NULLO, non ESISTE ed è stata commessa un'evasione fiscale, a questo punto si rechi presso l'Agenzia delle Entrate e si faccia fare i conteggi di sanzioni e more, ma la responsabilità è del locatore, perchè è questi che è tenuto a registrare il contratto e a versare l'imposta di registro annuale, salvo recuperare il 50% dal conduttore.
Saluti Oreste Terracciano

Inviato da: geom. Oreste TERRACCIANO il 30.01.08 20:52

Gentile avvocato,sono un inquilino da circa 15 anni,la proprietaria l'anno scorso è venuta a chiedermi l'aumento altrimenti dovevo lasciare l'appartamento;è stato tutto concordato e,rinnovato il contratto per quattro anni.La copia del nuovo contratto non è stata registrata e la proprietaria ha pagato le tasse si intende al 50%sul vecchio contratto quindi prorogando il vecchio contratto e questo si verifica da circa 15 anni.La propri.mi chiede l'istat ma quale devo pagare ?sul nuovo contratto non registrato,o sul vecchio?La ringrazio tantissimo
rino.pa@aliceposta.it

Inviato da: gennaroraffaele il 10.02.08 12:18

Non sono avvocato, ma soltanto geometra.
L'aumento del canone di locazione il proprietario avrebbe dovuto chiederlo alla scadenza naturale dei 16 anni di locazione (4+4+4+4).
Se non c'è stata disdetta dopo i primi otto anni il contratto si è rinnovato automaticamente per altri 4+4 alle stesse condizioni contrattuali e di fitto.
L'imposta di registro deve essere versata tutti gli anni e deve essere sempre ripartita al 50%.
L'ISTAT si calcola tutti gli anni sull'ultimo canone aggiornato.
Saluti cordiali

Inviato da: geom.Oreste TERRACCIANO il 11.02.08 08:52

sono iniziati i lavori di ristruttarazione nel mio stabile da 8 mesi ho chiesto un preventivo , tramite tre raccomandate e' l'esito e' stato negativo....il mio amm. continua a chiedere somme e non rilascia riscontri oggettivi validi dei lavori che effettuati.. devo pagae la somma condominiale piu' la somma dei lavori di ritturazione ..grazie

Inviato da: FRANCESCO il 04.03.08 14:30

Caro Francesco, ti ho già risposto e ti ho detto che non capisco cosa vuol dire:
da 8 mesi ho chiesto un preventivo.....
ti dispiace chiarire?
Saluti

Inviato da: geom. Oreste TERRACCIANO il 05.03.08 14:16

vorrei un chiarimento per favore. ho deciso di comprare l'appartamento dove risiedo. in attesa del mutuo richiesto ho versato un anticipo di diecimila euro (su 170 mila, costo dell'appartamento) e pagato l'agenzia immobiliare(4mila euro) per il mese di maggio e giugno devo continuare a pagare l'affitto? ringrazio anticipatamente

Inviato da: paolo il 08.05.08 00:59

Paolo, è un accordo che deve prendere con il suo proprietario, perchè fare il compromesso non è come stipulare il rogito, in quanto lei subentra come proprietario soltanto alla firma del rogito.
Poi mi chiedo: E' stato registrato il preliminare di vendita?
Lo sa che è OBBLIGATORIO per legge.
Saluti cordiali

Inviato da: geometraTerracciano il 08.05.08 10:16

la ringrazio per la risposta.si il preliminare di vendita è stato regolarmente registrato

