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Forum su casa e condominio
Messaggi in archivio: primo semestre 2002 - Oggetto: Colonna scarico e relativo innesto. di Bruno del 2002-04-26 23:02:47
Messaggio: Abito al 5° piano di un condominio.
Si è manifestata al 4° paino sotto di me una perdita derivante da una lesione sia della colonna di scarico principale sia del tubo d'innesto ke raccoglie i miei scarichi e si inserisce nella colonna di scarico.
DOMANDA:
-la riaprazione del tubo d'innesto è mia competenza?
Grazie
- Re: Colonna scarico e relativo innesto. di Valentina del 2002-04-27 17:08:19
Se si è rotta la braga, ritengo che la riparazione competa al condominio. Se invece si tratta del tubo che entra nella braga, la riparazione è a tuo carico.
- Oggetto: CONTATORI ACQUA di GIANCARLO del 2002-04-26 23:32:54
Messaggio: NEL CONDONIO IN CUI ABITO, LE SPESE ACQUA SONO RIPARTITE IN BASE AGLI ABITANTI DI OGNI SINGOLO ALLOGGIO. VISTO CHE LE STESE SONO A DIR POCO ELEVATE, VORREI SAPERE SE POSSO INSTALLARE MEL MIO APPARTAMENTO UN CONTATORE ACQUA E SGANCIARMI QUINDI DALLE SPESE CONDOMINIALI PER QUESTA VOCE. GRAZIE
- Re: CONTATORI ACQUA di Valentina del 2002-04-27 17:10:22
Ritengo che non sia possibile. La decisione andrebbe presa dall'assemblea condominiale.
- Potresti avere il tuo contatore individuale di Roberto del 2002-04-27 20:06:46
Il D.Lgs n. 152 del 11 maggio 1999 - Disposizioni sulla tutela delle acque - da mandato alle Regione perchè "prevedano norme e misure volte a favorire la riduzione dei consumi e l'eliminazione degli sprechi ed in particolare a installare contatori per il consumo dell'acqua in ogni singola unità abitativa"
Devi quindi consultare le norme della tua regione: in qualche caso prevedono che tu possa installare un tuo contatore privato e pagare su quello. Tanto per dire, so per esperienza personale (uno consulenza per uno studio condominiale) che a Rieti nel Lazio è possibile
- Oggetto: Rumori "molesti". di Massimiliano del 2002-04-27 11:14:39
Messaggio: Ho un problema con l'inquilino del piano di sopra che,molto probabilmente, ha un difetto nell'impianto idrico del bagno.Ogni volta che si reca al bagno e scarica il water,in fase di ricarica dell'acqua,si sente un rumore che penso sia provocato dalla tubazione dell'acqua che con la pressione urta in modo prolungato contro le pareti o un altro tubo vicino.Ho provato invano a chiedere al suddetto inquilino di provvedere a sistemare la problematica ma con scarsi risultati.Come posso intervenire?E' una questione che posso risolvere con il mio vicino o devo interpellare il mio amministratore?
- Re: Rumori "molesti". di Valentina del 2002-04-27 17:14:02
Mandagli una lettera di diffida che se non provvede a eliminare il rumore proveniente dallo sciacquone del suo bagno, lo citerai in giudizio ai sensi dell'articolo 659 del codice penale.
- C'è poco da fare di Roberto del 2002-04-27 19:52:00
L'articolo 659 del Codice Penale non c'entra assolutamente nulla.
Tu al massimo puoi fare riferimento al Codice Civile quando parla di rumori oltre la normale tollerabilità: dubito comunque che tale rumore sia così fastidioso da essere considerato insopportabile e che in ogni caso superi i 45 dB (che razza di water ha?).
Non vedo grandi strade legali da percorrere con garanzia di successo (anzi io scommetterei sul proprietario del bagno) se non continuare a rompergli le scatole sempre verbalmente e con cortesia: vedrai che per sfinimento ti accontenterà.
- Re: C'è poco da fare di Valentina del 2002-04-28 19:24:46
Almeno lo spauracchio di una lettera A.R., Codice penale, tentare non nuoce.
- Re: C'è poco da fare di massimiliano del 2002-04-29 08:03:44
Io con la voce "rumori molesti" non volevo riferirmi al codice penale ma era solamente per dare un titolo significativo al mio problema.Sono d'accordo con te quando dici dei 45 db,ma tu hai provato a stare in una casa e che tutte le sante mattine alle 05:30 vieni svegliato da quell'insopportabile rumore?Anche perche' la tubazione degli scarichi passa sopra la mia stanza da letto......Io volevo semplicemente sapere se mi conveniva rivolgermi al mio amministratore oppure continuare ad assillare il mio vicino.Distinti saluti e buona giornata.
