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Gentile Sig. Gatti, la ringrazio per la domanda.
Vediamo di analizzare il problema.
L’interruttore salvavita, cioè quel dispositivo che in caso di superamento di una certa intensità di corrente ha un potere di interruzione tale da interrompere il collegamento elettrico, ha sicuramente un verso di installazione.
Si tratta di interruttori differenziali i cui fili che arrivano dall’interruttore limitatore, fornito dall’Ente Distributore (dove è presente il contatore), vanno collegati ai morsetti con un determinato verso (generalmente collocati nella parte superiore) mentre i cavi elettrici che vanno alle utenze ad esso collegate escono dagli altri (generalmente posti nella parte inferiore).
Se poi si prende in esame la scatola che contiene l’interruttore, questa può avere un unico foro o due o più fori attraverso cui entrano ed escono i cavi e possono essere posti sul/i lato/i più idonei per agevolare l’installazione.
Viceversa un interruttore per accendere e spegnere una lampadina non ha un verso predefinito.

Spero di aver soddisfatto la sua curiosità.
Per ogni altra questione sono sempre a disposizione.

(Fri 7 Sep 2001 21:53:33)

Gentile Sig. Remigio, la ringrazio per la domanda.

Innanzitutto vediamo in che ambito siamo.
Stiamo parlando di sicurezza degli impianti termici o comunemente chiamati caldaie.
I rischi di questi impianti sono fondamentalmente di 3 tipi:
- fuoriuscita di gas (nel caso di alimentazione a metano o gpl) che può provocare una intossicazione ai condomini dell'appartamento/i in cui è installata la calderina o il pericolo di scoppio che può coinvolgere una parte o tutto lo stabile;
- fuoriuscita del combustibile (nel caso in cui l'alimentazione sia a gasolio o a carburante liquido come il kerosene) che può provocare una intossicazione ai condomini dell'appartamento o il pericolo di incendio (caso assai raro; si verifica in condizioni di vicinanza di fonti ad alta temperatura);
- la creazione del gas di combustione causata dalla noncuranza: la mancata aerazione del locale in cui si trova la caldaietta e/o la mancata manutenzione della stessa provoca l'esaurimento dell'ossigeno e una conseguente saturazione del locale di monossido di carbonio (gas tossico, praticamente inodore che comporta l'asfisia e/o la morte se esposti per un medio/lungo periodo di tempo)
Naturalmente ho ritenuto di escludere l'ambito dovuto ai problemi elettrici quali corti circuiti e/o fulminazioni prendendo per assodato che il riscaldamento a resistenze sia oramai sicuro se moderno e servito da un impianto elettrico opportunamente dimensionato.
Nell'ambito di impianti termici ad uso civile si hanno fondamentalmente due casi: caldaiette individuali (tra i 4 e i 35 kW) e impianti termici centralizzati (generalmente superiori ai 35 kW).
L'ambito individuale è quello a maggior rischio perché comporta un coinvolgimento diretto di colui che ne usufruisce che deve ricordarsi ogni anno di far fare la revisione alla propria caldaia.
Nel caso, invece, di impianto centralizzato si ha, in genere, un manutentore il cui compito è quello di occuparsi della manutenzione e dell'esercizio dell'impianto stesso e può essere designato quale "terzo responsabile".

Per quanto concerne le responsabilità vediamo un po' cosa dice la legge.
Gli obblighi di legge sono di due tipi:
- di esercizio: per caldaie di potenza superiore ai 35 kW si devono rispettare sia i periodi che gli orari di accensione stabiliti per ogni regione
- di manutenzione ordinaria e straordinaria dell'impianto con verifiche periodiche sia della caldaia e del locale in cui essa si trova che degli impianti con l'obbligo della registrazione di tutte le manutenzioni e verifiche fatte sul libretto caldaia (sempre per potenze superiori ai 35 kW di potenza).
Il responsabile del funzionamento della caldaia e della sua manutenzione ordinaria è l'occupante dell'immobile (che può essere o il proprietario o colui che ne usufruisce) oppure il suo rappresentante che, spesso, è l'amministratore di condominio.
Per quanto concerne la manutenzione straordinaria il responsabile è il proprietario o il suo rappresentante.
Analogamente nel caso di un impianto termico centralizzato di un condominio il primo responsabile è l'amministratore condominiale.
In tutti questi casi c'è la possibilità, per le figure nominate, di incaricare un tecnico affinché assolva a tutte queste mansioni di verifica e di manutenzione degli impianti con, in aggiunta, l'onere della responsabilità dell'impianto.
Questa terza figura viene chiamata "terzo responsabile" che deve essere in possesso di determinate caratteristiche tecniche e organizzative oltre che essere iscritto regolarmente alla Camera di Commercio.
Egli sarà responsabile dell'impianto termico centralizzato e il suo nome deve essere riportato con evidenza sul libretto dell'impianto, mentre per quanto concerne l'impianto autonomo egli (abilitato a tecnico dalla Legge 46/90) risulta essere solo "manutentore" e quindi responsabile del corretto esercizio della caldaia ma non responsabile del rispetto dei periodi e degli orari di accensione.
Una legge che regolamenta la nomina e le mansioni del "terzo responsabile" è il D.P.R. 551/99.
Riassumendo, per rispondere alla sua domanda:
- il "terzo responsabile" ha il compito di provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell'impianto termico;
- non è obbligatorio nominarlo ma consente al proprietario dell'immobile e/o all'amministratore condominiale di non assumersi oneri di responsabilità nel caso di malfunzionamento dell'impianto;
- non è che sia corretto o sbagliato nominare il manutentore quale "terzo responsabile" è solo un modo per responsabilizzarlo nella fase di manutenzione e "costringerlo" (tra virgolette perché non si costringe mai nessuno!!) a verificare l'impianto con una certa regolarità

Spero di essere stato abbastanza esaustivo.
Colgo l'occasione per porgere distinti saluti. (Fri 7 Sep 2001 21:51:14)

Gentile Sig. Guido,

sicuramente l'impianto TV di cui disponete nel Vs. condominio è costituito da un'unica antenna TV e da un unico amplificatore di segnale dal quale partono i 4 cavi delle antenne che arrivano a ciascun appartamento. Per quel che riguarda l'impianto per la ricezione del segnale satellitare … l'"organizzazione" è la stessa: verrà installata un'unica parabola (di circa 90 cm di diametro) sul tetto, questa sarà collegata ad un unico amplificatore di segnale da cui partiranno le 4 terminazioni che raggiungeranno il decoder presente in ciascun appartamento. Cioè un decoder per ogni appartamento (consiglio: scegliete un decoder analogico- digitale per sfruttare l'intera banda di canali satellitari).
C'è anche la possibilità di usufruire di un unico decoder posto a monte dell'intero impianto di TV satellitare: in questo modo tutti i condomini potranno visionare tutti i canali non criptati.
Esiste anche la possibilità di utilizzare una unica parabola per la ricezione dai due satelliti più importanti (EUTELSAT ed ASTRA) con un dispositivo che va montato sulla parabola; questo sistema, però, in condizioni meteo abbastanza perturbate comporta la non visione di alcun canale satellitare.
Sicuramente la soluzione con un unico decoder è la più economica ma credo questo comporti il fatto che un condominio non possa usufruire di un unico decoder digitale con SMART CARD per vedere i canali criptati.

La ringrazio per la domanda spero la mia risposta sia stata esaustiva, nel caso mi può sempre interpellare direttamente nel FORUM creato appositamente dai webmaster del sito.
Ci torni ancora a trovare, saremo lieti di accontentarLa in ogni sua richiesta.
(Fri 7 Sep 2001 21:46:30)

Gentile Sig. Luca, la ringrazio per la domanda.: "
Il calcolo sembrerebbe essere abbastanza semplice: conoscendo il numero di stanze e di piani è possibile fare una valutazione dei metri cubi in questione. Una volta note le grandezze “geometriche” si calcola il numero dei radiatori aventi una dispersione di calore tale da riscaldare fino ad una certa temperatura l’immobile; da questo è quindi possibile desumere la potenza della caldaia.
Magari fosse così facile!
Inoltre i tubi di condotta per il riscaldamento devono essere esterni e non all’interno dei muri, quindi la dispersione aumenta ...
Le posso dire che “a spanne” il calcolo è possibile farlo dividendo i metri cubi del casale per la potenza disperdente media dei radiatori, moltiplicando il risultato ottenuto per un coefficiente che può oscillare tra 1 e 4 in funzione
- del potere isolante dei muri
- della lontananza dei radiatori dalla sala caldaia
- della località in cui si trova il casale
- ... altri parametri.

Per quanto concerne l’impianto elettrico, anche qui è necessario conoscere le dimensioni dello stabile per il dimensionamento dei cavi elettrici ed è necessario sapere dove verranno localizzate le forze motrici più importanti (lavastoviglie, lavatrice, frigo, caldaia, ...).
Se vuole mi può spedire la planimetria del casale: le posso fare un progetto di massima cercando di conservare al massimo tutte le caratteristiche architettoniche dell’immobile: lasciare i tubi a vista come il vecchio sistema inglese.

Mi dispiace ma i calcoli che mi ha chiesto richiedono una valutazione diretta della caratteristiche dell’immobile.
Mi può anche contattare telefonicamente (335 6705401)
Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 14 Sep 2001 09:31:16

Gentile Sig. Luciano, la ringrazio per la domanda.: "
Il suo problema è un po’ simile a quello del nostro amico Luca proprietario di un casale da risistemare. La particolarità di costruzioni con queste caratteristiche complica non tanto la progettazione quanto l’installazione.
È possibile far sì che i fili corrano lungo i muri esterni in punti poco in vista e rientrino in alcuni punti attraverso piccoli fori in modo tale da rovinare al minimo l’estetica. Chiaramente questo può essere fatto se all’esterno i fili vengono posti in tubi protettivi e/o “canaline” ben camuffate magari nel sottotetto. Questa tipologia di manutenzione le costerà un po’ di più sia in termini di materiale che, soprattutto, in termini di tempi di installazione: è necessario avere una chiara idea dei punti attraverso cui far entrare i fili.
Per quanto concerne l’illuminazione le consiglio l’utilizzo di quei faretti che vanno appoggiati su due fili metallici paralleli a bassa tensione: sono molto diffusi e hanno un impatto estetico molto gradevole e un buon rendimento visivo oltre che essere molto facile la loro installazione.

Se poi intende affittare il casale deve essere anche a norma antincendio secondo il D.M. del 9 aprile 1994 (approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l’esercizio delle attività ricettive turistico - alberghiere)

Spero di essere stato abbastanza esaustivo.
Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 14 Sep 2001 09:32:32

Gentile Sig. Rosario, la ringrazio per la domanda.: "
Purtroppo non è sufficiente il salvavita, è necessario verificare tutto l’impianto elettrico per essere sicuri che sia conforme alle norme in ogni suo punto: dai tipi di cavi presenti ai tubi protettivi che lo contengono, dalle prese a spina agli apparecchi di comando, .etc. .
Un condominio può essere diviso in tre o più parti da un punto di vista elettrico:
- servizi condominiali (illuminazione delle scale, dell’esterno, l’impianto all’esterno etc ...)
- impianti ausiliari (impianto telefonico, quello centralizzato per la TV, quello del citofono etc ...)
- impianti di terra (dispersore, conduttore di terra, collettore di terra, collegamento equipotenziale etc ...)
A questo si sommano tutti gli impianti dei vari appartamenti.
Il salvavita è un dispositivo fondamentale la cui presenza è una condizione necessaria ma non sufficiente affinché la messa a norma di un edificio sia soddisfatta!

Questo comporta il sopralluogo di un esperto (iscritto alla Camera di Commercio e con l’abilitazione tecnica) che faccia tutte le verifiche del caso e che, dopo un’attenta analisi, faccia un progetto per la messa a norma dello stabile e porti a termine tutte quelle modifiche a regola d’arte in base alla Legge n°46 del 12 marzo 1990 (Norme per la sicurezza degli impianti).

Spero di essere stato abbastanza esaustivo.
Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 14 Sep 2001 09:34:17

Gentile Sig. Alessandro, la ringrazio per la domanda.: "
Come ho già risposto al Sig. Luca, la formula che, apparentemente, sembra essere facile richiede, invece, una valutazione molto precisa delle condizioni in cui si trovi l’immobile. I radiatori lamellari hanno un potere disperdente che varia in funzione della forma e delle dimensioni oltre che dalla posizione in cui essi vengono posti.
Offro anche a lei la mia disponibilità per la valutazione della planimetria dello stabile/appartamento per un calcolo indicativo di quanti e quali dovrebbero i radiatori.

Purtroppo le variabili di cui tenerne conto sono parecchie e richiedono un calcolo non immediato: ad esempio, il software che utilizzo per il calcolo in questione richiede una serie di parametri di carattere generale oltre che di specifiche tecniche sia della caldaia che dell’impianto.
Da questo se ne deduce che non è tutto così intuitivo!

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 14 Sep 2001 09:35:04

Allo Staff “La casa”, Vi ringrazio per la domanda. "
Chiedo scusa per il ritardo a voi e a tutti gli altri amici che, così numerosi, mi scrivono ma sono stato molto impegnato con il lavoro.

Veniamo alla Vs. domanda.

L’energia solare diretta può essere utilizzata in più modi con l’aiuto di diverse tecnologie, quella più semplice e alla portata di tutti è il pannello solare termico: cattura l’energia del sole e la utilizza per riscaldare l’acqua di un serbatoio, un po’ come fa un contenitore esposto al sole.
L’acqua riscaldata può arrivare fino a circa 70 °C nei giorni più caldi e con una esposizione diretta di parecchie ore, ma raggiunge mediamente i 40 °C.
Quest’ultima temperatura può essere ideale per gli usi domestici ma è non ottimale per il riscaldamento; inoltre l’insolazione non è mai adeguata. Per questo, per raggiungere la temperatura ideale, l’impianto può essere integrato da una resistenza elettrica o collegato alla caldaia.
Mediamente il consumo elettrico risparmiato per il riscaldamento dell’acqua si aggira fino a circa il 50% sulla bolletta dell’Ente Distributore di energia elettrica.
Anche per chi utilizza impianti di riscaldamento a gas i risparmi sono notevoli.
Chiaramente anche la dislocazione geografica (Nord – Centro – Sud) gioca un ruolo non trascurabile per via di un periodo d’insolazione diverso.

Facciamo un esempio pratico.
Se si prende come campione d’esame una famiglia composta da 4 persone il fabbisogno medio d’acqua calda è dell’ordine di circa 4 metri quadrati di “celle fotovoltaiche” per un costo che varia tra i 4 e i 6 mln di Lire. Se si considera la detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute, il periodo di ammortamento della spesa si riduce ad appena 4-6 anni circa, mentre l’impianto continuerà a funzionare gratuitamente per altri 15 anni. Da qui si desume la convenienza dell’investimento tecnologico.

Ripeto, dipende dalla posizione geografica in cui ci si trova ma c’è da tener conto che le maggiori esperienze di installazioni in Italia le si hanno prevalentemente in Trentino Alto Adige dove l’insolazione non è tanta.

Per quanto riguarda i finanziamenti, c’è da dire che il Ministero dell’Ambiente ha varato un programma che permette ai cittadini di avere un rimborso fino al 75% dell’importo della spesa: il programma prevede che tutti gli utenti siano collegati alla rete ENEL che fornirà energia elettrica in caso di bisogno mentre “comprerà” quella prodotta in eccesso, scalandola dalle bollette successive. Non fatevi passare per la testa di poter risparmiare il 100% della bolletta vendendo energia elettrica!! Sicuramente, però, la bolletta si potrebbe ridurre di oltre il 50%. In Germania, invece, funziona diversamente ed è possibile diventare dei piccoli imprenditori dell’energia, qui no!

Per quanto riguarda le leggi relative agli Incentivi Fiscali, sicuramente indico la Legge 388 del 2000 e altre che sono pronte per essere varate.

In sostanza per chi installa questo nuovo (qui da noi!!) sistema di sfruttamento di una fonte di energia alternativa quale il Sole, ci sono solo dei vantaggi; gli unici svantaggi derivano dal fatto che per avere un’efficienza ottimale è opportuno adoperarsi per una manutenzione ordinaria dei panelli: più puliti sono e meglio funzionano! C’è da considerare il fatto che posizionarli sul tetto è conveniente per quanto riguarda l’ingombro, ma può procurare fonte di pericolo per chi volesse far da sé senza cognizione di causa! Basta un po’ di attenzione in più!!

Per una consulenza più competente e con un maggior dettaglio di informazioni e altro ancora .. sapete che sono sempre raggiungibile!

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 26 Sep 2001 16:02:50

Gentile Sig. Salvatore, la ringrazio per la domanda. "
Per quanto riguarda l’autorizzazione condominiale credo proprio di sì se l’impianto di riscaldamento è centralizzato, visto che dovranno parzialmente scaricare l’impianto mettendolo in disservizio per il tempo necessario richiesto dal lavoro.
Viceversa se l’impianto è interno al suo appartamento non mi sembra debba fare alcuna richiesta di autorizzazione condominiale.
In ogni caso le consiglio di parlare anche con il suo amministratore condominiale che certamente conosce molto meglio di me tutti i cavilli legislativi a tal proposito.

Le “valvole di sfiato”, presenti generalmente negli impianti di riscaldamento di una certa dimensione, vengono posizionate nel punto più alto del montante per far sì che solo lì si accumuli l’aria che si viene a trovare all’interno del circuito idraulico (a seguito di manutenzioni) e che è necessario far uscire.
Ora spostare le “valvole di sfiato” lateralmente di 1 metro sembrerebbe essere una cosa banale ma questa, invece, richiede un’attenta analisi di un tecnico che deve valutare quali possono essere i problemi che si vengono a generare all’impianto di riscaldamento e deve, anche, una volta apportata la modifica all’impianto, rilasciare opportuna documentazione firmata di conformità dell’impianto.
Un idraulico generalmente dovrebbe saper svolgere. È categorico che chi fa questi interventi rilasci anche la documentazione tecnica delle modifiche fatte, garantendo un corretto funzionamento dell’impianto.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 26 Sep 2001 16:04:05

Gentile Sig. Orlandi, la ringrazio per la domanda. "
Dalla sua domanda credo di capire che l’acqua che arriva al suo impianto idraulico arrivi direttamente dal serbatoio di accumulo acqua posto in cima al condominio.
Poiché il suo appartamento è molto vicino a questa vasca, destinata alla raccolta dell’acqua, la pressione ai suoi rubinetti è molto modesta; per questo motivo desidererebbe effettuare un raccordo sul tubo che porta l’acqua alla cisterna per spillarne l’acqua ed usufruirne direttamente.
Mi sembra una cosa assai strana, in ogni caso supponiamo questo sia lo stato delle cose.
Immagino che il suo appartamento si trovi almeno al 6-7 piano per avere questi inconvenienti!
Il problema della bassa pressione dell’acqua rimarrebbe comunque anche se decidesse di fare un by-pass perché la pressione all’interno del tubo da 1”1/2 che arriva dal contatore al suo appartamento posto a quell’altezza è, generalmente, inferiore ai 2 bar di pressione senza la presenza di autoclavi.
Comunque anche l’inquilino al piano immediatamente sotto al suo si trova nelle medesime condizioni di disagio.
La scelta di utilizzare un’autoclave è assolutamente condivisibile e, comunque, il mio consiglio è quello di installarla al piano terra o, meglio nell’interrato (sempre se ciò è possibile) per evitare il rumore e le vibrazioni dovute allo spunto del motore quando si innesca; da qui si desume che è necessario coinvolgere tutto il condominio e richiedere le varie autorizzazioni.

Per quanto riguarda la muffa, se è appurato che la sua presenza è causata da delle infiltrazioni derivanti dalla cisterna condominiale, il problema non è solo suo ma di tutto il condominio perché sono necessarie delle manutenzioni straordinarie (atte a bonificare la perdita e a ripristinare le pareti tinteggiandole) che dovranno essere pagate da tutti i condomini.
Se l’amministratore non è d’accordo l’unico consiglio che le posso dare è di indire una riunione condominiale e richiedere le dimissioni dell’amministratore!

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 26 Sep 2001 16:04:41

Gentile Sig. Garden, la ringrazio per la domanda. "
Complimenti per la scelta, anch’io in montagna utilizzo questo sistema a valvole per contabilizzare l’utilizzo della caldaia sia per quanto concerne il riscaldamento che per quel che riguarda il consumo dell’acqua calda ad uso domestico.
Direi che è un metodo di calcolo abbastanza preciso ed efficace.

Per quanto riguarda i millesimi, ahimè, non sono in grado di risponderle, dovrebbe chiederlo all’amministratore del condominio, sicuramente più ferrato di me in materia di millesimi di proprietà.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 26 Sep 2001 16:05:08

Gentile Sig. Max, la ringrazio per la domanda. "
La situazione non è facile per più aspetti.
Indipendentemente da dove sia dislocato il suo appartamento all’interno del condominio è sicuro che esso trovi beneficio in quanto assorbe calore dagli appartamenti e dal vano scale adiacenti. Questo assorbimento di calore è difficilmente stimabile.

Lei è liberissimo di utilizzare un’altra fonte per riscaldare il suo appartamento ma deve:
- riconoscere una percentuale di calore che assorbe dagli appartamenti vicini e dal vano scale
- deve chiudere in modo definitivo i tubi che le portano l’acqua calda (dell’impianto di riscaldamento centralizzato) che circola attraverso i suoi termosifoni
- essere consapevole che la maggior parte delle pompe di calore riescono a riscaldare un ambiente fino ad un max di circa 18 °C quando all’esterno c’è una temperatura minima di circa–4 °C. Al di sotto di questa temperatura minima la sua pompa di calore non riesce più a riscaldare in modo adeguato.

Sicuramente la sua scelta è decisamente interessante ed intelligente .. perché non la propone a tutto il condominio o perché, intanto, non sostituite l’impianto a gasolio decisamente inquinante in uno meno inquinante, seppure centralizzato, a metano?

Le proporrei prima di discutere di questo fatto con l’amministratore di condominio e con i suoi “colleghi” condomini, magari riuscite a trovare una soluzione più vantaggiosa per tutti.
Tenga conto che ci sono sicuramente delle agevolazioni fiscali passare dal riscaldamento a gasolio a quello a metano.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 26 Sep 2001 16:05:38

Gentile Sig. Maurizio, la ringrazio per la domanda. "
Ritengo sia opportuno che ne parli direttamente con l’amministratore oppure che proponga ai condomini di utilizzare un sistema a “valvole comandate” per la "contabilizzazione del calore” in modo tale da riuscire a valutare in modo più preciso i consumi dei vari appartamenti: in virtù di questa contabilizzazione e dei millesimi si dovrà pagare la propria quota.
Purtroppo questa è più materia da amministratore condominiale e non da impiantista.

