L'umidità di risalita

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  • Brevi considerazioni tecniche relative all'umidità di risalita capillare nelle costruzioni che è una delle cause più frequenti del degrado degli edifici. Offerta di collaborazione e consulenza.

Si riportano qui brevi considerazioni tecniche relative all'umidità di risalita capillare tratte dall'Articolo "All'improvviso…l'umidità" di Hildegarde Djordjevjc pubblicato nel n° 161 della rivista "MODULO" del mese di maggio 1990:
"Manifestandosi sotto forme diverse in rapporto alle cause che ne determinano l'insorgere, l'umidità nelle costruzioni rappresenta un chiaro sintomo del degrado.

...OMISSIS…
L'umidità ascendente, che è una delle cause più frequenti del degrado degli edifici, si presenta purtroppo anche come la più difficile da combattere, in quanto interessa di regola i muri prospicienti le fondazioni provocando un processo irreversibile di disfacimento degli intonaci e delle malte che legano la muratura.
La diffusione dell'acqua all'interno dei materiali da costruzione viene favorita da una particolare caratteristica di ciascun materiale, definita come "porosità".
...OMISSIS…può essere di tipo "chiuso" e indica l'assenza di passaggi di collegamento da un poro e l'altro...OMISSIS…caratteristica di alcuni materiali destinati ad essere impiegati come isolanti (schiume poliuretaniche, espansi, ecc.).
Viceversa viene chiamata porosità "aperta" ...OMISSIS…
I pori comunicanti possono essere di dimensioni varie; quelli grossi rendono il materiale permeabile facilitando oltretutto il passaggio dell'acqua.
I canali molto fini (capillari) rendono meno permeabili il materiale permettendo comunque l'assorbimento d'acqua.
...OMISSIS…
La porosità indica in altre parole la predisposizione di un materiale ad assorbire l'acqua che riesce a spostarsi al suo interno attraverso un fenomeno fisico conosciuto come "capillarità".
Tale fenomeno si manifesta ogni volta che un liquido entra in contatto con un canale sufficientemente sottile chiamato appunto "capillare".
Il fluido risale i capillari raggiungendo il livello superiore od inferiore a quello del liquido esterno a seconda dell'adesione alle pareti del canale.
...OMISSIS…
La spiegazione di questo fenomeno viene data attraverso la complessa nozione delle "forze di tensione superficiale" o "energia di superficie", proprietà fondamentale delle superfici liquide che ne permette la contrazione verso una forma sferica in modo da esporre all'esterno la più piccola superficie possibile.
Questa tendenza è contrastata però dall'effetto della forza di gravità per cui non si possono formare delle sfere perfette.
Il tempo di risalita è determinato anche dall'esposizione all'aria del materiale soggetto al fenomeno di "evaporazione" per cui viene raggiunto un livello di equilibrio dell'acqua che risale senza arrivare all'altezza massima possibile.
Il diametro dei capillari svolge un ruolo importante per la risalita del liquido: ai capillari più sottili corrisponderà una maggiore risalita e viceversa.
La velocità con cui il liquido sale non è costante ma bensì decrescente ed occorrono lunghi tempi per raggiungere l'altezza massimale.
...OMISSIS…
Un altro principio che regola la diffusione di fluidi è l'"osmosi" che raggruppa un complesso di fenomeni inerenti al passaggio dei liquidi attraverso membrane permeabili aventi caratteristiche di porosità tali da lasciar passare le molecole di una sostanza e non di altre.
Il caso più conosciuto è quello di due soluzioni di diversa concentrazione e con componenti uguali separate da una membrana permeabile al solo solvente.
Il fenomeno che si verifica in queste condizioni è il passaggio del solvente attraverso la membrana verso la soluzione più concentrata tendendo ad eguagliare la concentrazione dei due liquidi.
Al momento del passaggio alla soluzione più concentrata si instaura nella stessa una caratteristica forza di "opposizione" al fenomeno di diffusione chiamata "pressione osmotica", esercitata dalle molecole del liquido contro le pareti della membrana.
...OMISSIS…

UMIDITA' NEGLI EDIFICI: LOCALIZZAZIONE ED EFFETTI.

L'umidità contenuta nel sottosuolo può raggiungere la base di una costruzione e risalire più o meno velocemente in funzione del grado di porosità del materiale che costituisce la costruzione.
L'altezza della risalita dell'umidità dipende inoltre dal dalla quantità d'acqua contenuta nel suolo e dal grado di evaporazione delle superfici murarie.
La localizzazione dell'umidità derivata dal sottosuolo è limitata ai piani bassi ed interrati interessando le pareti sotto a livello del suolo ed i pavimenti del piano terra e dei locali sotterranei, risultando particolarmente critici gli angoli di unione con le pareti.
Difficilmente distinguibile da altre forme d'umidità che possono essere ugualmente presenti, l'umidità di risalita si manifesta di solito attraverso alcuni segni inconfondibili:


  • una macchia continua che sale dal piano pavimento verso l'alto della parete;

  • una linea di demarcazione tra la parte umida e quella asciutta, laddove il tasso d'umidità che risale viene eguagliato dal tasso d'evaporazione. Questa linea non supera di solito la quota di un metro d'altezza restando sotto il livello del davanzale;