Inviato da: paolo il 09.05.08 10:21

Chiarimenti: Ho acquistato all'asta un Garage con soppalco. La parte sottostante al soppalco è stata chiusa con un doghettato. Per accedere a questo vano è stata aperta una porta con accesso dall'androne principale del condominio (unico accesso). Quando ho preso possesso del locale ho chiesto la chiave del Portoncino della Palazzina alla proprietaria dell'appartamento del secondo piano per visionarlo. Solo a questo punto ho verificato l'esistenza di una ulteriore Porta che dava l'accesso ad un vano caldaia che serviva l'appartamento del Primo Piano appartenente allo stesso esecutato è andato all'asta nella stessa seduta. La caldaia era arrugginita quindi non più utilizzabile. Dalla Perizia del CTU del Tribunale per la vendita all'Asta si evince: 1) Garace con soppalco da condonare; 2)Vano sottostante il soppalco con ingresso dall'androne della Palazzina di circa 5 mq. facente parte del locale garace ma utilizzato dalla proprietaria dell'appartamento del Secondo Piano; 3) Alla voce disponibilità del bene: La proprietà dichiara la piena disponibilità. Va detto che il Perito CTU non ha mai visitato il locale sottostante il soppalco perchè la chiave l'aveva la proprietaria del Secondo Piano al momento del sopralluogo assente. Il Proprietario non reperibile perchè gravemente malato. Quindi nella Perizia non è riportato il vano caldaia. L'esecutato ed il figlio nel frattempo sono deceduti. Gli altri eredi hanno rinunciato all'eredità perchè i debiti erano superiori ai crediti. La proprietaria dell'appartamento del Secondo Piano nonchè zia dell'esecutato ha chiesto l'usucapione procurandosi dei testimoni. Però nel 1998 l'esecutato aveva dato in locazione l'appartamento del Primo Piano e quindi la pertinenza del vano caldaia. Anche se ha portato dei testimoni a suo favore, come può affermare di averlo posseduto da oltre 20 anni. Visto che trattasi di un corridoio per accedere al vano caldaia del locatario del Primo Piano con un regolare contratto di affitto. Forse lo avrà usato ma non posseduto.

Qualora fosse riconosciuto l'usocapione posso fare rivalsa contro il CTU del Tribunale per recuperare il danno da me subito?

Per i seguenti motivi: 1) Nella perizia non è riportata l'esistenza del vano caldaia; 2) I 10 mq. del soppalco sono stati conteggiati come superficie commerciabile da me pagati. Qualora fosse riconosciuto l'usocapione avrei 15 mq. di superficie commerciabile in meno e non potrei più chiedere il cambiamento di destinazione d'uso; 3) Nella Perizia alla voce disponibilità del bene: E' scritto la proprietà dichiara la piena disponibilità. Spero di essere stato un pochino più chiaro nel descrivere i fatti. GRAZIE

Inviato da: lazio44 il 15.05.08 23:49

Ho letto la sua dettagliata descrizione, ma trattandosi di un quesito squisitamente legale, mi auguro che qualche lettore avvocato le possa rispondere adeguatamente.

Inviato da: terracciano il 16.05.08 15:47

Premetto che dal 2005 la gestione dell’acqua potabile è passata dal Comune alla SMAT e che, nella convenzione stipulata tra le parti vi è la facoltà di conguagliare le tariffe degli anni 2003 e 2004, per cui la SMAT ha chiesto il conguaglio per tali periodi. Per ripartire la spesa alle singole unità abitative, poiché vi è un solo contatore, il consumo complessivo viene diviso in base al numero totale delle persone che nell’anno a cui si riferiscono i consumi abitano nel condominio e moltiplicato per i componenti dei singoli nuclei familiari.
Pertanto, ho esaminato i consuntivi delle spese condominiali che includevano le spese dell’acqua potabile dal 2003 al 2007 e dagli stessi ho estrapolato l’ammontare delle spese relative alla colonna dell’acqua potabile (che non comprende riparazioni od altro). Dopo aver fatto il censimento dei componenti i nuclei familiari nello stesso periodo, ho ricalcolato i consumi con un conguaglio finale.
Consegnato il tutto all’Amministratore, pur riconoscendo l’esattezza del mio calcolo, ha risposto che tale procedura non è possibile se non rifacendo tutti i “bilanci” degli anni conguagliati.
La domanda è la seguente: perché dovrebbe essere necessario rifare tutti i bilanci, considerato che le spese dell’acqua potabile non sono legate ad altre ed il loro ammontare non cambia, poiché viene solo ripartito diversamente nelle sue quote per ogni unità abitativa?

Inviato da: Giorgio il 16.12.08 01:07

Premetto che dal 2005 la gestione dell’acqua potabile è passata dal Comune alla SMAT e che, nella convenzione stipulata tra le parti vi è la facoltà di conguagliare le tariffe degli anni 2003 e 2004, per cui la SMAT ha chiesto il conguaglio per tali periodi. Per ripartire la spesa alle singole unità abitative, poiché vi è un solo contatore, il consumo complessivo viene diviso in base al numero totale delle persone che nell’anno a cui si riferiscono i consumi abitano nel condominio e moltiplicato per i componenti dei singoli nuclei familiari.
Pertanto, ho esaminato i consuntivi delle spese condominiali che includevano le spese dell’acqua potabile dal 2003 al 2007 e dagli stessi ho estrapolato l’ammontare delle spese relative alla colonna dell’acqua potabile (che non comprende riparazioni od altro). Dopo aver fatto il censimento dei componenti i nuclei familiari nello stesso periodo, ho ricalcolato i consumi con un conguaglio finale.
Consegnato il tutto all’Amministratore, pur riconoscendo l’esattezza del mio calcolo, ha risposto che tale procedura non è possibile se non rifacendo tutti i “bilanci” degli anni conguagliati.
La domanda è la seguente: perché dovrebbe essere necessario rifare tutti i bilanci, considerato che le spese dell’acqua potabile non sono legate ad altre ed il loro ammontare non cambia, poiché viene solo ripartito diversamente nelle sue quote per ogni unità abitativa?

