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Prostituzione in condominio





14.05.03

DISEGNO DI LEGGE GOVERNATIVO SULLA "PROSTITUZIONE IN CASA" (N. 3826)

Art. 1.
(Modifiche alla legge 20 febbraio 1958, n. 75)

1. All'articolo 1 della legge 20 febbraio 1958, n. 75, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:

"L'esercizio della prostituzione è vietato in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
(cut)

2. Dopo l'articolo 6 della legge 20 febbraio 1958, n. 75, è inserito il seguente:

"Art. 6-bis.
1. (cut)

2. Ai sensi della presente legge, non costituisce reato di favoreggiamento previsto dall'articolo 3, primo comma, numero 8), la locazione per civile abitazione a canoni di mercato di appartamenti nei quali si eserciti la prostituzione. In tali casi, i possessori di altre unità immobiliari inserite nel medesimo fabbricato, che abbiano subìto turbativa del proprio possesso dall'esercizio dell'attività di prostituzione, possono agire nei termini e con le forme di cui all'articolo 1170 del codice civile.

3. In ogni regolamento condominiale di fabbricati destinati a civile abitazione, con la maggioranza di cui all'articolo 1136, quinto comma, del codice civile, possono essere previsti il divieto o limitazioni all'esercizio della prostituzione nello stabile".

Ma guarda ... . Si vogliono togliere le prostitute dalle strade e metterle a esercitare in casa.

Propietari di tutta Italia gioite e preparatevi ad accogliere nei vostri appartamenti in locazione l'esercito delle prostitute che verranno tolte dai marciapiedi.

Ma soltanto su benestare dell'assemblea condominiale che può regolamentare, prevedendo "limitazioni" (?) o vietare l'esercizio della prostituzione nel vostro appartamento. Noi ci chiediamo quale sarà mai il condominio che autorizzerà nel regolamento di condominio, la sig.ra xy a esercitare nel suo appartamento o in quello preso in locazione.

Magari qualche accordo sottobanco, una percentuale sui guadagni con delega all'amministratore di controllare gli introiti e operare una trattenuta a copertura delle spese condominiali e del disagio.

In Confedilizia notizie del maggio '03, il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, suggerisce: "Prima del varo della legge da parte del Parlamento, c'è una sola cosa da fare: l'approvazione all'unanimità (da parte dell'assemblea dei condomini o dei comproprietari) del divieto di esercitare nell'immobile l'attività di prostituzione. La delibera, perché abbia valore anche per eventuali nuovi acquirenti delle singole unità immobiliari di proprietà esclusiva, deve essere trascritta presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari."

Hai capito? Questo disegno di legge, non lo dice, ma il Presidente della Confedilizia te lo fa capire, che se vuoi essere garantito sulla futura, buona e immacolata immagine o decoro del tuo condominio, sarebbe bene andare dal notaio a fare un atto di trascrizione con relative spese notarili e tasse. Altrimenti rischi un forte deprezzamento del tuo immobile nel caso qualche prostituta dovesse attecchire nel tuo condominio. Vuoi mica che si sappia in giro che abiti in un puttanio. Una nuova "tassa occulta" che si va a sommare alla miriade di spese che già gravano sul condominio. E poi il Codice civile parla di "decoro architettonico".

Qualcuno, anni fa, ha detto ai farisei e ai maestri della legge: "Ladri e prostitute vi precedono ... ". Ci viene da aggiungere: "... salvo benestare dell'assemblea condominiale".