  • il colore particolare di questa macchia;

  • la persistenza, senza variazioni sostanziali d'intensità o d'aspetto relativamente alle condizioni esterne;

  • la presenza di sali, presenti nell'acqua, localizzati sulle superfici dove l'acqua evapora. Alcuni di questi sali essendo igroscopici assorbono l'umidità dall'aria potenziando ulteriormente il fenomeno originale di umidità. [NOTA DEL C.T.P.: la formazione di questi sali è ovviamente particolarmente evidente nei periodi d'elevata evaporazione ambientale à accensione degli impianti di riscaldamento nel periodo invernale, assenza di precipitazioni atmosferiche con temperature elevate nel periodo estivo - la formazione dei sali è dovuta al passaggio di stato della soluzione ove essi sono contenuti da liquido a solido, a seguito dell'evaporazione dell'acqua].

UN PROBLEMA CON TANTE SOLUZIONI

L'attenzione sempre crescente al recupero dei vecchi fabbricati, spesso degradati a causa dell'umidità, ha dato impulso allo sviluppo ed alla messa a punto di numerose tecniche e sistemi per combattere questo fenomeno, offrendo soluzioni soddisfacenti e durature.
L'eliminazione, o la riduzione, dell'umidità capillare delle strutture può essere conseguita seguendo due strade concettualmente differenti:


  • interventi "indiretti" che non interessano la struttura, tendenti a minimizzare il rifornimento d'acqua del terreno alla struttura, badando contemporaneamente a migliorare l'evaporazione dell'umidità dalla struttura stessa;

  • interventi "diretti" sulla struttura, quali:
    • interventi chimici à creazione della cosiddetta "barriera chimica" di sbarramento all'umidità

    • interventi meccanici à taglio del muro ed inserimento di materiali (plastici o metallici inossidabili) di sbarramento all'umidità [NOTA DEL C.T.P.: metodo che trae le sue origini da antiche tecniche impiegate un tempo dai Veneziani]

    • interventi elettrosmotici à incremento artificiale della pressione osmotica mediante impiego della corrente elettrica, e creazione di una barriera elettrosmotica di sbarramento all'umidità con relativa migrazione dell'acqua verso terra (polo negativo)

    • intonaci evaporanti.

    • [NOTA DEL C.T.P: interventi misti, che prevedono l'azione combinata di due degli interventi diretti sopradescritti à ad esempio, barriera chimica + intonaci deumidificanti]


La presenza di falda superficiale suggerisce l'intervento diretto sulla struttura, mentre gli interventi indiretti vengono adottati nei casi in cui l'alimentazione sia prevalentemente da acque superficiali disperse.
Caratterizzati da metodologie e quadri tecnologici ben precisi gli interventi diretti sono attualmente preferiti a quelli indiretti affidati prevalentemente al buon senso ed all'inventiva dell'operatore.
[NOTA DEL C.T.P.: vengono qui fatti rilevare i limiti operativi degli interventi diretti sulle strutture sopra elencati:

  • interventi chimici: i problemi maggiori sono riscontrabili nelle murature in pietrame compatto con scarsa malta, e in generale in tutte le strutture scarsamente omogenee, a causa dell'incerta impregnazione del reticolo di capillari della malta, con conseguente incompleto strato di sbarramento all'umidità.

  • interventi meccanici: l'operazione più delicata è il taglio del muro a causa delle sollecitazioni e cedimenti (e dei successivi assestamenti strutturali) che può subire la struttura, ed è assolutamente da sconsigliare nei casi in cui il muro è costituito da materiali di forma irregolare (pietrame).

  • interventi elettrosmotici: il punto debole di questo procedimento è rappresentato dal graduale indebolimento del trasporto elettrosmotico causato dall'aumento della percentuale di sale nel liquido, conseguenza quest'ultima proprio del successo di essiccazione della struttura. Questo significa che la muratura può essere asciugata mediante l'elettrosmosi solo se la quota in percentuale dei sali solubili non supera determinati valori limite, rendendo indispensabile la desalificazione della struttura.

  • intonaci evaporanti: l'accentuata evaporazione provocata da questi prodotti può risultare criticabile da un punto di vista del risanamento globale in quanto va contro lo scopo primario che è la bonifica e deumidificazione ambientale e non solo della struttura.


Se riterrete d'avvalervi della mia collaborazione gratuita, sono disponibile e Vi porgo i miei più distinti saluti.

Geom. Francesco Pozzi

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    Albo Consulenti Tecnici TRIBUNALE VARESE n° 483 –Albo MINISTERO INTERNO Prevenzione Incendi n° VA-01679-G-00233–Elenchi Periti CA.RI..P.LO. n° 0797331 N –Elenchi Periti MINISTERO TESORO Fondi Comuni D'Investimento Immobiliare Di Tipo Chiuso n° 1088–Albo Collaudatori REGIONE LOMBARDIA Categoria Edilizia e Forniture Connesse n° 2589–Elenchi Periti Camera Arbitrale C.C.I.A.A. VARESE