(guardi anche la risposta al Sig. Garden)

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 26 Sep 2001 16:06:13

Gentile Sig.ra Danila, la ringrazio per la domanda. "
Se ben ricordo è necessario fare richiesta di abitabilità dell’appartamento al Comune dopo di che è possibile fare i vari contratti per gli allacciamenti dell’acqua, del gas, dell’energia elettrica, del telefono etc. Chiaramente questo ad appartamento ultimato o (consiglio) due/tre mesi prima della consegna.
Sicuramente se si rivolge all’impresa che sta ristrutturando l’immobile le sapranno dire con maggior dettaglio tutto quanto. Che io sappia dovrebbe essere l’impresa stessa che dovrebbe preoccuparsi di questa abilitazione (questo è quello che generalmente fanno le imprese con cui lavoro).

Per quanto riguarda la difficoltà ad avere l’abitabilità è necessario rispettare alcune regole senza le quali non è possibile ottenerla: bisogna rispettare un certo rapporto metratura finestre / metratura area calpestabile, l’altezza del soffitto (da lei è anche esageratamente alto, giusto per un soppalco!!), l’impianto idraulico per lo scarico delle acque grigie e nere etc.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 26 Sep 2001 16:06:58

Gentile Sig. Franco, la ringrazio per la domanda. "
In base alla Legge n°46 del 5 marzo 1990 l’impresa appaltatrice e/o l’impresa che ha eseguito il lavoro dell’impianto elettrico deve rilasciare al committente la dichiarazione di conformità dell’impianto eseguito alla regola d’arte.

C’è da dire, però, che l’appartamento che ha acquistato si trova in un condominio .. va da sé che se il suo appartamento non era a norma anche tutti gli altri appartamenti dell’immobile non sono stati dichiarati conformi alla Legge n° 46/90, altrimenti anche il suo lo sarebbe stato.
Provi ad interpellare l’amministratore chiedendogli tutta la documentazione .. la data ultima per la messa a norma di legge è stata il 31 dicembre 1999.
Se lei ha acquistato l’appartamento prima di questa data è lei il responsabile della normazione del suo appartamento e/o anche l’amministratore.
Viceversa, se ha acquistato l’appartamento successivamente alla data in questione, non avendo avuto alcun danno diretto ma potenziale non credo possa chiedere i danni al vecchio proprietario, può, altresì, chiedere che sostenga le spese per la certificazione di conformità.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 26 Sep 2001 16:07:27

Gentile Sig. Beje, la ringrazio per la domanda. "
È necessario conoscere la destinazione d’uso di questa soffitta: se ha già l’abitabilità, allora ogni appartamento a cui compete questa soffitta (o parte di essa) ne può usufruire come meglio crede delimitando ognuno la propria parte.
Tenga conto che tutto questo dev’essere presente nel progetto consegnato alle autorità competenti quando è stata data la concessione edilizia ed è stato costruito l’immobile; inoltre questo aumento di metratura e cubatura abitabile del suo appartamento va ad incidere sulla quota del famigerato ICI che dovrà pagare.

Qui non dovrei dirlo ma lo accenno soltanto, se la soffitta non ha l’abitabilità, potrebbe fare una botola in corrispondenza della sua quota di soffitta a cui ci può attaccare una scala a scomparsa. In questo modo potrebbe usufruire di questa area per depositare attrezzi che utilizza saltuariamente. In teoria non dovrebbe assolutamente utilizzarla, in pratica può raccogliere all’interno del materiale come fosse uno sgabuzzino. Sicuramente non può essere sfruttata per farci una nuova ala dell’appartamento in cui viverci.
Comunque sappia che anche utilizzandola come sgabuzzino non è in regola perché dovrebbe dichiarare la variazione di metratura e, corrispondentemente, della cubatura.
Faccia un po’ lei, sapendo che potrebbe, successivamente (dopo qualche anno), chiedere il condono edilizio dell’area “pirata” del suo appartamento.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 26 Sep 2001 16:07:52

Gentile Sig. Domenico, la ringrazio per la domanda. "
Non è proprio di mia competenza ma cerco di rispondere prendendo in esame l’articolo 26 della Legge n° 47 del 28 febbraio 1985.
Comunicazione opere interne ex art. 26 Legge 47/85:
- Descrizione: E’ soggetta a comunicazione al Sindaco l’esecuzione di opere interne alle costruzioni che non siano in contrasto con gli strumenti urbanistici adottati o approvati e con i regolamenti edilizi vigenti, non comportino modifiche della sagoma della costruzione dei prospetti, né aumento delle superfici utili e del numero delle unità immobiliari, non modifichino la destinazione d’uso delle costruzioni e delle singole unità immobiliari, non rechino pregiudizio alla statica dell’immobile. Sono fatte salve le specifiche normative in materia delle Bellezze Naturali ed Architettoniche per cui possono rendersi necessari provvedimenti di natura diversa.
- Modalità: avvalersi di un tecnico libero professionista
- Requisiti: essere proprietario dell’immobile
- Documenti da presentare: la comunicazione, esente da bollo, redatta su apposita modulistica o formalizzata da un tecnico abilitato e corredata di relazione tecnica ed elaborato grafico deve essere presentata al Sindaco. La relazione e gli eventuali elaborati grafici devono essere presentati in duplice copia
- Costo: nessuno
- Tempo: 15 giorni per l’eventuale ritiro della copia
- Altre notizie: Copia della comunicazione e della relativa documentazione tecnica allegata può essere ritirata, esente da bollo, dal proprietario o da persona da esso delegata.
I lavori possono essere iniziati contestualmente alla presentazione della comunicazione e, per similitudine con i termini di validità della denuncia di inizio attività, devono essere ultimati entro 3 anni dalla data di presentazione.

Quindi la D.I.A. (Dichiarazione di Inizio Attività) credo non sia necessaria; il problema suo consiste nel fatto che la tramezzatura sta tra due locali aventi “destinazione d’uso” differenti.
In ogni caso credo non dovrebbero esserci problemi di sorta se il rifacimento della tramezzatura non va, in alcun modo, a modificare null’altro se non la parete interessata.

Spero di esserle stato di aiuto.
Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 26 Sep 2001 16:08:33

Gentile Sig.ra Tania, la ringrazio per la domanda. "
A mio parere si tratta di verificare se esista o meno una delibera formale del Condominio in questione, ove è ubicato l'appartamento, che approvi a maggioranza (assoluta) l'istallazione dell'ascensore. Se tale delibera esiste, si può affermare che Sua madre ha ereditato con l'appartamento anche l'"onere" del nuovo ascensore; se, viceversa, la delibera non fosse agli atti, e fosse stata decisa dai condomini senza l'unanimità e senza verbalizzarla di fronte ad un Amministratore o equivalente figura, Lei può senz'altro esimersi dall’affrontare la spesa per la quale si trova in disaccordo.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 3 Oct 2001 00:07:30

Gentile Sig. Alessandro, la ringrazio per la domanda. "
Mi dispiace ma questa è materia dell’amministratore.
Il mio impegno è rivolto a casi tecnici relativi ad impianti elettrici e sicurezza.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 3 Oct 2001 00:08:49

Gentile Sig. Pollastro, la ringrazio per la domanda. "
Magari può consultare qualche amico ingegnere o cercare un po’ di materiale in internet. Magari se ha la necessità di competenze un po’ più specifiche posso aiutarla io.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 3 Oct 2001 00:09:36

Gentile Sig. Giupat, la ringrazio per la domanda. "
Sicuramente dev’essere presentata la variante il progetto esecutivo consegnato ed approvato in sede di delibera delle concessioni edilizie.
Lo scarico dovrebbe andare nelle acque grigie.
Per quanto riguarda il consenso da parte degli altri soci .. purtroppo non le so rispondere; a mio avviso non arrecando pericoli a nessuno non credo debba chiedere l’approvazione della maggioranza dei soci, però questa è solo la mia opinione.

Spero di esserle stato d’aiuto.
Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 3 Oct 2001 00:11:19

Gentile Sig. Paolino, la ringrazio per la domanda. "
Purtroppo le mie competenze riguardano gli aspetti tecnici di uno stabile (impianti elettrici, sicurezza, ..); questo quesito è più indicato porlo all’amministratore di condominio, sicuramente più competente di me in questo ambito.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 3 Oct 2001 00:12:06

Gentile Sig. Max, la ringrazio per la domanda. "
Non è di mia competenza questo quesito però ritengo che prima di installare qualsiasi cosa, seppur nella propria proprietà, per rispetto verso i condomini, sia doveroso indire una riunione di condominio e presentare l’idea. Questo perché comunque va a modificare quella che è l’estetica del palazzo in cui vivono altri condomini e potrebbe, anche, danneggiarli.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 3 Oct 2001 00:13:02

Gentile Sig. Christian, la ringrazio per la domanda. "
D.M. del 01/02/1986 - Norme di sicurezza antincendio per la costruzione e l’esercizio di autorimesse e simili.

Le autorimesse possono essere del tipo isolate o miste. In base all’ubicazione in interrate o fuori terra (se l’intradosso del solaio è a quota superiore a 0,6m rispetto al piano di riferimento). Aperte o chiuse sorvegliate (vigilanza durante l’orario di apertura o provvista di sistemi automatici ai fini antincendio) o non sorvegliate. Si applicano per autorimesse con più di nove posti auto per quelle di nuova istituzione o, in caso di modifiche delle esistenti che comportano una variazione in più e in meno del 20% della superficie in pianta e comunque eccedenti i 180 mq.
AUTORIMESSE CON PARCAMENTO NON SUPERIORE AI NOVE VEICOLI: H min.= 2 metri Le strutture portanti orizzontali e verticali devono essere almeno del tipo R60 e, se di separazione REI 60 e la suddivisione interna in box deve essere almeno REI 30 e ogni box deve avere aerazione pari a 1/100 della superficie in pianta. Sono vietate comunicazioni dirette con locali adibite all’uso di sostanze esplosive ed infiammabili. La sup. di aerazione naturale deve essere almeno 1/30 della sup. in pianta dell’autorimessa
AUTORIMESSE CON PARCAMENTO SUPERIORE AI NOVE VEICOLI: Non è consentito la destinazione di piani oltre il 6° entro terra e il 7° fuori terra H min.= 2.4 m con un minimo di 2 m sottotrave. Superficie minima di parcamento pari a 20 mq per le autorimesse non sorvegliate e 10 mq per quelle sorvegliate.
La norma dà inoltre le caratteristiche REI per le strutture dei locali separanti attività del D.M. 16/02/1982. La sup. di aerazione naturale deve essere pari almeno a 1/25 della superficie piana del compartimento e, se non è obbligatoria la ventilazione forzata una superficie di 0,003 mq per mq di pavimento. Ogni box deve avere aerazione pari a 1/100 della superficie in pianta realizzabile anche sul portone di chiusura dello stesso. La ventilazione forzata è obbligatoria se si supera i seguenti veicoli: 1° p. 125, 2° p. 100, 3° p.75, oltre il 3° 50. Il sistema meccanico e naturale deve essere indipendente per ogni piano.
La DENSITÀ DI AFFOLLAMENTO: 1persona/10mq di superficie lorda per le autorimesse non sorvegliate e 1persona /100 mq. per le autorimesse sorvegliate.
CAPACITA’ DI DEFLUSSO: 50 per il piano terra; 37,5 per i primi 3 piani sotterranei o fuori terra; 33 per gli altri. La larghezza delle vie d’uscita non deve essere inferiore ai due moduli e nel caso di due vie d’uscita una può avere larghezza comunque non inferiore a 0,6 m. Il numero delle vie d’uscita non può essere inferiore a due. Estintori 1 ogni 5 veicoli.
Questa normativa rimane la stessa per le officine ubicate all’interno delle autorimesse.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 22 Oct 2001 12:04:20

Gentile Sig. Fabio, la ringrazio per la domanda. "
Per quanto riguarda le stufe a legna ritengo siano molto più dettagliate le descrizioni che troverà ai seguenti siti internet:
http://www.fuocoelegna.it
http://www.fuocoelegna.it/consigli.htm
http://www.fuocoelegna.it/riscaldamento.htm
http://www.hekla-italia.com/
http://www.antichicasali.com/it/stufe.htm
http://www.bricoshop.it/stufe503.htm

Ho ritenuto indicarle questi siti, con una semplice ricerca ne può trovare moltissimi di siti, perché sicuramente le possono dare molte più risposte alle sue domande di quello che posso dire io in poche righe.
Sicuramente le posso dire che se non ha provveduto alla costruzione di una canna fumaria deve per forza chiedere la concessione edilizia per le modifiche strutturali che deve apportare.
Quello che mi chiedo .. perché proprio una caldaia a legna quando le caldaie a gas metano sono le più sicure e le meno costose che ci sono sul mercato?
Immagino che lei abbia i suoi buoni motivi, ma tenga conto che la caldaia a legna richiede una manutenzione maggiore.
Da un punto di vista estetico .. ce ne sono sicuramente di molto belle.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 22 Oct 2001 12:06:39

Gentile Sig. Nilo, la ringrazio per la domanda. "
Mi dispiace ma questa materia non è di mia competenza, ma ritengo che la equa divisione delle spese sarebbe la cosa migliore anche se ciò và a vantaggio di chi possiede più millesimi.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 22 Oct 2001 12:07:12

Gentile Sig.ra Alessandra, la ringrazio per la domanda. "
Ritengo che la nomina di un responsabile della sicurezza sia necessario, anche perché nel progetto presentatoVi dev’esserci comunque un piano di sicurezza da rispettare visto che si tratta di manutenzioni ad una certa altezza da terra.
Lo stesso direttore lavori può essere nominato responsabile della sicurezza.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 22 Oct 2001 12:08:04

Gentile Sig. Mauro, la ringrazio per la domanda. "
Il problema non è semplice: sarebbe opportuno vedere dove e come scarica la sua caldaia e in che contesto siamo.
Se siamo in una casa che ha vincoli architettonici è necessario che una eventuale canna fumaria che esce dal suo appartamento non esca sulla facciata ma vada direttamente sul tetto.
È chiaro che se tutti i condomini hanno aderito a questa soluzione per rendere la facciata del condominio “più bella” sarebbe opportuno si adeguasse; viceversa se solo Lei ha scelto l’opzione di far uscire la canna fumaria direttamente dal suo appartamento questo non credo che in termini di legge sia vietato se ha precedentemente richiesto e ottenuto il beneplacito dai condomini e/o se non vi trovate nel caso precedentemente menzionato di stabile con vincoli architettonici.
Purtroppo non ci sono normative specifiche in merito al posizionamento della canna fumaria, il tutto sta spesso al buon senso e a ciò che l’assemblea condominiale ha deciso.
Badi bene, comunque, che nel caso decida di collegare lo scarico della caldaia alla canna fumaria comune, devono essere presi determinati accorgimenti tecnici per evitare che eventuale fumo rientri nella sala nella quale è presente la caldaia con l’utilizzo di una specie di “valvola di non ritorno”.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Mon 22 Oct 2001 16:04:09

Gentile Sig. Sandro, la ringrazio per la domanda. "
In effetti non è bello avere degli sconosciuti che entrano nella propria proprietà. Non credo possiate impedirlo però potete gentilmente richiedere qualche spiegazione e soprattutto una lista con le generalità di chi usufruisce dei box dando come motivazione la sicurezza.
C’è anche da dire che se questi esterni non arrecano alcun sconforto ai condomini, questa loro presenza saltuaria può essere tollerata.
L’unica minaccia che potete attuare è quella di denunciarlo alla Guardia di Finanza per una riscossione “in nero” dell’affitto.
Comunque, prima di assumere qualunque atteggiamento ostile nei confronti di questo condomino, è consigliabile interpellare l’amministratore e fargli presente tutta la situazione, a suo dire, “poco piacevole”.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Mon 22 Oct 2001 16:15:54

Gentile Sig. Antonio, la ringrazio per la domanda. "
Questa è l’Italia!! Sicuramente non Le potrò mai dire di procedere all’installazione delle pompe di calore senza l’autorizzazione edilizia emessa dall’ufficio tecnico del comune di appartenenza.
Inoltre è giusto sottolineare che nella richiesta di autorizzazione è necessario specificare il contesto in cui si trova:
- contesto civile
- contesto commerciale
- contesto industriale
perché i requisiti di sicurezza e di installazione sono diversi.

Comunque sia ha sicuramente bisogno di un progetto di calcolo come viene ricordato nel comma 1 dell’art. 28 della Legge del 9 gennaio 1991 n° 10 : “Il proprietario dell'edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare in comune, in doppia copia, insieme alla denuncia dell'inizio dei lavori relativi alle opere di cui agli articoli 25 e 26, il progetto delle opere stesse corredate da una relazione tecnica, sottoscritta dal progettista o dai progettisti, che ne attesti la rispondenza alle prescrizioni della presente legge.”
Questo perché nel caso dovesse succedere qualche incidente o dovesse vendere l’immobile, la documentazione deve essere conservata e presentata al nuovo acquirente o a qualche eventuale ufficiale.

Per il rispetto delle leggi e, soprattutto, per una sua maggiore tranquillità approfitti della detrazione concessa, anche se paga qualcosina di più è tutto in regola e non avrà mai l’incubo di poter essere sanzionato con contravvenzioni che possono superare di gran lunga quello che oggi può spendere.

Se ha bisogno di un approfondimento su leggi su questioni di edilizia o su eventuali altre detrazioni mi può sempre contattare in separata sede.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 30 Oct 2001 09:45:31

Gentile Sig.ra Roberta, la ringrazio per la domanda. "
Questa purtroppo non è di mia competenza.
Tutte le questioni amministrative è preferibile chiederle al proprio amministratore condominiale che ha, sicuramente, una competenza di gran lunga molto maggiore della mia.

Le rammento solo che tutte queste clausole di pagamento può inserirle nel contratto che sottoporrà al nuovo comodatario.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 30 Oct 2001 09:51:20

Gentile Sig. Alvaro, la ringrazio per la domanda. "
Come ho risposto alla sig.ra Roberta (quesito precedente al suo), questa è materia dell’amministratore di condominio. Il mio campo è quello dell’impiantistica e della sicurezza.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 30 Oct 2001 09:54:39

Gentile Sig. Michele, la ringrazio per la domanda. "
Le caldaie murali appartenenti al modello “C” sono caldaie di dimensioni modeste a gas metano o GPL generalmente istantanee ad accensione elettronica (cioè sono prive di serbatoio di accumulo acqua calda e scaldano solo l’acqua nel momento in cui si apre il rubinetto dell’acqua calda), sono a tiraggio naturale e non stagne (cioè a camera aperta).
Questa non vuole essere una definizione ma una descrizione di massima di una caldaia modello “C”

Le consiglio la lettura della pagina che trova all’indirizzo internet http://www.rcs.it/bravacasa/9809/ediliz.htm

Per quanto concerne l’uscita dei fumi .. questo modello di caldaia non richiederebbe l’innesto del tubo di scarico sulla canna fumaria centrale o sul tetto, spesso queste caldaie hanno la loro canna fumaria che dà direttamente all’esterno.

Comunque legga attentamente la pagina che le ho consigliato per rendersi conto che è necessario rivolgersi a persona qualificata e non ad un idraulico qualsiasi. I motivi li trova all’interno del documento segnalato.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 30 Oct 2001 12:25:25

Gentile Sig. Alessandro, la ringrazio per la domanda. "
La situazione è alquanto curiosa. Lei ha deciso di sostituire i termosifoni vecchi in quanto riteneva che la loro efficienza fosse non sufficiente a scaldare l’appartamento e minore rispetto a quelli moderni appena installati. Chi le ha fatto il progetto e il calcolo delle kcal necessarie per un riscaldamento idoneo del suo appartamento si è, invece, posto la domanda se erano sufficienti le kcal installate o se era necessario intervenire sull’isolamento dell’intero appartamento?
Mi spiego un po’ meglio.
L’impianto di riscaldamento di un appartamento viene dimensionato in base alla sua metratura e cubatura supponendo che l’isolamento delle pareti e del soffitto (visto che ci troviamo all’ultimo piano) sia conforme alla norma e consenta una minima trasmissione di energia termica da parete a parete (non considero nemmeno le finestre supponendo che esse siano almeno a doppia camera).
Insomma è necessario coibentare in modo opportuno l’appartamento per far sì che le kcal rese disponibili dall’impianto di riscaldamento siano effettivamente sufficienti a portare la temperatura media a circa 20-22 °C (questo addirittura anche in condizioni di freddo eccezionale).
Tenga anche presente che generalmente il calcolo delle kcal necessarie viene svolto con un coefficiente di maggiorazione per avere un certo margine nel caso l’isolamento dell’immobile non sia perfettamente efficiente.
Ora lei vorrebbe modificare il suo impianto e renderlo autonomo.
Prima verifichi che (essendo all’ultimo piano può succedere) non si formino delle sacche d’aria all’interno dei suoi scambiatori di calore (i termosifoni) e se ciò dovesse succedere deve sfiatarli e verificare che ci sia lo sfiato dell’impianto di riscaldamento centralizzato in perfetto stato: l’impianto di riscaldamento centralizzato viene progettato per far sì che se ci sono delle bollicine d’aria all’interno del circuito queste si vengano a raccogliere tutte in una zona prevista dal progettista e che si trova nel punto più alto di tutto l’impianto.
In corrispondenza di questa zona ci dev’essere una valvola di sfiato che deve essere sempre monitorata nel momento in cui uno degli appartamenti agli ultimi piani ha problemi di riscaldamento.
Questi problemi sono facilmente riconoscibili perché gli scambiatori di calore non lavorano perfettamente in quanto sono parzialmente caldi (o freddi) in alcune parti.
Quando ciò si verifica significa che c’è dell’aria ed è necessario sfiatarli.
Un’altra informazione che deve verificare è quella della pressione del circuito: in sala caldaia c’è un manometro che indica la pressione del circuito di riscaldamento; ci dev’essere una pressione non inferiore ai 3.5 bar.
Se questo valore fosse inferiore ai 3 bar è necessario aumentare la pressione per far sì che l’acqua calda raggiunga anche gli appartamenti posti all’ultimo piano.

Le consiglio di andare a visitare il sito indicato nella risposta all’intervento precedente il suo. Lì potrà avere qualche notizia sugli sgravi fiscali previsti per il passaggio a riscaldamento autonomo.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 30 Oct 2001 12:35:27

Gentile Sig. Bruno, la ringrazio per la domanda. "
Le manutenzioni alla caldaia sono obbligatorie ogni anno con una differenziazione: pulizia del bruciatore, prova di tenuta, controlli dei dispositivi di sicurezza.
Ogni due anni è necessaria la verifica del rendimento della combustione.