- Oggetto: legge dia di Geom. Santo Longo del 2002-04-27 12:40:55
Messaggio: ha da poco tempo che esercito la professione del geometra, volevo sapere delle delucitazioni della Legge DIA non so dove trovarla, mi dicevono che con quest'ultima non necessita più nessuna concessione o altro, e vero?.
grazie anticipatamente del vostro aiuto.
la mia email e : tecno.proget@inwind.it
- Re: legge dia di Valentina del 2002-04-27 17:17:01
La DIA non mi pare sia una legge, ma una dichiarazione di inizio attività che si presenta in Comune per una certa tipologia di lavori. La Dia non sostituisce la concessione edilizia.
- Che cos'è la D.I.A. di Roberto del 2002-04-27 19:39:03
La DIA significa dichiarazione di inizio attività, ed è uno strumento eccezzionale nelle mani dei tecnici. Direi che per un geometra come te alle prime armi è l'asso di briscola.
1)Che cos'è?
*-*Si tratta di una dichiarazione che fa il proprietario dell'immobile in cui si deve intervenire, allegando una "asseverazione" di un tecnico iscritto all'albo/ordine.
2)Ed in poche parole cosa si può fare?
*-*Si può fare davvero di tutto all'interno di un edificio già esistente, anzi faccio prima a dirti cosa non puoi fare. Devi ricorrere alla concessione se:
- devi fare un cambio di destinazione d'uso;
- aumenti la volumetria del fabbricato;
- aumenti la superficie del fabbricato (ad esempio costruendo un soppalco);
- aumenti il numero di unità immobiliari;
- modifichi in maniera sostanziale la sagoma dell'edificio;
Per il resto puoi fare tutto. Demolire e ricostruire solai, divisorie, aprire qualche finestra, fare e disfare impianti.
A differenza di quanto ti ha detto Valentina la DIA sostituisce in tutto e per tutto la Concessione Edilizia salvo i casi sopracitati.
3) Cosa devi fare per attivarla?
*-*Vai all'Ufficio Tecnico del tuo Comune: lì hanno dei moduli già pronti dove dovete firmare tu e il proprietario. Alleghi alla asseverazione progetti e foto e a quel punto dopo 20 giorni puoi cominciare a dirigere i lavori.
E' comodissima ed è l'ottima palestra per partire.
In bocca al lupo !
- Oggetto: Verbale assemblea di Miria del 2002-04-28 11:23:47
Messaggio: Per improcrastinabili motivi personali non sono riuscita a partecipare all'ultima assemblea del mio condominio lo scorso 22 marzo. Per questo motivo ho spedito all'amministratore, una raccomandata rr -da lui ricevuta il 19 marzo- nella quale gli davo delega a rappresentarmi ed indicavo una serie di questioni da dibattere all'assemblea (a.e. mi hanno imputato spese straordinarie di lavori non effettuati nel mio appartamento). Chiudevo la lettera con l'esplicito invito a leggerla e, quindi a mio avviso implicitamente, a verbalizzarla.
Malgrado l'amministratore abbia ricevuto in tempo utile la lettera, con la mia delega e le mie osservazioni, questi non ne ha fatto menzione in verbale, e non mi ha indicata tra gli inquilini presenti.
Posso far invalidare l'assemblea, o impugnare qualsiasi delibera per vizio?
- No, puoi prendertela solo con te stessa di Roberto del 2002-04-28 12:52:02
Purtroppo non puoi fare assolutamente nulla. E' stata un'idea più che pessima quella di delegare l'Amministratore a rappresentarti.
Se poi lui non solo non ha seguito le tue istruzioni, ma anzi ha magari anche votato in nome tuo contro di te, non puoi fare nulla. Tu è come se fossi stata presente (nella persona che hai delegato) ed avessi votato a favore di tutto (con i voti espressi dalla stessa persona).
Se invece non avessi fattola delega, magari qualche appiglio ti rimaneva, ma l'aver partecipato (seppur tramite delega) ti chiude quasi tutte le strade: eventuali eccezioni andavano fatte dal delegato in Assemblea e verbalizzate. Dopo è solo chi non era presente o rappresentato che può chiedere di invalidare qualcosa.
La prossima volta manda una persona che sia davvero FIDATA e che faccia i tuoi interessi...
- Ha ragione, ma si tratta di scorrettezze. di Miria del 2002-04-28 13:07:48
La prossima volta sarò presente di persona all'assemblea. Tuttavia, premesso quanto segue mi e le chiedo:
1. l'amministratore in verbale non mi ha fatto figurare presente per delega. Atto scorretto
2. ho spedito in tempi utili una raccomandata con osservazioni in relazione all'ordine del giorno, che l'amministratore coerentemente al punto 1 (non figurando presente neppure per delega (sic), non ha verbalizzato. Atto scorretto.