Inviato da: Giorgio il 16.12.08 01:13

Se nei bilanci l'eccedenza veniva ripartita per tabella millesimale di proprietà, ha ragione l'amministratore, se, invece, la contabilità dell'acqua è separata dai bilanci, allora è sempre possibile rivedere i conteggi, ma questi devono essere compensati a parte.
Comunque i conteggi si possono rivedere dal 2004 ad oggi.
Saluti

Inviato da: IL TUO CONSULENTE il 16.12.08 07:47

Salve scorrendo le pagine di internet ho trovato il vostro sito,vorrei chiedere un'informazione cn la speranza che possiate chiarirmi un pò le idee

Essendo
assegnatario di un alloggio popolare, volevo sapere se una volta aperto il
testamento, con la
quale viene attribuito a mia moglie unica erede,
l'immobile (una casa
di 170 mq) lasciato dal defunto, rischio di
perdere l'alloggio,
ottenuto con i requisiti previsti dal bando dello
iacp?
Spero di non
chiedere troppo, e la ringrazio anticipatamente

Cordiali saluti

ssiate chiarirmi le idee,sono

Inviato da: roberto il 09.03.09 19:33

Buongiorno. Mi scuso intanto per la prolissità dello scritto.Le pongo il quesito:In una palazzina a due piani abitativi, locali a piano terra e box interrati, posseggo 2 appartamenti e due box.Dalla costituzione del condominio, 1994, dai box non viene utilizzata la comunicazione con il vano scala e quindi ascensore, in quanto gli stessi non sono utilizzati dagli accupanti delle mie due abitazioni di proprietà. Premesso che nell'intercapedine di mia proprietà, che funge da comunicazione con il vano scala che è pertinenza ai due box, vi sono gli impianti dei servizi condominiali (canalizzazioni acqua, fogna, luce, gli altri condomini godono di serevitu attiva per ispezionare detti impianti. Gli stessi condomini chiedono ora che anch'io partecipi alle spese dell'ascensore, per la sola presenza della porta che consentirebbe un potenziale accesso ai locali box. Detti box comunque hanno accesso indipendente da strada comunale. Ho proposto di installare due serrature sulla porta, affinchè nessuno possa entrare autonomamente in detta intercapedine. La proposta non è stata accettata, insistendo sulla mia partecipazione alle spese, nonostante il non utilizzo. Come si può risolvere la questione??
Premetto che sino ad ora tutte le spese relative all'ascensore (energia e manutenzione), di comune accordo sono state ripartite in parti uguali da tutti gli occupanti i quattro appartamenti del condominio, senza considerare le quote millesimali, che per altro, quelle relative ai box riferite alle spese dell'ascensore non erano state inserite sin dalla costituzione dell'impianto, per i motivi di non utilizzo.
Disponibile ad ulteriori chiarimenti, La saluto cordialmente.
Franco Rizzi

Inviato da: fFranco il 10.03.09 10:24

...è proprio quella porticina a condizionarla e ad obbligarla alle spese come gli altri, per cui, volente o nolente, senza l'unanimità dei consensi, è costretto a concorrere alle spese per la presenza dei due box, ma in misura proporzionale, non certamente in parti uguali.
Calcoli che un box può avere al massimo 0,15 millesimi, per cui bisogna tenerne conto, altrimenti bisogna ricorrere al giudice.
Saluti