Chiaramente se c’è una cisterna di carburante esterna interrata deve essere monitorata con cadenza prevista dalla casa di produzione.

Consiglio anche a lei di andare a vedere il sito indicato nelle risposte relative ai due interventi precedenti al suo.
Potrà trovare qualche informazione in più.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 30 Oct 2001 12:41:38

Gentile Sig. Andrea, la ringrazio per la domanda. "
Il suo amministratore è molto previdente e saggio.
Il fatto di procedere alla regolari manutenzioni ordinarie e straordinarie della Vs. caldaia ha permesso a questa di poter lavorare al massimo dell’efficienza per un periodo così lungo. Ora la tecnologia dei giorni nostri ha consentito alle caldaie di arrivare a rendimenti notevolmente superiori a quelli di un tempo con consumi molto ridotti.
Ad esempio la nuova caldaia che potrebbe essere installata avrà dimensioni minori, rendimento maggiore e consumi minori a quelli della caldaia precedente.
A questo va aggiunto un eventuale sconto fiscale se la sostituzione della caldaia comporta anche il passaggio da gasolio a gas metano o GPL.
In definitiva in pochi anni vi ripagate dell’investimento fatto con l’acquisto di una nuova caldaia in quanto risparmierete su carburante e su manutenzioni straordinarie per la sostituzioni di intere parti della caldaia.

All’indirizzo http://www.elettrosannio.com/legislazione.html potrà trovare alcune risposte alle sue domande.
Badi bene che oggi le sembra di spendere una cifra inutile per l’acquisto di una nuova caldaia che va a sostituirne una che apparentemente le sembra vada bene; domani potrebbe spendere molto di più per gli interventi ordinari e, soprattutto, straordinari che una caldaia di 18 anni richiede.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 30 Oct 2001 13:02:10

Gentile Sig. Antonio, la ringrazio per la domanda. "
Le rispondo con un esempio.
Un lavoro di ordinaria manutenzione può essere la tinteggiatura di una casa, operazione prevista mediamente ogni 10 anni.
Un lavoro di straordinaria manutenzione consiste nell’intervento urgente per la rottura di un tubo dell’acqua, assolutamente non previsto.

Da ciò si evince che tutti quei lavori di manutenzione previsti in un lasso di tempo (più o meno lungo) sono di ordinaria manutenzione e vengono eseguiti in tempo debito senza arrecare alcun problema.
Mentre tutti quegli interventi non previsti a cui si deve far ricorso all’urgenza e alla rapidità di ripristino sono di straordinaria manutenzione perché non previsti o, peggio ancora, previsti ma non inseriti in un piano di ordinaria manutenzione.

Spero di essere stato abbastanza esaustivo.
Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 30 Oct 2001 13:09:39

Gentile Sig.ra Marcella, la ringrazio per la domanda. "
Purtroppo non è mia competenza, però sicuramente l’intervento è da considerarsi straordinario, a meno che, non fosse stato previsto durante le precedenti riunioni condominiali.
In quanto straordinari, questi lavori devono essere approvati da una assemblea condominiale.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Wed 7 Nov 2001 17:52:48

Gentile Sig.ra Petra, la ringrazio per la domanda. "
Per quanto concerne quello che l’impresa può aver garantito .. senza offesa per nessuno .. è meglio fidarsi poco e verificare tutte le garanzie in prima persona!

Il problema della luce necessaria per aprire gli “scuri” è .. un mezzo problema: coloro che utilizzeranno questo nuovo corridoio esterno potranno essere avvertiti durante la prossima assemblea condominiale fornendo loro un foglietto con un disegno in cui si evidenzia l’ingombro richiesto per l’apertura dell’imposta e l’area di massima sicurezza.

Sicuramente la privacy è a discrezione di colui che passa vicino alle vostre finestre! Coloro che amano sbirciare all’interno della vostra camera da letto vengono, generalmente, indicati con l’epiteto di “guardoni”!

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Sat 10 Nov 2001 10:55:21

webmaster "prova servizio" Thu 22 Nov 2001 23:23:44

Gentile Sig. Michele, la ringrazio per la domanda. "
Il problema non è la lampada ma l’interruttore!! Quando ci sono fughe di gas non è l’accensione della lampadina che innesca la miscela gas+aria ma l’arco che si forma nell’interruttore. Se l’interruttore per l’accensione è esterno alla sala non c’è alcun pericolo.
Per di più c’è l’aereazione nella parte superiore la porta che dovrebbe consentire ad una eventuale fuga di gas di disperdersi sufficientemente all’esterno del locale.
Se l’interruttore è interno alla sala, allora consiglio un interruttore impermeabile/stagno (per intenderci quello con il gommino che ripara i tasti)

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 27 Nov 2001 12:09:47

Gentile Sig.ra Alessandra, la ringrazio per la domanda. "
Generalmente le utenze esterne all’appartamento sono sempre di pertinenza del proprietario. Va da sé che, onde evitare di accollarsi spese che non le competono (elettricità delle parti NON comuni, come il garage, la cantina etc), io richiederei il collegamento elettrico individuale, cioè ogni condomino paga le sue utenze.
Supponga, ad esempio, che un condomino con la passione per il fai da te decida di trasformare il suo garage o la cantina in un laboratorio.
Qui utilizza seghe, batterie, e tante altri attrezzi elettrici.
Le piacerebbe pagare la bolletta anche di questo?

Spero di essere stato abbastanza esaustivo.
Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 27 Nov 2001 12:10:58

Gentile Sig.ra Monica, la ringrazio per la domanda. "
Visto e considerato che la caldaia ha ben 21 anni, credo sia meglio sostituirla con una molto più efficiente (magari a gas metano ottenendo anche degli sgravi fiscali) e con un rendimento molto maggiore. Questo le consente di evitare tutte le prove di emissione e di rendimento. Tenga conto che nel giro di pochi anni si ripaga con gli interessi la nuova installazione con il risparmio nei consumi.
Inoltre in questo frangente si fa fare anche il certificato di conformità dell’impianto da un tecnico specializzato.
Tutto questo perché il responsabile di eventuali problemi causati dalla caldaia è l’occupante l’appartamento, sia esso il proprietario o l’affittuario.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 27 Nov 2001 12:12:11

Gentile Sig.ra Anna, la ringrazio per la domanda. "
Innanzi tutto lei come occupante dell’appartamento aveva l’obbligo di far revisionare la caldaia annualmente. Generalmente la caldaia è una macchina che funziona bene per i primi 10 anni dopodiché, se non ha ricevuto una buona manutenzione, comincia ad avere i primi problemi che corrispondono a spese veramente salate: idraulico + ricambi.
Per questo motivo la manutenzione va fatta annualmente (garantisce una efficienza maggiore della caldaia) e, se dovesse andare in blocco spesso, si sostituisce con una più efficiente.
Chiaramente a fronte di un preventivo!!
Articoli precisi che tutelano il comportamento del proprietario .. non mi soggiungono! Certo è che nel contratto di affittanza dovrebbe essere previsto che tutte le sostituzioni di elettrodomestici dovrebbero essere a carico di .. chi?

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 27 Nov 2001 12:13:21

Gentile Sig.ra Elena, la ringrazio per la domanda. "
È vero, l’impresa doveva essere più chiara e prevedere (come da progetto esecutivo presentato) che tipo di caldaia dovesse essere installata e quali protezioni si dovessero prendere. Però c’è anche da dire che esistono caldaie con dimensioni e caratteristiche diverse che possono essere istallate all’esterno senza la necessità di essere protette in modo esagerato.
Tutto questo anche in funzione di dove va installata la caldaia .. se al sud non ci sono grossi problemi di temperatura, mentre al nord la situazione si complica perché la temperatura può andare sotto lo zero.
Provi a sentire gli altri condomini nelle sue condizioni e raggiungete un accordo comune, sicuramente questo comportamento avrà un riscontro molto più determinate sull’impresa.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 27 Nov 2001 12:14:31

Gentile Sig. Antonio, la ringrazio per la domanda. "
L’unica norma che mi viene in mente è .. la votazione durante l’assemblea condominiale per chi vuole aderire e usufruirne e chi no: chiaramente chi accetta parteciperà alla spesa. Sicuramente la più democratica.
C’è anche da aggiungere che l’amministratore di condominio le saprà dare una risposta più dettagliata.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 27 Nov 2001 12:15:17

Periodo di Ferie "
Carissimi amici,
so di essere un po' in ritardo con le risposte e me ne scuso, ma questo periodo lavorativo è molto effervescente.
Questi giorni di ferie li dedicherò a voi rispondendo a più quesiti possibili.

Il vostro interessamento mi rende felice, spero d'aver sin d'ora esaurientemente risposto.

Colgo l'occasione per porgere a Voi e ai Vostri cari i miei più sinceri auguri di un Buon Natale e di un florido Nuovo Anno.

Arrivederci al prossimo anno ... l'anno dell'EURO.
Carlo Nordio
" Sun 23 Dec 2001 15:47:21

Gentile Sig. Giuseppe, la ringrazio per la domanda. "
Colgo dal tono della domanda che non ne può più di questa situazione e me ne dispaccio. Se avete le foto che dimostrano che l’intasamento della gronda è dovuta solo ed esclusivamente alla presenza di calcinacci è una prova a vostra discolpa. Però attenzione, se c’è anche una foglia la cosa si complica.
In ogni caso dovreste far mettere delle griglie che vadano a proteggere l’imbocco della gronda in modo tale che qualunque cosa si appresti ad entrare venga trattenuta prima dell’imbocco e da qui sia facilmente rimossa.
Il D.Lgs. 494/96 non c’entra nulla!! È un decreto che impone alle imprese di lavorare in sicurezza: il fatto che gli operai si leghino è un comportamento corretto .. è però altrettanto corretto verificare la tenuta al carico da parte della ringhiera (ma questo è compito del coordinatore della sicurezza e/o del responsabile della sicurezza dell’impresa!).
La penale doveva essere prevista prima dell’inizio lavori: si prevede che il lavoro venga eseguito in x settimane o y giorni consecutivi; oltre questi giorni è prevista una penale di Lit. zzz al giorno. Questa clausola doveva essere messa nel contratto, sottoscritto dall’impresa, nel momento in cui veniva accettato. Ora deve solo portare pazienza. Evidentemente si farà risarcire dal condominio eventuali spese sostenute per la pulizia o per il riassetto del suo appartamento e terrazza nel momento in cui i lavori vengono terminati.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:41:44

Gentile Sig. Enrico, la ringrazio per la domanda. "
Essendo una questione di competenza dell’amministratore, mi permetto di esprimerle la mia idea.
Sono dell’avviso che pur parzialmente ma ha il dovere di pagare una certa quota: secondo la quota millesimale delle parti comuni.
Tra gli impianti che unificano la situazione dei condomini, vi è quello di riscaldamento. Una recente sentenza della Cassazione, la n° 1775/98 (inedita) è venuta incontro alla richiesta avanzata, da numerosi proprietari, di sottrarsi al sistema comune. La Suprema Corte ha dichiarato che i singoli condomini possono rinunciare a usufruire dell'impianto centralizzato, gestendo così il riscaldamento in maniera autonoma, a patto però che da tale operazione non derivino conseguenze che vengano a penalizzare gli altri abitanti dell'immobile (l'aumento delle spese generato da squilibri verificatisi nei consumi alterati dalla modifica della diramazione centrale).

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:42:53

Gentile Sig. Luigi, la ringrazio per la domanda. "
Sono pienamente d’accordo con la sua idea: tutto mi sembra dimensionato correttamente!
La questione è di semplice regolazione: dovrebbe avere la pazienza di regolare le valvole A/R un pochino ogni giorno fino a che riesce ad avere un equilibrio termico.
Il pochino al giorno significa una minima regolazione ogni giorno (meglio ogni due) per dar modo alla caldaia e ai termosifoni di ricevere la quantità corretta di acqua calda.
A che temperatura ha regolato l’acqua di ricircolo per il riscaldamento? Io le consiglio di non superare i 60°C per evitare una eventuale formazione di vapore a temperature eccessivamente alte (intorno ai 100°C).

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:44:22

Gentile Sig. Roberto, la ringrazio per la domanda. "
Essendo una questione di competenza dell’amministratore, mi permetto di esprimerle la mia idea.
In effetti la cosa è assai anomala. Non ho mai visto una divisione delle spese di riscaldamento in base ai consumi energetici a meno che ogni appartamento non sia dotato di dispositivi (che misurano il calore dissipato in un arco di tempo [mesi]) applicati sui termosifoni e un contatore dell’acqua calda.
Altrimenti la divisione è presto fatta: dalla fattura (o ricevuta) del gasolio acquistato si fa la divisione per millesimi.
Stia attento perché molto spesso chi più complica i conti più disonesto è!

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:45:25

Gentile Sig. Piero, la ringrazio per la domanda. "
Essendo una questione di competenza dell’amministratore, mi permetto di esprimerle la mia idea.
Ad esclusione dei comignoli di scarico delle caldaie a metano, tutti gli altri vanno obbligatoriamente posti in cima al tetto.
In particolare i comignoli delle stufe a legna hanno anche la necessità di essere controllati ogni 5 o 10 anni perché, se di una certa dimensione, possono lentamente occludersi.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:46:27

Gentile Sig. Marco, la ringrazio per la domanda. "
Il libretto di conformità lo prepara l’installatore che può anche non essere vincolato ad alcuna marca specifica.
Una volta eseguito il lavoro di installazione e verificata la tenuta dell’impianto l’installatore inizializza il libretto prestampato indicando le caratteristiche della caldaia installata e quelle dell’impianto.
Fatto ciò sarebbe opportuno incaricarlo come manutentore ufficiale del proprio impianto in modo tale da farlo venire ogni anno (molto consigliato!!!) per verificare che la caldaia sia perfettamente efficiente come pure il tubo di scarico dei gas.
Ricordatevi che la manutenzione annuale costa molto meno di un intervento straordinario o di una manutenzione saltuaria.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:47:44

Gentile Sig. Giuseppe, la ringrazio per la domanda. "
La vita media dipende dalla manutenzione che si fa; in ogni caso dopo 20-25 anni sarebbe opportuno appurare l’efficienza e il rendimento.
Se il risultato è inferiore a determinate soglie, che il manutentore o l’idraulico conosce, l’unica soluzione è quella di sostituire tutto.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:48:24

Gentile Sig. Andrea, la ringrazio per la domanda. "
La risposta non è delle più semplici. Sarebbe necessario un sopralluogo. Posso solo dire che se dalla cappa di aspirazione scende del fumo significa che la velocità dell’aria è talmente bassa che prevale la “pesantezza” del fumo!
Se questo fenomeno si verifica solo nella fase di accensione è quasi normale: una cappa comincia ad essere efficiente solo quando essa è calda; se ciò, invece, dovesse continuare anche dopo una mezz’ora dall’accensione della stufa o del camino allora è necessario verificare il tiraggio della canna fumaria prevedendo un eventuale innalzamento del comignolo o, addirittura, l’inserimento di una ventola aspirante sulla cima del comignolo (ipotesi questa da considerarsi solo come ultima spiaggia!!)

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:49:34

Gentile Sig.ra Mirella, la ringrazio per la domanda. "
Diciamo subito che il pericolo di esplosione è tendente a zero! Queste vibrazioni sono un po’ anomale e comunque altro non possono essere generate se non dalla pompa di circolazione dell’acqua calda che può entrare in cavitazione o funzionare male per via delle incrostazioni che si possono essere formate. Io chiederei gentilmente al suo vicino che sarebbe opportuno facesse fare una revisione alla caldaia, senza entrare nel dettaglio delle vibrazioni ma insistendo sul fatto che un funzionamento non buono della caldaia potrebbe essere pericoloso per fuoriuscite di monossido di carbonio (la causa principale di morte legato alle caldaie) o comunque potrebbe procurare spese ben superiori a quelle relative ad un corretto funzionamento.
Chiaramente se questa mossa non dovesse portare al successo desiderato le consiglio di contattare l’amministratore di condominio indicandogli i disturbi derivanti dal suo vicino.
Vada anche a vedere il sito www.iacpbologna.it/page/servizi/sk_20c.html

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:53:50

Gentile Sig. Maurizio, la ringrazio per la domanda. "
Come risposi ad uno dei miei primi amici sul terzo responsabile “Una legge che regolamenta la nomina e le mansioni del “terzo responsabile” è il D.P.R. 551/99.”
I requisiti necessari sono dettati da questa e altre leggi come dal D.Lgs. 46/90 e da diverse altre normative.
In ogni caso è necessario essere iscritti alla Camera di Commercio ed essere abilitati a svolgere le mansioni di manutentore di impianti termotecnici.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:54:53

Gentile Sig. Gianfranco, la ringrazio per la domanda. "
Per domande così dettagliate consiglio anche la visione del sito www.caldaiasicura.it in cui è possibile porre tutte le domande più difficili all’esperto che risponde in modo semplice e dettagliato.
Tornando al comignolo: non è necessario alzare la canna fumaria, e di conseguenza il comignolo, all’altezza dei palazzi vicini anche perché la sua caldaia è a gas (metano presumo e il gas di scarico è del tutto inodore e non tossico visto che la combustione del metano con l’ossigeno dell’aria rende acqua e anidride carbonica).
Proprio per questa proprietà del metano lo scarico della caldaia potrebbe essere messo anche direttamente all’esterno del suo appartamento fosse esso al primo piano come all’ultimo.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:56:25

Gentile Sig. Nurabi, la ringrazio per la domanda. "
Il cavo dell’antenna se schermato può passare all’interno della canna fumaria a patto che non vi siano anche cavi elettrici.
Chiaramente escludo il caso in cui il camino possa essere utilizzato.
Nel caso in cui si volessero far passare anche cavi elettrici, è necessario che essi siano doppiamente isolati e posti il più lontano possibile dal cavo dell’antenna per evitare interferenze.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:57:43

Gentile Sig. Marco, la ringrazio per la domanda. "
La normativa prevede che le manutenzioni ordinarie siano a carico dell’inquilino mentre quelle straordinarie sono a carico del proprietario.
La presenza di umidità rientra nel secondo caso. È necessario provvedere a risarcire l’inquilino per i lavori di ripristino della parete: non è sufficiente tinteggiare nuovamente la parete, è necessario capire le cause e impermeabilizzare la parete per evitare che questo fenomeno poco gradito possa ripetersi. Per quanto riguarda i mobili .. non sono così sicuro ma non credo che queste spese competano al proprietario. (Provi a sentire l’amministratore!)
Da notare che questi lavori di ristrutturazione possono rientrare nella Tremonti-bis il che significa che è possibile detrarre il 36% delle spese.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:59:07

Gentile Sig.ra Silvia, la ringrazio per la domanda. "
È un po’ difficile dire che spese dovrà sostenere se non ho alcuna informazione sullo stato dell’immobile e sugli interventi da fare.
Le dispiacerebbe essere un po’ più precisa?

Spero di essere stato abbastanza esaustivo.
Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 15:59:35

Gentile Sig.ra Anna, la ringrazio per la domanda. "
Immagino non sia una cosa piacevole abitare in un appartamento a 17°C. Il problema potrebbe essere la potenza insufficiente della caldaia o della pompa. Così su due piedi è un po’ difficile trovare una soluzione, certo è che come protesta potrebbe evitare di pagare le spese di riscaldamento. Lo so che non è un consiglio simpatico ma se nessuno le da retta magari con questo metodo .. d’altra parte non usufruisce assolutamente del riscaldamento.
Oppure una soluzione un po’ più dispendiosa ma sicuramente più efficace è quella di mettere il riscaldamento e l’acqua calda autonoma. Avrà sicuramente dei benefici e potrà approfittare della Tremonti-bis e detrarsi il 36% dei costi sostenuti più altre eventuali agevolazioni in funzione della Regione in cui si trova.
Direi che questa seconda ipotesi è molto più efficace e le evita contestazioni inutili!

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 16:00:50

Gentile Sig. Stefano, la ringrazio per la domanda. "
Certo che può installare una caldaia, anzi, le consiglio di mettersi il riscaldamento autonomo così approfitta delle agevolazioni Tremonti-bis e di quelle per il riscaldamento autonomo a metano!