Di Staff del 14.05.03 00:00



Commenti

Scandalo!!!!!!!
Scandalo? Sì, scandalo!!! Non mi scandalizza la prostituzione, nè discuto le scelte di chi intraprende questa attività, nè, tanto meno, le ragioni di chi ricorre al sesso a pagamento. Mi scandalizzano, invece, le ragioni di quei moderni "Socialisti", come la Lina Merlin, che, di tanto in tanto, tirano in ballo il meretricio.
Che c'entra questo con il condominio o con il valore dell'immobile?
Faccio un esempio: una tale (cito un nome di fantasia!) Alina si concede dietro corrispettivo, a porte chiuse; la signora Rossi (anche questo è un nome di fantasia!) riceve almeno quattro amanti diversi al giorno, magari conosciuti in altrettanti privè, e lo fa a porte chiuse; entrambe abitano nello stesso condominio, ad un piano o un portone di distanza. In questo caso, qual è la differenza fra le due? Come fa un proprietario di appartamento a sapere che Alina si concede a pagamento e la Signora Rossi....per piacere? In ogni caso, a volere essere moralisti, non si tratta dello stesso "Scandalo"? Nel caso di Regolamento ove vige il divieto, chi dovrebbe prendere l'iniziativa per espellere la Alina e lasciare...alle sue lussurie la Rossi? Chi ha le prove che la Alina, alla fine o al principio di ogni amplesso, riceve biglietti di banca? Chi è quello sciagurato che presenta denunce senza prove?
Come possono i "Moralisti" condominiali asserire che Alina fa merce del proprio corpo per soldi, mentre la Signora Rossi solo per puro piacere?
A mio avviso, a questi ed ad altri interrogativi, possono darsi due sole risposte:
1) Per stabilire chi fa sesso a pagamento e chi no, ci vorrebbero le telecamere negli appartamenti. Ma la cosa non è possibile per via della assoluta riservatezza che ognuno deve avere, appena chiude la porta di casa;
2) Il Ministro Prestigiacomo dovrebbe fare il mestiere che sa....e non il politico o, peggio ancora, il Legislatore.
Le mie conclusioni? La prostituzione, dalla notte dei tempi, è un mestiere...e come tale va regolamentato, sia che si svolga in condominio o in villa.
Anzi, a proposito di ville....Se la famigerata Alina acquistasse una villa a schiera non darebbe lo stesso fastidio, che dà ai condomini, anche ai proprietari della porta accanto? La famosa catena di immobili non si deprezzerebbe? Prestigiacomooo, Presticiacomoooo, direbbero quelli di Striscia la notizia!!

Inviato da: antonino polito il 19.05.03 00:20

La prostituzione e gli aspetti connessi costituiscono indubbiamente un problema grande, complesso e di difficile soluzione: la situazione precedente alla legge Merlin (lo stato era il "magnaccio" legale) ha risolto il problema di immagine dello stato ma peggiorato la situazione generale. Credo tuttavia che non servano nuove leggi (che anzi ingarbugliano sempre più una situazione assolutamente poco defin ita nei suoi contorni, offrendo cavilli e scappatoie ai furbi di turno) ma la semplice e puntuale applicazione delle leggi esistenti. Infatti ognuno di noi può (mi sembrerebbe pazzesco negarlo) ricevere in casa propria chi vuole, ma:
- se davanti a casa si forma la fila, questo indubbiamente lede i diritti degli altri (condomini e/o abitanti di case contigue): ragione di igiene, di quiete pubblica, di spazi riservati, ecc.
- se dai locali privati fuoriescono gemiti, urla, esclamazioni, ecc. il fatto è già punibile in base a norme esistenti e lede precisi diritti di terzi
- se da finestre, porte, giardini ecc. sono visibili pubblicamemte immagini "contrarie alla morale..." ( non voglio entrare nel merito), il fatto è già punibile in base a norme esistenti

In pratica serve meno ipocrisia e più rigoroso buon senso, soprattutto applicando (alla prostituzione come ad altri aspetti del vivere civile, la regola "i miei diritti finiscono dove incomenciano quelli degli altri".

Sono purtroppo parole al vento, ma non fanno male a nessuno

Inviato da: il 25.06.03 14:39

non mi sorprenderei di trovare la svastica tatuata sul petto di chi scrive "Altrimenti rischi un forte deprezzamento del tuo immobile nel caso qualche prostituta dovesse attecchire nel tuo condominio. Vuoi mica che si sappia in giro che abiti in un puttanio". vergognatevi e prendete almeno la licenza elementare, ignoranti.

Inviato da: Dott. Mauro Paterlini il 14.09.03 23:24

Ma guarda che il testo è provocatorio, non hai capito lo spirito dell'articolo.

Inviato da: Assiro il 15.09.03 00:03

la mia impressione così a caldo è che per fortuna tutte le leggi che riguardano il sesso sono postume alla civiltà, se fossero state emanate nella preistoria su questo pianeta la vita umana si sarebbe estinta già da tempo.

Inviato da: ventura1 il 09.11.03 21:30