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La libertà è più importante della proprietà14.03.06A cosa serve essere proprietari di una casa se poi non sei libero di farne come ti pare? Succede in Toscana, dove siamo comproprietari di una vecchia casa padronale del 600-700 in pietra, da ristrutturare e in vendita. La libertà è più importante della proprietà. Abbiamo presentato un progetto di ristrutturazione in Comune, tramite un geometra del posto, ma il progetto è stato bocciato dalla giunta comunale o ufficio tecnico - edilizia. IL motivo della bocciatura, come ci è stato spiegato, è che la Regione Toscana impone dei vincoli storico artistici - architettonici (anche se la casa non ha niente di artistico) che devono essere rispettati. Il nostro progetto prevedeva la ristrutturazione degli interni, lasciando inalterata la struttura esterna in pietra, in modo da sfruttare meglio gli spazi interni e ricavare due o tre unità immobiliari più piccole anziché una grande. Non si può fare. La casa padronale è nata con uno stanzone enorme, alto 5-6 metri al centro dell'immobile, con un camino aperto enorme, dove si poteva stare in piedi al suo interno e così deve restare. Noi siamo dell'idea che un immobile deve essere funzionale alla vita dei nostri giorni, deve essere pensato in funzione dell'uomo e delle sue esigenze e non il contrario. Non ha senso, secondo noi, condizionare le esigenze di vita dell'uomo ai vincoli storico architettonici esistenti 300 anni fa. Possiamo capire i vincoli per la struttura esterna in pietra, ma bloccare anche quella interna, in un contesto urbano agricolo, ci sembra una assurdità degna di persone senza un minimo di buon senso. Il guaio è che la casa padronale è in stato di abbandono e noi vorremmo venderla a qualcuno che abbia le risorse per ristrutturarla, ma credo, visto i vincoli che la regione Toscana impone, non interessi a nessuno spendere un capitale per comperarla e un altro capitale per ristrutturarla se poi non puoi farne quello che vuoi. Per cui credo che non se ne farà niente e un bel giorno quella casa crollerà (è già crollato il tetto) sotto il peso dei vincoli storico - architettonici della regione Toscana. Cosa facciamo? Dobbiamo fare un abuso e poi chiedere il condono a cose fatte? La dobbiamo lasciare cadere in rovina, visto che non abbiamo intenzione di investire un capitale in una casa che poi sarà difficile, se non impossibile, vendere per inadeguatezza della sua struttura interna alle esigenze del mondo di oggi? Questa storia mi fa capire che la libertà è più importante della proprietà e là dove la tua libertà di azione, il tuo spirito di iniziativa, viene limitato da assurde leggi, regole, norme e sottomesso alla volontà di una Regione, come nel caso della Regione Toscana, le conseguenze possono essere controproducenti se non disastrose. Dispiace che una importante e preziosa risorsa come la casa sia fatta oggetto di normative "con i paraocchi"che non tengono conto della realtà e delle esigenze dell'uomo che la deve abitare, ma invece di quelle storico - architettoniche. Di Staff del 14.03.06 11:00Commenti
Ho letto il Vs. articolo sulla casa padronale da ristrutturare. C'è troppa gente con la grande capacità di dire no!Ciò li fa sentire importanti senza spendere energia ,al contrario di un impegno positivo motivato e perchè no consigliato o corretto.Conservare il passato è meglio che lasciarlo andare in malora e perderlo per sempre. Deve cambiare il progetto. Cerchi una soluzione che rispetti vincoli e normative. È facile ! La libertà è un diritto importante, ma consideriamo anche che abbiamo ereditato dal passato un patrimonio storico artistico che le generazioni precedenti alla nostra ci hanno consegnato; è nostro dovere consegnare alle future generazioni lo stesso patrimonio senza manomissioni che ne possano snaturare le caratteristiche di testimanianza del passato. A volte purtroppo succede che ci si rivolge alla persona sbagliata per raggiungere un obiettivo. Entro certi limiti comunque condivido che il nostro è un paese con un eccesso di vincoli e divieti e ciò raprresenta uno sprono all'abusivismo. Inviato da: Arch. Francesco Sorrentino il 24.05.06 14:39Egregio Architetto Sorrentino, condivido la sua opinione. Capisco che un immobile in un centro storico artistico di una città come Firenze o Siena vada tutelato e preservato anche a fini turistici. Tuttavia non sono d'accordo quando l'immobile si trova in una zona agricola periferica a 30 Km dalla città che di artistico non ha proprio niente, se non i prati in fiore in primavera. In certi casi bisogna usare il buon senso e capire che un immobile, seppur storico, non ha alcun valore turistico o artistico, nemmeno come agriturismo, se non viene adattato alle esigenze dell'uomo di oggi, almeno per quanto riguarda l'architettura interna. Inviato da: Piero il 25.05.06 10:20Gentile Sig. Piero, mi rendo conto che le sue riserve sono legate a luoghi comuni. Il nostro paese già dal 1939 si è dotato di una legge (la 1439, modificata con il D.Lgs 42/2004) a tutela delle bellezze paesaggistiche di cui il nostro territtorio è ricco. Pertanto certi siti anche se all'occhio del profano possono sembrare senza alcun valore artistico hanno una valenza estetica e di testimonianza del passato. Tornando al tema in oggetto non so per quale motivo il progetto presentato sia stato bocciato, ma se si proponeva trasformazioni interne di tipo radicale tali da snaturarne le caratteristiche originali mi sembra ovvio che non sia stato approvato. Esatto, il progetto si proponeva modifiche interne da snaturarne le caratteristiche e da due unità immobiliari grandi, ricavarne 4 più piccole e più idonee alle esigenze familiari dei giorni nostri, dove i nuclei famigliari sono più piccoli rispetto a quelli di 200 anni fa e le esigenze di riscaldamento richiedono maggiore risparmio ed efficienza. Inviato da: Piero il 25.05.06 16:59Lo lasci intatto e ne faccia un agriturismo di qualità, arredandolo con materiale antico. Se non lo può fare lei, lo affiti a chi ne voglia fare un agriturismo o un ristorantino tipico. Guadagnerà denaro proprio mantenendolo intatto: il turista colto fugge le grandi città e spesso cerca relax prorio nella sua regione, in antichi casali restaurati con gusto e rispetto per se stessi. Inviato da: Bruno il 29.08.06 14:02pprofitti del tesoro che ha tra le sue mani: Assurdo dire che un intervento del genere "necessita" delle capacità artistiche di un architetto...rendere vivibile un immobile non c'entra nulla con il preservarne la storicità! Cosa deve farne il proprietario, un museo? Utilizzare materiali e tecniche adeguate che non mortifichino la valenza storica e che permettano un recupero (mai sentito parlare di recupero?) funzionale e rispettoso del passato mi sembra la cosa più giusta e pratica da fare. Anche se capisco la difficoltà di alcuni, e sottolineo alcuni architetti, ad essere pratici. Inviato da: Geom. Bruno Laganà il 28.09.06 15:10Ma per questo tipo di immobili con vincolo della sovrintendenza non ci sono dei fondi regionali stanziati per le ristrutturazioni? Scrivi un commento
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