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 16:01:28

Gentile Sig. Gian Luca, la ringrazio per la domanda. "
L’impianto non sarebbe a norma ma il problema non è questo! Il problema è che in tavernetta dubito lei possa vedere la televisione. Infatti il campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico generato dai cavi elettrici (che dubito abbiano doppio isolamento e siano schermati!) creano delle interferenze tali da distorcere notevolmente il segnale della TV che corre lungo il cavo coassiale dell’antenna. Problemi particolari non ce ne sono, ma il disturbo che si genera non le permetterà di vedere la TV in tavernetta. Non è necessario fare lavori particolari! Deve solo sfilare il cavo della TV dalla guaina dei cavi elettrici e farlo correre in una guaina appositamente schermata e posta ad una certa distanza dai cavi elettrici.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Tue 8 Jan 2002 16:02:53

Gentile Sig.ra Francesca, la ringrazio per la domanda. "
Come dicevo pochi quesiti fa ad un/a amico/a del Forum,l’inquilino è il responsabile della caldaia. Non ha importanza che sia proprietario o sia in affitto! Da ciò si evince che le manutenzioni ordinarie sono di competenza dell’inquilino mentre quelle straordinarie, come ad esempio la sostituzione della caldaia, sono di competenza del proprietario. Questo, però, è opportuno evidenziarlo ogni volta che si sottoscrive un contratto di affitto, onde evitare questioni inutili.
Il non aver continuato a cercare di accendere la caldaia e l’aver chiamato un tecnico dimostra che ha il senso della sicurezza: non perché ha evitato un incidente ma perché, non sapendo da cosa fossero generati questi strani rumori, ha chiamato prontamente un tecnico.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 9 Jan 2002 11:41:28

Gentile Sig. Moreno, la ringrazio per la domanda. "
Per rispondere mi permetto di indicarle un link al quale potrà trovare più risposte: http://www.rcs.it/bravacasa/9809/ediliz.htm
Le spese per l’acquisto di una eventuale caldaia nuova sarebbero spese straordinarie a meno che il proprietario non abbia previsto, come manutenzione ordinaria, la sostituzione della caldaia dopo x anni (cosa assai remota!). Le consiglio di arrivare ad un accordo con il proprietario che potrebbe essere interessante per entrambi: poiché chi usufruisce della caldaia è l’inquilino direi che si potrebbe arrivare all’accordo di dividere a metà la spesa della nuova installazione caldaia compresa!
Per questa risposta le consiglio di rivolgersi anche ad un amministratore di condominio che sicuramente le può dare una risposta più precisa.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 9 Jan 2002 11:43:28

Gentile Sig. Mario la ringrazio per la domanda. "
Molto probabilmente la pavimentazione industriale sarà base di macchinari alimentati da energia elettrica. Direi che la rete elettrosaldata è la cosa migliore per creare la terra in un capannone industriale come per una cabina di trasformazione. Per questo motivo non dovrà essere collegata ad un nodo di terra ma fungerà essa stessa da terra per il nodo. Anche nel caso in cui si utilizzino dei picchetti.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 9 Jan 2002 11:44:19

Gentile Sig.ra Maria, la ringrazio per la domanda. "
Che io sappia la concessione edilizia è legata al progetto presentato ed all’utilizzo che si fa dell’immobile costruito. Cambiando la destinazione dell’immobile ritengo sia opportuno chiedere la revisione della concessione anche perché da 1 piano si passa a 2 piani.
Sicuramente allo sportello unico del comune di appartenenza della provincia in cui si sta edificando le sapranno dare maggiori informazioni a tal proposito.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 9 Jan 2002 11:45:29

Gentile Sig. Marcello, la ringrazio per la domanda. "
È molto simile al problema che ho io. In realtà per legge è possibile installare caldaie a gas a ridosso degli appartamenti a patto che queste siano opportunamente isolate da un punto di vista sonoro. Per di più la caldaia, installata nel cavedio aperto vicino alle mie finestre, non è del mio condominio ma di quello adiacente.
Abbiamo fatto tutte le prove acustiche possibili e di pochissimo rientra tutto nella norma.
L’unica cosa che posso consigliare è quella di richiedere una o più prove acustiche per verificare se il rumore emesso da codesta caldaia rientrano nei valori indicati dalla norma.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 9 Jan 2002 11:46:25

Gentile Sig.ra Dominik, la ringrazio per la domanda. "
Se la caldaia è a gas metano non ha grosse possibilità di scampo (si deve tenere lo scarico sotto la finestra) a meno che la sua casa non rientri nello statuto speciale di case sotto l’intendenza alle belle arti.
Viceversa se la caldaia è a legna o a gasolio, il proprietario della caldaia è obbligato a scaricare i fumi da un comignolo sul tetto; cioè la caldaia viene paragonata ad un camino.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 9 Jan 2002 11:47:13

Gentile Sig. Piero, la ringrazio per la domanda. "
L’abitazione di fronte alla sua deve obbligatoriamente posizionare lo scarico dei fumi sul tetto. Se questa è la situazione attuale e ciononostante il fumo di scarico raggiunge le sue finestre, deve rivolgersi all’ASL e porre questo problema. Si tratta di una questione ambientale che potrebbe essere scaturito dal fatto che non sono state rispettate le distanze edilizie.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 9 Jan 2002 11:47:58

Gentile Sig. Giancarlo, la ringrazio per la domanda. "
L’installatore dice il vero: è necessario dividere i due locali da una parete anche in cartongesso di 10 cm imbottito di lana di vetro con un isolamento in silicone dal garage. È tuttavia necessario creare un’apertura nel locale caldaia per far sì che ci sia una circolazione di aria.
Anche a lei, come ad un altro utente di questo Forum, consiglio la visione del link http://www.rcs.it/bravacasa/9809/ediliz.htm in cui si dice che la sezione minima dell’apertura per la ventilazione deve essere di 100 cm quadrati.
Per quanto riguarda la collocazione della cucina a gas a ridosso della caldaia non è stata una mossa rivolta alla sicurezza. Però non ci sono pericoli particolari, c’è solo il problema della concentrazioni di utenze a gas e autorimessa.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 9 Jan 2002 11:49:06

Gentile Sig. Umberto, la ringrazio per la domanda. "
Sarebbe necessario capire dove si trova questa nicchia e che tipo di caldaia è.
Facciamo delle ipotesi, sperando di azzeccare la sua situazione.
Ipotesi: La caldaia è di tipo “B” o “C” (non posso immaginare utilizzi una caldaia tipo “A”!!).
a) la nicchia l’ha creata all’interno di un cavedio presente all’interno della palazzina.
Il fatto che abbia utilizzato un cavedio è un fatto grave perché se c’è significa che è stato progettato ed eseguito per un motivo ben preciso e non certo per ospitare una caldaia anche se sicura come quella ipotizzata.
Questo è un problema e deve essere assolutamente rimossa e deve essere ricreato il cavedio come si presentava prima di eseguire il lavoro.
Il problema non è tanto una eventuale perdita di gas (cosa assai improbabile con le tecnologie di sicurezza oggi adottate nelle caldaie) ma il fatto che il cavedio è stato o totalmente o parzialmente occluso.
Magari all’interno di esso passano dei cavi elettrici o i cavi telefonici o per l’antenna ..
b) la nicchia l’ha creata all’esterno creando una nicchia utilizzando una intercapedine cieca (cioè non comunica con nulla) presente all’esterno della palazzina.
Problemi non sussistono se non per il fatto che la nicchia debba avere un’apertura verso l’esterno in modo da ventilare l’ambiente in cui si trova la caldaia.

In ogni caso prima di eseguire i lavori doveva fare una richiesta al consiglio condominale e, in base al tipo di installazione, doveva o no chiedere un permesso al comune.

Così su due piedi non è facile dare una risposta precisa, spero di esserle stato di aiuto.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 9 Jan 2002 11:51:00

Gentile Sig. Daniele, la ringrazio per la domanda. "
C’è da premettere che non è proprio di mia competenza; le posso dare una opinione.
Bisogna verificare se il suo vicino ha fatto un cambio di destinazione dei nuovi locali: da ripostiglio ad appartamento con relativa richiesta di vivibilità all’ASL.
Una volta fatto ciò ritengo opportuno che di comune accordo vi rivolgiate ad un amministratore di condominio e vi facciate consigliare cosa e come dividere delle spese condominiali.
Ritengo sia opportuno evitare un avvocato civilista, con tutto il rispetto, perché potrebbe rendere le cose ancora più complicate e lunghe.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 9 Jan 2002 11:51:59

Gentile Sig. Giuseppe - Catania, la ringrazio per la domanda. "
Potrebbe proprio essere la valvola di adduzione che ha una leggerissima perdita ed immette un po’ di acqua nel circuito. Provi ad aprire e chiudere la valvola in questione più volte perché potrebbe essersi incastrato un minuscolo sassolino o particella metallica che impedisce la completa occlusione della valvola. Monitorizzi spesso (1 volta ogni 1 o 2 settimane) il manometro della pressione e quando supera i 2 bar di pressione le consiglio di spurgare il circuito di riscaldamento eliminando oltre all’aria anche un po’ d’acqua anche se c’ìè da dire che l’eventuale aria che si possa essere formata o infiltrata difficilmente fa aumentare la pressione del circuito.
Ai tecnici che le vengono a fare la manutenzione della caldaia chieda di diventare terzi responsabili e si faccia compilare il libretto della caldaia in modo opportuno.
In questo modo se dovessero esserci dei problemi i primi a risponderne sarebbero proprio loro se il difetto non dipende da un errato utilizzo della caldaia ma da una scorretta manutenzione o installazione!

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Wed 9 Jan 2002 11:53:17

Gentile Sig. Pino - S.G.La Punta, la ringrazio per la domanda "
La cosa non è sinceramente una bella cosa. Molto probabilmente ha una piccola perdita nel circuito di riscaldamento. Io consiglierei di abbassare la temperatura dell’acqua di riscaldamento a 60°÷65°C e attendere qualche giorno per aspettare che la situazione termica si assesti.
Se il problema dovesse sussistere deve far controllare il circuito e vedere dove è possibile che perda qualche gocciolina d’acqua. L’abbassamento della temperatura potrebbe essere sufficiente perché va a ridurre eventuali dilatazioni che si vengono ad avere nelle giunture o nei raccordi con la conseguente uscita di acqua e l’entrata dell’aria.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Thu 31 Jan 2002 11:37:00

Gentile Sig. Pucci Claudio, la ringrazio per la domanda. "
Mi dispiace ma questo è un problema assai difficile da risolvere.
Se il panificio ha rifatto la canna fumaria non riesco sinceramente a capire come mai si ripresentino ancora i problemi che avevate prima della ristrutturazione. Probabilmente è necessario chiedere al panettiere di chiudere tutte le porte onde evitare che i fumi escano dal negozio.
Sarebbe interessante verificare quali lavori abbia fatto alla canna fumaria: sarebbe necessario verificare se il dimensionamento della canna è sufficiente a smaltire i fumi di scarico o no.
Di primo acchito, se il problema si ripropone significa che non è stato sufficiente la manutenzione ma è necessario intervenire in modo diverso.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Thu 31 Jan 2002 11:38:51

Gentile Sig.ra Cristina, la ringrazio per la domanda. "
Mi dispiace deluderla ma a questa domanda può risponderle un tecnico come pure l’amministratore.
Provi a riproporre la domanda al geometra collega di consulenze su questo sito.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Thu 31 Jan 2002 11:39:41

Gentile Sig. Filippo, la ringrazio per la domanda. "
Alcune risposte fa ho affrontato un problema simile indicando più di un link dove è possibile prendere visione delle tipologie delle caldaie.
Direi che è possibile installare caldaie tipo “B” e “C” a metano senza la necessità di porre lo scarico direttamente sul tetto ma sulla parete adiacente a quella su cui viene installata la caldaia.
Provi a sentire anche qualche altro installatore!

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Thu 31 Jan 2002 11:40:36

Gentile Sig.ra Cinzia, la ringrazio per la domanda. "
Generalmente la battuta di uno scalino è di circa 17 cm (cioè l’altezza di uno scalino!) mentre la profondità media è delle dimensioni di un piede quindi almeno 25÷30 cm.
Da queste misure se ne desume l’eventuale inclinazione delle rampe delle scale.
Per quanto riguarda il corrimano, sono dell’idea che se da contratto era previsto che ci dovesse essere il corrimano da entrambe le parti l’impresa debba assolvere a quanto pattuito.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Thu 31 Jan 2002 11:41:44

Gentile Sig. Andrea, la ringrazio per la domanda. "
Questo calcolo sembra banale ma preferisco sia un tecnico che conosce esattamente la disposizione e la conformità degli appartamenti. Le consiglio, quindi, di rivolgersi al tecnico che poi le installerà la caldaia (che consiglio a gas metano o GPL!) e le rilascerà la conformità dell’impianto.
Per quanto riguarda il bollitore le consiglio già di installare anche i pannelli solari per usufruire dei finanziamenti per l’utilizzo di fonti di energia alternativa e degli sgravi fiscali legati alla Tremonti bis.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Thu 31 Jan 2002 11:43:40

Gentile Sig. Luigi, la ringrazio per la domanda. "
Direi che potrebbe continuare a comportarsi come faceva con i proprietari precedenti.
Viceversa è necessario creare un’altra botola e mettere una parete che divide il sottotetto in due.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Thu 31 Jan 2002 11:44:13

Gentile Sig. Walter, la ringrazio per la domanda. "
Mi dispiace ma questa è materia dell’amministratore di condominio.
Sicuramente il geometra, collega di proprietaricasa, le saprà dare più informazioni di me.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Thu 31 Jan 2002 11:44:53

Gentile Sig. Gianni, la ringrazio per la domanda. "
Trattandosi di un intervento obbligatorio per legge, ritengo sia comparabile ad un intervento straordinario e quindi è di competenza del proprietario dell’appartamento.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Thu 31 Jan 2002 11:45:27

Gentile Sig.ra Monica, la ringrazio per la domanda. "
Per quanto riguarda le regole condominiali, queste deve chiederle al suo amministratore di condominio o al geometra collega di proprietari casa.
Per quanto riguarda la sostituzione della caldaia può addurre come motivazioni valide i costi esagerati legati ai consumi eccessivi dovuti al rendimento scadente della caldaia che oramai sta tirando le cuoia e che può presentare una serie di periodi di disservizi che verrebbero a gravare oltre che sul confort di una abitazione calda anche sul portafoglio, perché gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su caldaie vecchie generalmente sono più onerosi di quelli effettuati su quelle più moderne.
Inoltre se vagliate l’ipotesi di mettere il riscaldamento autonomo riuscireste a superare il problema del riscaldamento comune ed entrereste nelle condizioni di agevolazioni fiscali per il passaggio da gasolio a gas oltre che agli sgravi fiscali legati alla Tremonti bis.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Thu 31 Jan 2002 11:48:28

Gentile Sig. Paolo, la ringrazio per la domanda. "
Da questa sua esposizione colgo che il riscaldamento sia autonomo e che non abbia mai effettuato alcuna manutenzione annuale della sua caldaia.
Questo perché se avesse fatto ciò basterebbe chiedere al manutentore che le ha verificato annualmente l’efficienza della caldaia il certificato di conformità sempre che questo abbia i requisiti (è necessario che sia iscritto alla Camera di Commercio e che abbia un certo numero di anni di esperienza nel settore!)
Per quanto riguarda l’aspetto legale non dovrebbe incorrere in alcuna sanzione se decide di farsi fare questo attestato di conformità nel più breve tempo possibile.
Potrebbe addirittura richiedere ai vecchi proprietari eventuali spiegazioni.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Thu 31 Jan 2002 11:50:26

Gentile Sig. Alberto, la ringrazio per la domanda. "
Questa purtroppo non è materia di mia competenza; probabilmente il geometra che collabora con me a questo portale le potrà dare maggiori informazioni.
Mi permetto di proporle una mia considerazione.
In effetti l’illuminazione perimetrale è un deterrente per qualche malintenzionato che abbia cattive intenzioni.
Credo, comunque, che la prima cosa che può fare è farsi mostrare il verbale della riunione di condominio in cui è stato accettato l’intervento verificando anche i preventivi presentati da eventuali ditte installatrici.
Inoltre nel verbale dovrebbe essere motivata la scelta della ditta installatrice.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 11 Feb 2002 23:07:45

Gentile Sig. Paolo, la ringrazio per la domanda. "
Questa è una annosa questione che si presenta molto spesso nei condomini. In realtà lei usufruisce, seppur parzialmente, del riscaldamento comune almeno per quanto competono i millesimi relativi alle parti comuni.
Per questo motivo dovrebbe almeno pagare una parte di riscaldamento in quantità tale da non sobbarcare i condomini di spese eccessive legate alla manutenzione ordinaria e straordinaria e al consumo del carburante per il riscaldamento delle parti almeno comuni.
Potrebbe, altresì, proporre ai condomini di approfittare ancora per quest’anno dei finanziamenti e degli sgravi fiscali legati al passaggio dal riscaldamento condominiale a quello autonomo.
Le consiglio di sottoporre questo problema anche al geometra che collabora con me in questo portale: sarà, sicuramente, in grado di darle maggiori dettagli a tal proposito.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 11 Feb 2002 23:09:30

Gentile futuro collega Mauro, ti ringrazio per la domanda. "
Per quanto concerne il problema della caldaia a legna, giusto pochi giorni fa il Ministro dell’Ambiente Matteoli si è dimostrato molto contrario a tutte le tipologie di caldaie particolarmente inquinanti proponendo un pacchetto di finanziamenti per la conversione da riscaldamento a legna e gasolio a quello a metano per ovvi motivi di emissione di polveri ed agenti inquinanti.
Sicuramente il camino della caldaia a legna procurerà diversi disguidi sia a te che a tutti coloro che hanno una finestra nei paraggi del camino.
Per quanto riguarda la documentazione ti consiglio di andare al sito www.fuocoelegna.it all’interno del quale potrai trovare quanto più materiale desideri.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 11 Feb 2002 23:11:01

Gentile Sig. Massimiliano, la ringrazio per la domanda. "
Generalmente gli impianti termici autonomi non superano i 36 kW e quindi non è necessario un progetto. Il progetto, però, le consentirebbe di scegliere il numero corretto di elementi radianti da cui, poi, è possibile dedurre, con un margine di sicurezza + (20 ÷ 30)%, le kcal minime che la caldaia che deve acquistare deve avere.
Per legge non c’è alcuna richiesta di progettazione, però se poi il suo idraulico installatore ha stimato un numero di elementi inferiore o superiore oppure ha scelto una caldaia quando invece poteva o doveva sceglierne un’altra?
Quello che le consiglio è di scegliere un buon installatore (con una discreta esperienza ed iscritto alla Camera di Commercio) che le rilasci il certificato di idoneità dell’impianto termico e poi le consiglio di proporgli di diventare il terzo responsabile della sua caldaia in modo tale da “vincolarlo” a controlli annuali alla caldaia per una maggiore efficienza di tutto l’impianto termico.
Visto che c’è si faccia dare sia i calcoli effettuati (devono rispettare la Legge 10/91) sia uno schizzo dell’impianto. Naturalmente queste non sono carte con una valenza legale.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 11 Feb 2002 23:13:11

Gentile Sig. Lorenzo, la ringrazio per la domanda. "
Non necessariamente la caldaia va ad 1 litro / h.
Curioso come sistema di conteggio delle spese per il riscaldamento.
Dubbioso dell’amministratore, con tutto il rispetto parlando, lo deve sempre essere nel senso che sarebbe opportuno che regolarmente ad ogni assemblea condominiale richiedesse all’amministratore una relazione delle spese sostenute corredata da una idonea documentazione (fatture, contratti di manutenzione, di pulizia, etc). In effetti se si fanno due conti molto semplici: in base ai dati presentati
- 8,000 litri di carburante consumato
- 5,000 ore complessive rilevate
- 270 ore quelle conteggiate per il suo appartamento
- 1,100,000 Lit. il suo contributo al riscaldamento.
Ciò significa che se per 270 h si sono spesi 1,100,000 Lit. significa che 1 h di riscaldamento equivale a circa 4,075 Lit.; dunque per le 5,000 h si sono spesi circa 20,000,000 Lit. a fronte di 8,000 litri di gasolio e della manutenzione ordinaria della caldaia.
Mi sembra un po’ cara come gestione: 2,500 Lit. per litro di gasolio.
Però sarebbe necessario conoscere l’efficienza della caldaia, il contratto di manutenzione, etc.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 11 Feb 2002 23:14:50

Gentile Sig. Giovanni, la ringrazio per la domanda. "
Le stufe a pellets rientrano in quella categoria di “caldaie ecologiche” a bassa emissione. Le normative da rispettare e di cui tenere conto dovrebbero essere le solite:
- procedure operative per l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici secondo DPR 412/93 e DPR 551/99;
- Legge 10/91.

Ho cercato sul sito www.fuocoelegna.it e in quelli attinenti ma nessuno ha mai evidenziato, o meglio, parlato del sistema di scarico a parete.
L’unica cosa che ho trovato sul sito www.robur.it è “Scarichi a parete: il tribunale annulla l'ordinanza comunale” all’indirizzo http://www.robur.it/documentazione/notiziario3.html

Spero le possa essere di aiuto.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 11 Feb 2002 23:15:58

Gentile Sig. Claudio, la ringrazio per la domanda. "
Per questa semplice sostituzione la denuncia di inizio attività (DIA) non è necessario richiederla, può, però, approfittare degli sgravi fiscali legati alla Tremonti – bis che rientrano in tutti quelli che sono gli interventi straordinari oltre che approfittare dell’IVA al 10% o al 4% in base all’intervento effettuato.
Le consiglio di contattare quanto prima una persona più competente di me in materia fiscale per capire come meglio approfittare di questi sgravi.


Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 11 Feb 2002 23:17:47

Gentile Sig.ra Gabriella, la ringrazio per la domanda. "
Che io sappia una stireria è una attività con un notevole consumo di energia elettrica necessaria per scaldare le piastre e creare vapore.
A prescindere da ciò lei mette a disposizione un locale il cui impianto elettrico deve essere a norma e, in base alla Legge 46/90, deve rispettare la Regola dell’arte.
Alla luce di ciò ritengo che oltre a regolarizzare la messa a terra e il quadro generale (sia per l’illuminazione che per la forza motrice) dovrebbe accollarsi anche le spese relative alla distribuzione dell’energia all’interno del capannone.
Ritengo, però, che l’attività imprenditoriale svolta all’interno del capannone richieda una certa distribuzione specifica dei carichi elettrici.
Per questo motivo, sono dell’avviso che, in accordo con l’affittuario, dovrebbe almeno dividere le spese dell’impianto elettrico visto che chi ne usufruisce in tutto e per tutto è proprio l’attività commerciale al suo interno.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 11 Feb 2002 23:19:04

Gentile Sig. Paquale, la ringrazio per la domanda. "
Premesso che questa materia non è di mia competenza, le consiglio di porre il quesito al geometra che collabora con me a questo portale.
In ogni caso posso anticiparle che trattasi di manutenzioni straordinarie in cui unica competente ad assumere decisioni circa la manutenzione straordinaria di beni comuni è l’assemblea condominiale (ex articolo 1135, Codice Civile); però è prevista una eccezione nell’ipotesi di lavori che rivestono carattere di urgenza.
Infatti sia un singolo condomino (ai sensi dell’articolo 1134, Codice Civile) sia l’amministratore (ultimo comma dell’articolo 1135, Codice Civile) possono disporre l’esecuzione di opere relative a cose comuni senza la preventiva autorizzazione assembleare solo se appaiono indifferibili allo scopo di evitare un possibile, anche se non certo, pregiudizio.
Chiaramente il carattere d’urgenza va valutato secondo il criterio della buona fede.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 11 Feb 2002 23:20:07

Gentile Sig. Riccardo, la ringrazio per la domanda. "
Premesso che questa non è materia di mia competenza, le consiglio di porre il quesito al mio collega geometra che collabora al portale.
Le posso comunque esprimere la mia opinione.
Direi che vista la stagione invernale l’intervento non è molto indicato a meno che non si tratti di poche ore di lavoro.
Se potesse posticipare di qualche mese questo lavoro potrebbe non creare alcun disguido a nessuno, visto che ad aprile la caldaia oramai funziona per poche ore al giorno.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 11 Feb 2002 23:22:22

Gentile Sig. Andrea, la ringrazio per la domanda. "
Premesso che questa non è materia di mia competenza, le consiglio di sottoporre il quesito al geometra che collabora al portale.
Mi permetto di esporle una mia considerazione.
Alla luce di quale motivo si è adottato un coefficiente che va a completo vantaggio del primo piano per quanto concerne il riscaldamento? Da un punto di vista termico è vero che l’aria calda tende a salire ma comunque non vi è una logica molto tecnica. È come se, siccome gradatamente l’aria calda si accumula all’ultimo piano, i condomini del piano più alto dovessero pagare di più perché si avvantaggiano dell’aria calda che sale.
Direi che sono schierato dalla sua parte se fossero ben chiare tutte le condizioni.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 11 Feb 2002 23:24:00

Gentile Sig. Ivano, la ringrazio per la domanda. "
Direi che una volta messo a norma con canne fumarie e prese d’aria, le daranno la possibilità di usufruire oltre che del gas anche dell’acqua e dell’energia elettrica.
Fatto ciò un installatore regolarmente iscritto alla Camera di Commercio e con determinati requisiti potrà verificare l’impianto di riscaldamento e rilasciare l’attestato di conformità dell’impianto.
Le rammento che anche l’impianto elettrico deve essere messo a norma secondo la Legge 46/90 e successive revisioni.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Mon 11 Feb 2002 23:25:00

Novità "

A partire dalle domande di gennaio ho deciso di numerare e di indicare la data di inserimento del quesito per facilitare la ricerca della domanda cui la risposta fa capo.
Spero questo metodo possa rendere ancora più facile la comprensione delle risposte.
Mi scuso ancora per i ritardi. Ho adottato un altro metodo per stare al passo con le risposte, spero sia più efficace.
Rammento ancora che le domande relative a questioni amministrative non sono di mia competenza; per questo motivo vi chiedo di inviarle al geometra che collabora, GRATUITAMENTE come me, a questo portale perché potrà esservi sicuramente di aiuto.


Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.


" Mon 18 Feb 2002 22:42:15

Gentile Sig. Mauro, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 001 del 02-01-2002
Bell’ “esperto” quello che ha scollegato la terra!
Il salvavita, che altro non è che l’interruttore differenziale, interviene ogni volta che si verifica una differenza di corrente (http://www.proprietaricasa.org/elettrico.php).
Nel momento in cui lei tocca la parte in tensione si prende una bella scossa e fortunatamente l’interruttore differenziale interviene e le salva la vita.
Il fatto di avere o no la terra collegata nella spina sta proprio qui: se l’apparecchio elettrico ha un cattivo isolamento, significa che ha alcune parti in tensione.
Se questo apparecchio è munito di collegamento verso terra il differenziale avverte questo malfunzionamento e le impedisce di toccare qualcosa di pericoloso intervenendo prima ancora che lei possa toccarlo. Infatti per scrupolo se io attacco qualcosa alla spina e questo gesto fa intervenire il differenziale significa che qualcosa non va e la porto da un BRAVO tecnico.
Viceversa se non vi fosse il collegamento di terra, non ravviserei questo pericolo perché il differenziale non scatta.
Esso scatta nel momento in cui l’utilizzatore lo tocca e si becca una bella scossa.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Mon 18 Feb 2002 22:44:16

Gentile Sig. Pietro, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 002 del 04-01-2002
Mi dispiace averla fatta attendere così tanto tempo per sentirsi dire che questa non è materia di mia competenza.
Molto probabilmente il geometra che collabora, come me, a questo portale, le saprà dare maggiori spiegazioni.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Mon 18 Feb 2002 22:45:07

Puntualizzazione - 001 "

A quanti mi chiedono se lo scarico della caldaia può essere messo a parete o deve essere portato sul tetto, riporto il comma 9 dell’articolo 5 (Requisiti e dimensionamento degli impianti termici) del D.P.R. del 26 agosto 1993 n° 412 (Limiti di esercizio degli impianti termici) a scanso di eventuali dubbi che anch’io, ahimè, ho portato avanti.
Premetto che la tecnologia di oggi, comunque, permette di avere una combustione del metano (non GPL) talmente precisa che gli scarti della combustione sono pressoché Anidride Carbonica e Vapore Acqueo; il Monossido di Carbonio risulta essere una quantità talmente esigua da essere trascurata. Aggiungo, pure, che il Monossido di Carbonio ha un peso specifico che è maggiore rispetto a quello dell’aria e quindi tende a scendere.

comma 9 art. 5 del DPR 412/93
“9. Gli edifici multipiano costituiti da più unità immobiliari devono essere dotati di appositi condotti di evacuazione dei prodotti di combustione, con sbocco sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta dalle norme tecniche UNI 7129, nei seguenti casi:
- nuove installazioni di impianti termici, anche se al servizio delle singole unità immobiliari,
- ristrutturazioni di impianti termici centralizzati,
- ristrutturazioni della totalità degli impianti termici individuali appartenenti ad uno stesso edificio,
- trasformazioni da impianto termico centralizzato a impianti individuali,
- impianti termici individuali realizzati dai singoli previo distacco dall'impianto centralizzato.
Fatte salve diverse disposizioni normative, ivi comprese quelle contenute nei regolamenti edilizi locali e loro successive modificazioni, le disposizioni del presente comma possono non essere applicate nei seguenti casi:
- mera sostituzione di generatori di calore individuali,
- singole ristrutturazioni degli impianti termici individuali già esistenti, siti in stabili plurifamiliari, qualora nella versione iniziale non dispongano già di sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto dell'edificio.
Resta ferma anche per le disposizioni del presente articolo l'inapplicabilità agli apparecchi non considerati impianti termici in base all'art. 1, comma 1 lettera f), quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacqua unifamiliari.”


Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 21 Feb 2002 14:35:12

Gentile Sig. Mauro, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 003 del 05-01-2002
È un po’ difficile dire se è colpa di un cattivo isolamento del solaio o del fatto che sia stato scelto di mettere un piano sopra al porticato.
In ogni caso doveva essere previsto un isolamento maggiore, proprio per evitare questo problema di trasmissione del calore.
Inoltre molto importante è la copertura del solaio: sul pavimento sono state messe piastrelle, cotto o ceramica? Se fosse così lo sbalzo di temperatura è maggiormente percepibile.
Se, invece, fosse stato messo del parquet, il problema sarebbe stato di molto limitato.
Se la costruzione ma, soprattutto, se il progetto dell’immobile è stato presentato dopo la entrata in vigore del D.Lgs. 494/96 dovrebbe esserci il fascicolo dell’opera nel quale sono indicati tutti i materiali utilizzati per la costruzione e le relative caratteristiche tecniche.
Se, invece, l’immobile è antecedente a questa data si potrebbe chiedere al progettista e/o alla impresa che ha eseguito i lavori che sistema di isolamento ha adottato.
Ritengo non sia il caso di partire con una causa civile contro l’impresa ma di cercare di ottenere tutte le informazioni possibili per ovviare al problema.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Fri 22 Feb 2002 09:49:34

Gentile Sig. Alfonso, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 004 del 06-01-2002
Se sono state rispettate le norme tecniche UNI 7129 non può fare tanto. Potrebbe incaricare l’amministratore del palazzo di chiamare quelli dall’ASL per un controllo igienico-sanitario.
Quello che potrebbe succedere è che facciano fare delle modifiche ai camini, come ad esempio potrebbero alzarli un po’ di più.
Immagino non sia una cosa piacevole ma questo è il problema di chi vive all’ultimo piano, purtroppo.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 22 Feb 2002 09:50:50

Gentile Sig. Federico, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 005 del 06-01-2002
Immagino che basti l’idraulico per calcolare la superficie totale radiante dei termosifoni. Infatti questi fa una dichiarazione di conformità e di tenuta dell’impianto corredando il tutto con un calcolo di superficie radiante timbrata e siglata.
Così facendo l’amministratore deve accettare il calcolo effettuato dall’idraulico e con esso ricalcolare i millesimi.
Chiaramente l’idraulico deve avere tutti i requisiti per far ciò.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Mon 25 Feb 2002 23:05:08

Gentile Sig. Saverio, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 006 del 06-01-2002
Queste sono classiche beghe condominiali che si presentano anche nel caso di abitazioni adiacenti.
Se l’immobile è stato progettato dopo il 1996 dovrebbe esserci un fascicolo dell’opera all’interno del quale dovrebbero esserci i vari computi metrici dei materiali usati. Ritengo sia poco probabile che non abbiano schermato in modo opportuno una canna fumaria anche perché generalmente si utilizzano dei materiali prefabbricati.
Innanzitutto deve spostare la scatola di derivazione del telefono perché ovviamente quella posizione non è la più consona.
La normativa prevede solo che la canna fumaria venga fatta con materiali consoni alla tipologia di utilizzo (quindi materiale che resista al calore e non lo trasmetta se non in modesta quantità).
Per il risarcimento dei danni ritengo sia troppo impegnativo e rischierebbe di protrarre una causa civile nei confronti della impresa che non so quanto le possa giovare.
Potrebbe, viceversa, chiedere all’impresa come mai ha questo problema e come possono intervenire.
Ritengo che non valga la pena rompere tutta la parete in corrispondenza della canna fumaria, potrebbe, altresì, mettere un sottile strato isolante specifico e coprire tutto con una parete di cartongesso di pochi millimetri di spessore.
Con un intervento così modesto risolverebbe questo problema senza rischiare di rimetterci in denaro e in “versamenti di bile” dovuti al nervoso che la burocrazia italiana provoca a seguito delle lungaggini procedurali.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Mon 25 Feb 2002 23:07:30

Gentile Sig. Andrea, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 007 del 07-01-2002
Non ci sono conti da fare .. in base al numero e al tipo di camini che scaricheranno i prodotti della combustione (immagino 1) e all’altezza della canna fumaria si scelgono i materiali già prefabbricati idonei. Bisogna conoscere la tipologia del materiale bruciato: Legno/Carbone, Gasolio o Gas perché le dimensioni e i materiali possono essere diversi.
Oppure se vuole procedere in un altro modo sicuramente il commerciante che le vende il camino è in grado di dirle, in base ad una tabella, che dimensioni deve avere la canna fumaria.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Mon 25 Feb 2002 23:08:46

Gentile Sig. Maurizio, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 008 del 07-01-2002
In effetti non ha tutti i torti. Certo è che il gestore del portale a cui faccio consulenza non la pensa proprio come me sul libretto del fabbricato.
http://www.proprietaricasa.org/libretto.php
Ritengo, invece, che se fatto in modo intelligente il libretto del fabbricato faccia chiarezza su quali sono gli interventi necessari a mantenere l’immobile ancora “staticamente” efficiente e non rischi di implodere in se stesso a seguito di un cedimento strutturale.
Per questo motivo, se vuole essere tranquillo, dovrebbe contattare un tecnico preferibilmente un ingegnere civile strutturista (senza nulla togliere ad architetti e o a geometri) e da questo far fare dei rilievi sullo stato di salute della struttura portante.
Sulla base di molte valutazioni, che non durano poche ore o un giorno ma settimane di misurazioni e test di elasticità strutturale, un esperto è in grado di rilasciare una documentazione completa di quello che è lo stato in essere del palazzo e degli eventuali interventi urgenti o necessari da effettuare per una sicura stabilità.
Un palazzo del ’35 comincia ad avere i suoi annetti però non è detto che sia meno sicuro di un palazzo con 50’anni in meno!
Dipende tutto da come è stato mantenuto!

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Fri 1 Mar 2002 10:45:30

Gentile Sig. Giuseppe, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 009 del 07-01-2002
Se sono cavi che partono dal magnetotermico li considero montanti (o facenti parte della colonna montante) e in quanto tali dipendono da qual è la loro lunghezza.
Generalmente la tabella a cui faccio riferimento è quella CEI-UNEL 35024/1 in cui si prevede una sezione che va dai 4 mmq ai 16 mmq in base alla lunghezza massima del montante: da 19 fino a 74 m.
Ad esempio. Per lunghezze inferiori ai 19 m la sezione del cavo consigliata è di almeno 4 mmq, per lunghezze comprese tra i 19 e i 28 m la sezione del cavo consigliata è di almeno 6 mmq.
Analogamente per potenza max impegnata pari a 6kW nella stessa tabella si indicano sezioni diverse in funzione della loro lunghezza.
Ad esempio. Per lunghezze inferiori ai 23 m è consigliata una sezione di cavo almeno di 10 mmq a salire man mano che aumenta la lunghezza.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Fri 1 Mar 2002 10:47:17

Gentile Sig. Nicola, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 010 del 08-01-2002
Mi piacerebbe sapere che motivazione ha addotto l’idraulico per non rilasciarle la certificazione di tenuta dell’impianto e di conformità degli scarichi.
In pratica ritengo si ricada nel solito comma 9 dell’art. 5 del D.P.R. 412/93 in base al quale se dovesse installare una caldaia moderna a bassissime emissioni potrebbe anche adottare lo scarico a parete perché si tratterebbe di mera sostituzione del generatore di calore individuale o di singole ristrutturazioni degli impianti termici individuali già presenti, siti in stabili plurifamiliari, qualora, nella versione iniziale, non dispongano già di sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto dell’edificio.
Nel qual caso non dovrebbe chiedere alcuna autorizzazione a nessuno per far passare la nuova canna fumaria perché le basterebbe aprire un foro sulla sua parete.
Se, viceversa, pensasse di rientrare nel caso contrario evidenziato dal comma 9 dell’art. 5 del D.P.R. 412/93 dovrebbe chiedere ai proprietari soprastanti l’autorizzazione al passaggio oltre che accollarsi tutti i costi da essi sostenuti per il ripristino della situazione.
Secondo me se lei ha semplicemente sostituito la caldaia non avrebbe dovuto “perdere” l’erogazione del gas.
Direi che è una situazione alquanto strana.
In ogni caso potrebbe mettere una canna fumaria esterna al palazzo (per intenderci quelle orribili metalliche) che corre lungo tutta la parete esterna fino ad arrivare sul tetto dove dovrebbe scaricare. Questo, ritengo, sia l’intervento più economico se deve necessariamente evacuare i prodotti della combustione dal tetto!
Le consiglio di porre il quesito anche al geometra che collabora con me a questo portale.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Fri 1 Mar 2002 10:52:24

Gentile Sig. Francesco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 011 del 10-01-2002
La canna fumaria in Eternit deve essere assolutamente rimossa anche perché l’inutilizzo comporterebbe un rapido degrado e conseguente dispersione di particelle di amianto nell’aria: cosa assai pericolosa anche per la sua incolumità.
Chiaramente il lavoro deve essere svolto da una azienda specializzata.
La caldaia ecologica con scarico a parete andrebbe un po’ contro le disposizioni del DPR 412/93 ma ritengo possa essere installata perché ha emissioni al di sotto di determinate soglie.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Fri 1 Mar 2002 10:53:36

Gentile Sig. Aldo, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 012 del 13-01-2002
Il comma 3 dell’art. 7 del D.P.R. 412/93 che, a sua volta, richiama il comma 6 dell’art. 26 della Legge 10/91, parla di edifici di nuova costruzione la cui concessione edilizia sia stata rilasciata dopo il 18 luglio 1991.
Questi edifici devono essere progettati e realizzati in modo tale da consentire l’adozione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore per ogni singola unità immobiliare.
Mentre il comma 1 dell’art. 7 del D.P.R. 412/93 prevede specificatamente gli impianti termici di nuova installazione e quelli soggetti a ristrutturazione.
Quindi in definitiva se l’impianto attuale risale a prima del 1993 non si è obbligati ad installare apparecchiature atte a contabilizzare il calore mentre per tutti quegli impianti successivi a questa data si ricade in questo articolo.
Va da sé che chi le ha detto che deve installare i dispositivi necessari per la termoregolazione e la contabilizzazione è nel giusto.
I riferimenti normativi sono Legge 10/91 e D.P.R. 412/93.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Mon 4 Mar 2002 14:37:14

Gentile Sig. Marcello, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 013 del 16-01-2002
Quando una impresa edile acquista un ponteggio gli viene fornita anche la documentazione tecnica del ponteggio nella quale sono indicate le caratteristiche di sollecitazione in funzione dei carichi e gli schemi di come va installato in ponteggio.
Inoltre su ogni componente ci deve essere una punzonatura per garantire che ogni pezzo fa parte del ponteggio ed è certificato dall’azienda produttrice.
Molto probabilmente vogliono avere queste documentazioni, oltre alla DIA.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Mon 4 Mar 2002 14:38:12

Gentile Sig.ra Paola, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 014 del 17-01-2002
È un bel cruccio e di certo non la invidio davvero anche se mi trovo in una situazione simile da ben 10 anni!
Per risponderle, siccome non conosco la normativa specifica, le racconto cosa ho fatto io per cercare di tutelare la mia salute.
Ho chiamato l’amministratore del condominio di fianco (in quanto la caldaia è stata installata nel cavedio che divide i due condomini) e gli ho fatto notare del disturbo cui ero soggetto.
Abbiamo nominato due periti di parte (ognuno il suo) e un terzo che doveva svolgere la funzione di “arbitro”.
Abbiamo fatto tutte le misure del caso ed era tutto al di sotto della norma prevista di pochissimo. Mi sono accorto, però, che la caldaia, durante i test, non raggiungeva mai i livelli acustici quotidiani ma di gran lunga inferiori!
Ho fatto notare questo al mio perito e all’”arbitro” ma a nulla è valsa la mia protesta!
In sostanza i tecnici della controparte avevano insonorizzato momentaneamente la parte del bruciatore e, terminati i test, hanno ripristinato tutto come in precedenza.
In questo modo, nonostante sollecite proteste non sono riuscito a spuntarla.
Le posso garantire che i rumori a bassa frequenza che vengono emessi, certe volte, sembra prendano il petto creandomi un certo disagio e un malessere fisico.
L’insonorizzazione ritengo sia la soluzione migliore: esistono oggigiorno delle soluzioni veramente efficienti che abbattono il rumore anche del 35-40%.
Se poi c’è il problema della canna fumaria è possibile utilizzare degli altri materiali specifici che vanno applicati attorno ad essa che abbattono anch’essi il rumore.
Il problema del rumore causato dalla caldaia si verifica nella fase in cui avviene la combustione, i suoni che si producono sono vicini all’estremo inferiore dello spettro di frequenze che l’orecchio umano riesce a sentire.
Questo range di frequenze non sono così facilmente abbattibili.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Mon 4 Mar 2002 14:40:46

Gentile Sig. Antonio, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 015 del 17-01-2002
Le ciabatte si possono paragonare a delle prese a muro, queste devono essere dimensionate in modo tale da sopportare con disinvoltura il carico elettrico che gli viene richiesto quando un elettrodomestico è in funzione.
Per questo motivo è fondamentale che il cavo di raccordo tra la ciabatta e la spina sia in perfette condizioni e sia tale da sopportare un certo assorbimento di corrente. Più è grosso il cavo più resistente è sia a eventuali assorbimenti di corrente ma, soprattutto, ai traumi dovuti a impatti del cavo con superfici o carichi o stress dovuto a trazioni.
Infatti se camminiamo sopra il cavo della ciabatta non ci sono grossi problemi ma se ci cade sopra un qualcosa di pesante, esso provoca un trauma ai fili di rame che lo compongono come pure all’isolamento.
Se, ad esempio, colpiamo (anche con un solo colpo) ogni giorno il cavo della ciabatta con un martello dopo un mese il cavo elettrico è in “crisi” perché l’isolamento sicuramente non ha più quelle caratteristiche di tenuta elettrica che aveva prima e molti fili di rame che formano il cavo si sono sicuramente rotti o alterati.
In queste condizioni, se ci colleghiamo un elettrodomestico in funzione che assorbe una certa potenza, potrebbe capitare che dopo un po’ di tempo il cavo diventi talmente caldo da far incendiare la guaina esterna provocando così un bel incendio.
Con questo voglio dire che le ciabatte, come pure gli adattatori a più prese, sono molto sicuri ed efficienti ma è necessario sostituirli se hanno subito delle evidenti malformazioni dovute a incidenti.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Mon 4 Mar 2002 14:43:00

Gentile Sig. Marco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 016 del 17-01-2002
Generalmente le spese di manutenzioni straordinarie sono di competenza del proprietario mentre quelle ordinarie sono di competenza dell’inquilino dell’appartamento; ma se questo non ha mai provveduto a mantenere in perfetta efficienza la canna fumaria di evacuazione dei prodotti di combustione del suo caminetto, ritengo che, anche se si tratta di manutenzioni straordinarie, competono tutte al lei.
Per di più la sua non curanza ha provocato anche dei danni a terzi che devono essere rimborsati.
Per quanto riguarda il materiale di cui è composta la canna fumaria, potrebbe chiedere al proprietario del suo appartamento di accollarsi le spese di sostituzione della canna fumaria in quanto composta da sostanza cancerogena (amianto) e rientrante nella legge sull’amianto.
È una situazione abbastanza complessa, le consiglierei di chiedere anche al geometra, che collabora con me in questo portale, se esiste qualche legge o normativa specifica per la rimozione obbligatoria di Eternit o amianto.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 7 Mar 2002 01:15:01

Gentile Sig. Ziello, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 017 del 19-01-2002
Il suo installatore non ha tutti i torti, in effetti il riscaldamento sotto il pavimento è molto utilizzato nei paesi nordici ma qui in Italia non è ancora diffuso.
Siamo ancora abituati ai radiatori o ai termoconvettori.
Sicuramente il sistema ha un costo che è un po' più alto rispetto a quello tradizionale.
La avverto, però, che l'efficienza di questo nuovo metodo di riscaldamento dipende molto dalla tipologia della pavimentazione che ha intenzione di adottare.
Io le consiglio di rimanere sui classici termosifoni (perché lasciare la via che si conosce per quella nuova e sconosciuta??) che hanno il difetto di essere un po' ingombranti ma sono facilmente regolabili!
In ogni caso si complimenti con il suo installatore perché pochi sono informati su questo sistema di riscaldamento.
A questo punto le consiglio di farsi proporre il riscaldamento dell'acqua sanitaria a pannelli solari così può anche usufruire di ulteriori finanziamenti per lo sfruttamento dell'energia pulita oltre che degli sgravi fiscali legati alla Tremonti - bis.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 7 Mar 2002 01:16:27

Gentile Sig. Livio, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 018 del 22-01-2002
Mediamente ogni casa produttrice di termosifoni indica, nel codice degli elementi, anche le caratteristiche di emissione di ogni elemento.
In base a ciò, ipotizzando che la temperatura dell’ambiente da riscaldare debba essere circa 20÷21°C e che la forma degli elementi sia pressoché standard, si deve calcolare, mediamente, un elemento ogni circa 20÷25 mc.
Chiaramente il valore che si ottiene viene moltiplicato per un coefficiente correttivo (maggiore di 1) per poi essere approssimato per eccesso.
Il coefficiente correttivo tiene conto delle condizioni climatiche, della coibentazione e di una serie di considerazioni che il progettista o l’installatore effettua sulla base della propria esperienza.
Come vede non c’è una formula precisa, anzi, è opportuno fare delle considerazioni molto approfondite per sfruttare al massimo le caratteristiche degli elementi che vengono installati.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 7 Mar 2002 01:20:33

Gentile Sig. Beppe, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 019 del 23-01-2002
Anche secondo me è colpa della pressione dell’acqua oppure il termostato dell’acqua calda è tarato male.
Dovrebbe far verificare l’erogazione dell’acqua calda e la pompa: infatti il bruciatore dovrebbe iniziare a funzionare quando l’acqua presente dentro il serbatoio di accumulo scende al di sotto di una certa temperatura cosicché l’acqua, all’uscita del suo rubinetto, sarà un pochino più fredda ma senza scendere al punto di gelare sotto la doccia.
Dunque per capire e risolvere il problema dovrebbe far verificare quanto sopra indicato.
Se nonostante tutto ciò dovesse continuare ad avere lo stesso problema significa che la potenza della caldaia non è sufficiente (ma questo lo dubito fortemente: generalmente le caldaie ultima generazione, entro le 30,000 kcal, hanno una erogazione di circa 12 litri al minuto di acqua calda alla temperatura di 75-90°C).

