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Lavori in fune nell'edilizia21.06.09Lavorare in fune significa operare appesi a corde. ![]()
Ogni lavoratore che opera in ambiente a partire da 2 metri dal suolo è considerato dalla legge citata, “a rischio caduta”. La prevenzione di questo specifico rischio è possibile con l’impiego di competenze professionali specifiche. I lavori in fune eseguiti da ditte o operatori abilitati si stanno affermando in modo sempre più importante nel mondo edile e del restauro architettonico e non solo tanto per ragioni di sicurezza quanto per quelle economiche ed assicurative. Nonostante la rilevanza della competenza dei lavoratori in fune, tanto per l’aspetto della sicurezza, quanto per quello dell' economicitià e della specificità, in grande misura è al momento materia sconosciuta ad Enti, Amministrazioni, Vediamo in quali ambiti si preferisce ricorrere a questa soluzione rispetto ad altre più tradizionali. ![]() Operatore al lavoro in fune su facciata di edificio. Ponteggi ![]() Operatore al lavoro in fune Cesti meccanici ![]() Operatore al lavoro in fune su ponti e viadotti. L’impegno economico per l’allestimento di ponteggi è enormemente maggiore di quello necessario alla sua alternativa in fune. ![]() Operatore al lavoro su antenne e tralicci. Tanto per l’aspetto burocratico relativo ai permessi (occupazione suolo pubblico, verifica della portata delle solette carrabili), quanto per quello strettamente legato all’aspetto economico e quello relativo ai tempi. La velocità è infatti un ulteriore aspetto a favore di una prestazione in fune. Una somma di dati che non dovrebbe lasciare dubbi ad amministratori pubblici e privati, nonché a qualunque privato cittadino, sull’opportunità di considerare i preventivi degli operatori specializzati in lavori in fune. Storia Questo tipo di intervento, con corde, discensori, moschettoni, casco, imbragatura e fegato esiste da molti anni. Solo recentemente (26/02/2008) è stato rigidamente regolamentato. Per le sue caratteristiche intrinseche, erano gli alpinisti e le guide alpine i principali operatori del settore. Disgaggi di massi pericolanti a monte delle strade di montagna, posa di reti di trattenimento di detriti da pareti, erano i principali settori lavorativi. I processi di specializzazione, quello della sicurezza tecnica sul lavoro e quello relativo alla regolamentazione assoluta hanno comportato la creazione di una figura professionale specifica. Oggi non è più possibile operare in fune in quanto esperti di manovre di corda. E’ necessario disporre di uno specifico titolo professionale. La regolamentazione non ha risparmiato neppure i moschettoni e l’attrezzatura in generale. Gli strumenti per operare in fune sono ora specifici, non sono chiamati attrezzatura ma DPI (Dispositivo di Protezione Individuale). Formazione Le Regioni e le Province autonome, le guide alpine, i vigili del fuoco, le scuole edili, aziende private, sono alcuni degli enti con diritto alla formazione degli operatori e dei preposti, rispettivamente coloro che intervengono e coloro che gestiscono le manovre di corda. Il periodo di formazione dura 20 ore. E’ suddiviso in moduli: pratico, giuridico/normativo, tecnico. Termina con una verifica pratica e contiene un questionario. Prevede momenti pratici e intellettuali. Manovre di corda relative ai tre tipi di situazioni: ingresso ed uscita dall’alto; ingresso dall’alto e uscita dal basso; ingresso e uscita dal basso. Messa in opera di differenti ancoraggi a monte in funzione di casi diversi. Conoscenza ed impiego dei materiali. ![]() Per quanto riguarda gli aspetti teorici, si viene aggiornati sulle leggi specifiche, sugli aspetti medici, sulla cultura della sicurezza tecnica.
Rischio e sicurezza Per quanto il rischio sia una valutazione individuale dipendente dal contesto, dal tipo di opera, dalla condizione psicologica, dall’esperienza e da terzi, in campo professionale, cioè tralasciando quello sportivo (alpinismo, canoa, ecc), va sempre considerato come riducibile al suo massimo soltanto se Oltre a tutti i tipi di incidenti che ognuno di noi può richiamare alla memoria o immaginare, per i lavori in fune è da fare presente che una persona in sospensione inerte ha circa 10 minuti di tempo prima di avviarsi verso inconvenienti via via più importanti a causa del sequestro ematico (riduzione o chiusura dei vasi sanguinei) provocato dalle fettucce dell’imbragatura. Va ricordato anche che la massima dimensione di un volo di una persona ancorata con una fune statica (quelle necessariamente in uso nei lavori in fune) è di solo 60 centimetri. Un volo di dimensioni via via maggiori sottopone il corpo ad uno shock in grado di provocare lesioni di vario tipo. Alcune tipologie dove i lavori in fune sono più impiegati: manutenzione edifici Assistenze: a muratori Per saperne di più:
(La linea guida dell' Ispesl è scaricabile da dalla pagina Ispesl - Linee guida D.T.S.) Articolo a cura di Lorenzo Merlo e Francesco Vaudo Lorenzo Merlo - Victoryproject Franfesco Vaudo - Guida alpina Di Staff del 21.06.09 13:00Commenti e osservazioni
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