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Messaggi in archivio: primo semestre 2002

  • Oggetto: Un cancello diverso dagli altri in un condominio di Leandro Rocchi del 2002-05-01 09:16:59
    Messaggio: Vivo in un condominio composto da n. 15 villette a schiera.
    Elementi accessori del complesso sono le inferriate sovrastanti muri e muretti di cinta cancelletti pedonali e cancelli carrabili di accesso a rampe garage posti su strada condominiale.
    Tutti questi elementi sono in ferro ed eseguiti nella stessa foggia e colore.
    Alcune rampe sono sprovviste di cancello fin dalla consegna da parte del costruttore.
    Recentemente un condomino ha fatto saldare due lastre di lamiera alle due ante del proprio cancello adducendo motivi di privacy.
    Puo' il condominio richiedere la rimozione delle due lastre di lamiera?
    • Direi che può farlo di Roberto del 2002-05-01 18:26:00
      Tu parli di "condominio" ma qui il caso è ben diverso. Voi qui avete un bene in comune che è il vialetto e nulla di più. Non è che potete vincolare tutti gli edifici che danno sul vialetto. Il fatto che tutte le villette siano state costruite dal medesimo costruttore non significa nulla. Conosco degli imprenditori che hanno fatto 6 condomini tutti uguali in fila ma non per questo sono tra loro collegati ed uno non potrebbe mai stoppare le iniziative dell'altro.

      Quindi voi non avete potere ostativo nei confronti di chi vuol fare delle novità. Il fatto che anche la strada sia comune importa ben poco: è sicuramente privata ma di uso pubblico.
      Il tuo caso è identico a 15 villette costruite su una pubblica via: ognuno è padrone a casa propria e fa un po' quel che vuole

      L'unico che può dire qualcosa a questo punto è il Comune ed in particolare la Commissione Edilizia. Se ha approvato un progetto unitario per le diverse villette potrebbe non accettare per motivi d'estetica una casa differente dalle altre, ma ti ripeto è il solo Ente che abbia potere di veto nei confronti del vostro vicino. Se proprio ti da così fastidio l'innovazione del tuo vicino puoi verificare se ha richiesto (come necessita) Autorizzazione o DIA per la sua recinzione.

      Ma è così grave per voi?


  • Oggetto: agevolazione prima casa di marco del 2002-05-01 21:38:46
    Messaggio: ho intenzione di acquistare una casa nel comune nel quale lavoro, se ho ben capito non sara' necessario trasferire la residenza in quanto la localizzazione dell'immobile nel comune di lavoro e' requisito suff.per usufruire dell'agevolazione. La mia domanda e' questa: se dopo qualche tempo varia la mia sede di lavoro (la mia azienda ha piu' sedi) cosa succedera'?
    • Re: agevolazione prima casa di Piero del 2002-05-02 01:04:32
      Penso che non succederà niente. In fondo non è mica colpa tua se per lavoro ti devi trasferire in un altro Comune.
    • Nulla di Roberto del 2002-05-02 20:18:31
      >se ho ben capito non sara' necessario trasferire la residenza in quanto la localizzazione dell'immobile nel comune di lavoro e' requisito suff.per usufruire dell'agevolazione.
      *-*Esatto

      >La mia domanda e' questa: se dopo qualche tempo varia la mia sede di lavoro (la mia azienda ha piu' sedi) cosa succedera'?
      *-*Assolutamente nulla. L'unico problema è se vendi casa: se poi non comperi entro 12 mesi un altro immobile dovrai pagare con le sovrattasse tutte le imposte che non versi ora.