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 12 Mar 2002 16:29:10

Gentile Sig. Alessandro, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 020 del 23-01-2002
Mi piacerebbe rispondere positivamente alla sua domanda ma questo non è proprio di mia competenza. Potrebbe chiederlo al geometra che collabora con me a questo portale oppure cercare in internet attraverso i motori di ricerca.
Una volta trovate le indicazioni sulle leggi e sulle norme tecniche allora può fare una domanda più specifica chiedendo chiarimenti su alcuni punti.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 12 Mar 2002 16:29:34

Gentile Sig. Armando, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 021 del 24-01-2002
Non è materia di mia competenza ma le posso dare una mia opinione.
Sicuramente deve fare denuncia di cambio destinazione facendo richiesta di abitabilità; oltretutto la tassa ICI cambia in funzione della destinazione dei locali.
Provi, comunque, a sottoporre la stessa domanda anche al geometra che collabora con me a questo portale.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 12 Mar 2002 16:29:57

Gentile Sig. Angelo, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 022 del 24-01-2002
Se fossi in Lei recapiterei nuovamente la stessa lettera inviata il 2/1/2001 esponendo, in modo più esaustivo, le motivazioni dell’intervento.
Sempre che il palazzo non sia tutelato da vincoli urbanistici - architettonici, lei può tranquillamente, anzi, deve fare il foro per rispettare la normativa.
Se l’amministratore conosce le leggi e le norme tecniche bene, altrimenti .. mandi una lettera ai condomini chiedendo la sostituzione di un amministratore non idoneo a svolgere la mansione assegnata per evidente incompetenza.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 12 Mar 2002 16:30:22

Gentile Sig. Carlo, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 023 del 24-01-2002
Questa risposta non è così semplice.
I muri interrati mediamente vengono protetti da guaine o da trattamenti idrorepellenti.
La difficoltà della risposta è dovuta al problema della risalita capillare dell’acqua attraverso la struttura a contatto con il terreno e i materiali che vengono utilizzati: si sono utilizzati materiali idrofili (assorbono l’acqua) o idrofobi (completamente idrorepellenti)?
Inoltre che sostanze impermeabilizzanti sono state usate? Questo perché sostanze impermeabilizzanti come il SILANO possono provocare dei problemi legati alla efflorescenza sulle murature o, ancora peggio, alla subflorescenza dentro le murature.
Ad una domanda così generica posso rispondere con una risposta altrettanto generica mettendola sull’avviso che per evitare qualsiasi problema dovuto all’umidità deve rivolgersi a ditte specializzate con buone competenze.
Ho potuto lavorare con i tecnici e con i prodotti della MAPEI e Le assicuro che sono riusciti a intervenire anche in contesti in cui sembrava oramai non ci fosse più alcuna soluzione.
Se vuole mi può contattare direttamente alla mia casella di posta elettronica info.impianti@libero.it per avere i numeri di telefono degli agenti di area.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 12 Mar 2002 16:30:50

Gentile Sig.ra Elisabetta, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 024 del 25-01-2002
Queste sono tutte opere straordinarie e quindi tutte di competenza del proprietario dell’appartamento e non dell’inquilino.
Se il proprietario volesse far pagare l’intervento all’inquilino in affitto lo può fare ma l’affitto dei mesi successivi viene decurtato dalle spese sostenute.
In sostanza il lavoro se lo paga, com’è giusto in questo contesto, il proprietario.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 12 Mar 2002 16:31:15

Gentile Sig. Fabio, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 025 del 27-01-2002
Per una dimostrazione di cortesia nei confronti dei condomini dovrebbe avvertirli dell’intervento che ha intenzione di eseguire scusandosi degli eventuali disguidi provocati dal via vai degli operai, dai rumori e dallo sporco da essi provocano a seguito delle polveri che si genereranno.
Poi dovrebbe farsi consigliare da una persona competente sulla collocazione del camino: non vicino ad una colonna portante, non vicina alla terrazza di un attico, è necessario ripristinare in modo adeguato la copertura isolante del tetto etc.
Da un punto di vista burocratico dovrebbe verificare, in quanto committente, il POS (Piano Operativo di Sicurezza) dell’impresa che le fa il lavoro perché degli operai saranno soggetti al rischio di caduta dall’alto perché opereranno sopra il tetto.
La DIA, sinceramente, non so se sia necessaria depositarla.
Per una maggiore chiarezza le consiglio di porre il quesito anche al geometra che collabora con me a questo portale.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 12 Mar 2002 16:31:44

Gentile Sig.ra FLPAZZA, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 026 del 27-01-2002
È necessario avvertire l’amministratore di condominio della scelta dopodiché è necessario vedere quali sono gli interventi che devono essere fatti all’impianto di riscaldamento che attraversa il suo appartamento.
Inoltre bisogna anche individuare il punto più conveniente dove installare la caldaia e attraverso dove far evacuare i gas di scarico (sicuramente per il solito DPR 412/93 sul tetto).
Dovrebbe chiedere al suo idraulico di fiducia una analisi di fattibilità e i conseguenti preventivi per rendersi conto del costo e dei tempi di intervento.
Le rammento, pure, che dovrà comunque partecipare con una quota minima alle spese condominiali di riscaldamento.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 12 Mar 2002 16:32:13

Gentile Sig. Luigi, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 027 del 28-01-2002
Questa non è materia di mia competenza, le consiglio di chiederlo al geometra che collabora con me a questo portale; mi permetto, però, di esprimerle una mia opinione.
È necessario prendere visione del regolamento contrattuale del condominio; generalmente per i condomini che non ci abitano per tutto il periodo in cui funziona il riscaldamento è prevista una esenzione del 70% delle spese, su loro preventiva richiesta.
Questa non è una legge specifica, è una regola che spesso si trova nel regolamento contrattuale.
Chiaramente queste disposizioni regolamentari possono essere modificate se esiste la unanimità dei voti.
Comunque le rammento che è sempre possibile trasformare l’impianto centralizzato in impianti unifamiliari a gas, dotando ciascuna unità immobiliare di riscaldamento autonomo, a norma della legge 10/91.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 19 Mar 2002 07:55:19

Gentile Sig.ra Mara, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 028 del 28-01-2002
Si ricade sempre nel D.P.R. 412/93.
In particolare il comma 1 dell’art. 7 dice:
“1. Fermo restando che gli edifici la cui concessione edilizia sia stata rilasciata antecedentemente all'entrata in vigore del presente decreto devono disporre dei sistemi di regolazione e controllo previsti dalle precedenti normative, le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano agli impianti termici di nuova installazione e nei casi di ristrutturazione degli impianti termici.”
La contabilizzazione non è prevista nelle precedenti normative, infatti il conteggio è sempre stato fatto in base ai millesimi.
Ritengo, però, che se l’assemblea della riunione condominiale ritiene opportuno installare un sistema di contabilizzazione del calore utilizzato questo possa essere fatto.
È necessario rivolgersi all’amministratore di condominio il quale dovrebbe conoscere meglio di me tale procedura.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 19 Mar 2002 07:57:13

Gentile Sig.ra Irene, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 029 del 29-01-2002
Ahimè i muri devono essere un po’ “rovinati” per far passare, rispettando la regola dell’arte e le norme tecniche relative, i tubi di gas metano che andranno ad alimentare la caldaia: essi possono correre all’esterno solo se contenuti all’interno di un altro tubo avente un diametro di 1 cm più grande del tubo del gas e reso completamente stagno in modo da contenere eventuali fughe di gas.
Per i tubi dell’acqua calda che andranno a riscaldare i “termosifoni”, essi possono rimanere esterni (un po’ bruttini ma possono correre all’interno della stanza) come quelli per l’acqua sanitaria che dovranno, poi, raccordarsi ai rubinetti dei lavabi o similari.
Essendo un intervento di manutenzione straordinaria può rientrare nei casi che le consentono di attingere alle sovvenzioni e agli sgravi fiscali (Tremonti bis).
L’importo delle spese da sostenere non lo so indicare, dovrebbe rivolgersi a più installatori (2 o 3) e farsi fare un preventivo di massima e scegliere quello che le fa spendere meno e, soprattutto, le dà assistenza. (Attenzione che questo tecnico deve essere regolarmente iscritto alla Camera di Commercio e deve essere abilitato a svolgere questi lavori!).
Inoltre, una volta eseguito il lavoro le rilascia il certificato di conformità dell’impianto.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 19 Mar 2002 08:06:24

Gentile Sig. Davide, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 030 del 29-01-2002
Presumibilmente un container è una costruzione provvisoria e quindi è consigliabile utilizzare delle stufe elettriche, facilmente orientabili e a rischio limitato (sempre che qualche genio non ci appoggi qualcosa sopra o lo metta a una brevissima distanza).
È solo questione di valutazione dei rischi e delle misure atte a ridurre al minimo il pericolo che queste fonti di calore possono provocare.
La stufa elettrica non ha molte controindicazioni, nemmeno quella a metano ma l’ambiente, essendo piccolo, angusto e con una scarsa ventilazione richiederebbe delle precauzioni troppo importanti.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 19 Mar 2002 08:07:31

Gentile Sig. Pierino, la ringrazio per l’intervento. "
Non voglio innescare alcuna polemica perché ognuno è libero di pensarla come crede.
Le posso dare ragione sul ritardo delle risposte ma le rammento che il servizio è gratuito e in quanto tale non prevede alcuna tempistica precisa nella risposta.
Inoltre il lavoro mi impegna molto e non sempre ho tempo per rispondere ai quesiti che prevedevo fossero pochi al mese.
Dall’inizio dell’anno ho deciso di numerare i quesiti per consentire un più semplice collegamento della risposta alla domanda e per capire esattamente quanti interventi sono stati fatti.
Che poi le mie risposte la facciano sorridere .. ciò mi riempie di gioia! Si immagini che barba sarebbe se fossero tutte risposte tecniche con numeri e tabelle incomprensibili a chi non è del settore.
Chiedere di chiudere questo punto di incontro e di scambio di informazioni è lecito però sarebbe molto più bello se si tenesse i commenti per sé senza creare disturbo a quanti, invece, si sono ritagliati quest’area per un dibattito informale.
Inoltre sfruttando l’anonimato e un nome così simpatico (mi soggiungono alla mente i film di Alvaro Vitali) mi fa credere che non sia proprio una persona così simpatica.
Con questo commento spero di non essere stato offensivo e comunque mi assumo personalmente tutte le responsabilità.
La pregherei, inoltre, di non invadere questi spazi con commenti inutili. Se deve scrivere qualcosa lo scriva direttamente in e-mail al sottoscritto e/o ai gestori del sito che operano anche nel suo interesse.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 19 Mar 2002 08:09:17

Gentile Sig. Maurizio, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 031 del 29-01-2002
Per quanto riguarda gli studi medici (dentisti, veterinari etc) devono rispettare la normativa specifica per quanto riguarda l’impianto elettrico.
Per quel che riguarda i rumori conseguenti all’esercizio della professione si potrebbe consigliare di predisporre tutti quegli accorgimenti per rendere l’attività meno d’intralcio per i condomini: se la porta provoca rumore, si potrebbero mettere dei gommini speciali sullo stipite della porta per attenuare la velocità e assorbire l’impatto.
Per quanto concerne il citofono è un po’ difficile modificarlo, si potrebbe chiedere di ridurre il volume o rendere il suono più melodioso.
Queste questioni, però, ritengono debbano essere discusse durante una riunione di condominio chiedendo all’amministratore di intervenire.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 19 Mar 2002 08:10:35

Gentile Sig. Daniele, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 032 del 31-01-2002
Purtroppo non le so dare grosse notizie a proposito della Tremonti bis, Le posso consigliare di chiedere al geometra che collabora con me a questo portale o a rivolgersi direttamente al suo commercialista che dovrebbe conoscere in toto tutte le casistiche e attività che rientrano nei requisiti imposti dalla legge in questione.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 19 Mar 2002 08:11:26

Gentile Sig. Alberto, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 033 del 31-01-2002
Il confronto va fatto sulla base della potenza che il termosifone riesce a dissipare nell’ambiente. Maggiore è questa capacità di trasmissione del calore dall’acqua che in esso circola e l’ambiente esterno, maggiore è l’efficienza del termosifone.
Questa proprietà è funzione delle dimensioni e delle forme nonché del materiale di cui esso è fatto.
Chiaramente il confronto va fatto a parità della temperatura dell’acqua che in esso circola e a parità di temperatura dell’ambiente che si vuole scaldare.
Poi l’efficienza di riscaldamento di un termosifone in un locale è legato al posizionamento: se attorno agli elementi l’aria può circolare senza impedimenti il rendimento può essere molto elevato.
Le caratteristiche e i dati relativi fanno parte delle schede tecniche di ciascun elemento di termosifone che vengono fornite dal costruttore.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Tue 19 Mar 2002 08:13:55

Gentile Sig. Massimo, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 034 del 01-02-2002
Il problema sta nel fatto che il GPL ha una densità diversa da quella del metano e, in particolare, quest’ultimo necessita di tubazione di sezione leggermente più grande.
La medesima differenza la si può constatare anche nelle macchine alimentate a gas: i tubi di adduzione sono di diametro diverso a seconda che si utilizzi il GPL o il metano.
Evidentemente chi le ha fatto l’impianto nel 1995 non ha tenuto conto della possibilità di alimentare la caldaia anche con il gas metano.
Anche le tabelle UNI riportano questa differenza di dimensioni.
Mi dispiace ma l’intervento è necessario; se proprio non vuole sventrare il palazzo può lasciare i nuovi tubi all’esterno e rompere in corrispondenza dell’entrata: le rammento che se questo tubo dovesse attraversare più stanze esso dev’essere incamiciato all’interno di un tubo di diametro di almeno 1 cm maggiore e reso stagno per evitare che eventuali fughe di gas entrino dentro i locali che vengono attraversati.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:25:29

Gentile Sig. Paolo, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 035 del 01-02-2002
Sinceramente questa non è materia di mia competenza, alla luce di ciò le consiglio di proporre la medesima domanda al geometra che collabora con me a questo portale.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:25:54

Gentile Sig. Paolo, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 036 del 03-02-2002
Necessariamente dovrà mettere a norma l’impianto che potrebbe significare solo mettere l’interruttore differenziale (salvavita) oppure dovrà far sostituire i cavi elettrici.
Questo lo può dire solo un installatore avente i requisiti in base alla Legge 46/90.
Lo stesso tecnico dovrà anche redigere un certificato di conformità dell’impianto una volta effettuate tutti gli aggiornamenti all’impianto secondo normativa.
Analogamente anche la parte relativa al gas dovrà essere regolarizzata da un tecnico abilitato e con i requisiti previsti dalla legge.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:26:19

Gentile Sig. Roberto, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 037 del 03-02-2002
Se deve comandare un punto luce può usare qualsiasi tipo di interruttore. Per quanto riguarda lo schema non vedo niente di complicato. Un elettricista è in grado di fare il collegamento senza alcun problema.
Le potrebbe, però, capitare il caso di cliccare su un interruttore e la luce non si accende perché manca la sincronizzazione tra gli interruttori.
Un bel relè le risolverebbe il problema.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:26:42

Gentile Sig.ra Paola, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 038 del 04-02-2002
Questa non è materia di mia competenza, le consiglio di chiederlo al geometra che collabora con me a questo portale; mi permetto, però, di esprimerle una mia opinione.
La normativa prevede che se un condomino decide di staccarsi dal riscaldamento centralizzato e avere il proprio sistema di riscaldamento autonomo può farlo a patto che questo non provochi un aumento esagerato delle spese relative al solo riscaldamento per gli altri condomini.
Inoltre chi usufruisce dell’appartamento con riscaldamento autonomo, in un contesto di riscaldamento centralizzato, deve riconoscere una parte di riscaldamento centralizzato in virtù delle parti comuni.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:27:28

Gentile Sig.ra Iris, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 039 del 05-02-2002
Sicuramente Marko le ha consigliato giusto ma una spiegazione la possa dare anch’io.
Generalmente i forni di questo tipo vengono fatti con del materiale refrattario o con della pietra specifica per forni da pizza.
Il problema è che questi materiali impiegano molto a riscaldarsi e ad accumulare calore il che significa che prima di iniziare cucinare dovrebbe lasciare il forno acceso per qualche ora per far sì che tutto l’ambiente forno raggiunga una temperatura minima idonea a cucinare la pasta della pizza.
Inoltre il piano di cottura sarebbe opportuno fosse lievemente inclinato verso il braciere per aumentare l’angolo di irraggiamento
Un mio amico pizzaiolo mi ha confessato il segreto del suo forno: è stato costruito con una forma tale e con una pietra tale che anche dopo 24 ore di inattività all’interno del forno le pietre continuano ad essere ancora molto calde (addirittura sarebbe possibile cucinare delle uova), infatti gli bastano 2 o 3 orette per fargli raggiungere nuovamente la temperatura ideale per la cottura.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:27:53

Gentile Sig. Marko, "
la volevo ringraziare per la rapidità e il prezioso aiuto che può aver dato alla nostra amica Iris.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:28:16

Gentile Sig. Silvio, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 040 del 06-02-2002
Il 17 settembre 1995, sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea è stata pubblicata la direttiva 95/16/CE del Parlamento e del Consiglio per ravvicinare le legislazioni degli stati membri in materia di ascensori e montacarichi.
A partire dal 1 luglio 1999 la marcatura CE deve essere apposta su tutti gli ascensori e relativi componenti di sicurezza.
Nel nostro paese la Direttiva Europea è stata recepita con la pubblicazione del Decreto del Presidente della Repubblica n. 162 del 30 aprile 1999 (Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 10 giugno 1999) (http://www.lt.archiworld.it/norme/leggi99/dpr162_99.htm) che, aggiornando una legislazione risalente al 1942, introduce nuove misure per rafforzare la sicurezza di chi usa gli impianti e di chi ne fa il montaggio, la manutenzione o la riparazione.
CAMPO DI APPLICAZIONE
Gli impianti che rientrano nella nuova normativa sono quelli aventi le seguenti caratteristiche tecniche:
- siano mossi da un motore di portata non inferiore a 25 kg;
- siano installati stabilmente;
- si muovano tra piani definiti;
- abbiano una cabina attrezzata per il trasporto di sole cose, inaccessibile alle persone o, se accessibile, non munita di comandi situati all'interno o alla portata di una persona che si trovi al suo interno;
- si spostano, almeno parzialmente, lungo guide verticali o la cui inclinazione è inferiore a 15 gradi rispetto alla verticale.

In sostanza questo ascensore, in base all’articolo 12 del D.P.R. 162/99, doveva essere denunciato (da parte del proprietario o dal legale rappresentante) al comune o alla provincia autonoma competente entro 10 giorni dalla dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore dopo l’installazione.
Se l’installazione dell’ascensore è antecedente a tale legge è necessario, in base all’articolo 13 dello stesso D.P.R., che il proprietario o il legale rappresentante faccia fare le regolari manutenzioni dell’impianto e sottoponga lo stesso a verifica periodica ogni 2 anni.
In questo modo l’installatore o chi ne fa la manutenzione può apporre tutte quelle modifiche atte a mettere a norma tutto l’impianto, compreso quello di illuminazione.
Tutte queste verifiche periodiche devono essere riportare sul libretto e, comunque, deve essere sempre a disposizione il certificato di conformità rilasciato dall’installatore una volta ultimata l’installazione o, se l’installazione è antecedente, deve essere rilasciato dall’impiantista che effettua le regolari verifiche periodiche.

In sostanza anche se questo DPR non riporta i requisiti tecnici, è necessaria l’illuminazione interna all’ascensore che deve garantire un corretto illuminamento durante tutto il percorso verticale tra i piani.
I punti luce possono essere di diversa natura in base alla richiesta di chi utilizza l’ascensore; generalmente si utilizzano lampade a fluorescenza (neon).
Da osservare che questi punti luce non devono essere facilmente raggiungibili dall’utilizzatore dell’ascensore e devono, anzi, essere protetti da eventuali contatti diretti.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:28:44

Gentile Sig. Marco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 041 del 06-02-2002
Ricadiamo sempre nel solito D.P.R. 412/93.
Mi dispiace deluderla ma come ho già avuto modo di dire a rigor di legge dovrebbe far evacuare i gas di combustione al di sopra del tetto.
La caldaia a metano di ultima generazione avrebbe le caratteristiche di emissioni tali da poter evacuare a parete ma il DPR sopra citato non lo prevede.
Provi a chiedere all’amministratore maggiori delucidazioni e soprattutto faccia una richiesta formale durante la prossima riunione di condominio.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:29:10

Gentile Sig. Pietro, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 042 del 07-02-2002
Innanzi tutto il cavedio è un “canale” interno alla struttura all’interno del quale passano sia tubi per gli scarichi e non, sia fili elettrici che altro.
Direi che un intervento di questo tipo mi sembra assai imprudente da eseguire anche perché se taglia i suoi tubi di scarico, i sui sanitari dove scaricano?
Un idraulico competente dopo un’attenta supervisione è in grado di dire che tipo di intervento è possibile fare; comunque le sconsiglio vivamente di intervenire asportando anche i suoi tubi anche perché questi vanno direttamente dentro la fossa biologica le cui esalazioni le invaderebbero l’appartamento.
Infatti non è molto facile sigillare quei tubi che lei chiama “neri” in modo tale da impedire il passaggio degli olezzi provenienti dalla fossa biologica.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:29:31

Gentile Sig. Francesco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 043 del 07-02-2002
L’intervento è obbligatorio per far sì che l’autorimessa risponda ai requisiti dettati dalle leggi e dalle norme.
L’apertura potrebbe anche essere fatta da un’altra parte, immagino (non avendo la planimetria, però, non sono in grado di garantirlo), però non riesco a vedere qual è il problema.
Forse questa apertura le impedirà di aprire il basculante del suo garage? Non credo proprio, immagino che la griglia di aerazione non vada affatto a limitare l’”operabilità” di un vano adibito a garage.
Forse questa apertura le farà entrare acqua piovana nel suo garage? Credo che il progettista abbia previsto che la griglia sia all’esterno dei vani garage ma all’interno del corridoio di accesso.
Direi, insomma, che la presenza di una griglia di aerazione in corrispondenza del suo vano garage non dovrebbe ledere assolutamente la manovrabilità di accesso al suo box, anzi, le dovrebbe consentire, invece, di usufruire direttamente della luce naturale durante il giorno.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:29:58

Gentile Sig. Renzo, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 044 del 09-02-2002
Mi dispiace ma questa materia non mi compete, molto probabilmente il geometra che come me fa consulenza in questo portale le potrà essere di più aiuto.
La mia idea è quella che deve comunque fare una richiesta specifica al condominio durante una delle assemblee condominiali e/o parlare direttamente con l’amministratore.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:30:20

Gentile Sig. Luciano, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 045 del 09-02-2002
Trattasi di inquinamento luminoso.
Le consiglio di andare a vedere il sito internet che le propongo:
http://www.inquinamentoluminoso.it/
con particolare attenzione a
http://debora.pd.astro.it/cinzano/web2/prepagina.html
http://www.comune.pesaro.ps.it/Allegati/astrofili/legge.htm
http://www.uai.it/com_lum/ddl751intro.htm
Inoltre se fa una ricerca con
www.google.it
inserendo la parola “inquinamento luminoso” troverà una serie di link interessanti sia legati agli astrofili che a norme e leggi.