Inviato da: IL TUO CONSULENTE il 10.03.09 11:33

Gentili.mi professionisti ed esperti,
volevo parvi una questione.
Il mio amministratore di condominio mi obbliga a fornirgli tutti i dati dei miei inquilini del mio appartamento locato. Volevo sapere se per la legge sulla Privacy posso fornire questi dati o devo soltanto comunicargli se l'appartamento è locato o meno. Da premettere che il contratto è regolarmente registrato ed eseguita comunicazione alle autorità competenti di chi vi abita. L'amministratore di condominio vuole obbligarmi a tutti i costi (mi ha già fatto scrivere dal suo avvocato) a fornire i dati perchè dice che lo prevede il regolamento condominiale. Ma tale regolamento testualmente recita "Qualora il condomino intendesse affittare l'alloggio, questi è tenuto a darne tempestivo avviso all'Amministratore del Condominio con comunicazione scritta, prima dell'arrivo dell'inquilino". Quindi anche ammettendo il regolamento di condominio non vi è nessuna dicitura sulla comunicazione dei dati anagrafici sugli inquilini e comunque bisogna rispettare la mia e la loro Privacy?, poi tale legge è comunque una norma di rango primaria rispetto al regolamento condominiale?
Grazie mille

Andrea

Inviato da: Andrea il 21.03.09 15:14

Andrea, l'amministratore deve avere il registro dei condomini e degli inquilini con tutti i dati.
All'amministratore, tutti i condomini, dovrebbero consegnargli la copia dei rogiti notarili, mentre i locatori devono consegnargli i dati di colui o coloro che hanno firmato il contratto di locazione.
Se questi dati sugli abitanti non si forniscono a lui, a chi si dovrebbero fornire?
Gli inqulini devono rispettare il regolamento, quindi l'amministratore deve conoscere nomi e cognomi, quindi quale privacy?
Non metta il bastone tra le ruote ad una persona che lavora per voi e per il bene comune.
Saluti cordiali

Inviato da: IL TUO CONSULENTE il 21.03.09 16:07

Buon giorno, vorrei porle un problema: abito in una villetta a schiera
ultima di 11, abbiamo il giardino in comune. Un pezzo di questo giardino
adiacente a casa mia è stato per anni adibito ad orto comune (ognuno ha un suo
pezzo delimitato) non c'è nessun verbale che regola questo utilizzo. Chiedevo
se si deve continuare a destinare questo giardino a tale scopo, nel caso cosa
bisogna fare per essere tutelati a norma di legge?
Necessita la maggioranza condominiale o l'unanimità per destinare quest'area
ad orti?
se non regolamentata a norma di legge qualcuno o chi per esso (eredi ad
esempio) possono rivendicare il possesso per uso capione?
Mi scuso se ho posto molte domande ma vorrei finalmente arrivare a risolvere
la questione, anche perchè sinceramente io vorrei ripristinare il prato, magari
con dei bei cespugli fioriti.

Grazie, buona giornata, Anna.

Inviato da: anna.luo il 16.04.09 14:28

Anna, si è consolidato un uso, mi pare di capire, acettato da tutti, per cui ritengo che sia la migliore cosa far finta di nulla e continuare su questa strada, perchè diversamente ci vuole l'unanimità per la nuova destinazione della cosa comune, ma sarebbe anche opportuno che una delibera assembleare chiarisse l'uso temporaneo e concordato all'Unanimità di quegli spazi.
Saluti cordiali

Inviato da: RISPONDE IL CONSULENTE geom.TERRACCIANO il 17.04.09 12:25

Buongiorno sono proprietaria ti una piccola casa in Abruzzo la palazzina è composta da nove unità abitative ed è ridotta veramente male a cominciare dall'impianto elettrico con fili scoperti e malridotti a finire con pezzi di cornicioni mancanti, e finestre delle cantine tutte rotte con eventuale infiltrazione d'acqua all'interno dello stabile, vorrei sapere se è possibile obbligare gli altri proprietari a partecitare alla ristrutturazione dello stesso. In attesa di una sua cortese risposta cordialmente saluto.

Inviato da: daniela il 29.06.09 08:50

Daniela, purtroppo nel nostro ordinamento giuridico solo il GIUDICE può obbligare qualcosa.
Sarebbe opportuno che lei si rivolgesse al giudice, tramite un avvocato, per denunziare lo stato di degrado in cui versa lo stabile, per cui gli chiede di intervenire affinchè non vada in ROVINA.
Ecco questa è la prassi da seguire, però prima convochi un'assembela per capire qual'è la volontà degli altri.
Mi chiedo: ma l'amministratore esiste?
Visto che è obbligatorio averlo.
Saluti cordiali

Inviato da: CONSULENTE GRATUITO GEOM.TERRACCIANO il 29.06.09 10:09

salve volevo chiedere ho un locale adibbito ad autolavaggio da 43 anni mi e arrivatala disdetta si locazione cosa faccio?
grazie cordiali saluti