  • Oggetto: L'amministratore che non risponde di Giovanni Migliano del 2002-05-01 23:50:39
    Messaggio: Sono in un condominio di venti persone. L'amministratore eletto è uno dei condomini, naturalmente un incompetente cerca poi di anteporre sempre i propri interessi personali a quelli del condominio. Nonostante ciò, avendo adottato un regime di spesa contenuto ed elargendo favori ad alcuni condomini si è assicurato la maggioranza in sede assembleare. La gestione del condomino è diventata pertanto una sorta di menage familiare allargato, della serie "tanto siamo tutti amiconi" senza che si provveda agli atti formali condominiali indispensabili: regolare assemblea, preventivo spese, consuntivo spese etc. etc. Le mie rimostranze su queste ed altre irregolarità hanno consentito all'amministratore di mettermi in cattiva luce anche con altri condomini, con i quali oltre tutto la convivenza era già difficile a causa della loro maleducazione. Allo stato attuale io ho smesso di pagare da circa un anno, anche perchè l'amministratore oltre ad avere omesso il conguaglio dei due anni precedenti non mi ha inviato alcuna richiesta di pagamento; l'amministratore dal canto suo ha smesso di rispondere ai miei ripetuti solleciti per lettera raccomandata a.r. sull'argomento. Non sono al corrente neppure se si sia svolta regolarmente o meno l'ultima assemblea, convocata dietro mio sollecito circa sei mesi fa, alla quale io non ho potuto partecipare per motivi contingenti e della quale l'amministratore, che non risponde alle mie lettere, non mi ha dato notizia alcuna. Mi rendo conto che la situazione sia inusuale ma di fatto io mi trovo in un condominio che sembra aver deciso di estromettermi dalla amministrazione dello stesso e tutto perchè non favorisco gli interessi del condomino-amministratore e della cricca di suoi fedelissimi conniventi. Che devo fare?? ma soprattutto cosa devo aspettarmi da questa gente?

    Grazie dell'interessamento
    • Re: L'amministratore che non risponde di Piero del 2002-05-02 01:02:17
      Devi dimostrare le irregolarità dell'amministratore con prove concrete e nel caso ricorrere alla magistratura.
      Tieni conto che nel condominio la maggioranza detta legge sulla minoranza. Per far rimuovere l'amministratore senza ricorrere alla vie legali devi convincere la maggioranza dei condomini. Comunque è sbagliato sospendere i pagamenti delle spese.
    • Re: L'amministratore che non risponde di Gherardo del 2002-06-05 11:58:41
      L'amministratore che per oltre due anni non rende conto della sua gestione (regolare presentazione e approvazione del consuntivo è soggetto a revoca giudiziaria (c.c. 1129)
    • Certo che anche tu.... di Roberto del 2002-06-05 15:06:54
      Cavolo, spingi tanto per far fare un'assemblea e quando si svolge non ci vai e nemmeno mandi un incaricato (tua moglie, tuo padre, tuo figlio)?

      Le antipatie nel condominio te le cerchi proprio.

      Se poi mi dici che l'Amministratore fà di tutto per contenere al minimo le spese oserei dire che l'impopolare sarai sicuramente tu che ti fissi su certi formalismi e non sulla sostanza delle cose

  • Oggetto: Il procedimento di sfratto per necessità di Federico del 2002-05-02 09:03:42
    Messaggio: Buongiorno.
    Vi illustro la mia situazione:
    15 anni fa i miei zii si sono sposati e sono andati ad abitare in una casa di proprietà di mia mamma e con usufrutto di mia nonna.
    Non sono stati posti dei limiti di tempo, ma una promessa verbale di lasciare libera la casa quando sarebbe servita a mia mamma.
    Ora, dato che l'anno prossimo mi sposo (14-6-2003), ci serve la casa.
    Spiegata la situazione ai parenti, essi hanno preso tempo dicendo che non hanno le possibilità di comprare una casa nuova.
    Vorrei sapere qual è la strada migliore per "liberare la casa" senza dover procedere per vie legali nei confronti di parenti.
    In particolare vorrei sapere quanto tempo può essere necessario, dato che avrò bisogno di almeno 3/4 mesi prima del matrimonio per arredare la casa.
    Grazie,
    Federico
    • Non ci hai detto le cose essenziali! di Roberto del 2002-05-02 10:44:16
      Alcuni aspetti essenziali non ce li hai raccontati:

      1-gli zii pagano un po' d'affitto, anche minimo, o stanno lì gratis?

      2-tua nonna è ancora viva?

      3-tua nonna chi vuole che utilizzi l'appartamento?