Esistono delle norme tecniche di illuminazioni e delle leggi (in particolare il disegno di Legge 751 del Senato) tali da limitare il flusso luminoso verso aree confinanti e verso l’alto.
Il problema è che se dovesse far fare una perizia da un perito di parte e poi dovesse far causa al vicino non avrebbe molti elementi per poterla vincere perché, se lei avesse delle imposte o delle tapparelle “efficienti” queste dovrebbero impedire alla luce di entrare nella sua stanza.
In ogni caso potrebbe appurate se il livello di illuminazione è tale da superare una certa soglia prevista.

Privacy.
La Legge 675/96, cosiddetta “legge sulla privacy”, tutela il trattamento dei dati personali, cioè tutti i dati che servono a rendere identificata o identificabile una persona fisica o giuridica; per trattamento dei dati si intende qualunque operazione o complesso di operazioni concernenti raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, comunicazione, diffusione, distruzione e simili di questi dati.
La stessa legge individua alcuni dati definiti “sensibili” che sono quelli che rivelano l’origine razziale, etnica o le convinzioni religiose o filosofiche, le opinioni politiche o lo stato di salute o la vita sessuale e simili. Posto ciò, la questione della privacy posta in questo quesito esula dalla tutela della Legge 675/96, in quanto non si tratta di “gestione” di dati “sensibili” nel senso sopra indicato.
Questa Legge, invece, potrebbe aiutarla se fosse possibile dimostrare che il suo vicino ha installato i fari per poter illuminare meglio il suo appartamento e per questo possa carpire e divulgare notizie (magari attraverso registrazioni di filmati o di altro genere) sulla sua vita privata.
Purtroppo credo, invece, che il suo vicino abbia installato i fari per una maggiore protezione da eventuali malintenzionati.
Provi a parlare con il suo vicino chiedendogli se è possibile orientare il fascio luminoso in modo tale da arrecarle meno danno.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:30:48

Gentile Sig. Massimiliano, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 046 del 10-02-2002
Di primo acchito sembrerebbero sufficienti gli estintori ma, per caso, c’è sempre un custode presente nei box?
Il problema è questo! Gli sprinklers sono azionati da un sensore che “fiuta” un eventuale incendio in fase di accensione; intervenendo immediatamente con un getto di acqua a pioggia riduce di molto la probabilità di propagazione dell’incendio ad altri box adiacenti e abbassa di molto la temperatura nel locale in cui scoppia l’incendio.
In questo modo è possibile intervenire, dopo essere stati avvertiti da una campana antincendio, con gli estintori e spegnere le fiamme residue.
Viceversa, lei crede che basti uno o due estintori per spegnere una macchina in fiamme? L’estintore le consente di spegnere un inizio di incendio, cioè una fiamma minima che si è appena formata; quando, invece, la fiamma comincia ad essere di una certa dimensione, la temperatura si impenna con una notevole velocità e né riesce ad avvicinarsi al mezzo in fiamme né è intelligente avvicinarsi visto che il pericolo di scoppio (la temperatura innesca il carburante come fosse una bomba ad orologeria, infatti è necessario aprire il tappo del serbatoio di carburante per evitare esplosioni!) è molto alto.
C’è da dire, però, che gli sprinklers sono consigliati in autorimesse interrate o in quelle a più piani mentre nei box auto non ne ho mai visti e la normativa mi sembra non li preveda.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:31:15

Gentile Sig. Moreno, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 047 del 11-02-2002
Reputo improbabile che una casa costruttrice abbia deciso di costruire e di mettere sul mercato una caldaia per la quale sia indispensabile una pratica ISPELS.
Inoltre siamo sotto le 30,000 kCal e quindi non è necessaria alcuna pratica di questo tipo.
Un dato interessante sarebbe l’età della caldaia: rammento che la vita media di una caldaia è di circa 10 anni (anno più anno meno). Questo range di anni è sicuramente funzione delle manutenzioni ordinarie eseguite annualmente: la manutenzione annuale della caldaia corrisponde al tagliando che si fa per le automobili mediamente ogni 10,000 km.
Per quanto riguarda
- la combustione: la caldaia deve essere conforme con la Direttiva Europea Rendimenti (CEE 92/42)
- i valori di emissione: devono rientrare nella norma tecnica UNI EN 297 e UNI EN 483
- inoltre, se scarica a parete deve rispettare il D.P.R. del 21 dicembre 1999 n° 551 (modifica del D.P.R. 412/93)

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:31:38

Gentile Sig. Francesco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 048 del 11-02-2002
I prezzi precisi non li conosco ma credo siano un po’ inferiori a quelli citati.
Indipendentemente dalla lira in più o in meno, si tratta di costi di gestione dell’impianto e di inquinamento.
La manutenzione di una caldaia a GPL è sicuramente meno costosa di quella a gasolio e, inoltre, chi installa una caldaia a GPL può usufruire degli incentivi e degli sgravi fiscali legati alle nuove riforme per l’Ambiente e la Tremonti – bis.
Più che GPL, comunque, consiglierei una caldaia a metano che è in assoluto la più ecologica e quella che comporta meno problemi: infatti sia quella a Gasolio che quella a GPL richiedono l’installazione di un serbatoio/bombola con ovvie misure di sicurezza per evitare fuoriuscite di carburante; il metano, invece, arriva direttamente con tubazione ad hoc nel nostro appartamento.
Il mio consiglio: adotti una caldaia a metano e se proprio non lo può fare ne prenda una a GPL.
Mi raccomando, si faccia lasciare un attestato di conformità dell’impianto e le consiglio di nominare lo stesso installatore come terzo responsabile per “vincolarlo” alla manutenzione ordinaria (almeno annuale) della caldaia con registrazione degli interventi nel libretto della caldaia.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:32:00

Gentile Sig. Claudio, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 049 del 11-02-2002
Per questa semplice sostituzione la denuncia di inizio attività (DIA) non è necessario richiederla, può, però, approfittare degli sgravi fiscali legati alla Tremonti – bis che rientrano in tutti quelli che sono gli interventi straordinari oltre che approfittare dell’IVA al 10% o al 4% in base all’intervento effettuato.
Le consiglio di contattare quanto prima una persona più competente di me in materia fiscale per capire come meglio approfittare di questi sgravi.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:32:24

Gentile Sig. Adriano, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 050 del 11-02-2002
Purtroppo questa non è materia di mia competenza. Forse il geometra che collabora con me a questo portale le potrà essere di maggiore aiuto.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:32:50

Gentile Sig. Simone, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 051 del 12-02-2002
L’intervento che vuole fare richiede necessariamente una DIA oltre che un calcolo di staticità dell’opera.
Tenga anche conto che la nuova Legge 443/2001, sempre che non venga differita al 30 giugno 2002 entrerà in vigore ufficialmente l’11 aprile 2002.
Essa semplifica e congloba anche le Leggi regionali e comunali specialmente per quelle zone dell’Italia con caratteristiche sismiche accentuate
In ogni caso la DIA costituisce solo un modo più rapido di procedere all’esecuzione dei lavori, che normalmente sarebbero stati consentiti in un margine di tempo molto più lungo con la concessione o l’autorizzazione.
Ribadisco la necessità di un calcolo effettuato da un esperto strutturista: sconsiglio un architetto perché non ha una preparazione così specifica (senza nulla togliere agli architetti!) e le consiglio un ingegnere strutturista.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:33:12

Gentile Sig.ra Sabrina, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 052 del 12-02-2002
Purtroppo non è materia di mia competenza perciò le consiglio di sottoporre la questione al geometra che collabora con me in questo portale.
Mi permetto di esprimere una mia idea.
Se il lavoro era stato eseguito male, perché lo ha pagato? Bastava richiedere di effettuare gli interventi che lei riteneva più opportuni e poi pagare un lavoro fatto bene.
Credo che avendo oramai già pagato non possa richiedere risarcimenti particolari.
In ogni caso lo chieda al geometra.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:33:34

Gentile Sig.ra Jessica, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 053 del 12-02-2002
Per le porte vetri e finestre di esercizi commerciali è obbligatoria la sostituzione dei vetri con quelli antisfondamento mentre per i vetri dell’abitazione vengono ancora tollerati quelli normali.
Chiaramente l’effetto isolamento di un vetro camera o antisfondamento è molto maggiore rispetto al singolo vetro.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:33:56

Gentile Sig. Biagio, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 054 del 14-02-2002
Probabilmente anche il geometra che collabora con me in questo portale le può dare maggiori indicazioni.
Ritengo che se durante le lavorazioni ha ravvisato delle irregolarità sia nella procedura di esecuzione sia nel rispetto di quello che era il progetto esecutivo presentato può
a) innanzitutto attendere di pagare chiedendo che il lavoro venga eseguito a regola d’arte e come pattuito;
b) farsi fare una perizia da una persona competente ed abilitata per una valutazione di quello che è il lavoro eseguito, i costi ed eventuali anomalie tecniche;
c) se le due ipotesi sopra non hanno portato a ciò che desiderava andare per vie legali denunciando, anche, l’impresa allo sportello unico (quello in cui si depositano tutte le pratiche relative all’edilizia) del comune e all’ISPESL.

Le associazioni o enti per i diritti dei cittadini, ritengo, non siano molto indicate in campo edilizio.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:34:20

Gentile Sig. Franco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 055 del 15-02-2002
Purtroppo questa non è materia di mia competenza, le consiglio di provare a proporre il quesito al geometra che collabora con me al portale.
Mi permetto di esprimerle la mia opinione.
Ritengo sia possibile affittare una stanza di un appartamento ma acquistare/vendere una sola stanza di un appartamento è un po’ difficile anche perché sarebbe necessario condividere i servizi igienici oltre che la cucina con i suoi elettrodomestici.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:34:47

Gentile Sig. Marco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 056 del 16-02-2002
Premetto che la Legge 443/2001 che praticamente entrerà in vigore l’11 aprile 2002 finalmente modificherà le modalità con cui conseguire l’abilitazione a costruire e o a procedere con delle ristrutturazioni straordinarie.
Premesso ciò la DIA è vincolata al Comune in cui si procede con l’intervento in quanto il Comune può disciplinare in modo autonomo le trasformazioni urbanistiche ed edilizie d’intesa con la Regione di appartenenza.
Quindi sarebbe utile sapere in che Comune ci troviamo e in che stabile si vanno ad eseguire i lavori.
Ipotizzando di essere in una Regione a statuto ordinario la DIA deve essere sicuramente allegata se gli interventi, di carattere straordinario, vengono eseguiti all’esterno dell’immobile in questione; se, invece, l’intervento, anch’esso di carattere straordinario, viene eseguito all’interno e riguarda solo installazione/sostituzione di caldaie e/o ammodernamento di impianti elettrici, ritengo non sia necessario allegare nulla.
Tant’è che stiamo parlando di alloggi, quindi interventi in stabili adibiti ad uso residenziale.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:35:13

Gentile Sig. Andrea, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 057 del 17-02-2002
L’applicazione del D.Lgs. 494/1996 (con le novità introdotte dal D.Lgs. 528/99) comporta la nomina di un coordinatore in fase di progettazione e uno in fase di esecuzione (abilitato o abilitati se sono diversi!) contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione se si verificano entrambi i seguenti casi:
a) cantieri in cui l’entità presunta è pari o superiore a 200 uomini/giorno;
b) cantieri i cui lavori comportino i rischi particolari il cui elenco è contenuto nell’Allegato II;
in tutti quei cantiere in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea, e la presenza di rischi come elencato nell’Allegato II del suddetto D.Lgs.

Rammento che un lavoratore autonomo in tutto e per tutto rappresenta un’impresa.

Qui rientriamo in queste due condizioni?
Beh .. il conto è facile:
- ipotizziamo che il lavoro sia di 100,000,000 Lit.
- il costo medio giornaliero di un operaio si approssima a 400,000 Lit.
Dividendo i due importi si arriva a 250 uomini/giorno: la prima condizione c’è ma non è sufficiente.
Quali sono i rischi indicati dall’Allegato II?
1) lavori che espongono i lavoratori a rischi di seppellimento o sprofondamento a profondità superiore a 2m aggravati dalla natura dell’intervento,
2) .. (omissis) ..
tralascio gli altri 9 punti perché sicuramente non rientrano nei casi di questo quesito.
In effetti c’è qualche rischio specifico per i lavoratori.

Il mio consiglio è questo: facciamo lavorare prima l’impresa che fa i lavori più impegnativi e pericolosi, poi una volta finiti i rischi che vengono contemplati nel punto 1) dell’Allegato II facciamo intervenire l’idraulico.
In questo modo il punto a) è sempre soddisfatto ma non il punto b).
Così facendo evitiamo la presenza di un coordinatore.

Questo però non la deresponsabilizza in quanto committente perché a rigor di legge dovrebbe verificare il POS (Piano Operativo di Sicurezza) dell’impresa che compie i lavori e capire se mancano i requisiti di un lavoro in sicurezza:
- DPI: Dispositivi di Protezione Individuale quali casco, mascherina antipolvere, guanti etc;
- utilizzo di macchinari in perfetta efficienza;
- una formazione adeguata degli operai;
- etc.

Direi che siamo proprio al limite, motivo per il quale è possibile dire che ha la facoltà di nominarlo ma non per i motivi legati al solo costo dell’intervento ma alla luce delle considerazioni fatte sopra.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:35:37

Gentile Sig. Manuel, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 058 del 18-02-2002
Le norma CEI 11-1 e le CEI 64-8 individuano diversi casi.
Per semplificare potrei dire questo: un picchetto (lungo 2 m) generalmente riesce a coprire un cerchio di circa 10 m di raggio. (dico generalmente perché molto dipende dalla tipologia del terreno in cui esso va conficcato)
Questo significa che la distanza minima tra due picchetti non deve essere inferiore ai 15-20 metri. Ciò è dovuto al fatto che se fossero troppo vicini, anziché lavorare con la massima efficienza, rischierebbero di interferire uno con l’altro.
Per quanto riguarda un edificio sarebbe opportuno installare un picchetto in corrispondenza di uno spigolo e l’altro in corrispondenza dello spigolo diametralmente opposto.
Tenga conto, però che la loro distanza minima deve essere non inferiore ai 15-20 m.
Se ciò dovesse verificarsi ne lasci solo 1, magari a metà del lato maggiore.

Rammenti, pure, che dovrebbe essere un installatore abilitato che dovrebbe farle questo calcolo per la messa a terra dell’edificio e con il rilascio del certificato di conformità dell’impianto elettrico.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:36:02

Gentile Sig.ra Annalisa, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 059 del 18-02-2002
Non è che si possa decidere di installare il differenziale! Per legge entro il 31 dicembre 1999 è obbligatorio avere l’impianto elettrico a norma il che significa che il suo elettricista dovrebbe aver messo un interruttore differenziale principale subito a monte dell’interruttore elettromagnetico, comunemente chiamato contatore.
Se ciò non fosse le consiglio di provvedere quanto prima sia per salvaguardare tutta la casa (e chiaramente le persone che in essa vi abitano) che per non incappare in qualche contravvenzione se mai dovesse (reputo alquanto improbabile!) subire un controllo da parte dell’ente preposto.
Alla luce di ciò anche il garage dovrebbe essere coperto dal l’interruttore differenziale (alias salvavita).

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:36:29

Gentile Sig. Diego, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 060 del 19-02-2002
Beh direi che se la parte venditrice non vuole consegnare le certificazioni lei potrebbe offrire un prezzo più basso e la certificazione se la fa da sé una volta divenuto proprietario oppure decidete di pagare a metà le spese di messa a norma.
Si può anche rivolgere agli enti preposti ai controlli denunciando la situazione come pure all’Albo dei costruttori.
Si ricordi che c’è anche l’impianto termico che deve essere certificato.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:36:52

Gentile Sig. Diego, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 061 del 19-02-2002
Ognuno è libero di installare quello che vuole in casa propria senza necessariamente chiedere l’autorizzazione al condominio.
Diverso se dovesse installare il motore all’esterno perché esso potrebbe risultare anti estetico come pure se la casa fosse una casa storica dovrebbe chiedere il permesso all’Intendenza alle Belle Arti.
Comunque farebbe cosa gradita se avvertisse i condomini di questi interventi, anche perché sicuramente dovranno scalpellare un po’.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:37:19

Gentile Sig. Augusto, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 062 del 20-02-2002
Per comodità riporto l’art. 889 del Codice Civile – Libro Terzo “Della Proprietà” - per verificare la veridicità di quanto afferma:
“Art. 889 Distanze per pozzi, cisterne, fosse e tubi
Chi vuole aprire pozzi, cisterne, fosse di latrina o di concime presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, deve osservare la distanza di almeno due metri tra il confine e il punto più vicino del perimetro interno delle opere predette.
Per i tubi d’acqua pura o lurida, per quelli di gas e simili e loro diramazioni deve osservarsi la distanza di almeno un metro dal confine.
Sono salve in ogni caso le disposizioni dei regolamenti locali.”

La sezione di appartenenza è “Sezione VI. Delle distanze nelle costruzioni, piantagioni e scavi dei muri, fossi e siepi interposti tra i fondi”

In sostanza siamo nel contesto di confine tra due proprietà diverse.
Il caso che lei cita è quello di un semplice spostamento dei tubi del gas che dovrebbe essere eseguito dall’ente erogatore o da una impresa avente i requisiti e le concessioni dell’ente erogatore.
Il fatto non è di assoluta pericolosità se il lavoro viene fatto a regola d’arte e se il tubo del gas viene protetto da eventuali attacchi di corrosione esterna con dei trattamenti o con l’inserimento dello stesso in un altro tubo di almeno 1 cm di diametro in più e reso stagno.

Comunque voi siete liberi di protestare quanto credete ma ritengo non sia stato commesso alcun illecito se l’azienda che ha fatto il lavoro è designata dall’ente erogatore come impresa idonea a fare tali lavorazioni.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:37:44

Gentile Sig.ra Marzia, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 063 del 20-02-2002
Mi dispiace ma non sono in grado di quantificare i costi per la ristrutturazione, sarebbe necessaria la planimetria per vedere la metratura del “calpestabile”, delle pareti e del soffitto.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:38:07

Gentile Sig. Eliseo, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 064 del 20-02-2002
Innanzitutto le rammento che impianto elettrico e impianto della TV vanno messi in due canaline diverse e più lontane tra loro possibile.
Ha la necessità di un amplificatore di segnale in corrispondenza dell’apparecchio di ricezione (antenna) e di uno all’entrata del suo appartamento per alimentare tutti e 5 i punti TV della casa.
Questa potenza dipende molto dalla distanza a cui questi sono dislocati rispetto alla scatola di derivazione in cui arriva il cavo TV nell’appartamento.
Per evitare dispersioni, o meglio, per ridurre le dispersioni utilizzi un ottimo cavo coassiale: costa un po’ di più ma ha meno dB di attenuazione.
In ogni caso l’installatore a cui si rivolgerà sarà sicuramente in grado di valutare e installare a regola d’arte un impianto come si deve.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:38:29

Gentile Sig. Ileano, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 065 del 20-02-2002
Come ho evidenziato all’amico Silvio (quesito n°40 del 06-02-2002) è obbligatorio far fare regolari verifiche periodiche all’impianto (almeno una ogni 2 anni) che devono essere regolarmente riportate sul libretto.
Per quanto riguarda la luce di emergenza:
- la Norma UNI EN 81 – 1/7/1987 è prevista una alimentazione di emergenza sufficiente per una lampada da 1 W, per almeno 1h;
- D.M. 14/6/1989;
da quanto si evince non essendoci il rischio di sbattere contro qualcosa di pericoloso e non essendoci la possibilità di muoversi, visto che se manca l’alimentazione elettrica l’ascensore si ferma e le porte rimangono chiuse, la presenza di una luce, seppur tenue, ha la funzione di ridurre l’effetto panico.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:38:52

Gentile Sig. Piero, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 066 del 20-02-2002
Direi che è lecito, visto che l’amministratore diventa responsabile dell’immobile.
Perché deve assumersi la responsabilità di una cosa che doveva già essere in regola?
Mi schiero dalla parte dell’amministratore che, prima di assumere un incarico di responsabilità, verifichi che tutto sia in regola.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:39:13

Gentile Sig. Alessio, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 067 del 20-02-2002
In base al D.P.R. 412/93 gli scarichi dei gas di combustione vanno messi sul tetto.
Le rammento che l’impianto di adduzione del gas GPL richiede delle dimensioni dei tubi di un certo diametro che, però, non sono compatibili con quelli del gas Metano.
Le consiglio di concepire gli impianti come se fosse alimentato da gas Metano.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:39:37

Gentile Sig. Piero, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 068 del 20-02-2002
Ormai, in base ai sempre citati articoli del D.P.R. 412/93, l’installazione della caldaia comporta l’evacuazione dei fumi al di sopra del tetto.
I suoi vicini, probabilmente, hanno installato la loro caldaia in data antecedente all’uscita di questa legge; se così non fosse l’hanno violata.
Sono d’accordo con lei che una caldaia alimentata a gas metano ha emissioni ridottissime ma la normativa non fa distinzioni!