Inviato da: stfn72 il 30.06.09 02:16

Penso ci sia proprio poco da fare, deve cercare un altro locale se non vuole poi ricevere ingiunzone di sfratto.
Saluti

Inviato da: CONSULENTE GRATUITO GEOM.TERRACCIANO il 30.06.09 07:31

Gentile Avvocato, abito in un condominio di 30 alloggi e sono anche uno dei proprietari.-Ho saputo che un condomino sta effettuando una raaccolta firme per il taglio del prato condominiale senza darne avviso.-Questa iniziativa
è stata suggerita dall'Amministratore d'Area riferendo che sono sufficienti 16 firme per procedere al taglio con ditta esterna specializzata.- Ora chiedo se tutto questo è legale?, non bisogna convocare un'assemblea per deliberare e sentire se tutti sono d'accordo?, non serve l'unanimità considerata la spesa in eguale misura.- Preciso inoltre che la ditta specilizzata di cui sopra, per la riscossione dell'opera a fine stagione, trasmetterà relativa fattura all'A.T.C. e che la stessa provvederà per l'addebito a ciascun partecipante direttamente sul bollettino mensile unitamente alle spese condominiali e all'affitto ( chi lo paga ).- Tutto questo è lecito e che non vuol pagare la sua quota cosa succede?.- In attesa di risposta,Voglia gradire i miei saluti ringraziandoLa anticipatamente e se gentilmente può comunicarmi gli estremi di legge relativi ai fatti di cui sopra, qualora lo scrivente voglia adire per vie legali.- Firmato Giuseppe

Inviato da: Giuseppe il 22.08.09 21:27

Risposto in privato.

Inviato da: IL TUO CONSULENTE geom. TERRACCIANO il 23.08.09 11:39

Salve, devo affittare un appartamento. Quali garanzie devo avere dall'inquilino? Che tipo di contratto devo fare? C'è qualche fac-simile di contratto? Quanti mensili anticipati posso chiedere? Per la registrazione del contratto a quanto ammontano le spese?
Vi chiedo un pò di aiuto. Grazie

Loris

Inviato da: Loris il 24.08.09 09:15

Le posso fornire, gratuitamente, tutte le informazioni che vuole non in questa sede , ma scrivendomi direttamente:
oresteterracciano@alice.it
La prego di riformularmi il suo quesito e quali sono le sue esigenze, così potrò rendermi utile e soddisfare le sue richieste allegandole anche il contratto.
Cordiale saluti

Inviato da: IL TUO CONSULENTE geom. TERRACCIANO il 24.08.09 13:04

Salve,vorremmo sottoporvi il nostro problema.
Attualmente viviamo in affitto e,avendo acquistato casa, abbiamo dato la disdetta anticipata in data 06/06/2009.Il nostro contratto prevede sei mesi di preavviso e non sappiamo se possiamo lasciare l'appartamento libero al 30/11/2009 e ritenerci esenti dal pagare l'affitto del mese di dicembre.
Vi ringraziamo

Eugenio & Elisa

Inviato da: Beppe il 25.10.09 23:21

Dovrà calcolare sei mesi dalla ricezione della raccomandata di disdetta e pagare i relativi ed effettivi canoni.
Saluti

Inviato da: ILTUO CONSULENTE GEOM.TERRACCIANO il 26.10.09 07:51

Gentilissimo avvocato,
ho preso in locazione un immobile uso ufficio. Premetto che lo stabile è di nuova costruzione.Su sei unità ne sono stati finora locati due uno commerciale e il mio uso ufficio.
Il commerciale è già attivo, addirittura con insegna luminosa ecc....io sono da Marzo che pago regolare canone di locazione è adesso che ho ultimato arredamento, utenze, ecc...nel recarmi aal'Ufficio URP del comune per chiedere il trasferimento dell'attività, che sottolineo è soggetta all'autorizzazione T.U.L.P.S., mi viene detto che posso chiedere il trasferimento xchè ho una certificazione di "asseveramento" ma poi rivolto all'UTC l'ingegnere dello stesso mi riferisce che, il certificato di conformità edilizia ed agibilità non è ancora stato rilasciato e che nonostante DIA è stato presentata nel mese di marzo, tutt'ora sono presenti reali e preoccupanti problematiche (la proprietà dovrebbe eseguire dei lavori (che riguardano il piano di evacuazione e accessi invalidi, che lo stesso difficilmente riuscirà a realizzare, per problemi con le parti confinanti)e presentare i progetti e la documentazione dei lavori eseguiti, che l'ufficio preposto del comune ad oggi non ha ricevuto.
A segiuto di quanto sopradetto domando:
1. Se trasferisco la mia attività nel nuovo immobile, può il comune tramite l'ufficio preposto farmi cessare anche provvisoriamente lo svolgimento dell'attività?
2. Visto che non posso svolgere attività nell'immobile locato, pur pagando regolare canone di locazione dal mese di marzo 2010, posso richiedere un risarcimento danni, chiaramente alla proprietà?
3. E' vero che esiste una normativa di legge la quale enuncia che la proprietà non avendo il regolare certificato di conformità edilizia ed agibilità dei locali, non può locare nè vendere l'immobile?
4. perchè il comune decorsi quasi 5 mesi dalla presentazione della DIA non ha rigettato la domanda mentre nonostante i termini sono decorsi, l'ha differita?
MI scuso per i molteplici quesiti, ma ammetto di aver paura per il futuro della mia attività, visto che, ho investito tutti i miei risparmi e le banche oggi non finanziano nulla.
Certo in una Sua celere risposta, cordialmente saluto.