      Rispondi e ti saremo d'aiuto
      • Re: Non ci hai detto le cose essenziali! di Federico del 2002-05-02 19:51:07
        1-gli zii pagano un affitto simbolico (pochi milioni) a mia nonna
        2- mia nonna è ancora viva
        3- vuole che sia restituita a mia mamma, la legittima proprietaria

        Grazie :)
        • Allora forse ci andrà a vivere tuo figlio.... di Roberto del 2002-05-02 20:13:46
          Purtroppo per te i "pochi milioni" che pagano i tuoi zii configurano il loro vivere nell'immobile non come un "comodato gratuito" in base al quale potrebbero essere cacciati un giorno per l'altro, ma come una locazione vera e propria. Pertanto bisognerà vedere quando è iniziata e andare per periodi di 4+4 anni.
          Quindi non contare minimamente sulla casa nel breve periodo.

          Se tua nonnna rinuncia all'usufrutto, tua mamma diviene piena proprietaria, ma la locazione dura comunque per altri 5 anni sulla carta, che nei fatti diventano anche 7/8.

          Se tua nonna muore PUR FACENDO I DEBITI SCONGIURI, i tuoi zii devono lasciare l'immobile entro un anno (sempre sulla carta, 3/4 reali).

          L'unica è impietosire gli zii, ma davnati ai soldi.....

          Auguri per le future nozze!
          • Re: Allora forse ci andrà a vivere tuo figlio.... di Federico del 2002-05-03 09:05:51
            Spero di trovare una soluzione.
            Comunque GRAZIE lo stesso! :)

  • Oggetto: Canna fumaria comune di Carlo Accorsi del 2002-05-02 13:53:13
    Messaggio: Leggevo con attenzione il libretto della caldaia del mio nuovo appartamento. Lo scarico dei fumi avviene all'interno di una canna condominiale. Ho notato che l'installatore ha messo in evidenza che non vi è foro per l'analisi dei fumi.
    Chi deve provvedere la ditta costruttrice od io?
    Forse non sono in regola?
    L'installatore che ha attivato la caldaia compilando quel questionario è anche terzo responsabile?
    Quasi quasi uso il bue e l'asinello. Grazie
    • Foro ispezione di Roberto del 2002-05-02 17:31:28
      >Chi deve provvedere la ditta costruttrice od io?
      *-*Non so se per "ditta costruttrice ti riferisci a quella che ha fatto la caldaia o a quella edile che ha costruito casa (e canna).
      Chiaramente la Riello, Ariston o altra che sia non hanno ovviamente colpe.
      Circa invece il costruttore dipende da quando ha edificato l'abitazione: se è recente puoi sempre far presente (indipendentemente dagli anni trascorsi) che quando te l'ha venduta non era in regola al 100% con la legge 46/90 e gli chiedi di provvedere.
      Ma se quando lui l'ha costruita non fare il foro d'ispezione era lecito, allora sei solo tu che devi sistemare a tue spese la canna.

      >Forse non sono in regola?
      *-*In regola non ci sei al 100% ma non è una colpa così grave. Per farti un paragone sarebbe come se in macchina avessi il tachigrafo (quello che ti dice a quanti Km/ora vai) che non funziona, una mancanza sulla quale si può comunque dormire tranquilli

      >L'installatore che ha attivato la caldaia compilando quel questionario è anche terzo responsabile?
      *-*Si se lo hai incaricato dell'assistenza annuale, tolto però il problema del foro per l'analisi dei fumi. Se qualche problema dovesse manifestarsi (ma quale?) lui non ne risponde

      Concludendo: il tecnico è attento e preciso. Potresti anche chiedergli un preventivo per fare questo foro d'ispezione. Ma se io fossi in te non mi preoccuperei più del dovuto.

  • Oggetto: danni alle strutture portanti di Angelica del 2002-05-02 17:09:25
    Messaggio: buonasera, Vi scrivo di nuovo per un ulteriore problema condominiale.