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:39:59

Gentile Sig. Vittorio, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 069 del 21-02-2002
Prima di risponderle mi consenta di porle una domanda: perché a gasolio e non a gas? Sarebbe meglio se il gas fosse metano ma immagino non sia raggiunto dalla rete del gas metano.
La botte del gasolio, come quella del GPL, vanno interrate o vanno assolutamente protette dall’irraggiamento diretto del sole.
Il mio consiglio è quello di interrare la botte o il bombolone lasciando il culmine del contenitore a vista; esso va posto ad almeno 2.5 metri dall’abitazione e la caldaia deve mantenere le stesse distanze.
Un contenitore di 2000 litri equivale a 2 metri cubi: si immagini due cubi di 1 metro di lato posti uno sull’altro.
Le normative le può trovare anche su internet utilizzando i vari motori di ricerca (generalmente io uso il sito www.google.it).

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:40:22

Gentile Sig. Francesco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 070 del 21-02-2002
Non è così semplice risponderle.
Sarebbe necessario sapere
- che tipologia di ristrutturazione deve eseguire;
- se ci sono più imprese che lavorano contemporaneamente o solo una;
- se ci sono rischi oggettivi per la salute e sicurezza dei lavoratori a seguito di questa lavorazione.

Questi quesiti per capire se si rientra almeno nel caso in cui è necessaria la presenza di un coordinatore per la sicurezza sia in fase di progettazione che in fase di esecuzione dell'opera (secondo il D.Lgs 494/96 e successivi aggiornamenti come ad esempio il D.Lgs. 528/99) (A tal proposito Le consiglio di andare a leggere la risposta al quesito n°057 del 17 febbraio 2002)

Se, invece, la sua richiesta era quella di usufruire degli sgravi fiscali legati alla Tremonti-bis (tra i quali compete anche l'IVA al 10% e anche al 4%), quella è un'altra questione.

Per questo motivo le chiedo se gentilmente può essere più chiaro possibile.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:40:45

Gentile Sig. Mario, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 071 del 22-02-2002
Questa non è materia di mia competenza, le consiglio di chiederlo al geometra che collabora con me a questo portale.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:41:12

Gentile Sig. Giuseppe, la ringrazio per la domanda. "
Questa non è materia di mia competenza, le consiglio di chiederlo al geometra che collabora con me a questo portale; mi permetto, però, di esprimerle una mia opinione.
Ritengo che debba sollecitare il suo amministratore affinché sia lui a risolvere il problema; in mancanza di collaborazione ritengo debba rivolgersi necessariamente l’ufficio tecnico del comune o meglio ancora all’ASL affinché intervengano denunciando, tra l’altro, il male operato del vostro amministratore di condominio.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:41:33

Gentile Sig. Francesco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 073 del 25-02-2002
Questa non è materia di mia competenza, le consiglio di chiederlo al geometra che collabora con me a questo portale; mi permetto, però, di esprimerle una mia opinione.
È necessario chiarire se c’è o no un condomino in questo appartamento: prima dice che è sequestrato poi sostiene che c’è una persona che sembra paghi regolare affitto al proprietario.
Ritengo che la persona più indicata a risolvere questa questione sia il vostro amministratore di condominio che si deve prodigare affinché riusciate, voi condomini, a pagare la giusta quota.
Sono pure dell’idea che la banca, essendo la nuova proprietaria di diritto debba pagare le spese condominiali anche se l’appartamento è sotto sequestro.
Chiaramente un consulente che conosce meglio la normativa è sicuramente più indicato di me, però le rammento che il quesito deve essere assolutamente chiaro per ottenere una risposta altrettanto chiara.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:42:47

Gentile Sig. Marco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 074 del 25-02-2002
Purtroppo non è possibile fare molto visto che la scelta di utilizzare come camera proprio la stanza posta al di sopra della sala di comando (dove c’è il motore) dell’ascensore non è stata delle più avvedute.
Anche perché si dovrebbe porre la sala tecnologica dell’ascensore al di sopra di tutte le stanze, cioè non dovrebbe esserci alcun vano abitato al di sopra della sala ascensore.
Porre del materiale fonoassorbente potrebbe essere una soluzione ma, ahimè, si tratta di un vano tecnologico in cui sono presenti materiali elettrici oltre al motore elettrico.
Potrebbe insonorizzare la propria camera per cercare di attenuare i rumori dovuti al normale funzionamento dell’ascensore.
Provi a chiedere anche all’amministratore del suo condominio che soluzione potrebbe attuare per gustarsi con soddisfazione i confort della sua casa.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:44:26

Gentile Sig.ra Stella, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 075 del 26-02-2002
Sarebbe interessante conoscere il motivo di questo probabile intervento.
Una possibilità potrebbe essere quella legata al fatto di riunire tutti i contatori del gas all’interno di un armadio predisposto per rendere più facile la consultazione da parte degli incaricati dall’ente erogatore.
Un’altra possibilità potrebbe essere la sostituzione dei tubi dovuta ad una manutenzione straordinaria per una maggiore sicurezza.
Le spese non so a chi verranno addebitate; certo è che se la decisione è stata presa dall’ente erogatore esse riguardano esclusivamente l’ente per quanto riguarda la tratta di tubo che arriva fino al contatore.
Oltre il contatore le spese sono a carico del contraente il contratto di erogazione.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:46:02

Gentile Sig. Giuseppe, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 076 del 26-02-2002
Anche la parola data diventa un contratto; esso ha un solo problema: nel caso di cause legali è assai difficile dimostrare che si è ricevuta una promessa.
Direi che agire legalmente è un passo molto ampio e comporta delle motivazioni ben approfondite e facilmente dimostrabili oltre che essere difficilmente confutabili.
L’erezione del muro potrebbe essere una richiesta esplicita dei VVFF facilmente riscontrabile andando al comando di competenza e chiedendo spiegazioni: le consiglio di portare con sé anche una planimetria per rendere più chiara la domanda e rendere più facilmente comprensibile la risposta.
Saranno gli stessi VVFF a chiarire se era proprio necessario costruire il muro lì o era possibile collocarlo da un’altra parte.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:46:24

Gentile Sig. Alberto, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 077 del 26-02-2002
Direi che è una usanza che credevo estinta ormai da decenni quella di avere un unico contatore dell’acqua.
Certo che potrebbe installare un suo contatore subito a monte del tubo che entra nel suo appartamento.
Il mio consiglio, però, è quello di rendere note le sue intenzioni all’amministratore del condominio onde evitare screzi al prossimo pagamento della bolletta dell’acqua.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:46:53

Gentile Sig. Mario, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 078 del 27-02-2002
Fa bene ad opporsi vista la scarsa buona fede di chi ha usufruito di questo “servizio” conscio del fatto che vi fosse una anomalia nel conteggio.
Lei può tranquillamente decidere di installare un riscaldamento autonomo senza avere l’autorizzazione da parte dei condomini approfittando delle agevolazioni fiscali oltre che della Tremonti bis.
Chiaramente dovrà accollarsi un po’ di costi del riscaldamento centralizzato relativamente ai millesimi di proprietà comune di sua competenza più un qualcosina relativa alla tolleranza di spesa dei condomini che rimangono con l’impianto centralizzato.
Faccia due conti e valuti se nella distanza di 10-15 anni le conviene rimanere ancora in queste condizioni altamente inquinanti e costose o se le conviene gestire la sua caldaia facendone fare una manutenzione ordinaria annualmente.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:47:16

Gentile Sig. Gianmaria, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 079 del 27-02-2002
Non è che le arriva una quantità inferiore di acqua proveniente dalla caldaia, questa le arriva troppo fredda perché una buona parte del calore è stato dissipato attraverso i termosifoni a cui sono stati aggiunti dei nuovi elementi.
In sostanza sarebbe necessario aumentare la potenza della caldaia per poterle garantire una idonea temperatura dell’acqua del circuito di riscaldamento.
Ebbene gli attici hanno generalmente una maggiore superficie disperdente rispetto agli appartamenti dei piani centrali.
Io le consiglio di rendersi autonomo installando una caldaia idonea (al massimo 30,000 kcal) per garantirle una confortevole temperatura.
Però sappia che dovrà comunque partecipare alle spese di riscaldamento del condominio in proporzione ai millesimi comuni e ad una certa quota atta a non provocare disagio (per l’aumento delle spese condominiali, visto che il suo contributo verrebbe a mancare) agli altri condomini.
Inoltre per il passaggio a riscaldamento autonomo potrebbe usufruire degli sgravi fiscali oltre che rientrare nella Tremonti bis con una detrazione fiscale sugli interventi straordinari eseguiti alla sua casa.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:47:45

Gentile Sig. Massimo, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 080 del 28-02-2002
L’interruttore differenziale, comunemente chiamato “Salvavita”, se tarato a 30 mA significa che interviene quando la differenza delle correnti è maggiore di 30 mA.
Se lei vuole portare questa differenza a 300 mA significa che la sensibilità è 10 volte inferiore (rispetto a quello da 30 mA) e rischia di prendere spesso delle leggere scosse.
Il problema non è l’interruttore differenziale ma bensì il magnetotermico, comunemente chiamato “contatore” che scatta perché supera la potenza concessa.
Questo interruttore scatta perché tarato sui 3 kWh + 10% o sui 6 kWh + 10%.
Io non le consiglio assolutamente di sostituire l’interruttore differenziale attuale da 30 mA mettendone uno da 300 mA perché il pericolo di tetanizzazione è maggiore.
Se, viceversa, durante l’utilizzo dell’elettrodomestico scatta l’interruttore differenziale, è opportuno capire perché l’elettrodomestico ha queste scariche di corrente verso terra così elevate.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Thu 4 Apr 2002 11:48:11

Gentile Sig. Vittorio, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 081 del 01-03-2002
Trattasi di un intervento straordinario e ciò dovrebbe essere di competenza del proprietario dell’immobile. Però se l’inquilino ha sostenuto delle spese per modificare l’impianto elettrico per renderlo efficiente e conforme alla sua attività ritengo dovrebbe essere lui a sostenere le spese di messa a norma.
Credo sia più semplice arrivare ad un accordo preventivo con l’inquilino dividendo a metà le spese dell’intervento per ovviare ogni problema.
Per riferimenti normativi e, soprattutto, per una competenza più specifica consiglio di girare la domanda anche al geometra che collabora con me a questo portale.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

" Fri 26 Apr 2002 08:20:01

Gentile Sig.ra Katia, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 082 del 02-03-2002
La democrazia è questa: se si va ai voti e la maggioranza vince si portano avanti le cause della maggioranza.
Però c’è da dire che l’impianto della parabola sfido chiunque a sostenere che si tratti di un impianto necessario ed obbligatorio.
Si può classificare come tra quegli impianti superflui e tali per cui se la maggioranza la vuole installare essa debba poter essere predisposta affinché tutti gli inquilini possano usufruirne ma i costi non debbono gravare anche su quelli che non la desiderano.
In questo modo la maggioranza si sobbarca il costo dell’ intera installazione con la predisposizione anche per quegl’inquilini che al momento non desiderino usufruire di tale servizio.
Però, nel momento in cui uno dei 4 inquilini decide di usufruire della parabola oltre a pagare l’elettricista per l’allacciamento, deve, secondo la mia opinione, pagare una quota uguale a quella sostenuta dagli 8 inquilini che hanno fatto installare la parabola e hanno fatto predisporre l’impianto anche per gli altri.
In questo modo i soldi in più vanno direttamente nelle casse del condominio che può amministrare questa quota di denaro per ulteriori servizi o lavori di manutenzione.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:22:40

Gentile Sig.ra Katia, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 082 del 02-03-2002
Su internet può trovare tutti gli articoli del Codice Civile cui l’avvocato che lei ha citato nel quesito precedente faceva riferimento.
Basta utilizzare un qualunque motore di ricerca; io le consiglio www.google.it

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:23:25

Gentile Sig.ra Katia, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 082 del 02-03-2002
Non è una cosa di facile soluzione. Sarebbe comunque opportuno chiamare un tecnico (iscritto regolarmente alla Camera di Commercio e avente tale qualifica) o un’azienda specializzata (idem al tecnico) per farsi fare una analisi dei rischi e un esame della situazione.
A quel punto è possibile decidere e consigliare qualcosa.
Certo è che sarebbe meglio eliminarla ma dopo un’attenta valutazione ed analisi dei rischi fatta da persone competenti.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:24:10

Gentile Sig. Renato, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 083 del 02-03-2002
Questa non è materia di mia competenza, le consiglio di chiederlo al geometra che collabora con me a questo portale; mi permetto, però, di esprimerle una mia opinione.
Ritengo sia necessaria una DIA oltre che verificare il POS dell’azienda che verrà contattata per svolgere questo lavoro.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:25:04

Gentile Sig.ra Anna, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 084 del 03-03-2002
In realtà almeno un paio di estintori sono necessari anche se c’è da dire che se mai dovesse succedere la disgrazia di un incendio di un’autovettura o si interviene nei primi minuti altrimenti anche gli estintori non sono sufficienti a spegnere l’incendio.
Certo la questione che solleva lei della manutenzione periodica è un costo ma che può consentire di salvaguardare un pochino di più la casa in cui ha il suo appartamento.
Se ritiene che non valga la pena spendere pochi euro all’anno per avere una garanzia in più di sicurezza non è assolutamente obbligata a spenderli ma ritengo sia un segno di responsabilità nei suoi confronti e nei confronti dei suoi vicini.
Si faccia fare più preventivi da ditte diverse.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:27:10

Gentile Sig. Francesco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 085 del 04-03-2002
L’idraulico ha perfettamente ragione se lo scarico è di nuova esecuzione, però è in torto in quanto l’installazione è stata fatta da lui e se le ha ribadito questa norma di igiene significa che doveva quantomeno avvertirla prima dell’installazione.
Mi soggiunge l’idea che questo installatore fosse un po’ in malafede quando le ha montato lo scaldabagno!
Alla luce di ciò deve dire al suo idraulico che l’installazione va fatta con scarico sul tetto (se di nuova esecuzione) e deve rilasciare, poi, il certificato di conformità dell’impianto.
Se l’idraulico non volesse svolgere il lavoro rispettando le leggi lei ha tutto il diritto di denunciarlo.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:28:18

Gentile Sig. Francesco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 086 del 04-03-2002
Se la guaina verde di cui parla avesse una scadenza ciò significherebbe che ogni X anni dovrebbe rompere tutto il suo appartamento e sostituirla con una di nuova?
Direi che la data a cui fa riferimento probabilmente è la data in cui è stata prodotta.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:29:02

Gentile Sig. Francesco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 087 del 04-03-2002
Il capitolato è la lista di tutti i materiali presenti per fornire l’impianto funzionante.
È come se si parlasse di una ricetta di una torta: c’è la lista di ogni ingrediente e per ciascuno c’è la quantità.
Se non viene indicato un ingrediente dubito che possa far parte della torta.
In sostanza se nel capitolato c’è scritto: “ i lavori comprendono materiali, tubi, raccordi e quant’altro ..” significa che ci sarà del materiale idraulico, dei tubi di diametri e materiale diverso, raccordi e tutto quello che consente di tenere idraulicamente collegati tutti questi componenti.
Se, però, non sono indicati i sanitari e le rubinetterie significa che quelle non fanno parte dell’impianto ma che sono accessori che dovranno essere accordati con l’installatore o con chi li dovrà fornire.
Analogamente per quanto concerne l’impianto elettrico.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:30:10

Gentile Sig. Renzo, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 088 del 04-03-2002
Se l’installazione è nuova e non va a sostituire una caldaia allora l’idraulico ha ragione però lo doveva sapere e lo doveva comunicare prima di iniziare l’opera.
Infatti se l’installazione è nuova nel senso che prima non c’era nulla e ha utilizzato lo scarico a parete è fuori norma perché lo scarico deve essere portato sul tetto (D.P.R. 412/93).
Viceversa se l’installazione va a sostituire una caldaia precedente allora può utilizzare lo scarico precedente e l’installatore è tenuto a rilasciare il certificato di conformità dell’impianto.
La normativa non è uscita 4 mesi fa ma molti anni fa ma è del 1993.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:31:34

Gentile Sig.ra Francesca, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 089 del 04-03-2002
Sinceramente la distanza legale non ricordo quale sia comunque ritengo che un condomino si possa opporre.
Le consiglio di chiederlo al geometra che collabora con me a questo portale.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:32:25

Gentile Sig. Marco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 090 del 04-03-2002
In realtà i contatori dovrebbero essere messi tutti dentro degli armadi particolari fatti ad hoc.
La soluzione è vincolata alla dislocazione del tubo del gas che le porta il metano nell’appartamento.
Se avesse il tubo che le porta il gas con una valvola di intercettazione a monte del contatore e del punto dove vuole collocare il contatore potrebbe chiedere al suo idraulico di spostarlo dopo aver chiesto la concessione alla azienda erogatrice ma ciò non é tanto regolare e poi la persona destinata alla lettura dei contatori per conto della società erogatrice non trovando più il contatore potrebbe sollevare qualche problema.
Questo perché si potrebbe bypassare il contatore ed utilizzare il gas senza contabilizzarlo.
Prima di tutto parli con l’amministratore del condominio e con un idraulico e si faccia consigliare.
L’unico rischio è quello che la società erogatrice potrebbe attivare la procedura di regolarizzazione della dislocazione dei contatori in armadi speciali non solo per il suo contatore ma anche per quelli dei suoi coinquilini.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:34:24

Gentile Sig.ra Giuseppina, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 091 del 05-03-2002
Non è obbligatorio installare l’autoclave nel caso in cui la pressione dell’acquedotto è in grado di garantire una certa erogazione di acqua ad una certa pressione all’ultimo piano del condominio.
Nel momento in cui all’ultimo piano l’acqua arriva in quantità e ad una pressione troppo bassa è necessario installare l’autoclave.
Quindi è un elemento necessario che deve essere installato solo in condizioni di carenza da parte dell’acquedotto pubblico.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:35:16

Gentile Sig. Francesco, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 092 del 05-03-2002
Sicuramente l’impianto a GPL è migliore anche perché quando riuscirà ad allacciarsi alla rete di erogazione del metano potrà utilizzare lo stesso impianto (c’è da dire che anche quello a gasolio può essere convertito a metano senza problemi!!).
Le rammento solo che l’installatore deve utilizzare tubi e raccordi che possano andare bene anche per il metano (in genere sono leggermente più grandi di quelli utilizzati per il GPL).

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:36:23

Gentile Sig. Mario, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 093 del 06-03-2002
Non è una cosa così facile.
Sarebbe necessario vedere e conoscere le dimensioni della canna fumaria utilizzata già dai condomini del 1° e del 3° piano.
Se è di dimensioni adeguate può tranquillamente collegarsi viceversa deve utilizzare un’altra via.
Le rammento che negli anni 70-75 le canne fumarie spesso erano in Eternit: questo è un grosso problema nel caso voglia usarla in quanto o è già predisposta oppure è necessario forarla con tutti i problemi che ne conseguono.
Si informi tramite un installatore se ciò è possibile altrimenti è costretto ad installare una nuova canna fumaria che vada a scaricare sul tetto.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:37:41

Gentile Sig. Angelo, la ringrazio per la domanda. "
Quesito n° 094 del 06-03-2002
Sinceramente è un bel pasticcio. In realtà in fase di costruzione doveva essere prevista la coibentazione per evitare i problemi dovuti al surriscaldamento della parete. Questo, però, doveva essere previsto dal progettista!
Ora il problema delle macchie di umidità potrebbero essere provocate anche dalla scarsa manutenzione ordinaria della canna fumaria: se il condomino che utilizza un caminetto non provvede alla corretta manutenzione della canna fumaria (il fuoco alimentato dalla legna genera residui molto “umidi” che si vanno ad attaccare alla canna fumaria), facendola pulire ogni tanto (5-10 anni), si possono formare delle incrostazioni che fanno accumulare ulteriori residui ostruendo leggermente la canna. Questi residui provocano una minima aggressione alla canna fumaria che può danneggiarsi provocando effetti indesiderati alle pareti dei condomini soprastanti.
Dovreste chiedere al condomino, o meglio all’amministratore, di contattare uno spazzacamino per la pulizia della canna fumaria.
Gli oneri di questo intervento sono a carico del proprietario del camino e relativa canna fumaria.
Dal canto vostro provate a sistemare e dipingere la parete rovinata per verificare se, nonostante la pulizia della canna fumaria, si formano ancora macchie di umidità.
Se ciò dovesse nuovamente verificarsi allora il problema è dovuto al fatto che le turbolenze che si formano all’interno provocano in un punto preciso della vostra parete una condensa di vapore dovuta alla differente temperatura gas di scarico – aria presente nel vostro appartamento.
Una delle soluzioni potrebbe essere incamiciare la canna fumaria dall’alto del camino così si evita di intervenire sulle pareti e non si rompe nulla.

Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
" Fri 26 Apr 2002 08:46:12

Puntualizzazione - 002 "
Direi che questo FORUM, nonostante il mio ritardo nelle risposte, sta avendo un certo successo.
Spero di essere sempre all’altezza nelle risposte e ribadisco le mie scuse per i ritardi ma vedete un po’ anche voi che se si ipotizzassero 10 minuti a quesito si raggiungerebbero molti minuti che corrispondono a più ore (in realtà è molto di più!).
Purtroppo essendo il mio servizio, come quello del geometra, totalmente gratuito dal canto mio devo dare la priorità al mio lavoro e solo in certi momenti posso dedicarmi ai vostri quesiti.
Spesso mi capita di rispondere direttamente via e-mail a chi mi lascia la propria casella di posta elettronica per poi riportare successivamente la risposta anche nel forum.
È chiaro che non faccio preferenze, cerco di rispettare i tempi di inserimento dei quesiti ma saltuariamente rispondo un po’ prima ai quesiti che mi arrivano firmati con l’indirizzo e-mail del mittente o quelli che mi arrivano direttamente alla casella info.impianti@libero.it
In particolare consiglio a quanti abbiano estrema urgenza che mi contattino direttamente via e-mail con quesiti attinenti alla mia specializzazione.

Colgo l’occasione per salutare tutti.
" Thu 2 May 2002 12:33:22

. "Ringrazio il gentile collega per le puntualizzazioni.
Peccato non abbia lasciato il suo indirizzo di posta elettronica, avremmo potuto raggiungerlo direttamente ponendogli una serie di altri quesiti.

Colgo l'occasione anche per scusarmi con i lettori per gli errori o le risposte poco corrette o inesatte.
Approfitto ancora per scusarmi dei ritardi e per ricordarvi che per quesiti urgenti potete direttamente inoltrare il quesito alla mia casella di posta elettronica info.impianti@libero.it

Distinti saluti.
" Thu 23 May 2002 09:18:16