Questi comportamenti scorretti li posso segnalare alla'ANACI, per una censura?
- Se non ha sfruttato la tua delega puoi opporti di Roberto del 2002-04-29 00:39:20
Se l'Amministratore non ha fatto valere la tua delega in assemblea allora tu sei risultata assente! e questo cambia tutto!
Tu hai la possibilità di impugnare davanti al giudice entro 60 giorni il verbale dell'assemblea con le decisioni assunte se qualcuna di queste va contro la legge e lede i tuoi diritti.
Quanto al comportamento dell'amministratore non sarà stato moralmente accettabile, ma legalmente non ha fatto nulla di vietato od illegale.
Mi spiego.
Tu con la tua raccomandata gli avevi offerto la delega a rappresentarti. Perchè una delega sia valida ci dev'essere uno che la fa ed uno che la riceve. Evidentemente lui non ha accettato il tuo mandato a delegarti e non ha fatto nulla: nulla glielo vietava in quanto non era certo obbligato a rappresentarti se non ne aveva voglia. Quanto alla richiesta di dibattere certi argomenti, non ha alcun valore perchè doveva essere sottoscritta da altri condomini ed essere così inserita nell'ordine del giorno. Oppure se partecipavi potevi sottoporre le cose di tuo interesse all'assemblea.
Ma l'errore commesso in fase iniziale ti ha precluso il tutto...
- Oggetto: spese che richiedono l'unamità di Antonino Buccheri del 2002-04-28 13:43:12
Messaggio: in alcune spese condominiali non urgenti se la maggioranza può decidere di farle, o basta uno non daccordo e non si fa niente.
Distinti saluti
- Re: spese che richiedono l'unamità di Paolo del 2002-04-28 16:19:25
Dipende dal tipo di spesa. Ad esempio se la spesa votata a maggioranza interessa questioni di natura meramente estetica (mantenimento del decoro incluso), il condòmino che vi si oppone non è tenuto a corrispondere la quota di sua competenza. Sta alla maggioranza quindi decidere il da farsi: se accollarsi la spesa del condòmino dissenziente e dar seguito ai lavori, oppure non procedere con i lavori deliberati qualora manchi la totalità dei condomini, oppure ancora far eseguire i lavori unicamente sulle pm di chi è consenziente.
- Oggetto: Come devo fare i calcoli ? di Carla Vatta del 2002-04-28 14:47:00
Messaggio: Vi ringrazio fin d'ora per l'eventuale risposta che potrete darmi.
Sono la "conduttrice" di un appartamento, per l'affitto del quale ho firmato un contratto di locazione "patti in deroga" in data 1 aprile 1998. Non ho mai pagato adeguamenti ISTAT perchè non richiesti. Il 15 febbraio 2002 ho avuto la richiesta del pagamento degli arretrati e dell'adeguamento. Non ho pagato gli arretrati, ma ,a partire da marzo, solo l'adeguamento, calcolato però sul mio canone base che per contratto è di 321 euro. Mi viene ora contestato questo calcolo osservando che a marzo 2002 avrei dovuto pagare 337 euro e ad aprile 2002 343 euro. Qual'è il calcolo esatto ?
- Re: Come devo fare i calcoli ? di Valentina del 2002-04-28 19:33:16
Perche' non riconoscere gli arretrati? Verifica se l'adeguamento ISTAT e' previsto dal contratto, se previsto, penso che gli arretrati vadano riconosciuti anche se non richiesti.
- Hai torto del tutto di Roberto del 2002-04-29 00:28:50
I dati numerici che ci dai non sono sufficenti per dirti con esattezza matematica la somma che devi pagare, ma sono chiari i termini del disaccordo tra te ed il proprietario:
1) Tu dici: non mi ha chiesto prima i soldi dell'adeguamento ed adesso per il 99/01 non li pago più.
SBAGLIATO! Lui ha cinque anni di tempo per poterteli chiedere e tu devi pagarglieli. In fondo rispetto a quanto avevate stabilito tu non paghi nulla di più: eravate già d'accordo che anno per anno il contrato era da adeguare, o no?
2) Tu dici: visto che l'adeguamento me lo ha chiesto solo ora io pago solo l'adeguamento istat (diciamo il 2%) del 2002 sul 2001 sul canone base
SBAGLIATO! Se tu prendi in considerazione il canone del 1998 devi considerare l'adeguamento tra l'anno corrente ed il 1998. In pratica devi prendere sulle tabelle istat la percentuale di incrementio relativa agli ultimi 4 anni, oppure -ed è identico- prendere dal 1999 al 2002 l'adeguamento annuale applicandolo anno su anno.