Inviato da: zarrella m. il 24.07.10 19:20

salve,
sono proprietario di un immobile e circa sei anni fa l'ho affittato. il contratto di locazione non'è mai stato firmato dal locatario per le giustificazioni più disparate e fantasiose. ha pagato l'affitto per alcuni mesi (8 per la precisione) e poi non l'ha più pagato. lui continua a non voler sottoscrivere regolare contratto di locazione ed è arrivato a minacciarmi di denuncia al fisco (per soldi che non'ho mai introitato ed un contratto che è lui a non voler sottoscrivere).
sin ora ho sempre visto che sono gli inquilini ad essere tutelati ma.... io come posso difendermi difronte a cotanta ingiustizia?
io vorrei mettermi in regola con tutto ma a questo punto spero solo di riuscire a mandarli via.
inoltre, inizialmente erano in tre (coppia più figlio ora maggiorenne), poi lui ha anche portato con se i genitori di notte ed a mia insaputa.
ha i contratti enel gas e rsu intestati a se e si è portato anche la residenza (sempre a mia insaputa [l'ho scoperto per caso cercando un dialogo con lui])

grazie molte per l'aiuto che vogliate darmi
distinti saluti
claudio

Inviato da: claudio il 27.08.10 15:27

Salve,vorrei un informazione: dovrei lasciare l'appartamento ammobiliato in cui mi trovo con regolare contratto, mi hanno detto che per gli appartamenti ammobiliati non c'è l'obbligo di preavviso di sei mesi, è vero'? e poi la mia motivazione è il cambiamento della sede lavorativa, posso andarmene solo dopo un anno di affitto? grazie mille...cordiali saluti e buon natale

Inviato da: Tiziana il 23.12.10 19:11

buongiorno, vorremmo avere una consulenza.
stiamo acquistando un appartamento abbiamo firmato il preliminare e consegnato l'acconto (preliminare che deve essere ancora registrato)
l'appartamento risulta con un bagno abusivo che nelle planimetrie risulta un ripostiglio. ora chiediamo ai proprietari di regolarizzare il bagno dichiarandolo al catasto ma loro si rifiutano e vorrebbero togliere il bagno come risulta nel preliminare e al catasto. La domanda è questa:
- noi abbiamo comprato l'appartamento con 2 bagni ed è legale che loro ne tolgano uno SENZA IL NOSTRO CONSENSO? se fosse così il valore dell'immobile sarebbe infeiore senza un bagno?
- possiamo recedere dal contratto se non è stato ancora regolarizzato?
- i proprietari non vogliono restituirci i soldi della caparra sono inadempienti al contratto?
grazie

Inviato da: ale il 29.05.11 10:57

@ ale. Bisogna vedere cosa è stato indicato nel preliminare, se un bagno o un ripostiglio. Poi bisogna vedere se nella trasformazione da ripostiglio in bagno c'è stato aumento della volumetria o meno. Se non c'è stato un aumento della volumetria, come presumo, si tratta soltanto di fare una denuncia di cambio destinazione d'uso, invitando il venditore a rivolgersi ad un geometra per la pratica del caso. Dal mio punto di vista si tratta di una bega irrilevante che può essere risolta usando il buon senso, ricordando che le abitazioni devono essere al servizio delle esigenze dell'uomo e non l'uomo al servizio delle esigenze delle abitazioni e relativa burocrazia.
Per il resto senti un avvocato.

Inviato da: Staff il 29.05.11 12:48
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