    Abito in un palazzo di quattro piani con un'ala costruita con struttura mista in cemento armato e muri portanti (costruzione degli anni '50).
    Nel novembre 2000 sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione a pianterreno con l'eliminazione di quattro muri portanti(!).
    All'allarme generale dei condomini dei piani superiori che non avevano potuto eliminare i muri corrispondenti perche' erano stati riscontrati portanti o per lo meno 'collaboranti', l'amministratore del condominio ha fatto istanza ai Vigili Urbani ed al Comune per la verifica dei lavori e l'eventuale presenza di danni alle strutture del palazzo: i Vigili hanno riscontrato un'inadempienza amministrativa ma non sono entrati nel merito della verifica tecnica perche' non di loro competenza, il Comune ancora latita!!!
    L'assemblea condominiale ha più volte sollecitato e delegato l'amministratore a verificare lo stato di avanzamento della 'denuncia' presso l'ufficio Urbanistica, ma senza avere riscontro.
    Abbiamo cercato di rintracciare il progetto del palazzo per poter verificare i calcoli strutturali in assenza di quei muri, ma senza successo.
    So che con un esposto alla Procura FORSE potremmo ottenere qualcosa di più, ma le mie domande sono relative all'amministratore:
    1. è corretto che ignori una volontà dell'assemblea giustificando la sua mancanza di azione con un risparmio di soldi del condominio e di tempo suo?
    2. se dovesse verificarsi un danno al palazzo , per esempio a seguito di un terremoto, l'amministratore sarebbe ritenuto in qualche modo responsabile per non aver sollecitato le verifiche del Comune?
    3. il condominio puo' cautelarsi da possibili danni in altra maniera non presa in considerazione?

    grazie
    buonasera
    • L'amministratore è colpevole solo se i muri portanti.... di Roberto del 2002-05-02 17:22:14
      ....sono stati tolti dal condominio.
      Mi spiego. Chi ha promosso i lavori che hanno portato all'eliminazione dei muri e all'abuso edilizio?
      Se è stato il condominio allora l'Amministratore quale rappresentante pro-tempore ha le sue belle colpe.
      Ma se i lavori sono stati svolti da un condomino l'amministratore non ha alcuna responsabilità. Sarebbe come incolpare la polizia perchè non ha vigilato a sufficenza se uno ti ruba in casa.
      Poteva certo approfondire meglio il discorso, ma questo era solo un merito se lo faceva e non una colpa se non si è mosso.

      Prendetevela invece col vostro collega condomino che ha fatto tutto così alla buona, mettendo a rischio l'intero condominio.

      Già da un pezzo dovevate fare ricorso alla magistratura: anche il Comune quello che doveva fare lo ha fatto (verifica dell'abuso)

  • Oggetto: INFILTRAZIONI ACQUA! AIUTO!! di Roberta del 2002-05-03 12:09:35
    Messaggio: Salve!potrei porvi il mio caso?Il 29.12.1999 ho concluso la compravendita del mio appartamento con rogito notarile. Già a settembre - ottobre 2000 si evidenziavano macchie di umidità sul muro del soggiorno in corrispondenza deli sanitari della stanza adiacente (cm 1000 larghezza ed alta cm 30 - fotografata).Il 9.11.2000 invio una prima lettera alla ditta venditrice dove rappresento il vizio e chiedo un sopralluogo per accordarsi sul da farsi.Il 29.11.2000 interviene una ditta termoidraulica mandata dalla società che mi ha venduto la casa.Viene effettuato un intervento. Provvedo a scrivere una seconda lettera alla ditta venditrice dove specifico che mi riservo di verificare che la perdità d'acuq sia effettivamente bloccata pur dopo l'intervento.Viene tinteggiata la parte del muro umida nel giugno 2001 poichè mi era stato detto di attendere prima di tinteggiare finchè si fosse ben asciugata l'infiltrazione. Nel settembre 2001 si ripresenta la macchia. Ricontatto a settembre 2001 la società venditrice.Un socio della stessa viene presso il mio appartamento nell'ottobre 2001 e , dopo aver visto la macchia, mi dice di ricontattare l'impresa termoidraulica.Così ho fatto. Il 21.02.2002 interviene un incaricato della ditta termoidraulica che mi dice che la perdita proviene da una tubatura di scarico e si riserva di discuterne don il titolare considerando che si dovrà scoprire le tubature per individuare il punto della perdita.Ho ricontattato il 25.02.2002 (la ditta termoidraulica per vedere se avesse "sciolto la riserva" e mi sono sentita rispondere che la ditta sarebbe intervenuta qualora io decidessi di accollarmi le spese di accertamento e di riparazione.
    Io ora, dunque, chiedo: è tutto normale e legale?Devo accollarmi io tutto? E se fosse un difetto di costruzione? Ed inoltre: Che azione mi spetta verso la società venditrice?Quella mia lettera poteva essere una "denuncia di difetti?" E che azione ho contro il costruttore?
    Tra l'latro sono venuta a sapere che la ditta venditrice è fallita...si è sciolta....! Vi prego aiutatemi...anche la mia salute ne sta risentendo per l'umidità!
    Grazie davvero di cuore, Roberta
    • Cara Roberta... di Roberto del 2002-05-03 13:11:40
      Non ti sei mossa male, ma qualche dubbio lo devi rimuovere:
      - i sanitari adiacenti di chi sono (tuoi o di un vicino)?
      - la ditta (sicuramente una società) che ti ha venduto casa è fallita o si è sciolta che son due cose totalmente differenti?
      - che forma societaria aveva la ditta venditrice srl, snc, sas, spa, ecc. (lo trovi sulla fattura di vendita che ti hanno consegnato al rogito)?