Per esempio:
1999 +2%
2000 +1%
2001 +5%
2002 +3%
allora tu dovresti pagare
321 Euro x1,02x1,01x1,05x1,03 = 357,64 Euro
(ho buttato là dei numeri a caso, tu controlla con la l'indice che avete contrattualmente preso in considerazione)
- Oggetto: Pulizia delle scale di Giuseppina del 2002-04-28 22:00:42
Messaggio: Abito al 1° piano di un palazzo di 3 piani con ascensore, non usufruisco della stessa e non vado neanche negli altri piani, per recarmi al mio salgo a piedi. Quindi mi chiedo quando faccio la pulizia delle scale tocca anche farmi i piani superiori visto che non usufruisco degli stessi e della stessa ascensore?
Grazie
- Se pulite voi, si di Roberto del 2002-04-29 00:33:18
Se le pulizie le fate voi stessi allora si devi pulire anche ai piani superiori, anche se a te spetta pulirle (tutte) con minor frequenza rispetto a quello del secondo piano ed ancor meno rispetto a quello del terzo
- Re: Se pulite voi, si di francesco del 2002-05-22 19:17:30
Roberto, gradirei sapere dove trova fondamento questa tua affermazione in quanto nel mio piccolo condominio quelli del primo piano si rifiutano di pulire le scale dei piani superiori finestre scale incluse.
grazie
- per roberto di francesco del 2002-05-22 19:25:38
gradirei sapere dove trova fondamento questa tua affermazione poichè anche nel mio piccolo condominio abbiamo lo stesso problema, quelli del piano rialzato si rifiutano di pulire le altre scale comprese le finestre
- Risposta di Roberto del 2002-05-22 20:14:08
Dipende sempre se la scala è di tutti od ognuno è comproprietario del solo tratto che arriva al suo piano. Nel caso a cui ho risposto si parla di ascensore e quindi con certezza fino all'ultimo piano è di tutti (per la presenza dell'apparecchio).
Nel caso che la scala sia di tutti fino all'ultimissimo gradino:
un criterio assoluto non esiste, anche se il 99% dei casi si rifanno all'articolo del Codice Civile che riguarda la manutenzione delle scale.
Ci sarebbe comunque una sentenza che dice che i millesimi di proprietà con la pulizia non c'entrano e quindi si dovrebbe dividere tutto in proporzione all'altezza di piano.
Comunque la pulizia spetta anche a chi abita sotto se sono proprietari.
Quindi se questo è il tuo caso fai riferimento al Codice Civile.
- Oggetto: Come devo fare i calcoli di Carla Vatta del 2002-04-29 09:58:48
Messaggio: Scusatemi tanto per il disturbo, non è una replica al messaggio di ieri. Penso di essermi spiegata male. IL contratto non parla proprio in nessun punto di adeguamenti ISTAT, nè si era mai fatta parola di questo con il proprietario, mai neppure un accenno !!, nè all'inizio , nè in tutti questi anni. Scusate di nuovo, grazie .
- Se è contratto patti in deroga non c'è adeguamento di Roberto del 2002-04-29 13:13:00
Se avete fatto un contratto "patti in deroga" e se contrattualmente (tutto è libero) non avete fissato un aumento istat allora non devi pagare nulla in più.
Sono i contratti che si richiamano all'equo canone che prevedono invece un canone predeterminato, ma che ogni anno viene adeguato in base a certi indici
- Oggetto: locazione uso artigianale di Italo Taraschi del 2002-04-29 12:55:52
Messaggio: Ho da Gennaio affittato un locale di mia proprietà con drstinazione d'uso artigianale,il proprietario,a mia insaputa ha allestito lo stesso ad una specie di centro sociale (denominandolo LABORATORIO ANARCHICO) lugo in cui organizza incontri contro le patrie galere(mi sono accorto di questo da alcuni volantini affissi nella mia città )come devo comportarmi? Qual'è l'iter da seguire per l'annullamento del contratto di locazione?Come si può dimostrare il cambio di destinazione d'uso? Ringrazio anticipatamente
- Ma, paga o no? di Roberto del 2002-04-29 13:18:26
A prescindere dalla destinazione ci chiediamo tutti se l'inquilino paga o meno il canone d'affitto.
In ogni caso tu non hai tante armi in merito: tu ti devi preoccupare solo di aver ben specificato sul contratto la destinazione d'uso cui lo affittavi e che questa coincida con quella ufficiale depositata in catasto.
L'unica via sarebbe al limite fare un esposto alla vigilanza annonaria sulla verifica dei requisiti artigianali dell'attività in loco ospitata.
Sappi comunque che io come privato cittadino posso benissimo affittare un locale commerciale e trovarmici con gli amici: è il contrario che non posso fare, ossia avviare un'attività commerciale od artigianale in un luogo destinato (per dire) a residenza. E se la loro è un'associazione non riconosciuta -in pratica un gruppo d'amici- non si può far nulla
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