Caos e disagi agli sportelli dell'ICI

Abbiamo ricevuto da un nostro aderente la lettera che il Comune di Torino gli ha mandato e relativa al pagamento dell'ICI.

Nella lettera si legge: "a titolo informativo, Le evidenziamo il dettaglio dei versamenti da Lei eseguiti per l'anno 2000, che riporta un importo differente rispetto a quello da noi calcolato, peraltro, sulla base delle informazioni desunte dalla Sua dichiarazione."

Ma qual è l'importo calcolato dal Comune di Torino ?

La lettera non specifica, era troppo difficile dare più informazioni evidenziando il calcolo "corretto" del Comune. Così il malcapitato si chiede se ha pagato di più o di meno rispetto al dovuto. La lettera riporta una serie di numeri telefonici per chiarimenti, ma risultano tutti perennemente occupati.

Noi abbiamo provato a collegarci al sito del Comune di Torino, abbiamo verificato la rendita catastale dell'alloggio dal sito: www.comune.torino.it/ici/rendite.htm, abbiamo provato a rifare il conto secondo l'aliquota vigente e ci torna il valore pagato dal nostro aderente, per cui saremmo curiosi di sapere dove il nostro aderente ha sbagliato.

E' chiaro che un simile comportamento costringe il contribuente a recarsi presso i fatidici sportelli a chiedere spiegazioni, perdendo un sacco di tempo, ritornando a casa con la pressione alta, cure mediche, spesa sanitaria alle stelle.

ICI, lettera del Comune di Torino

La lettera dimostra quanto sia facile commettere errori nel pagamento dell'ICI. Sarebbe ora che lo Stato pensasse seriamente ad abolire questo dannato balzello. Ad avvalorare la nostra tesi sono alcuni articoli pubblicati su "La Stampa" il 5 ed il 6 di giugno 2001.

"Allo sportello dell'Ici si presenta il caos"
All'ufficio tasse un altro giorno di caos"
"Centinaia di contribuenti ancora in coda sotto il sole"
"Caos e disagi per l'ICI"

Questi i titoli che il quotidiano di Torino riporta nella cronaca cittadina. Per forza! Ma come si fa quando si ricevono lettere come quella sopra riportata.

Ennesima dimostrazione che la nostra classe politico/dirigente amministrativa non sa gestire le informazioni e le risorse che ha a disposizione, facendo pagare la sua inefficienza al solito proprietario di casa.

Come si fa a districarsi tra la selva di aliquote che certi Comuni, presi dall'euforia della burocrazia, deliberano allegramente. A titolo di esempio riportiamo le aliquote vigenti nel Comune di Torino:

Le aliquote ICI del Comune di Torino

C'è da diventare scemi. Più aliquote ci sono e più facilmente si sbaglia.

Per di più l'aliquota per gli alloggi vuoti da almeno due anni risulta del 9 per mille!

Vergogna!

Ma anche l'aliquota per gli alloggi adibiti ad abitazione principale non scherza: 5,75 per mille!

Va da sè che oramai il proprietario di casa è diventato il limone di riferimento da spremere nel portafoglio e nella sua pazienza.