      Ci stà comunque che tu, quantomeno momentaneamente, ti accolli le spese di ricerca: se poi verificate che dipende da un difetto congenito allora ti devono essere rifuse.
      • Re: Cara Roberta... di Roberta del 2002-05-04 16:10:38
        i sanitari sono del mio bagno.Inoltre le infiltrazioni si sono propagate nella camera della mia bimba e nel terrazzo e simili problemini ce li ha ancheil vicino che abita sotto di me!La ditta venditrice si è sciolta (credo) . Come faccio ad averne prova? In camera di commercio esiste uno sportello dove me lo dicono? e le raccomandate future (nel caso di scioglimento e/o fallimento) a chi le recapito?
        La ditta è una s.r.l. ed è la ditta venditrice e costruttrice.
        Dunque le spese di "accertamento del danno' devo sostenerle io comunque? Ed in che senso opera la garanzia per vizi?
        Grazie stramille!
        • Re: Re: Cara Roberta... di Roberto del 2002-05-07 00:34:39
          Dunque se la srl è fallita non puoi più ottenere nulla, ma se si è sciolta tramite la camera di commercio devi ricavare il nome dell'Amministratore che l'ha liquidata e scrivere a lui in persona una raccomandata in cui gli fai presente che i problemi segnalati con la lettera del settembre 2000 non sono mai stati realmente sistemati ed il problema si ripresenta.
          Temo comunque che dovrai rompere il pavimento e cercare una fessura in uno scarico, un lavoro assai fastidioso.
          Tutte le spese dovranno ricadere nel bilancio di liquidazione della società sciolta: il cammino non è agevolissimo ma si riesce a farsi riconoscere il danno in garanzia. Occorre comunque rivolgersi ad un legale.
          Quanto alla ricerca della perdita dovresti pagarla per poi vedertela rimborsare una volta accertato che c'era un vizio all'origine. Se invece, per dire, si nota che il danno derivava da un intasamento causato da qualcosa da te gettato via, allora non hai diritto al rimborso.
          • Re: Re: Re: Cara Roberta... di Roberta del 2002-05-08 16:56:25
            la ringrazio tanto tanto
            ancora una info: quale documento devo richiedere in Camera di commercio per verificare la eventuale liquidazione della società? Una visura ordinaria? O Cos'altro?
            grazie 1000
            Roberta

  • Oggetto: Quesiti Prima Casa di Andrea del 2002-05-03 15:12:25
    Messaggio: Ho acquistato, con le agevolazioni prima casa, a febbraio 2001, una piccola abitazione da ristrutturare. Dopo varie considerazioni abbiamo deciso di demolire e ricostruire l'abitazione piuttosto che ristrutturarla. Da qui i miei quesiti:
    1) non riuscendo a realizzare la nuova abitazione e spostare la mia residenza entro i 18 mesi dall'acquisto, cosa devo fare?

    2) Posso usufruire delle agevolazioni prima casa per la ricostruzione del nuovo immobile ?

    Grazie
    • Re: Quesiti Prima Casa di Roberto del 2002-05-03 16:49:11
      >1) non riuscendo a realizzare la nuova abitazione e spostare la mia residenza entro i 18 mesi dall'acquisto, cosa devo fare?
      *-* Sono cavoli amari perchè ti scatta la multa e paghi le tasse come se avessi acquistato un nudo terreno su cui edifichi la tua casa.
      Ti ricordo comunque che non è obbligatorio stabilire la residenza in QUELLA casa ma solo in QUEL comune: BASTA QUINDI CHE TU PRENDA LA RESIDENZA DA UNB PARENTE OD UN AMICO E SEI GIA' A POSTO


      2) Posso usufruire delle agevolazioni prima casa per la ricostruzione del nuovo immobile ?
      *-* No assolutamente. Quella che tu fai è una ristrutturazione e al massimo puoi ottenere il 36% di risparmio fiscale che tra l'altro è assai meglio (il bonus delle ristrutturazioni).
      Al 4% non hai diritto per i lavori perchè anche dal punto di vista comunale non risulti che tu ti costruisci una prima casa, ma ristrutturi quella che già c'è.

  • Oggetto: Morosità di Francesco Benanti del 2002-05-03 19:40:33
    Messaggio: Sono proprietario di due botteghe adibite da oltre 40 anni a rivendita di pane.In data 10/04/2002 mi viene comunicato a mezzo raccomandata la cessione dell'azienda(così viene definita),che opera nei locali di mia proprietà, ad un nuovo gestore.Il precedente gestore risulta ad oggi moroso per i ratei di canone relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2002.Vi chiedo (avendo già deciso di rivolgermi ad un avvocato) se posso rivalermi legalmente sul nuovo gestore (da me peraltro avvisato dei debiti esistenti),oppure devo andare a "cercare" il vecchio.Che speranze ho di recuperare il mio credito ed in che tempi?
    Vi ringrazio anticipatamente della vostra risposta.
    • Per te non cambia assolutamente nulla di Roberto del 2002-05-03 21:47:50
      Tu devi andare avanti per la tua strada e richiedere lo sfratto per morosità.
      La cessione societaria è cosa normalissima.
      Tu hai affittato alla società XYZ e se questa cambia la compagine proprietaria a te non interessa.
      O si mette in regola con i pagamenti o se ne va anche alla svelta.

      Direi comunque che non ti devi preoccupare: sono le solite beghe tra nuovi e vecchi proprietari. Vedrai che alla fine pagheranno arretrati ed interessi

  • Oggetto: magazzino a cui viene privato l'uso del cortile comune di Marino Petrarolo del 2002-05-04 17:57:50
    Messaggio: Ho dato in affitto un magazzino 85 mq ad una srl, dal 19/3/2002 è stato necessario rifare il tetto ad una parte dello stabile (non sopra il magazzino in oggetto ma affianco) il ponteggio necessario oltre ad una gru e alla betoniera occupano il cortiletto prospicente il magazzino dove quindi ne l'inquilino del magazzino ne altri possono posteggiare, per il periodo dei lavori (due mesi) dovranno posteggiare nel posteggio pubblico a 50 m di distanza. L'inquilino dato che non può accedere al cortile con i mezzi ma solo a piedi il 4/4/2002 mi ha mandato lettera di recesso per giusta causa, che avrebbe lasciato i locali per il 15/4 anticipandomi che chiederà i danni derivati dalla risoluzione anticipata del contratto, della dispersione della clientela (non è un negozio) Mi ha comunicato che avrei dovuto andare presso un certo avvocato a ritirare le chiavi ... ad oggi queste chiavi non è stato possibile recuperarle. come mi conviene comportarmi, Devo subire i danni richiesti e perdere il canone da quando è stato montato il cantiere? Chiarisco che il cortile consentiva il posteggio di due auto o furgoni non era esclusivo per nessuno dei tre inquilini, nel senso che il primo che arrivava lo poteva usare. Il passaggio pedanale è attivo.
    • L'inquilino voleva già andarsene... di Roberto del 2002-05-04 19:24:04
      Il tuo inquilino chiaramente voleva già andarsene ed il giudice lo capirà al volo con foto e planimetrie varie.
      Vai SUBITO da un avvocato perchè andrete in causa: non perdere tempo e fallo agire subito perchè altrimenti sembrerai tu dalla parte del torto.

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